Crescita Personale: Epistemologia del Miglioramento

Ciao,

dopo “l’epsistemologia della crescita personale” ho deciso di mostrarti un altro piccolo pilastro del pensiero che caratterizza Psinel, questo blog. Un modo di pensare un po’ diverso da tutti gli altri siti che parlano di crescita personale e che può permetterti di comprendere in fondo come si struttura la nostra “conoscenza”. Per farlo ho selezionato una bellissima conferenza tenuta dal prof. Fabio Minazzi filosofo … una vera bomba…

Sei riuscito a vederlo? lo so è un po’ lungo ma nevale davvero la pena 🙂 Facciamo qualche commento relativo all’aspetto che più mi interessa, quello della epistemologia della scienza. Cioè su cosa si basa la scienza? e in modo particolare questa scienza produce conoscenza? produce cultura? oppure la cultura è un’altra cosa?

Il fatto che oggi gli scienziati non sanno come divulgare le loro scoperte e la loro letteratura è letta solo da persone specialistiche. Come avviene questo passaggio? oggi è evidente che sono i media a decidere di divulgare o meno una qualche rivoluzione scientifica…e se sono vere le parole di Bertrand Russell su questo punto, ecco che dovremmo farci qualche domanda. Ad esempio tu lo sapevi che c’è un certo ingegner Khese che sembra voler rivoluzionare il mondo?

Russell diceva che hanno cambiato più la storia dell’umanità 3 secoli di metodo scientifico che non diversi millenni di pensiero pre-scientifico.  A questo punto però resta questo gap fra chi fa scienza e chi deve leggerla. Qui ci racconta che Galileo (il pioniere del metodo scientifico) abbia deciso di scrivere il suo libro in Italiano e non in Latino…

…questo perché lui riteneva importante che i tutti potessero leggerlo. Non solo chi era erudito al latino ma tutte le persone, dal contadino al garzone dotato di curiosità ed intelligenza. Oggi le cose non sono molto diverse, come ti dicevo,sono i mezzi di comunicazione a decidere cosa può essere interessante e cosa meno. Eppure ogni giorno si fanno decine e decine di scoperte ultra interessanti…

…lasciando stare la dietrologia, cioè tutti quei motivi segreti che non conosciamo (affari per quanto riguarda la ricerca medica e farmaceutica ecc.) è evidente che qui c’è qualcosa che non va e da questo qualcosa che secondo me nasce un profondo interesse per le cagate che circolano. Ops…scusa per la parolaccia, sai che non sono così sboccato di solito 😉

Quindi cosa succede? accade, nel nostro campo, quello della psicologia e della crescita personale che qualcuno legga un paio di ricerche e ci faccia sopra una propria teoria strampalata (come faccio a volte io) oppure, ancora peggio… che si vada a pescare qualcosa che funziona, gli si cambi il nome e la si commercializzi come “l’ultima tecnica definitiva per fare X e Y“.

In questo modo cosa si crea? una battaglia fra chi conduce le ricerche e chi ne usufruisce. Perché se io scopro, ad esempio, che guardare il sole dalle 12 e 30 alle 13 e 30 mi fa diventare più intelligente, ci faccio un sacco di ricerche sopra fino a costruire un metodo e poi non lo divulgo… può capitare che arrivi il furbetto, legga il mio articolo, ci faccia un suo metodo e gli dia altre spiegazioni…

…magari dicendo che essendo il sole “Dio” stai assorbendo la luce divina che ti permette di diventare più intelligente e ti assicuro che ci vuole molto poco a fare questi passaggi. Ma stai attento, non sto dicendo che possa accadere una sincronicità (che nel mondo della scienza capita spesso) cioè che tanti ricercatori arrivino alle stesse conclusioni senza mai essersi visti e parlati.

Questo può avvenire anche in modo “molto molto più sano”…come faccio su PsiNeL. Ad esempio mi accorgo che stare al sole mi fa bene, allora vado a scartabellare tutti i data base che hanno ricerche sul sole e l’umore. E quando ne trovo a sufficienza le studio e le applico nella mia vita,e di solito poi te ne parlo.

Ma per me è facile, ho accesso a oltre 1000 riviste di psicologia internazionali. Hai idea di quanto costi fare l’abbonamento ad una rivista scientifica? una sola non 1000…un sacco di soldi. Io ho l’accesso a due database sia come professionista (l’Albo degli psicologi mette a disposizione 500 riviste dal sito www.psy.it) e sia come privato, visto che lamia compagna si occupa di questo).

