Mindfulness: 6 Consigli per migliorare la meditazione

 

Sono giorni che provi a meditare ma senza risultati? Allora questa ANL fa per te, oggi ti parlo di 6 consigli tratti dal lavoro di Ronald D. Siegel sulla meditazione mindfulness.  Oggi vedremo come programmare la tua meditazione in modo che possa darti il massimo dei risultati. Si tratta di consigli preziosi che arrivano da anni di pratica e di ricerca… buon ascolto:

 

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Come forse avrai notato parto con un punto “fuori scala” cioè con la programmazione, attraverso una tabella che puoi trovare nel testo “Qui e ora” di Siegel e che ci mostra in modo molto semplice come fare a costruirci una nostra “tabella degli esercizi”, un po’ come succede quando t’iscrivi in palestra:

 

 

Eccola qui la nostra bella tabellina, come vedi si tratta di un modello semplice da utilizzare subito. Qui su PsiNeL hai a disposizione tutta una serie di meditazioni, formali ed informali, da poter utilizzare per riempire la scheda.

Tra le altre cose è bene ricordare che non c’è periodo migliore se non le vacanze per potersi dedicare alla meditazione.  Si lo so, meditare con il caldo non è il massimo ma se come me hai la fortuna di poter andare in ferie, ti consiglio di usare bene questo tempo.

 

Dedicandoti alla meditazione godrai ancora più a fondo le tue vacanze…e soprattutto avrai il tempo per riflettere su questi 6 preziosissimi consigli per meditare efficacemente:

1) Stabilisci degli spazi di tempo da dedicare alla  meditazione: Devi creare un’abitudine e come abbiamo visto in passato per farlo ti servono minimo due mesi di pratica continuativa. Per trasformare il gesto di portare la consapevolezza piena un automatismo… quasi paradossalmente parlando, visto che la mindfulness è il contrario degli automatismi.

Come farlo diventare un’abitudine facilmente?  Costringendosi a praticare per almeno 20 minuti al giorno per i primi 4 mesi…questo all’inizio è difficile come ogni cosa. Ma se sei intenzionato a provare sulla tua pelle gli effetti di queste pratiche PUOI partire con il piede giusto semplicemente facendo un piccolo sforzo per i primi mesi…e poi vedrai…

2) Medita insieme ad altre persone: siamo esseri sociali , luogo comune sottolineato da Siegel. Se riesci a frequentare dei corsi o dei gruppi di meditazione questo di certo potrà giovare alla tua pratica, soprattutto se trovi le persone giuste con cui coltivare questa che può diventare una passione. Avere accanto anche altre persone che meditano ci motiva a meditare e ci motiva a coltivare quell’atteggiamento mentale, che ormai spero sia chiaro, è di fondamentale importanza per la crescita personale…

Ecco perché te parlo così tanto…è non solo se pensiamo a tutte le teorie sui neuroni specchio, dove più siamo vicini a chi entra in un certo stato e più siamo guidati noi stessi in questo stato è un po’ come se la presenza altrui potesse aiutare anche la tua…entrando in risonanza. Guarda questo video:

 

 

Come hai visto nel video il tizio prende 5 metronomi e li fa partire in modo indipendente, con tempi diversi. Appoggiandoli sulle lattine i loro movimenti iniziano ad uniformarsi per un fenomeno detto risonanza. Se hai una chitarra a casa prova a fare questo tipo di esperimento, suona una corda e cerca di riprodurne il suono. Se ci riesci noterai che solo quella corda vibra e non le altre…

…significa che è entrata in risonanza con la sua stessa nota, ed è un po’ quello che forse succede dentro di noi attraverso i nostri neuroni specchio. Ecco perché è così importante condividere la meditazione ed è per questo  che nei corsi di PsiNeL c’è sempre uno spazio dedicato alla meditazione e per il prossimo anno c’è ne sarà sempre di più, ho in progetto dei percorsi bellissimi meravigliosi😉

3) Evita di fare l’impossibile: se lavori 12 ore al giorno, pratichi sport, hai 3 figli e due cani evita di pensare di poter dedicare 2 ore al giorno alla meditazione. Parti con un impegno realistico che sai di poter mantenere. Prima ti dicevo 20 minuti, ma in realtà ho iniziato con 5 e poi sono arrivato a 45. Per cui parti piano, ricordati che si tratta di. Una lunga maratona e non di uno sprint.

