Aumentare resistenza fisica e mentale…in 30 secondi con un gesto

Vorresti conoscere una semplice tecnica che nel giro di 30 secondi è in grado di aumentare la tua resistenza nelle situazioni di “alta pressione”? È quello che hanno fatto alcuni ricercatori tedeschi studiando un semplice gesto non verbale…in grado di modifica davvero la performance.

Dopo aver le 6 posizioni non verbali per la creatività e i 6 gesti per comunicare con chiarezza…ecco uno studio utile e affascinante…

 

 

 

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Sei riuscito ad ascoltarlo? Come promette il titolo del post si tratta davvero di un piccolo segreto per aumentare la propria resistenza fisica e mentale. L’esercizio è tutto qui, una altra semplice posizione non verbale che attiva una serie di meccanismi interiori che ci aiutano a resistere di più con quando siamo sotto sforzo.

Secondo i ricercatori tenere stretto il pugno della mano sinistra attiverebbe maggiormente il nostro emisfero destro e questo ci permetterebbe di accedere alle funzioni specifiche di questa parte della nostra mente. Se segui PsiNeL sai che ultimamente ho scoperto un autore fantastico che ci parla di queste differenze.

Si chiama Iain Mcgilchrist ed ė uno psichiatra che attraverso le ultime osservazioni su come funziona il nostro cervello, ci mostra che da secoli abbiamo dato precedenza a quello sinistro, semplicemente perché in esso vi sono le aree del linguaggio (Broca e Wernicke).

Ma oggi sappiamo che lavorano insieme come un maestro, in grado di percepire la connessione fra tutte le cose, fare calcoli in parallelo (invece che in serie), monitorare lo spazio senza che c’è ne rendiamo conto ed accedere a quella parte che potremmo chiamare “creativa” della nostra mente. Mentre la parte sinistra sarebbe “l’emissario” la mano che opera secondo i dettami del “maestro”.

Anche l’ipnosi fa qualcosa del genere, con la nota  (per gli addetti ai lavori) “inversione emisferica” in pratica quando siamo nello stato di coscienza ordinario funziona con maggiore intensità il nostro emisfero dominante (il sinistro per la maggior parte di noi). Via via che si entra in quello stato naturale chiamato trance il funzionamento si sposta da quello sinistro a quello destro, proprio lo stesso tipo di funzionamento di quando andiamo a dormire.

Per questo sono molti gli studiosi convinti che in questa parte del cervello vi siano le famose risorse interiori. Una saggezza particolare che viene attivata anche durante gli stati meditativi, da quelli più leggeri e superficiali (come resta estasiati di fronte ad un’opera d’arte) a quelli più profondi (raggiungibili con anni e anni di pratica).

Nell’audio ti ho parlato sommariamente degli studi effettuati da Prof. Dr. Jürgen Beckmann e dai suoi colleghi della Università di Monaco. Qui trovi il link  al paper che ti mostra come siano arrivati a questa straordinaria conclusione in linea perfetta con la  mission di PsiNeL.

Cioè quella di sfruttare la ricerca in psicologia per migliorare la nostra vita attraverso strumenti concreti di facile utilizzo…   …e questa metodologia sembra essere forse la più facile mai scovata in questi anni, l’esercizio è più che facile:

La prossima volta che sai di dover fare uno sforzo in più, sia fisico/sportivo che mentale, tieni premuto con forza il punto della mano sinistra.

Tutto qui ne più ne meno. Fortunatamente nello sport, così come un altre discipline che si basano sulla performance, queste cose si studiano da anni.   Infatti lo sport è stato fra i primi ad utilizzare delle tecniche di preparazione mentale come la PNL ed altre metodologie affini. Fra queste c’è sicuramente il famoso ancoraggio.

Cioè l’uso di un condizionamento volontario di un determinato stato risorsa. Un facile modo per associare e richiamare le nostre risorse prima di una performance e guarda caso anche qui spesso si fa utilizzare la stretta di un pugno come segnale di richiamo di queste risorse.

Ora è evidente che puoi unire assieme queste idee per creare un super esercizio. Puoi sia utilizzare la “stretta del pugno” per attivare quell’effetto che i ricercatori hanno chiamato: hemisphere  specific priming o attivazione emisferica specifica per resistere maggiormente agli sforzi, ma puoi anche ancorare a quella stretta del pugno delle risorse interiori, come abbiamo fatto tante volte con la PNL.

L’esempio più vicino a questo è il cerchio dell’eccellenza di Robert Dilts. Ma invece di imagginare un cerchio potresti semplicemente legare/ associare il tutto al pugno che si stringe.

Come fare? facilissimo, rivivi i momenti in cui ti sei sentito pieno di energia, centrato, forte, sicuro (mettici tutte le risorse che vuoi) ed ogni volta che senti di essere riuscito a richiamare quella specifica sensazione stringi il pugno.

Dopo alcune ripetizioni il semplice stringere il pugno dovrebbe riportati in quello stato o meglio, fungere da facilitatore per il richiamo di quelle risorse, come in una sorta di memorandum fisico e corporeo. Che ogni volta che viene stimolato è in grado di ricordare al corpo lo stato mentale.

E’ il semplice modo con cui di solito impariamo le cose, per associazione.   Pare che altri studi dedicati alla psicologia dello sport abbiano messo in evidenza come l’attivazione specifica degli emisferi sia visibile in altri sport, come il tiro con l’arco dove tutte le parti del cervello si attivano e si disattivano, solo una resta in costante stato di attivazione, l’emisfero sinistro. Anche qui trovi il paper specifico .

