Psicologia: 5 consigli per restare giovane…o ritornare giovani ;)

 

 

Ti piacerebbe restare “giovane per sempre”? È una delle speranze segrete di chiunque abbia superato una certa età e vede il proprio corpo e la propria mente come “vecchi”. Nella ANL di oggi vedremo una serie di studi davvero molto affascinanti su come restare “psicologicamente giovani”…dopotutto se ci pensi è questo quello che fa la differenza fra chi “si sente vecchio ed agisce da vecchio e chi invece si sente giovane…

Sei riuscito ad ascoltarlo? Questi consigli tranne l’ultimo sono tratti da “Rip it up” uno degli ultimi lavori del prof. Richard Wiseman..che prende a sua volta questi dati dagli studi di Ellen Langer professoressa di psicologia ad Harvard che ha trascorso la maggior parte della propria vita studiando la psicologia degli anziani e in questo modo scoprendo come “tornare giovani”.

In pratica la Langer ha confermato quello che il “senso comune” pensa da anni: se ti comporti da giovane diventi davvero un po’ più giovane. Si lo so, non si tratta del “senso comune comune” ma di quello che dentro di noi abbiamo provato ogni volta che ci siamo trovati a parlare con i nostri amici dei “tempi andati” e ci viene subito voglia di rifare quelle “pazzie giovanili”;)

Il “come se” ė un fenomeno complesso che si basa su diverse teorie psicologiche, prima fra tutte quella basata sulle profezie che si auto avverano e di cui lasciò la parola al collega Luca Mazzucchelli che in un suo bel video ci spiega di cosa si tratta:

Sei riuscito a vederlo? Lo so che sapevi già tutto ma è meglio ascoltare opinioni nuove anche su cose vecchie. Altro aspetto fondamentale del “come se” è quello legato alla emboided cognition che ci mostra ogni giorno di più come il sistema mente-corpo funziona.

Se in pratica ti muovi come se fossi giovane attivi parti del tuo cervello che ti fanno sentire davvero giovane e viceversa…cioè se pensi di essere giovane ti muoverai come una persona giovane.  A quanto pare questo sistema non è un circolo chiuso ma un sistema aperto che viene in un qualche modo influenzato anche dall’ambiente in cui vivi e dalle persone che conosci…oltre che da ciò che leggi, ascolti e vedi.

Insomma ogni cosa può interagire con questo sistema, purtroppo anche il tuo ambiente di lavoro…   …così se lavori a contatto con gli anziani è possibile che tu ti senta un po’ più anziano della tua età. Per comprendere al meglio questo fenomeno provalo sulla tua pelle, seguendo i 5 consigli tratti dagli studi della Langer…più un mio consiglio tratto dalla mia esperienza clinica:

 

 

1) Prenditi cura di qualcosa che sai gestire: in diversi studi è emerso che chi doveva occuparsi di una pianta domestica si sentiva relativamente più giovane e maggiormente in controllo sulla propria vita … parafrasando, continua a coltivare le passioni in cui sei abile, come suonare uno strumento, giocare ad un gioco qualsiasi, carte, bocce, qualsiasi attività in cui tu possa sentirti utile ed in controllo.   Il classico è proprio la pianta da curare, e curando la pianta curiamo noi stessi e gli altri in una logica circolare del come se…ovviamente lo stesso vale per animali ed esseri umani, con i quali le cose si complicano e non di poco. Anche un pesce rosso va bene.

2) Mantieni la mente attiva: in uno dei molti esperimenti della Langer, ha testato questo fenomeno attraverso delle semplici domande quotidiane in un reparto ospedaliero. Ad alcune persone venivano fatte delle semplici domande quotidiane, come cosa hai mangiato ieri sera o come si chiama la capo sala. Le persone sottoposte a questi piccoli esercizi hanno registrato un grado “reattività alto”, erano più attenti e con maggiore memoria, e questo innalzava anche la loro autostima.

Oggi lo sappiamo più che mai con tutti i giochi, i braintrainer, la settimana enigmistica, come si dice, il cervello è come un muscolo, se non lo usi si atrofizza…fortunatamente come per ogni muscolo, con un po’ di riabilitazione si può ri-allenare. Quindi, mantieni attivo mentalmente, invece di usare la calcolatrice, fai i conti a mano o ancora meglio a mente… anche leggere PsiNeL può aiutarti a mantenerti attivo mentalmente.

