Mindfulness: Un report personale – dalla teoria alla pratica

Ciao,

sono ormai 3 anni che ti parlo i ininterrottamentedi mindfulness…hai iniziato a praticarla? Molti sifanno prendere dal l’entusiasmo per poi lasciarstare dopo i primi mesi di pratica. C’è chi silamenta di non riuscire, chi dice di non averetempo e chi dice che non gli è servito a nulla.In questi “post delirio” ti racconto un pezzettodella mia personale esperienza con lameditazione

Molti mi chiedono cosa possono fare per staremeglio, per crescere, per essere più centrati,più calmi ecc. E a tutti consiglio la meditazionee sai quanti la praticano dopo? Forse 3 su 5, okda comunicatore mi assumo la responsabilitàdegli effetti dei miei messaggi…ma ti assicuroche pochi sono davvero disposti a prendere30 minuti al giorno della loro vita.

Lo so che ti sembrerà assurdo ma questa è ladifferenza fra chi raggiunge davvero risultati echi no in questo campo. Questo non significa chesolo attraverso la meditazione tu possa migliorareperché ci sono altre 1000 strade…è solo chequesta sta diventando la mia preferita perchévedo quotidianamente i suoi effetti sullepersone ed anche su me stesso;))

In realtà prima ti ho mentito non sono solo 3 anniche medito…ma molti di più più…solo che primanon utilizzavo un metodo tradizionale, ero piùche convinto che lo stato meditativo senza unoobiettivo non servisse a nulla. Errori di gioventùperché dopo questi anni di mindfulness (praticatatutti i giorni) mi rendo sempre più conto che sitratta di qualcosa di diverso.

Ora qualche esperto potrebbe dire: “Ehi Genna guarda che è evidente, hai trovato un modo peraddestrare la tua mente, per tenerla ferma sulpresente…per disidentificarti“…si in parte la vedocosì: dato che la mente tende a saltare sempreda un pensiero all’altro, attraverso la mindfulnessè possibile addestrarsi a restare “concentrati”.

Ma più meditò e più sento la presenza di qualcosache va oltre, sento la vicinanza con quel tipo di“intelligenza non concettuale”, qualcosa cheraramente ho provato con altre pratiche svolte”da solo”. É po’ come se questo tipo di esercizioti spogliasse gradualmente di quegli strati diconcetti accumulati lungo gli anni di studi e diapprendimenti.

Questo graduale “svelarsi” non dipende da nessuntipo di psicoeducazione ma deriva solo dallasemplice esperienza ripetuta della attenzione rivolta al momento presente e senza giudizio.Magari tu mediti da 30 anni e per te è più chenaturale questo fenomeno di riappropriazionedi quella intelligenza (ripeto) non concettualequella viene chiamata prajna.

Le mie prime esperienza meditative partono damolto molto lontano. Avevo si e no 8 anni laprima volta che ho sentito parlare di meditazione.Frequentavo un campo estivo nel mio piccoloPaese di mare (il campo solare del Comune diAlassio:)) ed una delle animatrici (Jolanda) erauna maestra di yoga e per farci stare buonici faceva visualizzare sfere di energia:)

Qualche anni più tardi, durante le scuole medieho iniziato ad appassionarmi alle arti marziali((dannato Ken Shiro;)) e anche li, soprattuttodurante gli stage si faceva un sorta rilassamentoe di meditazione. Ma l’invasamento non è statoduraturo perché a 16 anni scopro la kick boxinge tutta la cultura orientale (meditazionecompresa) viene spazzata via da questemetodiche più immediate.

Dovrò aspettare i 20 anni e l’incontro con il mioamico e mentore Maneul Mauri che m’instradanel mondo della crescita personale. Nel frattempoho anche fatto qualche mese di yoga in Portogallo(Swasthia Yoga del maestro De Rose) ma la miapratica era rivolta quasi esclusivamente allaauto-ipnosi e alla dinamica mentale

…e infatti nel 2007 ci scrivo un libro che poidiventerà “Rilassamento Dinamico“. Evito diraccontarti tutti i corsi di training autogeno ecose simili, perché in realtà sono state solo dellemeteore rispetto a ciò che ti ho raccontato. Esono felice di dirti che la vera svolta (ripetosu me stesso) è avvenuto incontrando lamindfulness…

…d’apprima come esperimento: “faccio tutto iltraining delle 8 settimane e vedo cosa diavolosuccede” …pensavo ingenuamente, con queltipo di atteggiamento da sperimentato che miè sempre piaciuto e che in parte ho acquisitoseguendo lo Zio Hack. E invece la pratica miha talmente sbalordito da convincermi acontinuare con passione e costanza.