Quindi Genna mi stai dicendo che basterebbe avere accesso a quelle informazioni per fare in modo che le notizie sulle ricerche scientifiche siano di pubblico dominio?“. No! perché la stragrande maggioranza delle persone non riuscirebbe a capire una mazza di quello che viene scritto su quelle riviste…

…primo perché è scritto in Inglese, il Latino moderno dice il professore e secondo perché si tratta di un linguaggio specialistico che solo gli addetti ai lavori riescono a comprendere fino in fondo. Soprattutto per quanto riguarda il lato più importante nel nostro discorso, quello metodologico cioè come hanno scoperto ciò che pubblicano.

Così come Russell credeva che gli scorsi 300 anni, dalla nascita del metodo scientifico ad oggi siano avvenuti i cambiamenti più rilevanti così anche la psicologia ha contribuito a questo cambiamento. Nonostante la sua giovane età agran di linee la psicologia nasce come filosofia per poi  distaccarsi con Wundt nel 1879 nei famosi laboratori di Lipsia. Da qui si inizia ad applicare il metodo scientifico al comportamento umano. E quindi all’essere umano ridotto a dato da osservare… ma funzionale come sottolinea Minazzi.

Si lo so, questo alza un polverone epistemologico senza fine che vorrei evitare 😉 Tenendo quindi per buono questo dato, è ovvio che tutta la storia(come già sottolineato ampiamente) non deve essere gettata. Perché la filosofia occidentale ed orientale hanno ancora tantissimo da darci, ma sempre osservandole con l’occhio del metodo della conoscenza in generale… più che solo “scientifico” come dimostra il professore.

…che voglio sottolineare non è quell’occhio cieco che riduce ogni cosa a “numero”. Questo lo fa solo per comodità, per fare in modo che si possa così utilizzare un’altra forma di comunicazione che va oltre le parole, la matematica. Che per quanto sia bistrattata dalle materie umanistiche è a sua volta fonte di altissima letteratura e filosofia, visto che i numeri “nascono nella mente”…ma questo è ancora un altro discorso.

Qui il professore ci parla di un pensiero di Heidegger quando ci dice che “la scienza non è in grado di pensare” è questo “è diventato il senso comune”.Il “discorso sulla tecnica” di Heidegger ci mostra qualcosa di ultra interessante su come pensiamo e su come la nostra cultura ci determina. Però,secondo Minazzi questo modo di pensare ha generato una separazione ancora più netta fra”umanesimo e scienza”.

E’ come forse saprai, se segui PsiNeL, qui siamo per una visione “olistica e aperta” (non tanto aperta che ci caschi il cervello per terra;)) che vede ogni tipo di conoscenza (per cui anche quella psicologica)come legata agli altri tipi di conoscenza. Questa è una sola ma per motivi pratici (sfornare specialisti in grado di dare il 100% nel loro campo) deve spezzettare la conoscenza.

Così è interessante quando dice che su Wikipedia trovi molte più pagine dedicate ad Umberto Eco che non ad Albert Einstein, quasi a dire che il primo ha contribuito maggiormente alla crescita della nostra cultura, mentre il secondo ha fatto si delle scoperte, ma scoperte tecniche… conoscenze anche terribili, come quelle nucleari. Sembra ci sia una conoscenza di serie A ed una di serie B.

E’ questa stupida lotta, nel mio campo, la pagano i clienti. Che si sentono dire dal medico di turno che non usciranno mai dall’ansia o cavolate del genere. Perché pensano che tutto sia biologico e il peccato può accadere anche al contrario.Il professore poi ci dice che durante questi 3 secoli c’è stata un’egemonia da parte di quelle nominate “scienze dure”. Un’ enorme verità se ti guardi attorno e forse anche un po’dentro…

…dimostrando che in fondo in fondo si tratta di una distinzione erronea. La produzione di vera conoscenza avviene sia attraverso il pensiero così detto “scientifico” e sia attraverso un pensiero filosofico  e quindi NON solo fisico e matematico. Quindi il metodo scientifico utilizzato dalla psicologia accademica è solo un punto di vista…e produce anch’esso conoscenza di valore

…così come la conoscenza è prodotta da autori della crescita personale che hanno preso da altre fonti o magari dalla loro stessa esperienza. Ed è chiaro che questa debba essere confrontata coni due pilastri della conoscenza secondo molti epistemologi (Galileo compreso) la teoria e la sperimentazione.

Ed ecco perché scrivo questo post, perché ci tengo a chiarire i punti di vista che possono farci crescere come persone e come società. Qui su PsiNeL cerco di unire queste diverse forme di conoscenza perché sono convinto che tutte portino dei risultati. Sia vedere la psicologia con gli occhi della crescita personale e sia vedere la crescita personale con gli occhi della psicologia accademica.