4) Circondati di promemoria: hai presente il giochino della scorsa. ANL per ritornare giovani? Ecco, un buon uso dei promemoria, che ti ricordino l’importanza di meditare e della tua pratica sono una buona cosa. Puoi scegliere ciò che preferisci, immagini che appartengono alla tua religione, creare un angolo della meditazione in casa, poesie, quadri, braccialetti, promemoria digitali sul cellulare o sul calendario di google…

…insomma ricordati di meditare e di portare l’ attenzione in modo mindful durante la tua quotidianità di tanto in tanto. Come dice Siegel, “nonostante anni di meditazione la mente  cerca costantemente di sfuggire al dolore, e di non accettare  i cambiamenti della vita“. Modificare il proprio ambiente in modo che ci ricordi l importanza di questo atteggiamento mentale può essere un validissimo aiuto.

5) Ogni momento è un’opportunità per praticare: il concetto è un po’ quello espresso nelle pratiche informali e allo stesso tempo come scopo finale di ogni pratica di meditazione. Siegel punta il dito sulla importanza di imparare a fare una SOLA cosa alla volta. Qualcosa che sembra molto banale alla luce degli studi sul multitasking, ma che in realtà è molto difficile da applicare. Provaci a me sta dando grandi risultati (prova la tecnica del pomodoro).

6) Ricorda ciò che NON è mindfulness: la mindfulness non è un rilassamento, non è una pratica religiosa; non serve a liberarsi dalle emozioni negative e neanche a crearne di positive; non è svuotare la mente o provare stati di eterna beatitudine…ma è accettare l’esperienza per quella che è, anche se spiacevole. Comprendendo a livello intuitivo (non concettuale) che noi siamo molto  di più dei nostri pensieri, delle nostre sensazioni  ed anche delle nostre emozioni.

Bene, siamo arrivati alla fine dei nostri consigli. Come avrai notato questi possono essere presa tutti come dei promemoria da tenere a mente. Infatti la mia esperienza nel formare le persone in questo campo, mi ha più volte dimostrato che le persone tendono a dimenticarsi di questi consigli.

Ci dimentichiamo cosa non è la meditazione e di tanto in tanto anche l’atteggiamento mentale che ci sta dietro.   Qualche tempo fa ti ho parlato di come evitare di cadere nel “pilota automatico” quando mediti. In pratica le prime volte che pratichi, non avendolo mai fatto, la cosa ti costringe a restare presente. Ma via via che ti abitui, potresti iniziare a fare ciò che fai tutti i giorni, dividere la tua attenzione fra la pratica e i tuoi pensieri.

Questo che in altri contesti potrebbe risultare positivo, non lo è nei primi tempi. Per cui, modifica il tuo ambiente affinché ti venga più facile applicare questi consigli, compila la tua tabella, della quale discuteremo a fondo nella prossima ANL …e fammi sapere la tua opinione o le tue perplessità, lasciando un commento.

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A presto
Genna

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3 Commenti
  • Ciao a tutti:)

    @ anonimo: certo ma devi essere allenato e soprattutto …devi farlo in modo informale e con gli occhi aperti 😉

    @ Luca, certo puoi farlo ma il rilassamento non è meditazione…puoi iniziare con il rilassamento ma poi passa alla meditazione.

    Genna
    Spiaggiato;)

  • Ciao Genna! Ho un dubbio: e'possibile fare durante il giorno il "rilassamento in tre secondi" (a cui hai dedicato un articolo nel blog) e svolgere delle pratiche informali di meditazione magari ponendo l'attenzione sul corpo (chiaramente so che sono pratiche diverse) o si rischia di fare "confusione" ?

  • Ma posso meditare anche mentre guido?

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