Psicologia della decisione: Effetto del Pensiero Inconscio (UTE)

Ciao,

una delle branche più affascinanti della psicologia contemporanea è sicuramente “la psicologia della decisione“.

Questi studi si sono imposti nel mondo scientifico grazie al Premio Nobel Daniel Kahneman che ha in pratica sdoganato i “bias cognitivi” cioè quegli errori di ragionamento che facciamo non perché “sbagliamo” ma per come è costituito il nostro modo di pensare…sono le moderne”fallcie del ragionamento“.

 

Questi studi sono stra noti perché sono collegati al mondo del denaro. Infatti a chi serve prendere ottime decisioni (un realtà a tutti) alle aziende. Oggi voglio presentarti uno studio che fonde insieme le moderne ricerche sul funzionamento della mente inconscia e le moderne scienze cognitive. Qualche tempo fa ti ho parlato di come oggi si stia indagando il funzionamento dell’inconscio cognitivamente.

Gli studi più importanti sono attribuiti a Strick, Dijksterhuis e van Baaren (che abbiamo già parlato di questi studi per l’affascinante Unconscius Lab), che nel  2010 hanno confermato le loro ipotesi su qualcosa che sappiamo istintivamente.  Ti è mai capitato di non riuscire a risolvere un problema o un cruciverba, di distrarti per qualche  tempo, tornaci sopra e poi riuscirci? Secondo questi ricercatori, che hanno testato il fenomeno in laboratorio, questa…

…sarebbe la prova della presenza dell’inconscio o meglio di una “elaborazione cognitiva inconscia“.  Come avevamo visto tempo fa, se fai fare a qualcuno un compito e poi lo distrai con un altro piccolo compito, questo risolverà il primo in modo più veloce e semplice. Perché diamo tempo all’inconscio di fare la sua elaborazione”silenziosa”.

Questo paradigma è stato battezzato UTE unconscius-thought effect o “effetto del pensiero inconscio”.Nello studio che stiamo per esplorare i ricercatori Marlène Abadie, Laurent Waroquier, e Patrice Terrier della Université de Toulouse hanno messo in relazione le capacità decisionali, il paradigma UTE e quello fuzzy-trace theory (FTT; Reyna & Brainerd, 1995).

La FTT ci mostra come le persone abbiano due tipi di ragionamento, quello verbale, seriale, che Kahneman chiamerebbe “sistema 2” (o conscio) quello “di significato” o il sistema 1 o quello che agisce in parallelo (l’inconscio). Per farlo si sono affidati ad un compito decisionale molto noto, immaginare di essere degli agenti immobiliari e di dover valutare un immobile.

Sono stati svolti due esperimenti diversi, ma per semplicità te ne mostrerò uno solo riassumendoli. Anche perché voglio discuterne approfonditamente. Precedentemente questo stesso gruppo di ricerca ha verificato che la UTE fosse in grado di dare un miglior ricordo. Ma anche notato che se ilcompito che distrae è troppo gravoso laelaborazione inconscia potrebbe nonavvenire completamente

…per questo hanno utilizzato un compito semplice.Il risultato è chiaro, le persone che sono state sottoposte alla UTE (che hanno svolto un piccolo esercizio distraente prima della decisione) hanno ottenuto un punteggio più alto, rispetto ad un altro gruppo che decideva immediatamente. Questi risultati, così come altri risultati già visti ci provano il pensiero inconscio…

…cioè ci dimostrano che tutti quei clinici e teorici del passato, da Freud a Milton Erickson, avevano ragione (forse uno più dell’altro) esiste davvero un meccanismo di elaborazione inconscia delle informazioni, una elaborazione anche cognitiva di dati che noi, immettiamo per poi elaborali.

Come avranno fatto mai questi clinici?

Bhe, oggi la risposta è ovvia, come si fa a pensare che tutto il pensiero sia consapevole?è ovvio, come direbbe un informatico, che ci devono essere dei processi di background. In questo momento ci sono processi che si stanno regolando meravigliosamente senza che tu te ne renda conto…

….e a quanto pare sono processi che non si limitano alla tua fisiologia ma anche a tuoi pensieri. La prossima volta che devi prendere una decisione importante prenditi il tuo tempo per pensarci. Distraiti ma non troppo per pochi minuti, ovviamente dopo aver analizzato i dati del problema e poi decidi.