3) Frequenta i giovani: negli esperimenti della Langer è emerso chiaramente che le persone che passano più tempo con altri più giovani, sono più giovani. Ti basta fare un giro nelle scuole per capirlo, vai a vedere le insegnanti delle elementari e con frontale con quelle universitarie, resterai sbalordito dai loro diversi stili di vita. Ma la stessa cosa puoi farlo con un professore universitario che vede giovani tutto il giorno ed un impiegato dell’inps.

…nota queste differenze e vedrai che stare in compagnia di persone giovani ci fa sentire più giovani. Spesso nella nostra società questa situazione arriva a limiti imbarazzanti, dove ci sono 50 enni che vanno in discoteca con i figli, nulla in contrario, forse hanno compreso spontaneamente questo principio…ma credo che si possa rimanere giovani anche solo frequentando chi è psicologicamente giovane ed evitando o per lo meno limitando gli incontri, con chi è psicologicamente vecchio.

4) Muoviti attivamente: fai questa prova, muoviti ed agisci come se avessi 20 o 10 anni di meno…sono tantissimi gli studi che parlano bene del ballo come riattivatore della giovinezza. Ballare ti costringe a muoverti come se fossi giovane (ovviamente se non lo sei;)) …cerca sport e attività che ti facciano sentire in quel modo…

5) Trattati bene: ci sono numerosi studi che mostrano come le donne si sentano più giovani dopo essere state dal parrucchiere, lo stesso vale per l’acquisto di nuovi vestiti …prenditi cura di te facendoti un regalo di tanto in tanto, curando la tua persona, magari andando in una SPA. Uno dei segni di invecchiamento sta proprio nella tendenza a non prendersi più cura di se stessi e guarda caso le persone che sono psicologicamente più giovani, fanno l’esatto contrario …

6) “Come se in azione”: questo esercizio non è preso dagli studi della langer ma dalla mia esperienza…se vuoi provare l’effetto del “come se” per sentirti più giovane fallo poco per volta..Lascia dei post-it con su scritta una bella G grande, che sta per giovane, mettilo sulla porta di entrata ed ogni volta che esci di casa immagina per 5 minuti come saresti e come ti sentiresti se fossi di 20 anni più giovane, cammina, muoviti come se fossi più giovane, solo per 5 minuti…   …come ti dicevo nell’audio, puoi usare questo “schema” con qualsiasi altra abilità psicologica che tu voglia incrementare.

Puoi ad esempio mettere un post-it nella porta del tuo ufficio, con una bella A grande, ed ogni volta che riesci a notarla (mentre entri ed esci dal tuo ufficio) fingi di avere tutta la Assertività necessaria. Comportati come una persona assertiva per 2 o 3 minuti con tutti quelli che incontri…ecc.

E’ infine torniamo alla nostra mindfulness, e magari ti starai chiedendo cosa c’entri la meditazione con un programma che cerca di fare proprio il contrario. Invece di farti sentire nel presente ti dice “fai come se fossi più giovane”…invece di mostrarti quella che potremmo chiamare “realtà” ti dice “fingi che non sia così”.

Questi studi ci dimostrano che la nostra età è collegata alla nostra psicologia ma non devono diventare una scusa per fare i giovani ed ignorare lo scorrere del tempo. Molte persone cadono in questo tunnel, cercando di restare giovani tutta la vita…perché? il primo fattore è estetico, ma il secondo fattore è ancora più importante, la paura che la nostra vita finisca. Ecco se ti trovi a quel punto evita di fare questi esercizi e medita…

medita sullo scorre del tempo e medita sul  tempo presente. Lo so che sembra qualcosa che sconferma quanto scoperto dalla Langer ma in realtà non è così. Una cosa è vedere se il noto effetto “come se” funziona permettendoci di sentirci come più giovani e un’altra è andare alla ricerca della fonte di “eterna giovinezza”…

…cadendo ancora nella trappola “non sono ancora riuscito a raggiungere ciò che desidero ma quando ci riuscirò ecco che finalmente mi sentirò bene“… ecco, diciamo che se inizi a sentirti bene puoi evitare di sbatterti! ma a parte gli scherzi sono più che convinto della necessità di questo tipo di atteggiamento mentale, soprattutto se vuoi e desideri “essere più giovane”.

Ecco un video dove la stessa Langer ci parla della importanza di coltivare la mindfulness:

Nella prossima ANL si tornerà a parlare di minfulness e di come fare… vabbè è un segreto…ti aspetto per la prossima ANL 😉

Se come me sei un curioso di questo mondo ti sarai reso conto che ormai quella che chiamiamo “mindfulness” è ormai sulla bocca di molti… una moda? per me una semplice presa di consapevolezza.

