Comunicazione Terapeutica: “Tecniche verbali e ristrutturazioni…abili giocolieri del linguaggio”

Ciao,

giochi di parole, tecniche linguistiche e retoriche come quelle viste nella ANL, possono davvero migliorare la nostra comunicazione? la rispostaè chiaramente si… se fai un salto in libreriascoprirai che questi “trucchi linguistici” sonosempre più in voga, soprattuto nel campo dellerelazioni d’aiuto…sulla scia di Milton Ericksone della deriva strategica del suo “approccio”.

Sono tecniche affascinanti come quelle proposte da Matteo Rampin o da Giorgio Nardone nei loro libri. Dimostrazioni di come ristrutturarein modo elegante e dirompente. Con cose deltipo: “dottore…non credo più a niente”, risposta”ci crede davvero?”. Ristrutturazioni che dannoavvio ad un qualche cambiamento.

Per caso conosci il metamodello della PNL? E lo usi da tanto? allora hai capito perfettamente dovevoglio andare a parare. Esattamente come fannoi “piennellisti” in erba che si mettono a fare le classiche domande, gli psicologi (ma anchee soprattutto coach e counselor) utilizzano questo tipo di comunicazione con i loro clienti. Almenoio l’ho fatto 🙂

Circa 8 anni fa studiavo l’approccio strategico, (anche grazie al mio “maestro” Manuel) e ristrutturavo qualsiasi cosa sentissi. Usavotantissimo anche i modelli della PNL perchémi erano più familiari. Solo con il passaredel tempo mi sono accorto di una questionedavvero importante…

…la questione a cui è dedicato questo post,il fatto che “le ristrutturazioni linguistiche”vanno inserite nel contesto e nel rapporto.Ora tu dirai “hai scoperto l’acqua calda“eppure non sai quanti colleghi e para-colleghi utilizzino questo genere dilinguaggio “spezza convinzioni”.

Dei rulli compressori che non lasciano  passare nulla, neanche la più piccola malformazione…per gli appassionati di PNL. E’ chiaro che seesiste un rapport questo si mantenga stabileanche dopo aver sentito per la trentesimavolta “come fai a saperlo specificamente?“Mentre nel campo clinico le cose sonoun bel po’ diverse…

…non puoi sapere come reagirà il tuo cliente/paziente alle tue “super ristrutturazioni”, ed è per questo che i grandi clinici di tutti i tempilo facevano spontaneamente e non attraverso“frasi preconfezionate” che in alcuni casipossono offendere l’intelligenza delle persone. Figuriamoci di una persona sofferente.

Lo so che esistono approcci provocativi, che si basano proprio sullo scuotere il paziente utilizzando la provocazione. Ma penso chesi debba essere davvero bravi (o portati) persaperlo fare bene, senza creare danni. Se ti occupi di relazioni d’aiuto sai perfettamente a cosa mi riferisco.

Se hai davvero a cuore quello che ti sta dicendo l’altra persona, non sei dentro la tua testa a pensare come creare una ristrutturazione che sorprenda, “ipnotizzi” ecc… ma stai ascoltando. Se poi la tua preparazione e la tua esperienza ti suggeriscono, in quello stesso momento (quindi inconsciamente) di provocare… fallo.

A questo punto se sei alle prime armi con queste cose starai pensando “Ok Genna, ma come allenarmi a ristrutturare?”…fallo solo mentalmente e con chi ti circonda, la cosa migliore è frequentare un corso dove si fannocose del genere con una guida esperta 😉 Questo discorso non vale solo per psicologi ma per tutti coloro i quali intendono utilizzare questi strumenti nella propria vita…

…quindi anche per chi non si occupa direlazioni d’aiuto. Studiare FdG e poi andare in giro a rompere le palle a tutti con sta PNL non è un buon modo di usarla. Gioca con tutti i modelli linguistici che vuoi, ma dopo lascia tutto al “padrone di casa”, l’inconscio o chiamalo come vuoi (anima, mente saggia,subconscio ecc.)) la responsabilità di utilizzare questi apprendimenti.

Così moltissime persone, ancora oggi, mimandando email in privato per chiedermicose del tipo: “potresti inviarmi qualchepattern per sedurre una ragazza?” oppure”potresti mandarmi uno script per aiutareuna ragazza a perdere peso?” (script sonotrascrizioni di induzioni ipnotiche) ecc…

Rispondo sempre nello stesso modo, ed è divertente a pensarci 🙂 si, perché la vera soluzione alle loro richieste è invece,rispondere sempre diversamente, facendo in modo di adattarsi sempre alla situazione. Quello che Zeig chiama Tayloring. Si, lo script puoi scriverlo e giocarci a casa, ma poi evita di utilizzarlo davvero.