Se qualcuno ti propone qualcosa, prendi sempre il coraggio di dirgli “dammi un attimo di tempo per pensarci” fregatene di cosa c’è scritto sui libri di crescita personale di 50 anni fa…è vero che devi imparare a decidere velocemente ma non tutto e sempre con grano salis;) Se sai che la”tua parte migliore” ha bisogno di un po’ di tempo… daglielo…

…qualche anno fa stavo facendo un viaggetto con un collega molto più esperto di me. Ad un tratto gli arriva una telefonata, vedo che il suo cellulare s’illumina ma lui non risponde.Vede il mio sguardo incuriosito e mi dice: “è una telefonata importante…è per questo che non rispondo subito…”…(lunga pausa 🙂 …

durante la pausa io pensavo “beh questo qui vuole fare il prezioso con qualcuno” e proprio in quel momento mi dice: “lo faccio perché in realtà ci devo ancora pensare bene…” mi guarda e lo richiama. Dopo una breve conversazione, di cui io non ho capito una mazza mi racconta che spesso non risponde subito al telefono.

“Lo faccio perché così la gente non mi prende di sorpresa quando le decisioni da prendere sono importanti“. Beh penso che quell’uomo avesse (probabilmente senza saperlo) sfruttato un principio simile alla UTE… la cosa che mi affascinava era la sua capacità di restare calmo e tranquillo mentre faceva queste cose strane 🙂

E’ intuitivo, dentro di noi esistono processi che agiscono al di là della nostra consapevolezza,possiamo chiamarlo come vuoi: inconscio, subconscio, mente saggia, mente creativa, ecc. Esiste una funzione inconscia che, a ben vedere, è molto più intelligente e saggia di quella consapevole.

Mi auguro che questo filone di ricerca continui e di esplorare sempre più in profondità queste tematiche. E a te, piacciono questi argomenti? fammelo sapere lasciando un commento o con un bel Mi piace…

Hasta pronto
Genna

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13 Commenti
  • Grazie per la risposta Genna! Ogni volta fornisci degli ottimi spunti!
    E mi hai in qualche modo rassicurato.

    Concordo pienamente sul fatto che a prescindere che un'azione sia conscia o inconscia, la responsabilità rimane della persona che l'ha compiuta, dal momento che tutti siamo dotati di un "interprete" in grado di valutare le nostre azioni, la nostra mente conscia.

    Ora che ho il tuo appoggio, mi sento più sicuro 🙂 e anche più motivato a fare meglio!
    Impegni permettendo… (soffro di information overload ;))

  • Ciao Matteo
    e grazie per il tuo bellissimo approfondimento, anche io ho letto quelle ricerche che se non sbaglio parlano anche del movimento delle radici degli alberi, anche loro a sciame coperativo 🙂

    La tua domanda è molto complessa perchè in realtà è sia vantaggioso che svantaggioso. Ma in realtà tutte le cose belle e complete dell'Universo contengono il vantaggio e lo svantaggio. Quelle che invece sono solo buone o solo cattive, non sono complete.

    La responsabilità è qualcosa che deve esserci a prescindere, ma è anche questo un artificio umano. Cioè se assumersi la responsabilità di tutto ci permette di acquisire potere allo stesso tempo bisogna ricordare che si tratta di una mappa.

    Se guardiamo alla filosofia orientale anche li esiste un concetto di responsabilità, ma si diluisce nella co-responsabilità e nel principio delle "molte cause".

    Quindi, come dice Tich Nath Han, siamo co-responsabili di tutto. Ma ciò che ci sta in mezzo è come viviamo questa responsabilità. Diventare responsabili non è qualcosa che si può fare di colpo, è necessario un continuo lavoro dentro di noi…

    …altrimenti succede questo: "perchè devo sentirmi responsabile di tutto? non è qualcosa che può fare male?" ed effettivamente se uno non è sufficientemente "forte-equilibrato" (o chiamalo come vuoi) non può assumersi tutte le responsabilità, pena l'impotenza appresa di Seligman.

    Quindi il concetto di responsabilità, così come quello di "mente più forte dei geni" è sempre una sorta di convinzione positiva, che se straborda (come ogni cosa) rischia di diventare pericolosa. Così come diventa pericoloso chi crede di curare tutti con qualsiasi tipo di tecnica (PNL ipnosi ecc).

    Andando all'esempio del tizio che lascia il figlio in auto, il fatto che sia avvenuto in modo inconscio o che sia il tram tram della società—è probabilmente vero…ma questo non lo solleva dalla sua responsabilità.

