Apprendimento: Gli Esami non finiscono mai…o quasi :) 10 metodi di studio a confronto

Quante volte hai sentito dire la frase che compone il titolo di questo post? Scommetto un sacco di volte, perché nasconda una grande verità, cioè che nella vita si deve costantemente imparare che lo si voglia o meno. Oggi, se lavori in un’azienda questo concetto ti sarà chiarissimo, visto che tutti i sistemi di gestione sono sempre in evoluzione e ci costringono a studiare sempre… …così visto che manca una settimana agli esami  di maturità e visto che il mondo ci porta sempre più a confrontarsi con la propria formazione ho preso spunto da uno studio molto noto che ha raccolto le 10 strategie di studio più note ed efficaci e ci mostra quali scegliere e come utilizzarle…

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Sono tutte strategie che in un qualche modo già conoscevi, non è vero?  Tuttavia come hai ascoltato non tutte hanno dato i risultati sperati, anche se, come dice giustamente la Professoressa Lucia Mason:

si tratta di studi condotti in laboratorio e non in vere aule” questo è un grosso limite che comunque si può ovviare con un pizzico di buon senso.  Se infatti è vero che sottolineare tutto può addirittura essere controproducente, anche non sottolineare affatto può esserlo.

Magari in laboratorio su poco materiale da studiare no, ma quando devi leggere migliaia di pagine per un esame ecco che avere a disposizione delle nostre sottolineature può più che aiutare. Insomma si tratta di strategie tutte utili, alcune di più ed alcune di meno…   …vediamole prima riassunte in questa tabella che ho ripreso da Mente e Cervello di Giugno 2013 e tratto dallo studio di John Dunlosky (2013) sulle tecniche di studio:

Come vedi è stata stilata una vera e propria classifica delle strategie più o meno utili dividendo le in tre fasce: “utilità bassa – moderata e alta“. Così in un solo colpo d’occhio hai una buona visione d’insieme…Ora vediamole da vicino, accorpando quelle che sembrano simili si arriva a 7 strategie efficaci per superare gli esami a pieni voti.  

1) Evidenziare e sottolineare:…ahhh…sapessi quanto mi piace sottolineare, lo adoro…l ho sempre fatto eppure non sembra essere così efficace. I ricercatori hanno fatto diverse prove con diversi contenuti, il risultato è stato quasi svantaggioso per chi aveva sottolineato o evidenziato…nel post troverai tutte le fonti.  

Ma come, la mia amata sottolineatura ..fortunatamente interviene nell’articolo il parere della professoressa  Lucia Mason dell università di Padova: “A volte si da  per scontato che i ragazzi sappiano evidenziare […] varie prove confermano che quando la consegna era di  sottolineare solo una frase per paragrafo l’apprendimento era migliore rispetto a chi non  sottolineava” (Corsivo e grassetti miei)

2) Rileggere:…Azz un altra cosa che adoro fare, perché mi sembra di scorgere sempre significati nuovi, collegamenti non visti…e invece, anche questo sembra essere poco utile …i ricercatori non lo bocciano dicono “ha una certa utilità, limitata però in gran parte alla prima rilettura, le successive servono a poco.

Quindi una seconda rilettura sembra buona, troppe riletture non troppo bene…ovviamente qui si parla in vista di un esame, perché è impossibile pensare di capire alcuni testi con una sola lettura.  

3) Pratica distribuita: cioè lo stratificare lo studio, evitare di fare tre ore di una singola materia e intervallar la con qualcosa d’altro, magari un’altra materia. Dice dunlosky centinaia di ricerche mostrano che distribuendo la pratica e lo studio, sia in più momenti della stessa sezione sia fra più sessioni, si assimila meglio, e l’apprendimento è più durevole.