Ti consiglio di guardare tutto il video perché è davvero bello ed illuminante se ti piacciono queste cose. Quindi l‘applicazione del metodo scientifico ha rivoluzionato il nostro mondo ed il nostro stile di vita. Nonostante ci siano materie che pensano di detenere la egemonia della scienza (quelle “dure”) …semplicemente si “sbagliano”…lo ha abilmente dimostrato il professore…

…compiono un errore di pensiero che ha purtroppo influenzato gli ultimi 300 anni ma da cui oggi possiamo liberarci per scoprire che possiamo migliorare le nostre vite, come da “vision” di PsiNeL. Questi aspetti che ho già iniziato tempo fa con “l’epistemologia della crescita personale” fanno parte di una sorta di Manifesto di questo blog.

Un Manifesto orientato a chiarire quali sono i diversi punti di vista da cui possiamo studiare la mente umana, per trarne vantaggi sociali e personali. Aspetto di cui NON si parla nei blog dedicati alla crescita personale, ma che credo sia più che importante… soprattutto per chi sa che il cuore di questa conoscenza è la critica.

E qui arriviamo alla fine del discorso di Minazzi su quello che muove la scienza, cioè la critica omeglio il pensiero critico. Ovviamente non si tratta di un pensiero personale ma di un punto di vista famoso perché generato da Karl Popper il quale credeva che ogni scienza si potesse ritenere tale se è disposta ad essere criticata se è aperta alle critiche…con le sue parole: “se è falsificabile”.

Allo stesso modo le teorie psicologiche ed anche quelle legate alla crescita personale NON devono essere dogamtiche, cioè non falsificabili. Prima o poi arriverà qualcosa di meglio della PNL o di qualsiasi altra pratica psicologica. Chi invece insiste difendendo a spada tratta il modello, magari con l’artificio retorico tipico della PNL:

“Tutto è PNL, perché la PNL prende solo le cose che funzionano” cade nell’errore popperiano della non-falsificabilità… Ho preso a spunto la PNL ma potrei dire lo stesso di tanti approcci di psicologia e psicoterapia o di altre metodologie della crescita personale. Per cui, la domanda che ci poniamo su PsiNeL per valutare qualsiasi teoria psicologica è:

“è falsificabile?”. Mi auguro che alla luce di quanto visto e detto sia chiaro che questo NON è un atteggiamento disfattista, ma la modalità di pensiero che ci salva dalle sette e dai dogmatismi. Qualcuno dirà: “si ma così si vede solo il mondo in modo non generativo” e cavolate varie… se la pensi così, riguardati il video, leggiti la pagina di Popper suwikipedia… e poi fatti la tua opinione.

Fammi sapere cosa ne pensi di questi “manifesti”di PsiNeL, anche la tua critica è necessaria per migliorare questi contenuti. E se ti sono piaciuto clicca su mi piace o sul più uno di google.

A presto
Genna

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16 Commenti
  • Si è possibile…ma non conoscendoti non posso risponderti con certezza.

  • Mmmm potrei usare gli esercizi di "100% Inner game" ?
    (ti ho conosciuto grazie a Reborn).

    A questo punto devo sapere se è davvero questo il mio problema, ti spiego: io sono al primo anno della facoltà di Medicina e Chirurgia, credevo di superare la normale fase di adattamento e riuscire a fare gli esami, ma ne ho dato solo uno con scarsi risultati.

    Ora, io sto cercando di migliorare il mio metodo di studio (e questo è un compito schematico, pratico, di organizzazione), nonostante la mia capacità di organizzazione sia migliorata, quando l'unica cosa che resta da fare è studiare ci riesco un paio di giorni e poi ricomincio ad avere difficolta.

    Allora mi sono chiesto, può essere che io mi blocchi a causa di una spece di paura del successo? (credere che se si diventa di successo lo si deve essere sempre, che questo comporti tutta una serie di cambiamenti in abitudini, piaceri, stile di vita ecc…)

    Tu che pensi?
    Grazie mille,
    Roberto.

  • @ Roberto: in linea di massima le paure si superano in tre modi….decondizionandola (attraverso l'esposizione o un esercizio di PNL)…accettandola e superarla con la consapevolezza (meditazione)…ristrutturazione profonda (attraverso una psicoterapia). Non posso darti un esercizio preciso perché la paura del successo può avere differenti "nature"…fai qualche esperimento da solo e in caso affidati ad un professionista.

    @ sconosciuto;) Minazzi era il tuo prof di Italiano? 🙂

  • Fantastico Gennaro,grazie a questo video ho riconosciuto il mio prof. di italiano al liceo scientifico,quanto tempo fa

  • Ciao Genna,
    volevo chiederti qualche suggerimento sulla paura del successo…come superarla?

    Poichè a volte sembra come se l'ostacolo al raggiungimento dei miei obiettivi fosse quella che viene chiamata "paura del successo", ma non ho trovato molto sull'argomento, sento solo che i "sintomi" che avverto sono molto simili.