    Tempo fa un sociologo (mi pare si chiamasse Phillips) mostrava che, se un aereo cadeva in una certa zona, la probabilità che altri aerei cadessero aumentava tantissimo. Fino ad ipotizzare una sorta di "suicidio inconscio" da parte dei pioloti, che per imitazioni (un pò come il romanzo I dolori del giovane Werter che ha fatto una strage) attuavano l'incidente.

    Quindi, sicuramente anche chi uccide il proprio figlio in un "raptus" agisce in modo inconscio…ma non si tratta dello stesso inconscio da cui traiamo la saggezza (forse) o forse è lo stesso che trattato in modo "malevolo" diventa tale? la risposta più comoda è che esistano degli istinti e dei sentimenti…ma il discorso diventa lunghissimo.

    Il punto è che qualsiasi gesto inconscio deve essere condannabile quanto un gesto conscio. Il comportamento visibile è sempre lo stesso e bisogna condannarlo. Ovviamente con tutti i crismi di chi viene giudicato come incapace di intendere e di volere (altro discorsone lunghissimo).

    Grazie per questa bellissima domanda Matteo. Molte persone prendono questi studi come alibi per fare ciò che vogliono. Ci sono addirittura persone che giustificano atti estremi con la storia dell'inconscio. Quindi eticamente non fa differenza (per me) se un'azione è conscia o inconscia. Se è inconscia, significa che hai nutrito male il tuo inconscio 😉 se invece è conscia significa che, di nuovo, hai nutrito male il tuo inconscio.

    Inconscio quindi non deve essere per forza sinonimo di incosapevolezza…altro quesito gigantesco.

    Ancora grazie Matteo, penso che ci scriverò un post citandoti e citando anche il tuo libro che non ho ancora avuto il tempo di leggere (ho letto le prime pagine molto belle ma poi mi sono fermato, è tutta colpa del mio inconscio ;)))

    Genna

  • Ciao Genna,
    è da parecchio che non scrivo su questi argomenti, ma non ho perso l'interesse 🙂

    Parlando di psicologia della decisione, ieri ho visto un filmato in cui si parlava di intelligenza animale. Come prendono le decisioni le api? Dicevano che l'intelligenza si sviluppa con la collettività. Per scegliere una nuova casa vanno in esplorazione alcune api singolarmente e quando tornano fanno una danza con la quale viene indicato a quelle vicine un parere sulla possibile nuova casa e la direzione in cui volare per trovarla (questa danza è stata scoperta negli anni 50).
    Il punto è che lo sciame decide con il metodo della votazione, lo stesso che usiamo noi in parlamento.
    Alcune api si convincono e vanno ad esplorare la nuova casa e quando tornano cercano di convincerne altre, finché, raggiunto un numero sufficiente, circa 100 su 12000, tutto lo sciame si sposta.
    E' stato quindi ipotizzato che questo meccanismo possa essere simile a quello che avviene a livello neuronale e che le decisioni avvengano come una votazione. L'intelligenza è una proprietà collettiva e non individuale. Da ciò è lecito supporre che nell'inconscio avvenga una cosa simile e che ci sia una costante valutazione sulle possibili scelte.

    Riguardo alla velocità, secondo me si possono fare scelte veloci quando si ha esperienza in un certo tipo di decisioni, quindi si può usare il sistema 1, mentre su problemi nuovi, si deve necessariamente ricorrere al sistema 2 e impiegare più tempo. Come dicevi tu, non per forza bisogna prendere decisioni velocemente per fare la cosa giusta, la velocità varia in base alla novità.

    Volevo porti una domanda di carattere etico, che però riguarda l'inconscio visto come motivazione alle scelte, cioè come elaborazione di tutte le componenti ambientali e genetiche che generano il comportamento umano.
    Ultimamente mi sono chiesto quanto il concetto di inconscio possa essere considerato una giustificazione per le nostre azioni oppure una motivazione alle nostre azioni. Perché se la motivazione è vista come giustificazione significa non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

    Tu hai detto che il concetto "la mente è più forte dei geni" può essere potenziante e anche pericoloso. Per questo volevo chiederti cosa pensi del concetto, che non è neanche così nuovo come quello di Lipton, "le azioni umane sono una questione di inconscio", che si riferisce a qualsiasi tipo di azione, volendola in qualche modo motivare (per prendere un esempio estremo: http://www.medicitalia.it/news/3461-dimenticare_il_figlio_in_auto_come_puo_succedere.html).
    Questo per portare ad una comprensione che abbia come scopo l'utilizzo positivo di queste nuove conoscenze.
    La domanda è se questo paradigma di pensiero è vantaggioso o pericoloso.