Perché ti racconto tutto ciò? Per tanti motivi,primo perché condividere con gli altri la propriaepserienza di crescita personale è qualcosache fa bene a me (a chi condivide) e a te (achi riceve il messaggio). Il secondo motivo èperché di tanto in tanto “deliro” e questo èuno di quei momenti;) e terzo…

…per mostrarti che l’invasamento di PsiNeL perla mindfulness non è un semplice inseguimento di una “moda psicologica” ma è il frutto di annie anni di pratiche di crescita personale o comele chiamerebbero i meditanti “pratiche di auto-consapevolezza“. Poi è chiaro che vederemolte persone in gamba che iniziano a parlaredi minfulness invoglia

…anche perché se vai alla ricerca si studi sullamindfulness scoprirai che oggi è una dellemetodiche maggiormente studiate. E di certoanche tutto questo movimento scientifico hastuzziacato la mia fantasia. Ma la vera levasono stati i risultati sulla mia pelle e non leconsiderazione teoriche, seppur davveromolto affascinanti.

Così in questi anni mi è capitato di parlare condiversi praticanti ed ognuno ha avuto il suomotivo per iniziare, ma tutti più o meno riportanole stesse “sensazioni” di riappropriazione di unaparte di se, di svelamento dai concetti ecc.Insomma tutte quelle cose con cui da anni tirompo le scatole;)

Ti ho convinto a meditare? Dai magari ti ho unpo’ incuriosito, lo spero:) se invece come me haigià una tua esperienza sarebbe bellissimo seti prendessi qualche minuto per condividerlo connoi…scrivila qui sotto fra i commenti aiuteraite stesso – rafforzando i tuoi risultati oppurechiarendo qualche dubbio – ed aiuterai glialtri motivandoli…

…e come sempre ti invito a cliccare su mi piacee/o sul +1 di google, mi aiuterai a divulgare il“mio pensiero delirante” e forse a convincerequalcuno dell’importanza della pratica e delmettersi in gioco:)

Buon weekendGenna

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15 Commenti
  • Ciao Mario,
    potrebbe essere un esercizio interessante ma non è proprio mindfulness;)

  • Caro Gennaro,

    Io sto seguendo gli esercizi di dinamica mentale del tuo libro. Una domanda un po' folle: ho provato a passare alla mindfullness una volta gia' rilassato nella scena della natura. In altre parole, faccio una meditazione all'interno di un'altro tipo di meditazione (hai visto il film Inception con i suoi sogni dentro i sogni?). Idea balzana?

    Ciao!

  • CIAO A TUTTI! MFN mi permette di accedere a quel salutare vuoto, in cui i pensieri oltre a non rincorrersi, svaniscono. Per uno che passa un sacco di tempo nella realtà di secondo livello (razionalità, giudizio, pensiero proiettato..)è un bel toccasana! Sono cattolico praticante e impegnato pastoralmente. Per un certo periodo ho creduto che la meditazione togliesse spazio alla relazione con Dio… Oggi so che è un dono prezioso per far fruttare il talento che mi è stato assegnato. AUGH Pier

  • @ Michele,
    si, come dicevo più sopra, Rilassamento Dinamico non è meditazione in senso stretto. Dentro non ci trovi la mindfulness ma altre tecniche attive di meditazione. E, con tutta onestà, se lo scrivessi oggi metterei come prima tecnica la mindfulness…

    …ma ci tendo a sottolineare che questo non significa che le tecniche di Rilassamento Dinamico siano da buttare, anzi…possono diventare una ottima guida iniziale per ogni meditante, che non abbia obiettivi "pseudo-religiosi" 😉

    Grazie

    @ Michelangelo: grazie per la testimonianza 🙂

    Genna

  • Michelangelo Purgatorio
    Rispondi

    La meditazione è utilissima!!

