Comunicazione Efficace: 7 Strategie di comunicazione provocativa

 

 

 

 

 

 

 

 

Sai che cosa è la comunicazione provocativa? è uno dei tanti modi che si possono utilizzare per aiutare le persone ad assumere “un nuovo punto di vista”, quello che in psicologia chiamiamo “ristrutturare il campo cognitivo”. Se segui la PNL forse sai che uno dei terapeuti modellati da Bandler è stato il famoso Frank Farrelly il creatore della terapia provocativa.

Ecco 7 strategie per la comunicazione quotidiana:

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Come ti ho detto più volte pare che lo stesso Farrely abbia in un qualche modo modellato Erickson. Non conosco le loro relazioni ma leggi questo estratto: si reca da Erickson un paziente obeso con diversi problemi che lamenta come in genere i medici gli mentano, allora il geniale medico dopo aver ascoltato il paziente che si auto definiva “un tombolotto insignificante” gli dice:   “…

Lei non è un tombolotto insignificante, grasso e disgustoso, ma il più grasso, inutile e disgustoso pezzo di lardo che abbia mai visto, ed è davvero spaventoso guardarla…” Ahahah come pensi che abbia reagito il paziente? Ha pensato ” ahhh eccolo finalmente uno che mi dice le cose come stanno che non mi prende per i fondelli“.

So che può sembrare azzardato ma credo che questa sia terapia provocativa! Le manovre ericksoniana non erano affatto casuali come spesso si tende a credere, ma il frutto di anni di pratica clinica. Allo stesso modo provocare può essere utile in diversi contesti, dal motivare tuo figlio a fare qualcosa ad aiutare un amico che ti sembra in difficoltà, fino ad utilizzarlo nel lavoro, nella vendita, ecc.

Ovviamente vine da se che per farlo serve una certa preparazione ed una ottima abilità di relazione…   …senza di queste sarebbe come andare da un dentista che non usa l’anestesia. Il trapano è lo strumento più rapido ed efficace, ma può fare davvero male, ecco perché ci anestetizzano. Entrare in rapport è un po’ come l’anestetico compreso di macchinari per vedere se il paziente sta bene.

Si perché se sei davvero in rapport puoi comprendere facilmente se stai offendendo o provocando…cose molto diverse ma sottilmente vicine.   Spero sia chiaro che queste tecniche sono un po’ da “combattimento” e non per tutti. Se non sei una persona già preparata in questo campo evita di lanciartici immediatamente.

Prima fai un po’ di altri esercizi legati al rapport e alla presenza, scopri come funziona il linguaggio ed i modelli linguistici della PNL…e poi potrai applicare queste “provocazioni” in ogni campo…

…da quello delle relazioni d’aiuto (come nel mio caso) alla vendita, alla motivazione dei tuoi collaboratori, all’educazione ecc. Al termine della presentazione di queste tecniche ti parlerò approfoditamente del modello.

Bene adesso vediamo da vicino queste 7  strategie di comunicazione provocativa:

1) Interruzione di schema: questa tecnica a noi nota con questo esatto termine, viene chiamata da Nick Kemp come interruzione della persona. È qualcosa di molto fastidioso, per cui ti consiglio una grande dose di rapport. Possiamo dividere questi modi di interrompere le persone due modalità:   Verbali e  non verbali

i verbali possono essere delle semplici paroline “buttate lì” come ripetere (mentre il nostro interlocutore sta parlando) “allora…allora…allora” sino a quando non si ferma. Oppure essere un po’ più duri come dire “attento…attento” o addirittura “fermati!” per poi inserire un nuovo discorso. Poi, come abbiamo visto in passato, puoi fermare una persona con un semplice gesto non verbale, come quello che fa un vigile con la mano per indicare di stare fermi al semaforo.

Tutte queste interruzioni devono essere utilizzate quando pensi che il tuo interlocutore stia in un qualche modo danneggiando se stesso, magari un tuo amico che continua a lamentarsi, o qualcuno che dipinge un qualche futuro catastrofico…insomma quando sentì che il proseguire di quella conversazione non porta da nessuna parte. Oppure, per zittire qualche persona che in quel momento NON gradisci 😉

2) Dare la colpa o non dare la colpa: …è un mix del cambio di riferimento tipico della PNL mescolato alla tecnica dell’ altro risultato degli sleight of mouth …in pratica si tratta di provocare l’altro confermando che sconfermando le sue colpe. Se ad esempio un marito abbandonato ti dice “lo so lo so che è tutta colpa mia se mi ha lasciato” rispondere “dai non è vero che è colpa tua” è uno sconfermare la sua realtà …

…invece per paradosso potrebbe essere più utile e ottenere anche un maggior rapport confermare la sua colpa, es: “Bhe, è bene che tu ti renda conto di quanto è tua la responsabilità in questa faccenda”. Nella PNL si cambia il riferimento, cioè quale è il soggetto della frase, per ottenere un effetto simile …ad esempio “il mio capo dice che sono un incompetente” risposta…”quindi tu sei incompetente?”…

3) Uso intenzionale del paraverbale: come ad esempio parlare ad alta voce o a bassa voce, rallentare, fare lunghe pause spiazzanti e via dicendo. Il volume della voce e in particolare il paraverbale ha un forte effetto sulla nostra psicologia. Immagina una persone che urla in biblioteca o uno che parla sommessamente in un pub…cambiando registro del tuo paraverbale puoi avere degli enormi effetti provocatori…   …giocarci nei prossimi giorni, magari scardinando le regole sociali, e sempre stando attento a non ferire ed offendere chi ti sta attorno, tieni sempre a mente che i tuoi obiettivi sono  di crescita personale tua e degli altri. Fai questi esercizi se vuoi migliorare la tua capacità di gestire la tua comunicazione para-verbale.

