Le 12 leggi delle emozioni (Vol 2)

Sai che cosa è l’Intelligenza Emotiva? Molto probabilmente si:) e parlando di emozioni sono certo che conosci Paul Ekman diventato noto per la serie tv “Lie to Me”. Ekman non è l’unico ricercatore che ha dedicato la propria vita al mondo delle emozioni. Henri Nico Frijda è un professore Universitario che ha fatto altrettanto e nella ANL voglio mostrarti le sue 12 leggi  emozionali

 

 

 


Sei riuscito ad ascoltarlo? Come ti dicevo si tratta di uno studio del 2007 che ho pubblicato in questo post nel 2009. Frijda come Ekman ha iniziato i suoi studi con le espressioni facciali ma poi si è anche dedicato ad altri aspetti, in modo specifico a quelle caratterstiche comuni delle emozioni.

Frijda ha battezzato queste caratteristiche comuni come “leggi delle emozioni”. Le ha chiamate leggi perché tutte le emozioni seguono questi stessi pattern di risposta, anzi si può dire che si sia concentrato esclusivamente sul modo di rispondere e di gestire le emozioni.

Essendo reazioni comuni, ascoltandole ti sarai reso conto che da sempre “rispondi alle emozioni in questo modo”…ma magari non ci avevi mai fatto “mente locale”.  Un po’ come gli studi di Kahneman anche questi ci offrono un’opportunità rara, quella di avere una migliore conoscenza di come funziona il nostro cervello.

Esattamente come i bias del pensiero (errori di ragionamento) messi in luce dagli studi di Kahneman e Trvesky che sono oggi utilizzati nella “finanza comportamentale” anche le “leggi di Frijda” hanno diversi risvolti pratici, e visto che la descrizione delle leggi la trovi in questo post…

…oggi rivedremo le leggi in termini pratici e in modo particolare ti mostrerò come la meditazione sia ancora una volta lo strumento di gestione delle emozioni più potente in assoluto, come diceva un vecchio slogan “provare per credere“:

1) Situazionale: le emozioni sono situazionali cioè legate al contesto. Per questo può essere utile agire sull’ambiente in cui viviamo per migliorare il nostro rapporto emotivo. Bastano anche solo piccoli cambiamenti per ottenere grandi risultati. Attraverso la meditazione puoi apprendere come creare un migliore ambiente interiore.

2) Motivazione: sono gli interessi ed il valore che diamo alle cose a determinare le nostre reazioni emotive. Ecco perché dovremmo allenarci a fare un passettini indietro quando ci rendiamo conto di essere “troppo coinvolti”, la meditazione può essere un valido aiuto per disidentificarsi dagli interessi che potrebbero ferirci, come nell’esempio degli invasati di calcio.

3) Realtà apparente: siamo noi stessi a dare la vera interpretazione dei fatti, se pensiamo che una certa cosa vada in un certo modo, ci attaccheremo a quel significato con le unghie, anche se non ha alcun riferimento reale. Anche in questo caso avere una visione chiara di come ci identifichiamo con le nostre rappresentazioni può esserci d’aiuto.

4) Cambiamento e abitudine: la 4, 5 e 6 legge ci mostrano come le emozioni siano scatenate dai cambiamenti che ci accadono, di quando queste diventino velocemente delle abitudini e di come si facciano continuamente dei confronti su come vorremmo sentirti e come ci sentiamo davvero.

Meditare ti permette di cogliere l’impermanenza delle cose (come direbbero i buddisti) e in questo modo essere meno in balia delle onde emotive per apprendere sempre più come creare una base stabile, anche durante le tempeste emotive più rapide, più coinvolgenti e sopratutto attenuando il giudizio…fonte di ogni sofferenza.

7) Asimmetria emotiva: l’uomo non è nato per essere felice ma per sopravvivere:) lo so questa sembra una convinzione limitante (ed in parte la è) ma si tratta di una constatazione evolutiva. In pratica tenere a mente le emozioni negative, rispetto a quelle positive può risultare più utile alla nostra sopravvivenza.