Conviene sia frazionare l’impegno in scaglioni anziché ammassar lo, sia dilatare i tempi fra uno scaglione e l’altro”.   Pare che lo studio serrato su una sola materia sia utile per superare un esame nelle immediate vicinanze ma non per creare forti collegamenti fra le parti... Queste osservazioni sono state validare per campioni di tutte le età e con diversi contenuti da studiare.  

4) Test di riepilogo…hai presente quelle domandone noiose che alcuni manuali riportano alla fine dei capitoli? Esatto, quelle domandone sembrano essere un tocca sana per lo apprendimento duraturo. Spiega la professoressa Mason:  

“…questa è la linea che emerge in generale, una strategia  è  tanto più efficace quanto più aiuta ad elaborare il  materiale di apprendimento, a manipolarci mentalmente  e non solo a memorizzarlo”…cosa che i test di riepilogo  fanno benissimo…

5) farsi domande ed intercalare: anche questa strategia si avvale degli stessi principi appena visti, non è provata quanto la precedente ma ha avuto risultati positivi.

Una di queste è l auto interrogazione, cioè farsi delle domande e cercare di rispondervi e l’altra e l auto spiegazione, commessa alla precedente ci serve per dare un senso al materiale che abbiamo appena studiato, magari rileggendo i titoli dei paragrafi e chiedendo si, che cosa significa per me? Ecc.

Invece per intercalare s’intende il frazionare lo studio  con spazi fra più materie. Pardossalmente cambiare materia di studio, passando in rassegna diverse materie per piccoli periodi di studio (25 minuti come nella tecnica del pomodoro sembrano funzionare bene).

6) Parole chiave e le immagini mentali: questo è il campo puro delle mnemotecniche dai loci di Cicerone alla conversione di Libeniz…uno dei pilastri su cui poggiano la maggior parte delle tecniche di apprendimento rapido le note mnemotecniche.

Nello studio anche queste strategie hanno dato scarsi risultati, ma per amore della materia mi preme riportare ancora quanto detto dalla  Mason che critica lo studio dicendo che in laboratorio si devono apprendere solo alcune liste, mentre lo studio (vero) è tutt’altra cosa.

Ma non solo, esattamente come per il sottolineare bisogna vedere se i soggetti erano davvero abili (o per lo meno preparati) nell’utilizzo delle mnemotecniche.

7) Riassumere: anche se lo fatto pochissimo sono stra convinto che la capacità di sintesi sia importante, anche perché io come noti non la possiedo:)

Eppure i ricercatori la bocciano o meglio dicono che sia utile ma poco rispetto alle altre, fortunatamente interviene ancora la Mason a mostrarci l’efficacia del riassunto e l’artificiosità di questo studio condotto in laboratorio e non nelle aule.

Oltretutto si sono completamente ignorati i diversi stili di apprendimento degli studenti e la loro motivazione allo studio.   Bene, i consigli sono finiti, ma come ti raccontavo nella ANL se sei uno studente e tra pochi giorni hai gli esami, ti sconsiglio vivamente di andare alla ricerca di qualche tecnica segreta per superarli al meglio.

Ma puoi lo stesso utilizzare le due delle strategie più efficaci che si possono applicare anche nelle ultime ore: l’auto interrogazione e l’auto spiegazione. Tecniche che diventano efficaci anche in gruppo.

Puoi scegliere un tuo gruppo di studio, se devi fare degli esami o il tuo mastermind cioè una unione di cervelli per discutere dei tuoi apprendimenti. Questo stesso blog può diventare un luogo di ritrovo di più menti che unite insieme diventano più della somma delle singole menti.

Puoi farlo lasciando le tue opinioni fra i commenti. E come ci mostra questo video l’apprendimento condiviso funziona davvero bene;)

Ma prima di mostrati questo video eccezionale ripeto il consiglio più importante di questa ANL, la ormai stra nota “fiducia nell’inconscio” (o chiamalo come vuoi), cioè in quel processo che ci permette sia di incamerare input e sia di conservarlo legandolo ed accomodandolo ai nostri vecchi apprendimenti in un processo complicatissimo che razionalmente non possiamo controllare.