4) Chunkin down o up: questo è il termine che si usa in PNL per descrivere se spezzettare gli elementi della conversazione, magari facendo domande tipiche del metamodello (il chunking down), spezzettando ed andando verso la parte sensoriale della esperienza…oppure facendo l’esatto opposto, generalizzando la esperienza, un po’ come si fa con il milton model. Se conosci i modelli linguistici sai quanto possano essere provocativi se usati “male”…

…es. di chunking up: “mi sono accorto di essere un debole, l’altro giorno il mio capo mi ha guardato ed ho iniziato a tremare” risposta provocativa: “mmm quindi quando qualche figura autoritaria ti guarda te la fai sotto…giusto?”;)) Oppure andando nello specifico (chunking down) “mi sento proprio come uno straccio”…risposta “che tipo di straccio specificamente”.

5) Prescrizione del sintomo: o come la chiama Kemp invitare a perseverare. Tutti i clinici conoscono questa tecnica di intervento, perché la sua applicazione se ben fatta da buoni risultati. In pratica si tratta di invitare la persona a continuare a fare i suoi errori…ad esempio “se continuerò a mangiare in questo modo mi verrà un infarto”; risposta: “bene, se ti fa sentire bene dovresti mangiare ancora di più…in questo modo raggiungerai prima il tuo obiettivo di avere un infarto”.

Ci tengo a precisare che nella clinica non si usa in questo modo, cioè bisogna essere un po’ più scafati ed indiretti affinché funzioni bene. Mentre ad un livello conversazionale, far capire in un qualche modo che si sta semplicemente esagerando, può essere una buona strategia di cambiamento e crescita personale.

6) Raccontare una storia: proprio come faceva Erickson possiamo provocare un cambiamento raccontando una storia che apparentemente non c’entra nulla. . Es. “Quindi lei mi deve dire esattamente cosa ha intenzione di fare in questo caso” risposta “Bhe questo mi ricorda una storia, quando ero piccolo ecc ecc”. Il trucco è cambiare discorso con la storia e fare in modo che la persona ti segua nella storia, cosa non facile…e cosa ancora più difficile è raccontare una storia che in un qualche modo aiuti il nostro interlocutore ad uscire dalla sua impasse.

Negli anni su Psinel abbiamo parlato più volte di quello che in letteratura viene chiamato “story telling” cioè di quelle abilità che ti permettono di diventare più bravo nel raccontare storie. Clicca qui e dai un’occhiata a questi esercizi per migliorare la tua capacità di costruire storie che possano provocare un cambiamento. 

7) La domanda digitale: anche questa famosissima in PNL. E non so se ti torneerà in mente adesso o più tardi. Si tratta di un presupposto, dove tu decidi le alternative della domanda. Qualcosa di conosciuto da secoli nella retorica classica ma che viene sfruttata solo da pochi anni per ottenere dei cambiamenti comportamentali e non solo.

L’uso più elegante è stato teorizzato da Alessandro Salvini e da Giorgio Nardone nel loro testo “Il dialogo strategico”. Qui trovi un documento interessante che riassume le sue parti più importanti.   Puoi trovare questo modello descritto in modo preciso nel mio corso multimediale “Fai la domanda giusta“.

Gli esempi sono infiniti e possono avere sia un carattere permissivo (in stile ericksoniano, fino a diventare un’altra tecnica, quella della copertura di tutte le possibilità) oppure provocativo…es: “la pianti ora di fare il cretino o hai bisogno di qualche minuto?”.   Tieni sempre presente che provocare NON significa essere maleducati, irrispettosi o peggio ancora aggressivi perchè “più forti” o “migliori degli altri”. Obiettivi che spesso hanno le persone quando mi chiedono di migliorare le loro abilità relazionali.

E’ qualcosa che serve per superare gli stalli nella vita, soprattutto se ti occupi di relazioni d’aiuto e di formazione.   Immagina la provocazione come “una spinta” oltre i confini della propria mappa del mondo. Un modo forte di creare dei cambiamenti, qualcosa che tu sai già fare naturalmente.

Guarda anche gli altri video di Kemp, e se ti piace il suo approccio ti prometto di dedicarci qualche post.   Applica con “grano salis” queste tecniche e fammi sapere che risultati hai ottenuto (mi manlevo da ogni responsabilità per un uso improprio di questo materiale ;))… lasciami un commento e fammi sapere cosa ne pensi.

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A presto
Genna

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4 Commenti
  • Ciao Michelangelo,
    ci sono un sacco di modi…fra i miei preferiti c'è la meta-comunicazione…es: "sei uno stronzo"…risposta: "hai notato il tuo tono di voce mentre mi dicevi…sei uno stronzo?":)

    Oppure, cambio di indice referenziate: "sei uno str…" Risposta "mmm non ho capito quindi stai dicendo che sei uno stronzo?":)

    Puoi praticamente usare tutti gli stessi modelli linguistici per rispondere in modo "creativo";)

  • Come rispondere ad una provocazione/offesa/ingiuria/scherno/oltraggio?

  • Grazie Luca 🙂

  • Molto interessante questo insieme di strategie….purtroppo (per me) prima di poterle applicare nella realta' mi serve un sacco di lavoro su rapport, metamodello ecc ecc . Cio non toglie che l'articolo e' molto interessante 🙂

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