    Grazie in anticipo,
    Roberto.

  • È esattamente ciò che intendo…

  • Se con speculazione filosofica intendi l'osservare fenomeni o altro, farsi domande critiche per poi formulare delle ipotesi sul mondo che ci circonda o su di noi, allora ti ricordo che questo è il primo passo sempre del metodo scientifico! E quindi le ipotesi per essere credibili dovranno essere verificate sperimentalmente in modo misurabile e verificabile da tutti.
    Se ad esempio io affermo che guardando negli occhi una persona mi mostro più sicuro di me stesso, questa è un'ipotesi sì, ma per essere credibile deve essere accompagnata da dimostrazioni scientifiche. Anche perché, a mio avviso, la mera speculazione filosofica non serve a nulla.

  • Grande Andrea,
    hai recuperato il commento 🙂

    Si più o meno…allora tieni conto che vedrò circa una ventina di clienti/pazienti a settimana. In quelle ore non posso scrivere nulla 😉

    Il resto della settimana lo passo a leggere, studiare, formarmi….e naturalmente scrivere i post 🙂

    Con tutto quello che leggo potrei potenzialmente scrivere un post al giorno, ma negli anni ho notato che è inutile…è già tanto riuscire a leggerne tre 😉

    Grazie Andrea
    Genna

  • Eh sì Genna immagino che con il touch screen hai difficoltà a toccare sui tasti giusti… so che esistano delle tastierine che possono aiutarti, semplicemente sovrapponendole allo schermo dell'IPad…
    Andrea

  • Ehm… Genna,
    molto semplicemente ti chiedevo come fai a leggere tantissime pubblicazioni in poco tempo… conoscerai forse dei metodi di lettura rapida? Non metto in discussione la tua passione o, come la chiami tu, la tua mania verso la psicologia… e proprio per soddisfare questa mania questo ti richiederà una buona gestione del tempo… praticamente da quando frequento PsiNel, so che lunedì, mercoledì e venerdì li dedichi a scrivere gli articoli nel blog, mentre martedì e giovedì a condurre le tue ricerche… E teniamo anche conto che il blog non è il tuo unico lavoro, altrimenti il tempo che avresti per approfondire le tue ricerche sarebbe molto di più. Quindi in sintesi conosci dei sistemi di gestione del tempo?
    Grazie e scusami per la sfilza di domande :).
    Andrea

  • Caro Andrea, non ci sono riuscito ma proverò lo stesso a rispondere per quel che ricordo. Per tutti i lettori, Andrea mi chiede come faccio a leggere tante cose e, se non ho capito male, a conoscere la psicologia.

    La risposta è semplice, sono follemente innamorato del mio lavoro…19 anni fa ho preso in mano il mio primo libro di psicologia e non ho più smesso. Si è un po' anomalo trovare persone davvero appassionate del proprio lavoro al giorno d'oggi…sembra quasi una mossa di marketing ma è la pura verità….lo ammetto sono uno psico-maniaco cioè un maniaco della psicologia:)

    Andrea, se per caso riesci a riformulare la domanda magari ti rispondo ancora meglio…scusa ma con l'ipad, non solo faccio mille errori, ma a volte cancello i commenti.

  • Ciao Andrea, porca puzzola ho cancellato per sbaglio il tuo commento…ora lo cerco e lo ripubblico…

  • Ciao Miche,
    anche io come te sono un fan del metodo scientifico che cerco di applicare anche alla crescita personale…ma non è vero che la conoscenza di valore è solo quella legata al metodo scientifico.

    Ti basta pensare agli esempi che fa Minazzi, come quello legato alla filologia… ma anche solo al fatto che la relatività è stata prima "immaginata" e poi sperimentata. Cioè il metodo scientifico non può liberarsi della speculazione filosofica che ha alle spalle…altrimenti non esiste più nulla su cui applicarlo.

  • Mmm… Se per conoscenza di vero valore intendiamo quella conoscenza che consente di risolvere con sicurezza un problema, è col metodo scientifico che ci si arriva, non con quello filosofico o personale, perché quello scientifico consente di verificare con dati e premesse misurabili il processo e/o lo strategia che ci portano alla soluzione.

  • Azz…Luca, ho sbagliato a scrivere…ahahahah avevamo ragione entrambi 🙂 io ero convinto di aver scritto 1879 :)) mea culpa..vado subito a modificarlo…grazie

  • Ciao genna! …mi tocca fare la parte del " maestrino"…. Wundt ha fondato il "laboratorio di psicologia" a lipsia nel 1879 NON nel 1979. Buona giornata
    Ps: comunque e' un'articolo interessante che ho letto con piacere. BUON PPRIMO MAGGIO! 😉

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