    Userai l'UTE per rispondere? 😉

    Grazie,
    Matteo

  • Ciao Niccolò
    sono d'accordo ma già iniziare non è male, poi seguendo alcune linee guida si può sempre migliorare…ma credo che l'essenza della mindfulness (come tante altre pratiche) si trovi dentro di noi e non dentro delle linee guida.

    Quindi, per evitare di confondere…bisogna avere ben chiaro che cosa significa fare mindfulness a tutti i livelli (pratica strutturata e non) e poi praticare con regolarità e passione, così trovi LE TUE linee guida:)

  • Niccolò Orlando
    Rispondi

    Ciao genna! Pratico mindlfulness costantemente, ma credo che siano neccessarie delle linee guida e la sola pratica di mindfullness non basti!

  • Ciao Miche,
    super domandone…allora no non è vero che registra tutto tutto, ma tiene a mente le cose che hanno a che fare con le esperienze, sia reali che immaginate. Mentre il limite si riferisce ad uno studio antico sulla memoria di lavoro, quindi c'entra ma non troppo il limite "più o meno due".

    Il libero arbitrio è un discorsone perché in realtà noi siamo costantemente in balia delle informazioni esterne, ma in base alla nostr programmazione mentale possiamo addestrarci a far entrare di più alcuni concetti rispetto ad altri. Come se potessimo gestire i nostri filtri in entrata e non solo…

  • Ciao Genna, volevo chiederti una cosa sull'inconscio.
    E' vero che l'inconscio registra tutto ciò che ci accade intorno (tutto tutto o persiste sempre la regola 7 + o – 2?) ?
    Se sì, mettiamo caso che mentre mangio messaggio con una persona e nel frattempo parte una pubblicità in tv che io non vedo nè ci presto attenzione (conscia o consapevole): il solo fatto che il mio inconscio l'abbia comunque registrata, può essere determinante nell'influenzarmi?
    Cioè quanto vale e/o pesa la parte conscia rispetto a quella inconscia se alla fine poi veniamo influenzati lo stesso da quella inconscia (per esempio pensiamo di prendere la decisione giusta, ma invece l'abbiamo presa solo perché qualcosa o qualcuno ha immesso qualcosa nel nostro inconscio) ?
    Per quanto ne possiamo sapere di tecniche di persuasione non possiamo mica fare attenzione a tutte? E anche se le conoscessimo tutte, non potremmo mica stare sempre attenti a queste? Non sarebbe più una vita, o no?
    Dopo queste domande mi chiedo e ti chiedo ulteriormente, quanto sono davvero "nostre" le decisioni che prendiamo e quanto sia davvero "nostra" la vita…

  • Grazie mille!

  • Ciao …anonimo studente:)
    sono tante le domande che mi fai, ma la vera risposta è…studia:D se l'esame è fra 6 mesi allora puoi studiare un po' di cosine, se invece è fra due settimane, semplicemente studia e fai qualche ricerca sul blog sullo sguardo e sulla comunicazione non verbale per parlare in pubblico.

    Per qualsiasi approfondimento sui temi trattai nei post sono a tua disposizione
    Genna

  • Ciao Ragazzi,
    grande Andrea, hai risposto alla perfezione 🙂

  • Ciao Genna, anche se non c'entra con l'articolo, vorrei un consiglio riguardante degli esami che prossimamente dovrò affrontare:mentre parlo davanti a tutti, chi devo guardare negli occhi?E come devo gesticolare?Grazie in anticipo!

  • Ciao Niccolò, non sono Genna ma penso di poterti rispondere lo stesso:
    Hai provato a seguire la Mindfullness? Che risultati ti dà?
    Grazie,
    Andrea

  • Niccolò Orlando
    Rispondi

    Ciao Genna complimenti per l'articolo
    Non c'entra molto però volevo chiderti se puoi fare qualche post riguardo all'influenza che hanno le persone su di noi e su come non farsi influenzare, cioè sviluppare fermezza nel decidere, un requisito interessante per sviluppare la leadership! 🙂

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