Comunicazione efficace: “Le Fallacie del Ragionamento” – dalla retorica classica alla PNL

Ciao, sai che cosa sono le “fallacie del ragionamento“? Se a scuola hai studiato bene la retorica forse si, ma ormai sono sempre più rare le scuole dove si da sufficiente risalto a questa tematica.

Volevo scriverti della “retorica eristica, cioè l’arte di avere ragione di Schopenhauer, ma più leggevo e più mi rendevo conto di trovarmi di fronte a semplici errori di ragionamento…le fallacie del ragionamento. …ti avviso la ANL di oggi ė lunghissima perché mi sono messo a descrivere tutte le fallacie, più avanti troverai uno schema riassuntivo

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Tutto? Sei davvero un eroe (o eroina:)). Se mi segui sai che sono uno scetticone eppure questa ANL è frutto di una simpatica sincronicità.

Stavo ascoltando uno dei miei podcast italiano (tempo di cambiare di Italo Cillo) quando ha iniziato a parlare delle fallacie proprio poco dopo che avevo individuato questo schema nel libro di Schopenhauer.

Allora ho fatto una piccola ricerca ed ho scoperto che l’abbandono del trivium (grammatica, dialettica e retorica) oggi viene utilizzato come argomento dai cospirazionisti, i quali pensano che l’arte retorica cristiana (la patristica), si sia impossessata di questi strumenti negandoli al popolo.

E li abbia così utilizzati nel tempo per manipolarci, cosa assurda ma più che plausibile visti i tempi, ecco non sono un cospirazionista, ma ci vuole davvero poca fantasia per crederci. Infatti, ti basta pensare alla situazione socio-politica del 300 per notare che questa non è una classica “sega mentale” ma un dato di fatto.

Basta immaginare gli ambienti del “Nome della rosa” e della Santa Inquisizione per afferrare al volo in quale contesto si è svolto tutto questo.   E’ vero che nel periodo medievale il trivium  composto da Grammatica – Dialettica – Retorica è stato via via abbandonato.

La parte dedicata alla retorica è rimasta di squisito interesse stilistico. In altre parole l’unica cosa che si impara a scuola è utilizzare “le famose figure retoriche” per motivi stilistici (la poesia).

Quando in realtà il loro uso è necessariamente pragmatico, perchè senza saperlo utilizziamo quotidianamente queste “forme verbali”…anche le fallacie di cui abbiamo discusso. Alla fine del post troverai un video “per cospirazionisti” che ti spiega meglio questi concetti… i loro argomenti sono più convincenti dei miei!

Mi scuso davvero con tutti i “latinisti”, non solo ho sbagliato la pronuncia ma ho anche letto le “H” come se fossi in Inghilterra xD…cosa che per un purista è agghiacciante. La mia ragazza ha ancora le mani nei capelli per come le ho lette, stupidamente, senza chiederle consiglio. Ecco un altro errore da cui imparare!

Lo studio della retorica è davvero affascinante visto che si tratta di una serie di tecniche vere e proprie, come quelle che oggi si imparano in un qualsiasi corso di PNL. Infatti i sofisti e non solo, andavano in giro per l’antica Grecia a vendere i loro “trucchi linguistici” a chi poteva acquistarli. Solitamente giuristi, politici e uomini di cultura dell’epoca…   …esattamente come oggi.

Non so a te, ma a me pare che le cose non siano cambiate così tanto. Le tecniche di comunicazione efficace e di persuasione vengono vendute a caro prezzo ma, come si sente dire spesso, il prezzo più caro lo paga chi ne subisce l’influenza a scopi manipolativi. Vedi sette, ciarlatani e compagnia bella…

La diatriba storica è fra Platone, che vuole una “parola” fondata sulla verità ed i sofisti che invece utilizzano la “parola” per creare verosimiglianze e falsi argomenti. A risolvere questa diatriba è Aristotele costruendo la forma del ragionamento con i sillogismi ed affermando che le fallacie del ragionamento (antinemi) debbano invece essere imparati per difendersi.

Quindi PsiNeL è aristotelica da questo punto di vista, si batte per una conoscenza delle tecniche di persuasione al fine di evitarle sempre più spesso e migliorare in questo modo la propria comunicazione. A questo proposito anche il metamodello nasce con l’intento di raggiungere il sensorialmente basato, cioè la realtà sensibile…

…per questo motivo il suo semplice utilizzo distrugge tutte le fallacie o malformazioni del linguaggio e quindi del ragionamento. Basta la semplice “domanda epistemologica” per far traballare ogni sillogismo imperfetto. Cioè un ragionamento concatenato formato da 3 parti, una premessa maggiore, un termine medio ed una conclusione che lega i due termini:

È saggio l’uomo che conosce se stesso Leggere PSINeL aiuta a conoscersi meglio È saggio leggere PSINeL… “Genna, come fai a saperlo”…lo so e basta!   Come vedi qualunque sillogismo può essere spezzato dalla ricerca dell’episteme, cioè di quell’elemento o quegli elementi su cui si basa tutto il ragionamento.

O detto secondo questa ottica “cercando la veridicità delle premesse maggiori da cui parte il sillogismo”. Facile  vero? Peccato che a scuola non si impari esattamente in questo modo, sempre che lo si faccia in programma.  Se ti piace l’idea della esplorazione della retorica classica come tecnica di comunicazione efficace potremmo approfondire ulteriormente.