Fortunatamente le condizioni socio economiche ci permettono di superare quella fase evolutiva via via che la società cresce può migliorare in modo da evolverai abbandonando questi schemi ancestrali. Questo viene mostrato bene nel modello di Graves delle dinamiche a spirale. Ancora una volta la meditazione può accelerare questo processo evolutivo.

8) Conservazione dell’emozione: quando gli eventi che viviamo sono tanto carichi emotivamente queste sensazioni possono restare a lungo…e come dicevamo poco fa, se queste sono negative hanno la tendenza a perpetrarsi ancora più a lungo. Ancora una volta ci torna utile la mindfulness, che come forse già sai non si occupa di far svanire l’emozione…   …ma ti allena a viverla ed accettarla senza farti troppo male. Attraverso la disidentificazione è possibile riconoscere che l’emozione è ancora presente, accettarla e lasciarla andare.

9) Chiusura: alcune reazioni emotive ci spingono a vedere il mondo in bianco e nero, a dare delle risposte binarie rendendoci ciechi a tutte le diverse sfumature che ci sono nel mezzo. Un buon esercizio è notare quali sono quelle emozioni e quei contesti che ci fanno scattare questo tipo di comportamento e via via…notandolo momento per momento, iniziare a rispondere in modi diversi, modulando la propria reazione.

Lo so che può sembrarti difficile, ma spesso basta la semplice attenzione consapevole per iniziare a modificare i nostri comportamenti disfunzionali. Le emozioni binarie rispondono molto bene alla nostra attenzione, lo vedo quotidianamente nel mio studio quando assegno qualche compito simile. (anche senza mindfulness;)).

10) Conseguenza: fortunatamente il nostro modo di pensare e di comportarci non dipende solo dalla “spinta emozionale” ma anche dal nostro modo di pensare alle conseguenze che deriverebbero dal nostro comportamento. Se vedi una bella ragazza non puoi saltarle addosso, primo ti rifiuterebbe al volo e secondo ti denuncerebbe per stupro.

Qualcuno potrebbe chiamare questo atteggiamento come “coscienza”, cioè come la capacità di vedere gli effetti delle proprie azioni nel futuro. E’ si un buon modo per modulare le emozioni più basse e trainanti (come quelle legate alle pulsioni sessuali o di aggressività) ma è anche un sistema su cui è utile fare mente locale. Pensaci, quali sono le conseguenze che guidano le tue emozioni?

11 e 12) Il guadagno emozionale: queste due leggi (quella del peso leggero e del profitto) sono collegate. La prima ci dice che tendiamo a far si che le emozioni troppo forti vengano ristrutturate. Se ad esempio, come me, hai “fuso il motore” dell’auto, potresti pensare che non è stata colpa tua ma che l’auto era vecchia (e invece dovevo solo guardare il livello dell’olio ;))…   …è il famoso meccanismo della dissonanza cognitiva.

Mentre quella del guadagno ci dice che tendiamo ad utilizzare le emozioni negative per ottenere un vantaggio secondario. Ehm mi scuso perché nell’audio non ho ben chiarito questo punto. Che è molto importante, quante persone conosci che usano la loro ansia o la loro depressione per farsi aiutare??  Spendiamo due parole in più su questa legge. Perché mai uno dovrebbe usare le emozioni negative per fare qualcosa?

bhe effettivamente lo facciamo sempre, spesso in modo sano. Un senso di colpa può spingerci a dare di più o la paura può spingerci ad essere più attenti e centrati. Le cose si complicano quando c’è di mezzo quello che viene chiamato “vantaggio secondario”…

…in pratica, quando chi vive quelle emozioni non si accorge di esprimerle ai suoi cari per ottenere qualcosa in cambio. Affetto, amore e attenzione, sono spesso le cose che si chiedono. Se noti di essere tu a comportarti così, smetti di parlare dei tuoi problemi e fai una sorta di “gioco del silenzio“…

…mentre se è una persona che ti sta accanto ad utilizzare le emozioni negative per farsi aiutare e per ottenere il “vantaggio”, allora l’unica cosa che puoi fare è evitare di darle quelle attenzioni che ti chiede. Essere forte e farle comprendere che quello è il modo sbagliato di richiedere “amore”.   Come ti raccontavo nella ANL queste leggi sono uno dei contributi più importanti che Nico Frijda abbia dato al mondo delle emozioni.