La buona notizia è che la vera difficoltà non sta tanto nell’incamerare queste informazioni ma nel loro recupero. In altre parole devi avere fiducia del fatto che, quando sarà il momento (quando le domande dell’esame attiveranno i tuoi processi interiori) sarai in grado di recuperare quelle informazioni.

Lo so che sembra assurdo ma è questione di fiducia e di pratica.   In altre parole chi ha passate esperienze di successi nel recuperare informazioni avrà più fiducia nel fatto di poterlo ripetere tranquillamente.

Purtroppo lo stesso vale per chi non ha avuto buoni successi, questi fallimenti possono far perdere la fiducia nelle proprie capacità di apprendimento, che invece ti assicuro sono pressoché illimitate…o almeno a me piace credere che sia così 😉   Fai tua questa convinzione, esattamente come adesso stai leggendo queste parole e le stai comprendendo senza sapere esattamente come fai.

Stai respirando e facendo altre migliaia di attività in automatico, se studi (ovviamente;) quelle informazioni entrano dentro di te, proprio come l’aria che stai respirando…e quando sarà il momento giusto il tuo inconscio le recupererà.

Sviluppa questa convinzione…   …guarda che diavolo si riesce a fare quando si è liberi di apprendere:

(Nella barra sotto al video trovi i sottotitoli ;))   Ne abbiamo parlato ampiamente in questo post perché l’ auto-apprendimento sembra davvero magico.

Il messaggio è chiaro, tu sei molto più bravo di quanto pensi, di quanto ti abbiano mai detto a scuola. Se per caso ti hanno detto che non sei portato, NON gli credere NON possono saperlo…è una loro idea NON è la verità…

…o per lo meno non possono prevedere quanto diventerai bravo in un ambito. Conosco alcune persone che a 65 anni hanno iniziato a studiare l’Inglese ed il computer con ottimi risultati.

Anche se sono partiti con la convinzione che non ci sarebbero riuscite. Concludiamo la ANL con questo video e con il suo  meraviglioso messaggio.

Fammi sapere cosa ne pensi, se anche tu sei d’accordo con le mie osservazioni o meno. E se ti è piaciuto il post clicca su mi piace ed aiutami a far crescere questo progetto di auto-apprendimento-condiviso 🙂

A presto
Genna

Ps. Nel titolo ho scritto che “Gli esami non finiscono mai…o quasi”…quel quasi fa riferimento alla morte…se sei morto non devi affrontare nessun esame 🙂

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Mnemotecniche: “Come studiare e ricordare tutto”
Apprendimento: il futuro della scuola e della formazione
Imparare una lingua in 6 mesi…e senza aprire un libro ;)
Come aumentare la memoria senza esercizio
12 Commenti
  • Articolo interessante ma un po’ generale. Secondo me dovrebbe essere effettuato uno studio differenziato per le varie tipologie di materie.

    O comunque distinguere almeno quelle scientifiche da quelle umanistiche.

  • Ciao,
    ognuno ha i suoi tempi…come forse raccontavo qui (non mi ricordo cosa ho scritto) io all'inizio della mia carriera universitaria leggevo 3 volte i libri. Ma via via che m'impratichivo con "me stesso" sono passato a 2 volte.

    Fai delle prove, leggi qualcosa una volta e prova ripeterlo…fai lo stesso leggendolo 2 volte e così via. Non esiste un metodo di studio identico per tutti…la vera sfida è trovare il tuo.

  • Ciao, un semplice consiglio, sono un ragazzo che quest'anno deve fare la maturità, quindi mi piacerebbe trovare un metodo di studio veloce ed efficace, quando studio materie particolari tu consigli di leggere una massimo due volte l argomento e poi ripeterlo? Se non dovessi capirlo sarebbe sbagliato leggerlo più volte? Poi durante la lettura se riscontro parole che non conosco io uso interrompere la lettura e andare a cercare la parola nel vocabolario, tu cosa pensi sia più efficiente fare?

