Calibrazione: 9 esercizi per il cenestesico…una porta per la mente saggia”

ti sei esercitato/a con la calibrazione visiva ed uditiva? Oggi ci occuperemo del terzo in-comodo perché bistrattato dai corsi di PNL, il canale cinestesico attraverso il quale passano tutte le sensazioni tattili, olfattive e gustative. In questa ANL troverai 9 esercizi specifici e ti renderai conto che il cinestesico è probabilmente il canale più importante da “osservare”;)

 

 

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Sei riuscito ad ascoltarlo? Ti piacciono i nuovi stecchetti? Sembra sempre più un podcast serio non trovi? 😉 Perché ho detto che il cenestesico potrebbe essere il canale più importante? Per diversi motivi che voglio condividere con te in modo sintetico.

Il primo e più importante è legato alla meditazione e alla distinzione fra Matrix e realtà…leggi questo post. Il secondo è tratto dagli studi di Mcgilchrist in cui si vede come il canale cenestesico sia l’unico a passare primariamente per il nostro emisfero destro.

Cioè il nostro inconscio, la mente saggia, il sistema 1, insomma la parte migliore di noi che l’autore chiama “il maestro” che ordina la nostra visione del mondo e l’emissario, l’emisfero sinistro che viene visto come “il braccio operativo del maestro“.

Una visione molto affascinante che si avvicina allo inconscio ericksoniano o alla mente saggia orientale ecc. Altro aspetto importante è legato ai resoconti di chi soffre di disturbi psico-somatici (nota che ho messo il trattino per unire e non per dividere) che ci mostrano quanto questo senso sia implicato…

…così come è implicato in tutti gli stati modificati di coscienza. Si può perdere il senso del corpo e allo stesso tempo accentuarlo, è in questi stati che si comprende la grande importanza di questo canale…l’importanza della propriocezione.

È incredibile immaginare una forma di attenzione sui propri confini fisici, come il bodyscan, che agisce sui confini mentali.   Infatti è provato che la mindfulness è molto efficace sul disturbo di personalità borderline. Chi rientra in questa categoria ha un vero e proprio problema a gestire i confini.

Sono persone che possono risultare invadenti perché escono dai loro confini. Spesso non rispettano le regole per questo ecc. La sperimentazione con la mindfulness (anche la mia personale clinica) confermano l’efficacia nell’insegnare a queste persone come praticare.

Ed è incredibile immaginare che l’attenzione sul corpo, sui “propri confini fisici”, possa ricostruire  e migliorare quella psicologica. E ti posso assicurare che nella vita tutti abbiamo bisogno di gestire i nostri confini personali.

Per cui il primo passo, il primo obiettivo che è già di per se un grande obiettivo è quello di praticare la meditazione mindfulness.

Adesso magari, se hai ignorato completamente quanto detto fino a qui;) starai pensando “ma cosa c’entra praticare la meditazione con la calibrazione”…Bhe la risposta è tutto e niente allo stesso tempo.  Lascia che mi spieghi meglio…

….la meditazione di per se non ha un obiettivo preciso, ma fra le moltissime cose che fa funzionare meglio c’è anche l’attivazione di aree cerebrali deputate alla relazione, alla parte di noi che vede le interconnessioni fra le cose, il nostro emisfero destro, ma non solo.

Già nel mio primo libro (rilassamento dinamico) ti ho mostrato le ricerche legate a questo fenomeno proprio degli stati modificati di coscienza.

Insomma, quindi visto che l’importanza di allenare il canale cenestesico è così vasta mi stavo dimenticando di dare una struttura all’esercizio, si vede che ero ancora nella parte destra, ma adesso integriamo il tutto con la parte sinistra, quella che si occupa di muovere finemente le mie dita sulla tastiera.

Quindi bando alle ciance ed iniziamo i 9 esercizi:

  1) Mindfulnss: con questo termine non voglio indicare solo la pratica quotidiana di meditazione con cui ti assillo ormai da anni:) ma l’atteggiamento che puoi avere nei confronti delle tue sensazioni cenestesiche. Che ti collegano come un portale al presente e alla disidentificazione, cioè al collegamento con la tua mente saggia.