  • michele maresca
    Rispondi

    Ciao Genna

    Da un mesetto seguo il tuo blog, da neofita, e da allora non riesco a non dargli almeno una sbirciata al giorno.
    Incuriosito dalla meditazione, ho scelto quella della montagna e la pratico circa da tre settimane quotidianamente, e devo dire che il risultato è incoraggiante, tanto che vorrei approfondire l'argomento e la pratica. Pensavo di acquistare un libro, o anche il tuo "Rilassamento Dinamico" del quale però dici, essere un po datato rispetto a quella che è stata la tua crescita in questi anni. Per cui, mi farebbe piacere avere un tuo suggerimento.

    Grazie per tutti gli spunti che mi hai dato attraverso il tuo blog.

    Michele

  • Grande Giacomo,
    bellissima la metafora del foglio…grazie infinite per il feedback e la testimonianza:)

  • In 7 mesi di meditazione, mezz'ora al giorno, con in tutto 6-7 giorni saltati, posso dire già di sentire una differenza notevole nel vivere la vita di tutti i giorni.
    Chiedo a Gennaro di concedermi la licenza poetica di esprimermi con un'immagine, anche se sicuramente ci saranno dei termini tecnici per descrivere tutto ciò: se paragoniamo la nostra mente a un foglio e i pensieri a dei disegni, la meditazione mi ha permesso di usare un foglio più grande.

    Se dovessi disegnare su un post-it due ritratti di persona, o li stilizzerei o li sovrapporrei. Se poi fosse necessario metterne ancora un'altro, nel migliore di casi farei uno smiley in un'angolino bianco 🙂 nel peggiore un gran pastrocchio di punti e linee.

    Grazie alla meditazione, invece di un post-it puoi usare un foglio a4: i ritratti ci staranno tutti e tre, si avrà una migliore visione d'insieme e rimarrà ancora dello spazio per aggiungere dettagli, uno sfondo o i corpi, li si potrà addirittura colorare dato che non si avranno sovrapposizioni.

    Questa pratica mi ha aiutato in quanto essendo un gran "chiaccherone" sia con le altre persone che, all'interno, con me stesso, mi trovavo spesso nella situazione di aver molto da "disegnare" e poco spazio per farlo, entrando così in confusione: ora le cose vanno molto molto meglio, e immagino che con l'allenamento quotidiano non potranno che migliorare.

    Per finire intendo ringraziare Gennaro Romagnoli e Marco "Reborn": infatti grazie al loro prodotto "100% innergame " ho raggiunto questi risultati e ho potuto scrivere lo svarione di sopra 😀

  • Grazie Aldo, eh eh si ci sono stati tanti miglioramenti;)

  • Bell'articolo Genna, lo aspettavo da tanto un articolo sulla tua esperienza meditativa, anche se mi sarebbe piaciuto leggere ciò che hai visto cambiare con più dettaglio… 🙂

  • Ciao a tutti:)

    @ Roberto: no non conosco il sito, ma onestamente sono convinto che non servano i suoni bineurali per meditare. Rilassamento Dinamico è un po' datato ma i concetti al suo interno sono ottimi per la crescita personale. Due anni fa ho provato ad aggiornarlo ma alla fine l'editore mi chiedeva tante di quelle "menate" che alla fine ho evitato;) per approfondire questo argomento ti basta leggere la rubrica dedicata alla meditazione che trovi qui sulla barra a destra del blog. Grazie per la tua esperienza:)

    @Daniele: anche io sono rimasto basito la prima volta che ho letto un libro sull'argomento, ho pensato: "ma questo è un esercizio base del training autogeno…e invece è stata una rivelazione…grazie per aver condiviso la tua esperienza:))

    @ Simone: non è affatto una domanda stupida…si la mindfulness è la ripresa occidentale della meditazione vipassana della tradizione buddista. Niente di più semmai di meno, senza alcun precetto religioso…

    @ Giovanni: come dicevo a Roberto, Rilassamento Dinamico non parla di mindfulness ma comunque illustra la maggior parte delle tecniche più efficaci in questo campo "auto ipnosi – dinamica mentale – image streaming. – hakalau e rudimenti di PNL …che chiamarli rudimenti è un po' svalutante visto che nella maggior parte dei libri di PNL non impari tutta quella roba 😉 però si, devo purtroppo dirti che è arretrato rispetto alle mie idee attuali…

    Grazie a tutti ragazzi, avete contribuito a fare crescere questo blog, queste discipline e soprattutto voi stessi:))
    Genna

  • Ciao Genna,
    leggo il tuo blog da qualche mese ed era un pò che pensavo di provare su me stesso gli effetti della meditazione: questo post con la tua esperienza mi ha invogliato ancora di più e finalmente mi sono deciso a fare il fatidico "primo passo" 🙂

    Ho visto che hai pubblicato un ebook sull'argomento "Rilassamento dinamico", ma essendo vecchio di 6 anni non so se è ancora valido e sono ancora titubante per l'acquisto…
    Mi suggeriresti lo stesso di acquistarlo e partire da lì? Se praticato con costanza, dopo quanto tempo sono visibili gli effetti benefici?