Ma prima lasciami fare sti benedetti stratagemmi di Artur Schopenhauer, che sono davvero eccezionali, chiaramente non riuscirò a farli stare in una ANL, già quella di oggi è troppo lunga e tediosa, me ne rendo conto…

…per questo ci ho messo alcuni stacchetti musicali nuovi che spero siano stati di tuo gradimento. Capisco che la materia non sia facile ed ecco perché ho fatto (anzi lo ha fatto Chiara;)) uno slideshow per mostrarti come sono suddivise queste fallacie, anche perché su wikipedia non si capisce molto…grazie Chiara 🙂

In questo modo puoi, con un semplice colpo d’occhio vedere tutte le fallacie in cui cadiamo più spesso. Non sono le uniche, perché sia la retorica che la moderna scienza cognitiva ne hanno trovate una marea. Per me sono interessantissime perché sono convinto che conoscere i punti deboli di qualsiasi cosa sia “strategico”. Anche perché se li ignori puoi cadere vittima.

 

Sei riuscito a vederlo? E non potevamo terminare questo pezzo di storia ellenica senza un’altro piccolo contributo a Platone, si tratta di un audio di una rappresentazione teatrale della repubblica.

Anche questo preso dal canale di youtube di Scardovelli devo dire di NON esser per nulla d’accordo con la affermazione che sia “scientificamente assodato che la personalità si formi a tre anni”. Qualcosa a chi non credo assolutamente, soprattutto alla luce dei molti studi sulla epigenetica e in generale sul “nuovo paradigma” a cui mi piace pensare di appartenere.

 

Ultima chicca è la conoscenza di questi argomenti da parte dei “cospirazionisti”… ti consiglio di guardarlo non tanto perché credo a tutto ciò che dicono ma perché, forzando un po’ la mano, ti dicono la stesse cose che diceva Aristotele e che ti sto dicendo dall’inizio di  questo post:

Come usare questa ANL? come semplice esercizio di pensiero, evita di andare in giro cercando di scovare le fallacie delle persone. Questa è roba da piennellisti alle prime armi con il metamodello!

Gioca con questi concetti, nota quelli che tendi ad utilizzare con più frequenza e modificali. Usali divertendoti, questi nomi hanno purtroppo un’influenza negativa su molti…

…perché ci ricordano la scuola, la cosa migliore che possiamo fare è divertirci con questi concetti. Se tutto ti è sembrato ostrogoto, fai un passo indietro, vai a vedere cosa sono i sillogismi e riascolta l’ audio…

e soprattutto se qualcosa non è chiaro o vuoi dirci il tuo punto di vista, lascia un commento (rispondo sempre:)…   …e se ti piace il mio lavoro e vuoi aiutarmi a far crescere PsiNeL, clicca su “Mi piace”.

A presto
Genna

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4 Commenti
  • Nel nostro caso ciò che ci interessa non è tanto mettersi in una posizione dialettica, quanto capire se la persona che ci sta davanti sta utilizzando degli pseudo argomenti…la domanda "come fai a saperlo" dovremmo porla a n stessi, chiedendo i " ma questo, come fa a sapere quello che sa"…e non è magico che si estragga la strategia, spesso ti rispondono : "me lo ha detto mio cugino";))) oppure la mia preferita "lo letto su focus":))

  • Però se chiedi come fai a saperlo è piu facile che ti dia risposte relative al suo modo di sapere le cose, alle sue strategie interne legate al "sapere" le cose, quindi ti dirà quali sono i suoi paradigmi quelli che usa per stabilire le sue verità. E' vero che in questo modo assecondi la presupposizione che ciò che dice sia una verità ma così non ti poni in una posizione dialettica e non metti la persona sulla difensiva … o almeno questo è quello che intuisco. Non necessariamente nel primo caso avvalli i suoi presupposti, stai solo chiedendo informazioni sulla sua strategia percettiva, nel secondo caso ti metti in posizione dialettica, lui comincera a giustificare le sue affermazioni e non avrai notizie su come pensa, rischi di perdere una occasione per metterti al suo passo-

  • Bravissimo Andrea 🙂
    è un ottimo "attenuatore"…possiamo immaginare una scala che va dal "chi ti ha raccontato ste cazzate" al "come fai a dirlo" 🙂

  • Ciao Genna,
    Interessanti i startagemmi lingustici! Ora alla domanda che suggerisci come metamodello, se posso, suggerisco una lievissima modifica, perché così com'è presuppone che l'affermazione sia vera… La modifica che suggerisco è semplicemente la sostituizione di "sapere" con "dire": "Come fai a dirlo?" invece che "Come fai a saperlo?".
    Immaginiamo un episodio in cui ti trovi davanti a una persona e mentre parlate l'interlocutore ti fa un'affermazione che pensi non essere vera. Così puoi dirgli "Come fai a saperlo?", l'interlocutore penserebe che sicuramente quello che appena detto sia vero e che sia successo… Invece chiedendogli "Come fai a dirlo?" lo porti a pensare che quell'afermazione era in realtà una sua supposizione che potrebbe non corrispondere alla verità. Soprattutto se l'interlocutore, se non proviene da Psinel potrebbe non sapere cosa volevi intendere 😉
    Grazie,
    Andrea

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