  • Grazie Stefano:)

  • Lo schema dell'efficacia delle strategie me lo salvo sul computer. Ottimo lavoro!

  • @ Enrica: ora riesco a vederlo (il tuo blog;)) anche io ho un'esperienza simile con le mappe e con foglietti sparsi ma…fortunatamente c'è chi ci smentisce…

    …@ Giacomo: oh una bella testimonianza alle mappe mentali, che ripeto utilizzo (basta entrare nel mio studio per capirlo) ma poco e male;)

    Allora la fiducia nell'inconscio…bella domanda:) nel senso che servono due cose, l'affinamento del metodo di studio (capacità di incamerare info) unito a ripetute esperienze di successo. Un modo per farlo è quello di prendere i libri alla fine dello studio ed auto interrogar si…si apre una pagina a caso e da quelle poche info vediamo se l'inconscio ricorda qualcosa. Un buon modo potrebbe essere utilizzare un registratore per parlare a manetta e poi controllare che cosa abbiamo detto.

    Quella auto interrogazione andrebbe fatta nel modo più inconscio possibile, cioè fidandosi delle associazioni che vengono in mente al primo sguardo. Dopo poco esercizio (di fiducia) ti accorgi della differenza fra quando, ragioni e quando invece le cose "ti saltano in mente"…devi seguire (chiaramente) questa seconda "sensazione".

    Spero di essere riuscito ad essere leggermente più esplicito;)

    Grazie a tutti
    Genna

    Ps. Se qualcuno vuole scrivere un bel post sulle mappe mentali…fatevi avanti che vi pubblico (se mi piace;))

  • Buonasera, scrivo per la prima volta in questo blog per portare una testimonianza dell'utilità che hanno avuto per me le mappe mentali: al contrario di quelle di Enrica le mie appaiono quantomeno criptiche a chiunque altro oltre a me, eppure fino ad oggi mi hanno permesso di arrivare a metà del corso di studi in giurisprudenza, in tempo (senza considerare il primo anno, quando tutti i limiti del mio vecchio metodo di studio si sono manifestati, portandomi a non avere nessun risultato e a iniziare a farmi un paio di domande che hanno portato alla scoperta delle mappe 🙂 )
    Oltre che nello studio mi hanno aiutato in tutti quei campi dove il buon Buzan consiglia di applicarle: esposizione scritta e orale, organizzazione, auto-analisi, comprensione di concetti nuovi.
    Tuttavia non sono uno strumento immediato da apprendere, anzi penso che in 3 anni di uso quotidiano sia riuscito solo a scalfirne in superficie le potenzialità, e a capire un pò più a fondo ciò che le rende tanto potenti e cosa rende alcune migliori di altre.
    Dopo questo panegirico delle mappe 🙂 Ne vorrei iniziare uno su Genna ma sarebbe troppo lungo XD e chiederti se puoi consigliare qualche articolo-libro-risorsa , riguardo a questa fiducia nel proprio inconscio e nel suo uso durante gli esami, in modo da "estrarre" dalla propria memoria le informazioni che ci servono. In particolare, io come penso moooolti altri, sarei interessato a sapere come svilupparla con esercizi appositi.
    Grazie e ancora complimenti per il blog, un vero punto di riferimento dove sono unite passione e scienza

  • eheh … il mio blog è sempre lì e come puoi vedere, ogni tanto uso, volando pindaricamente 🙂 qualche tuo suggerimento http://www.cambiotesta.it/home/cambiotesta/dimagrire-sensi-di-colpa-motivazione/