Potare di tanto in tanto l’attenzione verso il proprio corpo in modo mindfulness mentre si sta parlando con una persona può aiutarci a “centrarci e a portare l’attenzione nel presente non giudicante”.

Il mistico moderno Ekart Tolle consiglia di portare spesso la propria attenzione al respiro e Robert Dilts consiglia sullo stomaco, sul cuore e sulla testa (i 3 cervelli oggi conosciuti). Insomma portare l’attenzione in modo mindfulness può aiutare anche nella comunicazione interpersonale.

2) La stretta di mano: Tutti i giorni ci capita di stringere mani, chi più é chi meno. La prossima volta che incontri qualcuno che non conosci e sai di dovergli stringere due volte le mani…probabilmente quando lo consci e quando lo saluti, porta particolare attenzione a come ti stringe la mano.

Nota quando lo fa la prima volta e nota la differenza con la seconda volta, molto probabilmente noterai dei cambiamenti, anche se aver fatto nulla di particolare semplicemente perché due chiacchiere possono già creare una relazione e questo si riverbera su come ci si stringe la mano.

Anche questo sembra incredibile, ma succede proprio così, di solito se la relazione che si crea è buona la stretta di mano sarà più calda e morbida, mentre se non si instaura un buon rapporto potrebbe essere ancora più dura e fredda della prima stretta di mano. Ora tocca a te, vai per strada e provalo…

3) La valigia dei ricordi: tutti noi abbiamo in casa valige, scatole, scatolette e cassetti che contengono cianfrusaglie che appartengono al nostro passato, non necessariamente remoto. Vai alla ricerca di una di queste miniere, procurati una benda, assicurati che non  ci siano oggetti taglienti o pericolosi, bendati e prova a riconoscere gli oggetti al tatto. Lasciati sorprendere, come abbiamo fatto per l’esercizio del combing

Bene ora passiamo alla modalità olfattiva…prima di iniziare sapevi che una bella fetta del cervello è deputato a sentire gli odori? Qualcuno dice che si tratta solo di un organo vestigiale, cioè quegli organi che ormai non ci servono più… eppure non sono così d’accordo, visto che gli odori non veicolano solo piacevoli o spiacevoli fragranze, ma queste servono a farci sopravvivere…quindi…

4) Il profumo del mondo: trova un bel posto all’aperto, magari al mattino mentre la città si sta svegliando, un paio di occhiali da sole…chiudi gli occhi ed ascolta i profumi che ti circondano e cerca di individuarli…sentì da che parte arriva la fragranza del pane appena sfornato oppure l’odore dei profumi che le persone indossano. Anche qui lasciati sorprendere dai profumi prima ancora di etichettarli.

5) L’aroma del cibo: In un libro, Badler mi pare in trasformazione profonda scritto con Gabriele Guerrero… raccontava che bisognerebbe odorare sempre il cibo che stiamo per mangiare, e se il profumo non ci piace dovremmo evitare di mangiarlo.

Questa teoria molto affascinante contraddice un po’ con la puzza del formaggio ed il suo sapore, ma in line di massima mi sembra sensata, non per nulla in natura le cose che puzzano sono spesso velenose o cattive.

Prova a seguire la teoria di Bandler, annusa tutti i cibi  prima di mangiarli e nota se esiste una corrispondenza fra alcuni odori ed i tuoi livelli di energia, una sorta di test olfattivo delle intolleranze…

6) L’odore della gente: scommetto che avrai notato che le persone hanno odori differenti. Questo dipende da in sacco di cose, quasi tutte di natura chimica. Avvicinati un po’ di più alla gente ed annusali, potresti notare che hai una certa predisposizione per alcuni odori.

Ok, a nessuno piace la gente che non si lava e puzza, ma ti assicuro che esistono delle differenze soggettive, c’è chi puzza in un certo modo e chi un un altro…allenati a sentire gli odori delle persone che ti circondano.

Bene  passiamo alla terza ed ultima modalità cinestesica, il gusto…se sei un sommelier o un cuoco non ho bisogno di dirti nulla, ma se sei un comune mortale come me puoi sbizzarrirti a calibrare con il senso del gusto.

Perché questo è molto più importante di ciò che si crede. Nel momento in cui provi una qualsiasi emozione questa i influenza l’acidita della tua saliva, modificando il sapore che hai in bocca. In altre parole possediamo una sorta di biofeedback legato anche al senso del gusto.