Avrei voluto dedicare più tempo a questa ANL ma purtroppo l’altro giorno ho fuso il motore dell’auto. Eh già, può capitare quando hai una macchina del 1998 e si rompe la spia dell’olio. Beh mi servirà di lezione…

…a capire che non ci si deve fidare eccessivamente dei collegamenti virtuali nell’auto, lo stesso vale per la nostra psicologia.   Fidarsi troppo della spia, senza andare mai a verificare lo stato con i propri sensi è un errore che pagherò caro (il prezzo di un’altra auto) In quel momento, dove molti avrebbero perso la pazienza (anche grazie a Chiara la mia super compagna) sono riuscito a restare calmo.

Tutto merito della meditazione…non c’è altra spiegazione :)…   …che guarda caso, essendo principlamente basata sulle sensazioni corporee (bodyscan e respiro) attivano maggiormente l’emisfero destro. Che sia tutto collegato? Ora ti lascio come sempre alla tua sperimentazione personale.

Prova questo esercizio del pugno e se puoi medita e fra qualche tempo vieni a raccontarmi come stanno andando le cose.   Se pratichi uno sport puoi mettere subito in pratica questi semplici consigli…

t’invito a condividere con noi i tuoi successi ed i tuoi tentativi. Lascia un commento qui sotto e se ti è piaciuto il post clicca su mi piace!

A presto
Genna

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10 Commenti
  • Grande Pier,
    esatto non dovrebbe cambiare molto…provalo con i tuoi coachee (si scrive così bho;))

    Ci vediamo domani;)
    Augh
    Genna

  • CIAO A TUTTI! Molto interessante questo accorgimento, che ho testato visualizzando una situazione di "alta pressione" e che sperimenterò non appena avrò una simile esperienza reale a portata di…. pugno! Io sono mancino a livello di arti inferiori e destro per quelli superiori….non so se sono un mancino contrariato (probabile) o un misto naturale… Per quanto ne so, non dovrebbe cambiare alcunchè… AUGH Pier

  • Grazie mille Atom :)))

  • Caro Gennaro,
    sono un formatore freelance, master practitioner, executive coach: non perdo occasione per raccomandare il tuo blog; ritengo che sei bravo, competente, preparato, aggiornato, efficace, congruente ai tuoi Valori, insomma una Bella Persona e un ottimo professionista che fa bene al Mondo…dal silenzio del mio cuore "Grazie".

  • Ciao Andrea,
    mi sembra un'ottima idea quella del ricalco nel futuro… i 30 secondi sono stati calcolati dagli autori dello studio, ma penso che siano assolutamente indicativi visto che siamo tutti diversi.

    Può essere anche una buona idea quella di collassare altre risorse o magari giocare a vedere su quale lato si può collassare meglio…ci sono un bel po' di esperimenti da poter fare 😉

    Grazie

  • Ciao Genna!
    I 30 secondi naturalmente sono approssimativi? Cmq vero, l'esercizio è molto simile all'ancoraggio della PNL, magari può servirci anche fare un ricalconel futuro mentre visualizziamo un'esperienza che ci mette in tensione, o magari visualizzare la semplice tensione (in modo da generalizzarla in tutte le situazioni chenon possiamo prevedere) e applicare l'esercizio che ci hai suggerito, servendocene anche come collasso delle ancore… Chene pensi?
    Grazie mille!
    Andrea

  • Ciao a tutti…

    @ Paolo: mmm…come vedi c'è anche a chi invece ha funzionato subito. Non credo che ci sia nulla a cui devi pensare, per ora, limitati a stringere il pugno e a vedere se aumenta la tua performance. Insisti e misurati con qualche strumento, un cronometro o qualsiasi altro apparecchio che ti permetta di vedere se qualcosa è cambiato.

    @ Erika:eh già davvero incredibile…ora vediamo per quanti funzionerà davvero 😉 hai ragione Erika, l'ho chiamato Karate giusto per rendere l'idea, ma so che si tratta di cose diverse. Se non sbaglio nel Taekwondo ci sono solo calci o qualcosa del genere.

    @ Guerriero di Luce 🙂 Grandissimo…come vedi non da risultati a tutti e in modo così evidente, continua a farci sapere come va la tua sperimentazione 🙂

    Grazie mille a tutti
    Genna

  • Sono anni che non mi alleno più decentemente con il con kung-fu, tanto che non riuscivo più a resistere nemmeno un minuto nella posizione "mapu" detta anche "posizione del Cavaliere"; ho praticato la tua tecnica prima e durante l'esercizio e con mia sorpresa sono riuscito a durare tantissimo senza nemmeno provare dolore!!! Inutile dire che l'ho praticata pure dopo l'esercizio per ancorarne il risultato! 😀
    Grazie di cuore!

  • Davvero interessante questo studio, impressionata!

    Ah sono cintura nera di Karate, il Taekwondo è tutt'altra cosa! 🙂
    Sono due discipline di arti marziali differenti.

    Erika

  • Buon giorno Dott. Romagnoli, complimenti per l'articolo e per il suo blog. Stamattina, dopo averlo letto, ho provato ad applicarlo, ma non funziona … boh … forse stringo troppo, o troppo poco? E poi , a cosa devo pensare quando stringo il pugno? Devo concentrarmi sul pugno mentre lo stringo? Mi può dare qualche indicazione pratica in più?
    Grazie per l'aiuto
    Paolo

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