Così ritorno all’inizio di questo post un po’delirante 🙂 Se studi la ristrutturazione o qualsiasi altro modello linguistico (pre-confezionato) fallo mantenendo il rapport e con l’atteggiamento di chi desidera davvero “mostrare un altro punto di vista“.

E’ questo ciò che fa la ristrutturazione,mostra un altro punto di vista…che però in natura emerge spontaneamente e non ha bisogno di interventi diretti. Per fare in modo che la ristrutturazione sia ecologica quindi deve essere maieutica e non indotta con “mazzate linguistiche”.

Sarà un paio di anni che mi sono accorto di questo fenomeno durante la consulenza. Anche a te è capitato? magari non fai lo psicologo ma utilizzi tecniche linguistiche e ti è capitato di notare che spesso le utilizziamo in modo poco produttivo?

Lasciami un commento… una nota per tutti i colleghi: pensare di poter far breccia nelle mente del nostro paziente attraverso una battuta copia e incolla è avere un punto di vista “stimolo-risposta”, che immagina il paziente come statico ed inanimato.

Quindi, smettiamo di fare gli americani ed occupiamoci davvero dei disagi e degli obiettivi dei nostri clienti/pazienti. Potrai sempre fare il fenomeno nel bar sotto casa,o con gli amici al pub…ma sempre senza esagerare, se vuoi continuare ad avere degli amici 😉

Fammi sapere cosa ne pensi di questo delirio sulla comunicazione terapeutica lasciando un commento. E se ti piace il post ti invito a cliccare su Mi piace o sul più 1 di google.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Grande Andrea:)

  • Perfettamente d'accordo Genna,
    perfettamente d'accordo con te e con la visione di PsiNel! 😉
    Tempo fa ricordo di aver abusato del metamodello, trasformandomi in un metaspacca… ehm… insomma ci siamo capiti;)…
    Ecco la scena: una mia amica era alle prime armi con un ragazzo, e ogni volta lei dava il via al disco che suonava come una lamentela: "E se…", "Ma lui…", puntualmente le domandavo: "Ma tu, Nick, cosa vuoi veramente?" (Uso "Nick" per proteggere l'anonimato)… Un'altra volta, sempre ristrutturando, anche se il mio intento era di spronarla a fare la prima mossa, ovvero telefonargli quando era estremamente incerta se fosse la cosa giusta… e intanto la rimandite da parte sua si faceva sentire;)… ecco che le ho detto qualcosa come: "E ora, immagina che, mentre sei indecisa se chiamarlo oppure no … ora… lui … ti sta lasciando"… bada non è un errore, avevo usato a posta il presente progressivo invece del congiuntivo… E ora, mentre ricordo questi eventi, mi rendo conto che avrei potuto fare leva diversamente, anche se poi da allora, lei ha cominciato a trovare coraggio a interagire con lui e ora sono una coppia inseparabile! E comunque dopo quella volta che ho toccato la sua soglia emozionale, siamo diventati molto più legati di prima… certo ho rischiato davvero grossissimo… Sai Genna, allora conoscevo bene due cose: le frasi comuni che si usano quando vogliamo incoraggiare un'altra persona a fare certe azioni ("Forza, dai"… e così via, che mi sembrava come spostare un pesante mobile a mani nude), e la PNL che già da allora stavo cominciando ad applicare (facile come spostare quello stesso mobile facendo leva con una scarpa) (il tacco piantato sul pavimento mentre la punta verso il mobile, basta fare una leggerissima pressione con la pianta)…
    Ora naturalmente quest'esperienza mi ha insegnato ad avere più tatto e a sentirmi già per primo in rapport… In effetti, quella volta che le feci leva sul fatto che se non agiva si sarebbero lasciati, effettivamente allora non ero entrato in rapport. Anzi avevo una falsa convinzione per cui, prima bisogna rompere gli schemi, e infine puoi entrare in rapport. Infatti prima avevo paura che, se fossi entrato per primo in rapport avrei rischiato di ripetere schemi in realtà inefficaci. Ora invece, come ho commentato l'altra volta, ho potuto felicemente rendermi conto che è anzi vero il contrario;)… e soprattutto ho potuto sperimentarlo rafforzando una nuova convinzione: "Sono amico dell'inconscio!", in questo modo ogni volta in cui entro in rapport con chiunque, non sono guidato dal manuale di PNL o di Coaching del momento, ma è in realtà il mio amico (e tu sai a cosa mi riferisco;) ) a suggerirmi i comportamenti più ecologici da adottare… e ogni volta lo ringrazio;)…
    E ringrazio anche te 🙂
    Andrea

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