 

7) Lasciati stupire dal sapore: sembra una pubblicità ma non è così. Già qualche tempo fa ti avevo consigliato un esercizio simile. Prendi la tua benda e prepara una bella macedonia….mettici dentro almeno 5 frutti diversi…più ne metti e meglio è…evita di condirla…bendati e lasciati sorprendere dal sapore.

Evita di categorizzare subito, dicendo “questa è una mela”… dopo un po’ noterai che le distingui senza fatica. Chiaramente puoi farlo con ciò che ti pare, dalla insalata di mare ad una grigliata mista …in base ai tuoi gusti…

 

8) Valuta il sapore:…collegato al precedente esercizio puoi farne un altro che ho imparato tanti anni fa leggendo il primo libro della nostra bravissima Debora Conti, Giusto peso per sempre, un libro che ti spiega come dimagrire con la mente.

L esercizio è semplice, ogni volta che ti appresti a mangiare qualcosa, per le prime 5 forchettate, mastica lentamente e assapora dando un voto di soddisfazione soggettiva da uno a dieci. Fallo per le prime cinque forchettate ogni volta che ti appresti a mangiare qualcosa.

 

9) Il sapore delle emozioni: dopo aver fatto tutti questi esercizi, che come hai notato non servono solo a calibrare, eccone uno specifico per la calibrazione del tuo stato interiore.  Ogni volta che ti ricordi di questo esercizio, nota cosa sentì in bocca, potresti stupirti del fatto che esistono dei pattern ripetitivi.

Ad esempio la paura può avere un sapore, così come la soddisfazione o la sensazione di essere in grado di fare qualcosa. Potresti notare dei pattern binari, come ad esempio una sensazione di secchezza quando sei emozionato…

… e di fluidità quando sei tranquillo. Notali cercando di evitare di giudicare, devi attenesti a ciò che sentì davvero senza ricamarci troppo sopra. L’atteggiamento giusto è per me sempre quello della presenza piena della mindfulness.

Bene gli esercizi sono terminati ma come abbiamo detto più volte puoi divertirti ad inventartene di nuovi, l’importante è che ti permettano di acuire le tue abilità di calibrazione cinestesica, come nella stretta di mano oppure di attenzione non giudicante nel presente…altro aspetto più che importante per imparare a calibrare senza fare l’errore numero uno…”leggere nel pensiero“.

Calibrare NON significa attribuire un significato (anche se inevitabile) ma osservare ciò che accade veramente nel presente, e non si tratta di una cosa che facciamo spesso…anzi, sia,o sempre più orientati a correlare ciò che vediamo con ciò che sappiamo, soprattutto noi psicologi ed amanti della psicologia;) quindi, consci di questo limite umano del l’osservatore …

…dobbiamo allenarci a portare avanti un altro tipo di calibrazione, non quella che viene spesso confusa con il contenuto (qui sono più che in accordo con il nuovo codice della PNL) o con un ricalco-guida spinto alla persuasine ma ad una calibrazione mindful, basata sulla presenza, sull’ascolto attivo e reale… solo così, secondo me, si può calibrare davvero 🙂

Ecco un piccolo assaggio del lavoro del dottor Lain Mcgilchrist e delle sue osservazioni più che interessanti…

Sei riuscito a vederlo? ne parleremo nei prossimi post visto che sto leggendo il libro 😉 Hai notato che fra le funzioni dell’emisfero destro c’è anche il riconoscimento del linguaggio non verbale e quindi della calibrazione?

Ma soprattutto hai notato chi è quella caricatura che viene presa a schiaffi nel fumetto? 🙂   Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto e se ti è piaciuto il post e vuoi sostenere PsiNeL, clicca Mi Piace.