Lo scoprire quegli “universali” che soggiaciono alle emozioni non è una cosa da tutti i giorni. Analizzare questi 12 punti nella propria vita può renderci più consapevoli e più emotivamente intelligenti 🙂

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A presto
Genna

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7 Commenti
  • Ciao Niccolò,
    provo a postarti qualcosa che può rispondere alle tue domande:

    Nella rubrica sulla creatività trovi un sacco di tecniche per aumentarla…anche i famosi sei cappelli di De Bono:

    http://www.psicologianeurolinguistica.net/2011/07/creativita-tanti-consigli-per-aumentare.html

    Poi, sul percorso di apprendimento anche qui c'è una rubrica che trovi qui a destra. Ognuno ha un proprio modo di apprendere, ci sono tante modalità e in quella rubrica trovi le più conosciute.

    Mmmm vediamo un pò, tu hai la patente? quante ore hai impiegato per imparare a guidare? di certo non meno di 10 ore…

    …però se vuoi fare il pilota nella vita ti servono di certo più ore. Ok, non voglio ridurre tutto al numero di ore, ma è l'elemento più concreto con il quale possiamo fare i conti. Se poi invece vogliamo dire che è una cosa "innata"…allora chiudo subito baracca e burattini e mi do alla musica 😉

    Nel senso che non amo pensare che le persone non possano crescere, cosa che purtroppo invece viene imposta dal classico "quello è portato e quell'altro no".

    Nella mia vita ho visto e continuo a vedere che chi si applica ottiene risultati, mentre chi non lo fa semplicemente non progredisce. Per cui, penso che 10000 ore per apprendere qualcosa di importante siano più che ben spese 😉

    Grazie

  • Sì ho letto, molto molto interessante ti ringrazio, anche se però 10000 ore possono essere passate in maniera più o meno efficiente e produttiva 🙂 Cmq mi p piaciuto anche il video che hai messo, a questo punto ti chiedo

    Potresti fare un anlisi su qualifattori entrano in gioco durante l' apprendimento intendo come percorso della nostra mente, e inoltre c'è qualcosa nel blog che fa riferimento su come si possa aumentare l'ispirazione o la passione verso una cosa. Non crearla da zero, non avrebbe senso, ma qualcosa per potenziarla, in modo tale da rendere ancora più efficienti le 10000 ore che sono necessarie?

    Grazie

  • Ciao Niccolò,
    per citare un'antica trasmissione : "non è mai troppo tardi":)
    Ho conosciuto ottantenni che imparavano il tedesco, sessantenni che diventavano chitarristi…

    Hai letto il post sulle 10000 ore?;)

  • Ciao genna!

    So di andare fuori tema,
    ma è vero che si può sempre imparare anche dopo la cosiddetta "fase critica?" Ad esempio a me piacerebbe cimentarmi nel mondo della musica facendo il deejay anche se ormai ho passato i 20 anni, potresti fare un articolo a riguardo? Intanto ho trovato qusto articolo http://www.corriere.it/salute/12_aprile_30/chitarra_limite_eta_didiodoro_e3a9ca4e-904f-11e1-803b-373c4ae603d3.shtml
    Potresti trattare l'argomento?
    Sarebbe stupendo per tutti coloro che vogliono imparare a qualsiasi età 🙂

    Niko

  • carissimo Gennaro hai dei post sulla Resilienza? grazie e ciao
    cleme

  • Grazie Michelangelo 🙂

  • Bellisimo articolo

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