    No, non uso e non riesco ad usare le mappe mentali. Ci ho provato e riprovato, proprio perché molti le elogiano. Risultati? Pessimi. Apparentemente creo mappe belle e utili (agli altri), ma io mi perdo nella loro creazione e poi non mi rimane nulla.
    Preferisco i miei foglietti sparsi, caotici, le orecchie al libro che mi interessa, le sottolineature ed i disegnini strani, dove mi capisco solo io :-).
    Ne avevi parlato anche tu e ti immaginavo un grande utilizzatore, per questo ti ho stuzzicato ad illuminarmi.
    Con simpatia

  • Ciao a tutti 🙂

    @ Andrea: Grande Andrea…Napoleon Hill anche per la citazione del MasterMind 🙂

    Immaginiando un domani a partire da adesso, una trance-formazione…sarebbe bellissimo:)

    Bello l'intervento che ha citato Italo di John Taylor Gatto…che personaggio incredibile.

    Grazie Andrea…anche per il feedback rassegna stampa 😉

    @ Anonimo: grazie anche a te per il feedback

    @ Enrica: Ciaaaoooo è un pò che non "ci si vede" 🙂 ma che fine ha fatto il tuo blog? L'ho cercato un attimo fa dal tuo profilo ma non lo vedo.

    Non parlo di mappe mentali perchè non credo di conoscerle così bene. Le ho imparate dallo Zio Hack nel 2003, applicate per un po' e poi abbandonate. Credo che siano uno strumento molto potente, ma non utilizzandole spesso non ne parlo.

    Però non è una cattiva idea parlarne per accrescere un pò l'area "apprendimento" di questo blog.

    Tu le utilizzi spesso? 🙂

  • Ollallà … quanti ricordi. Credo di averle provate tutte le tecniche elencate. Oggi mi affido ad un miscuglio molto personalizzato dove l'autonomia e la libera ricerca, anche su Internet fanno la parte del leone.
    Mi chiedevo e spero tu abbia il tempo di rispondere, le famose Mappe Mentali di Tony Buzan in quale gruppo posso essere collocate? e perché non sono menzionate? Perché non sono così utili come si dice? O banalmente non sono state perse in considerazione?
    Grazie per gli stimoli sempre interessanti che riesci a dare
    Enrica

  • Ottima idea la rassegna 🙂 così possiamo capire in pochi minuti quale articolo ci interessa leggere in quel momento 🙂

  • Ahahahahah figo!
    Parte di questi suggerimenti mi ricordano un libro di Napoleon Hill, in particolare il suggerimento di farsi delle domande e darsi delle risposte :-D…
    Figo poi il riassunto dei contenuti (odiatissimo dai prof;) )… Eh già, qualcosa che i prof non suggeriscono praticamente mai perché son sicuri che così facendo perdiamo la proprietà linguistica, ma in realtà, memorizzando la nuova terminologia, a pochissima distanza dall'esame, ci dimentichiamo ciò che dovremmo aver appreso… I prof in genere, infatti, non permettono mai che si studi dalle slides…
    Qual è infatti il blasonatissimo suggerimento che ci danno, sempre, regolarmente e costantemente? Ripetere ad alta voce. Ma in questo caso le informazioni non mi sono mai entrate in profondità nell'inconscio…
    Comunque Genna, sono sicuro che specialmente tu potresti dare il via a una trance-formazione della formazione a scuola, dove già da lì si nota quanto sia scadente…
    E a proposito di formazione, credo che sia più efficace quanto più ti stimola la curiosità (hai ascoltato i nuovi episodi, mi pare il 28, di Tempo di cambiare? Lì infatti, il buon Italo ci parla delle 7 lezioni che tutti gli insegnanti ocidentali più o meno inconsapevolmente trasmettono agli studenti. Infatti parla proprio di un insegnante inglese che, rendendosene conto, ha deciso di smettere a esercitare la sua attività di insegnante e dedicarsi invece, al Public speaking…
    Comunque bella questa rassegna nell'ANL, dei contenuti della settimana scorsa! Ora pian piano questa ANL sta diventando sempre più "professionale"! 🙂
    Grazie,
    Andrea

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK