Psicologia e sport: L’angoscia del tifoso…come evitarla :)

Ciao,

sei tifoso di calcio? il nostro sport di puntanasconde una pericolosa insidia che puòaiutarci a capire uno dei meccanismi piùimportanti della mente: la identificazione.Dopo neanche 10 anni da psicologo ho giàsentito più volte la frase: “dottore io nonposso più essere tifoso della mia squadradel cuore, mi fa soffrire troppo”…

Ti è mai capitato? è comune che una passionediventi un’ideale e questo prenda la propriavita, spesso è qualcosa di meraviglioso comel’amore per la musica, la poesia, il propriolavoro (qualsiasi esso sia) ecc…ma qui siamodavanti a qualcosa che si conosce da sempree che sta però diventando un problemasociale.

Così dopo aver aiutato diverse persone addisidentificarsi dal ruolo del tifoso, mi sonoconvinto a dedicarci un post. Perché è troppoimportante portare l’attenzione su questo tipodi meccanismi. Lo sport è una manna dal cieloa livello sociale, non solo fa bene alla salutea 360 gradi ma è anche una palestra socialeper i ragazzi, è un luogo sicuro dove crescerein modo sano.

Insomma il valore dello sport è indiscutibile.Purtroppo però quando “la squadra del cuore”diventa un’angoscia continua, allora le cosenon vanno proprio bene. Ci tengo a precisareche lo stesso vale per qualsiasi passione cheviene portata all’estremo. Non per nulla sichiama “Tifo” che deriva da “febbre”.

Quindi dietro ad una parola che da anni tutticonosciamo “il tifo” si nasconde il suo verosignificato greco “febbre”. Un nome coniatodai Greci e ripreso dai Romani, dai giochiolimpici all’arena dei gladiatori. Il tifo vistocome atto di aggregazione sociale esiste dasecoli e …da secoli “accende le folle sinoall’inverosimile”.

Ora, il fenomeno sociale non si può evitare cosìanche non si può evitare che una persona s’innamori della propria squadra del cuore eche si identifichi con essa. Ma ciò che si puòevitare è il fortissimo attaccamento che puòportare sia ai famosi atti di violenza chespesso vediamo in tv e sia, e soprattuttoevitare la sofferenza in chi è consapevoledi questi meccanismi.

Qui non voglio parlare della violenza negli stadiche può essere causata anche da questo tipo didisagio di cui voglio parlarti, perchè penso cheda soli si possa fare molto (quando non è troppodebilitante allora si tratta di ludopatia). E miriferisco alla sofferenza personale che ognunovive quando guarda la propria squadra delcuore. 

Così con questo post non voglio farti conosceretutti gli studi che sono stati fatti in questo campoperché è un fenomeno che tutti abbiamo sotto agli occhi. Se l’andamento della squadra ticoinvolge troppo non hai bisogno di finire sulmio blog per capire ciò che intendo. Se invecesei amico, partner o collega di qualcuno “ultratifoso”…allora forse questo potrebbe nonesserti chiaro al 100%.

Parliamoci chiaramente l’identificazione e quelloche si chiama attaccamento influenza ogni nostraazione umana. C’è chi si può attaccare troppoalla propria auto o alla propria casa, immaginepersonale, computer, professione ecc ecc. Edognuno di questi attaccamenti ed identificazionipossono costituire la base per una profondasofferenza.

Così l’imprenditore che si uccide in questo periododuro, non è solo vessato dallo Stato o dalla crisieconomica, ma anche da una propria immagine di se identificata con il proprio lavoro. Ma nonvoglio entrare in questo ginepraio, ti basti solosapere che esiste anche chi, per  estremaidentificazione può anche agire in quel modo…

…proprio come un insieme di ragazzi tifosipossono dare fuoco ad auto e picchiare a destrae a sinistra… e magari il lunedì tornare in ufficiocon giacca e cravatta. Anche il rag. Fantozzi nelgiusto ambiente si trasforma in una “belva umana”(giusto per fare qualche citazione colta:)) Tuttala psicologia sociale lo ha provato da decenni…

…per cui, potendo limitatamente agire a livellosociale (almeno per ora) e non essendo ministrodella istruzione, l’unico contributo che possa darea questa “febbre” (quando non diventa un problema)è quella di allenarsi ad disidentificarsi. E perprima cosa riconoscere che si è troppo presida quella identificazione. (scusa il gioco diparole).

Se per caso hai questo “problema” cioè quellodi avere un umore esageratamente collegato airisultati della squadra del cuore, leggere questopost e diventare più consapevole è giù un primopasso ma non sufficiente. Devi allenarti inquella sottile arte della disidentificazione,cioè trovare qualcosa che ti faccia capirela differenza fondamentale fra quando…

ti identifichi con i tuoi pensieri, emozioni,convinzioni, ideali comportamenti e quandoinvece riesci a stare in quella posizione metatanto osannata dalla meditazione, che chiamiamo(per l’appunto) disidentificazione. Ecco alcuniconsigli pratici:

1) Medita: il modo migliore per disidentificarsie scindere ciò che sono i tuoi pensieri da ciò cheè la vera realtà che ti circonda è la mindfulness.Un tipo di “meditazione moderna” che ha profonderadici nella tradizione antica (Vipassana) e che,in modo realtivamente semplice da enormirisultati (relativamente perché fra il dire ed ilfare c’è di mezzo il mare ;))

2) Desebnsibilizzati: proprio come quando sihanno problemi fobici, invece di evitare diguardare la propria squadra del cuore nellepartite importanti, dopo aver appreso comedisidentificarsi… guarda la partita e allostesso tempo porta l’attenzione sul tuo corpocercando di disidentificarti.

Fai così: mentre guardi la partita, magari alloinizio in televisione… porta di tanto in tanto laattenzione sul corpo. E nota ogni volta cheriesci a renderti conto che si tratta solo di unapartita, di un gioco. Non deve essere unasemplice constatazione intellettuale maqualcosa che senti dentro di te.

3) Prova questo esercizio🙂 si tratta di una ANLdi qualche settimana fa, in cui ti mostravo comeutilizzare la mindfulness per gestire le emozioni.

Immagino già la faccia dei miei amici tifosiche penseranno “bhe Genna tu fai presto aparlare non sei tifoso”. E in effetti è vero,però posso assicurarti che anche io homolti attaccamenti ed identificazioni da”superare e migliorare”, magari legate adaltre passioni 😉

Se invece sei stato un mio cliente e sei riuscitoa superare questa identificazione dolorosadi certo starai pensando “oh finalmente ne staparlando, dopo avene parlato un sacco insiemea me ;)”. Riuscire a vivere con più serenità ilproprio amore per lo sport non è solo un modoper evitare la violenza (cosa importantissima)ma è anche un modo per farti “amare meglio”…

…immagina una persona così attaccata allapropria compagna / compagno da essere sempreassillata per ogni cosa che fa. Una sorta digelosia patologica (cosa di cui parleremo afondo, perché io ci ho combattuto e penso diaver vinto ;)) non potrà mai farci amare finoin fondo il nostro partner…perché saremo sempre nella testa a chiederci “se ci statradendo” o cose simili…

…allo stesso modo non si può andare allo stadiocon questo genere di attaccamento alla squadra,pena o la violenza o l’ansia. Alcuni miei clientiquando sono venuti da me, non riuscivanoneanche ad guardare una partita in tv da tantoli metteva in agitazione. Ora, tralasciando lealtre 10000 cause possibili è ovvio (anchedagli esempi) che la passione esagerata cifaccia soffrire.

Tutti abbiamo queste identificazioni, anche conle cose più assurde, dalla collezione di farfalleall’amore e per godere di queste passioni epare fare in modo che diventino “nutrimentoper la vita” è necessario fare “quel passoindietro positivo per vedere le cose nel loroinsieme”. Capire che se qualcosa nato per iltuo divertimento diventa “un’angoscia” c’èqualcosa che non va…

…e fortunatamente, se te ne accorgi puoi giàfare molto da solo. Se non ci riesci significache l’identificazione è troppo forte e devirivolgerti ad un professionista. Ma se invecesei già conscio di questo tuo atteggiamento,forse, con un po’ di meditazione, potrai giàgoderti al meglio la tua squadra del cuore 🙂

Fammi sapere cosa ne pensi lasciando uncommento qui sotto. E se ti è piaciuto il postt’invito a cliccare su mi piace o sul +1 digoogle.

A prestoGenna

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5 Commenti
  • Ciao Gennaro . Scusa la domanda da profano, ma appassionato di psicologia. Ma quale è la differenza sostanziale tra un identificazione esagerata e una mania ossessiva ?
    Grazie.

  • …..ci provero'….grazie per il consiglio! 🙂

  • Ciao Luca,
    anche secondo me qualsiasi "dogma" che sia sportivo o politico è segno di una esagerazione.

    Spesso sono compensazioni della vita, ma non è detto, uno può diventare ultra invasato anche grazie alle persone che frequenta e in altri 1000 modi.

    Purtroppo quello che puoi fare tu è poco, perchè sei un suo amico…a meno che tu non lo faccia con il massimo tatto, cercando di fargli comprendere (poco alla volta) la limitatezza del pensiero e delle convinzioni.

  • ….Genna…ho una domanda da un milione di dollari : e se ti dovessi dire che conosco una persona a me vicina che e' "invasata"..ma non di calcio…ma di un partito politico?….che si deve fare?…E rifiuta il dialogo e non appena le idee proposte si discostano dalle sue .Sbagliero'ma dal mio punto di vista quando si abbraccia una squadra di calcio, piuttosto che un partito politico come una fede religiosa piu che per quello che e' in realta'….non so..non mi sembra salutare….
    Grazie.

  • Oryu Haniel LightWarrior
    Rispondi

    Sono anni che non mi alleno più decentemente con il con kung-fu, tanto che non riuscivo più a resistere nemmeno un minuto nella posizione "mapu" detta anche "posizione del Cavaliere"; ho praticato la tua tecnica prima e durante l'esercizio e con mia sorpresa sono riuscito a durare tantissimo senza nemmeno provare dolore!!! Inutile dire che l'ho praticata pure dopo l'esercizio per ancorarne il risultato! 😀
    Grazie di cuore!

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