    Grazie in anticipo,
    Giovanni

  • Ciao Genna, scusa la domanda un po' stupida, ma…mindfulness e meditazione sono sinonimi, oppure ci sono differenze? E se sì, quali?

    Grazie. 🙂

  • Ciao Genna,
    appena ho letto il titolo mi ha fatto molto piacere sentire quale è stato il tuo approccio verso la mindfullness o meditazione o familiarizzazione con sé stessi se vogliamo essere pignoli 🙂

    Sono pienamente d'accordo su una cosa: è inutile parlare di una cosa che non si è provata sulla propria pelle. Io la faccio da 1 anno e mi sono dapprima intestardito, messo giù di buona volontà dopo una serie di eventi negativi che mi hanno fatto avere una sorta di consapevolezza iniziale dove non riuscivo ad afferrare quel qualcosa, come se fosse astratto e che ricercavo all'infuori di me in modo quasi ossessivo, cercandoci di dare una materialità che non le apparteneva, sfociando quindi in un senso di insoddisfazione.
    Quando mi sono letto il primo libro sull'argomento sono rimasto piuttosto basito, da un lato scettico, ma vinceva quel lato di me che mi diceva:"cosa ti costa provare?" Soprattutto perchè col senno di poi, vivevo situazioni demotivanti piuttosto male, continuando a rimuginarci sopra senza concludere una beata mazza 🙂

    Quindi ogni giorno, mattina e sera (saltando poche volte), ho iniziato a meditare. E dai un giorno e due e così via, sono arrivato a fare un anno, dove la meditazione è diventato un momento integrante della mia giornata, ne fa parte esattamente come lavarsi la faccia e i denti, pranzare e cenare. Con molta naturalezza e senza forzature, modellandosi e abbracciando tutti i momenti al di fuori di essa.

    Fare questa cosa ogni giorno, che vista dall'esterno pare una perdita di tempo, penso al contrario che chi non la fa perde molto più tempo! Mi spiego: butta energie inutili in cose che condizionano eccessivamente, dai suoi stessi pensieri ai quali dà troppa forza, come se questi fossero un fiume in piena costante ed incessante. E' molto meglio sedersi sulla sponda e guardarli.

    Perchè quel fatto di guardarli è uno disfare, togliere i nodi a tutte quelle situazioni, associazioni concettuali che ci si porta dietro dal background familiare, culturale e sociale: così si riesce ad essere più sinceri e sereni con se stessi e conseguentemente anche con chi vivi le tue giornate.

    Ti ringrazio infinitamente per avermi dato questo spazio dove poter condividere ciò che è stato per me la meditazione, spero che possa essere un modo per incoraggiare chi è indeciso e chi voglia ad iniziare la sfida più grande: affrontare se stessi!

    Ciao e buona giornata 🙂

    PS: Ho fatto un video qualche giorno fa su una frase che incarna molto il significato della meditazione per me, se ti fa piacere di condividerlo: http://www.youtube.com/watch?v=ELKcocqzXA8

  • ciao Genna, ho scoperto da un po' di mesi il tuo blog e lo trovo davvero affascinante…da poco mi sono anche appassionato alla meditazione, ho scaricato diversi audio, per esempio dal sito Omnama, (lo conosci? E'valido come metodo?)con i suoi suoni bineurali ma, sinceramente, nn credo ancora di essere in grado di meditare, mi ritrovo sempre con mille pensieri e la mente ke viaggia…ho anche comprato il tuo libro (ma nn ho avuto ancora molto tempo per leggerlo tutto), rilassamento dinamico, ma faccio ancora abbastanza fatica a capire il funzionamento della meditazione…oggi mi ritrovo a leggere questo post, sulla mindfullness…nn ne avevo ancora sentito parlare…volevo chiederti se puoi darmi qualche dritta o qualche articolo per approfondire appunto la mindfullness perchè sono veramente motivato ad imparare questa pratica…t ringrazio in anticipo e continua così…ciao
    Roberto

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