Concludendo: il potere di ciò che credi su te stesso/a può modificare come ti comporti e la qualità della tua vita. Sentiti più giovane se lo desideri, ma sempre con un “ancoraggio nel presente” …fammi sapere cosa ne pensi, in questo caldo Luglio…e se ti è piaciuto il post …clicca su mi piace 🙂

A presto
Genna

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5 Commenti
  • Io a volte mi sento troppo giovane!
    Ieri stavamo parlando dei nuovi soci della nostra Associazione, e stavo parlando di una certa Michela. (Io ho 60 anni, i miei interlocutori, mediamente, 30 anni di meno). Ad un certo punto ho detto: “vi ricordate, è quella signora che ha una certa età”!
    Poco dopo mi è venuto in mente che la sig.ra Michela è più giovane di me di qualche anno!

  • Ho cominciato a sentirmi vecchio: quando le rgazze che incontravo in bus o in treno mi davano del lei, quando ballare in discoteca mi faceva il fiato corto, quando d'inverno la voglia di fare viaggi tropicali si affievoliva, quando vedendo giovani sforzarsi per qualcosa io tornavo al mio sforzo di quando avevo la loro età e stimavo l'effettiva utilità di tanta profusione di energia. Ho accettato d'esser vecchio quando ho scambiato spontanei sorrisi con giovani sconosciute, quando mi sono dato i giusti tempi di recupero dopo sforzi intensi, quando ho usato i soldi per fare viaggi dandoli a nio figlio per laurearsi, quando stimo come fare qualcosa col minimo sforzo quindi ho ripreso a suonare il sitar, a fare quasi quotidianamente I Cinque Tibetani ad innamorarmi di idee come lo Zeitgeist, il M5S … e mi sento meglio di quand'ero più giovane, con meno incognite e più consapevolezza. Ciao e grazie dei consigli da "FabioMariaAgostinelli" 1952

  • ciao
    non riesco a sentire l'audio in entrambi i player 🙁

    Luca

  • Ciao Andrea,
    secondo me sei vittima dell'effetto priming…o meglio lo siamo entrambi …lascia che mi spieghi meglio, riascoltando l'audio mi sono accorto di assomigliare molto al bravo Roberto Re…e, correggimi se sbaglio hai avuto la stessa impressione 🙂

    Eh si…è proprio su quello che giocano i pubblicitari, sul venderti ciò che non c'è…ciò che può essere psicologicamente conveniente…e che quindi, essendo psicologico…è "placebo" (fino ad un certo punto;))

    Mi hai fatto venire in mente una cavolata che ho appena comprato per il mio gatto…una fontanella elettrica in cui c'è l'acqua che continua a scorrere. L'ho acquistata perchè amo il mio gatto e sono convinto che lo invogli a bere.

    Bene, l'altro giorno mi metto a guardare il pakagin (la scatola che conteneva il prodotto) sopra c'era l'immagine della fontana con scritto "e ci sono ben 3 punti di abbeveramento"…con una precisa descrizione. Ahahahah…in realtà si può bere in qualsiasi punto della fontana, solo che i 3 "punti di abbeveramento" con tanto di descrizione creano una realtà finta nella mente dell'acquirente…

    "ma che bravi, hanno anche fatto i 3 punti di abbeveramento"…ci scommetto che in realtà quello è opera degli omini marketing…che si sono detti "quali altri vantaggi possiamo vendere?" ed ecco sti 3 punti inutili 🙂

    Andrea completamente d'accordo con te…ascoltare piuttosto che guardare è forse uno dei metodi migliori per non farsi fregare (come dice Wiseman) …

    Grazie come sempre per i tuoi preziosi feedback
    Genna

  • Ciao Genna,
    questo post mi ricorda anche un suggerimento in Smettila di Incasinarti, anche se forse può sembrare fuori tema… ovvero di ricordarci da dove siamo partiti, anche se nel miglioramento personale abbiamo fatto tanta strada;))…
    Ora, venendo un attimo all'effetto placebo, mica questo funge anche da leva da parte dei pubblicitari per venderci prodotti farmaceutici, suggerendoci che un prodotto (magari una bomba chimica) ci facia bene quando in realtà, un telespettatore più accorto può rendersi conto che il più delle volte è una bufala bell'e buona? Pensiamoci un attimo quanto i publicitari ci giocano bene col principio effetto placebo… Magari da ora in poi, maggiore orecchio agli annunci publicitari e tenere un po' chiusi gli occhi, così ascoltiamo con maggiore attenzione gli annunci e individuiamo facilmente le fregature, senza lasciarci suggestionare dalle immagini ad effetto…
    Andrea

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