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Ciao Gennaro,anni fa feci un corso di psicomotricità relazionale,ricordo esercizi simili…e anche al corso di teatro si usavano tecniche da te spesso citate.Ci si può aut ipnotizzare ?Prima di sposarmi ero riuscita ad affinare un sacco di tecniche,ma non era un esercizio,piuttosto una dote naturale.Vorrei potermene riappropriare da donna matura ma faccio fatica.Perché?mi hanno detto che soffro di sinestesia concettuale

  • Stamattina, per strada, ho notato un albero di amarene… Ne ho assaporate un paio e mi hanno proiettato al vecchio albero di mia zia Gina, quando, da piccolo, usavamo farci scorpacciate di amarene… oltre che di lumache raccolte nell'orto e cotte (seviziate sarebbe meglio dire) nelle braci. Esercizio interessante: captare quei sapori/profumi ancorati a momenti particolari della nostra vita. Ovvio che capita poche volte nella vita…. ma se capita… è magia pura! AUGH Pier V

  • Hahahahaha bella Genna!
    Mangiare lentamente? Forse sono uno fra i pochi imbattibili! Lo facevo già da quando ero piccolo, anche se a dire il vero col tempo ho dovuto cominciare a cambiare tendenza perché, ahinoi, non abbiamo molte possibilità di trascorrere un tempo abbastanza lungo a tavola… per non parlare del fatto che buonissima parte di noi usa accendere la TV proprio nel momento in cui avrebbe davvero bisogno di connettersi con se stessi… Insomma, per usare una metafora molto delicata, Mangiare con la televisione accesa è un po' come trovare a gustare qualcosa trovandoci in bagno ;)… ecco forse da cosa possono nascere i disturbi alimentari: mangiamo qualcosa di davvero gustoso, mentre da qualche parte nella nostra stanza sentiamo la TV che ci vomita di tutto e di più;)… A sì ottimo, la secchezza della bocca, l'ho provato anch'io, ho scoperto di averla, a volte, quando provo insicurezza e magari inizio a balbettare… In quel caso, soprattutto da quando ho cominciato tempo fa a conoscere i sistemi rappresentazionali, immagino di accedere al canale visivo e che sto rincorrendo strenuamente le immagini, così di mia iniziativa prendo a rallentare e respirare a fondo e, improvvisamente mi trovo istantaneamente ed assolutamente calmo…
    Continuerò a svolgere la MF e poi scriverò altre esperienze 🙂
    A presto,
    Andrea

  • Ciao Luca,
    può essere una buona idea per esercitarsi con le sotto modalità ma non è esattamente lo scopo di questo esercizio. Ottimo esercizio ma leggermente diverso;)

    Ciao Daniele,
    fantastico anche io la vedo come una connessione con una "nostra parte intima", forse il nastro vero se libero dai condizionamenti.

    Grazie ragazzi:)

  • Ciao Genna,
    devo dire che quando hai detto di tirare fuori un contenitore di cose vecchie mi è venuto in mente uno scatolone di lego che tengo in cantina da una vita e cercare di riconoscerli al tatto sarà assolutamente divertente. 🙂
    Per quanto riguarda il resto degli esercizi, dato che faccio meditazione quotidianamente, il senso di portare attenzione al corpo, al respiro e alla semplice sensazione sul naso (cosa all'inizio mi sembrava una cosa difficilissima e assurda) si è trasformata gradualmente in una cosa molto piacevole.. è come un riconnettersi con un lato proprio intimo che si trascura moltissimo: infatti tutte le svariate parti cinestetiche che hai descritto, me le vedo che le faccio quasi in modo automatico, quindi gustare quello che mangio, sentire la stretta delle mani delle persone, gli odori e così via. E' come riportare a galla un mondo sommerso che è sempre con noi e che ce ne freghiamo perchè presi da appigli mentali di ogni tipo 🙂

    Una cosa che faccio solitamente è camminare su superfici differenti e notare la differenza di consistenza che ho sotto i miei piedi, in pratica la meditazione camminata.

    Grazie ancora per il tuo post, sono sempre degli spunti veramente molto interessanti sui quali riflettere e soprattutto da provare!!

  • Ciao Genna…..volevo chiederti una cosa: cosa ne pensi sulla validita' di associare l'esercizio "anti-ansia" (Swish kenestetico di bandler) con le sensazioni che si sentono e i sapori che provengono dalla bocca (es. Secchezza bocca, o fluidita'o qualche sapore)…a me sembra che funzioni come una sorta di "palestra portatile" per allenarsi ai vari effetti delle emozioni e sensazioni sul nostro "canale gustativo"…e' possibile?

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