Sviluppare l’intelligenza: Umberto Galimberti e le parole per pensare

imparare a pensare

Ciao,

da secoli l’uomo ha cercato di isolare un fattore importante “l’intelligenza”, così si sono accumulate in questi anni decine di teorie. Le prime erano, per dirlo con eufemismo, “terribili”…infatti si credeva che i bianchi fossero superiori ai neri, che chi nasceva nell’alta borghesia era più intelligente ecc. Per farlohanno creato una valanga di test. Se segui un po’questo mondo e questo blog, sai che oggi la teoria più accreditata è legata al l’intelligenza emotiva.

Nel delirio di oggi voglio parlarti di un punto di vista autorevole, del prof. Umberto Galimberti che ospite di un convegno “sui giovani ed il mondo del lavoro”dice alcune cose molto interessanti per chiunque desideri realmente sviluppare la propria intelligenza.

(Porca puzzola!!! mi hanno cambiato il video all’ultimo minuto…ora mi metto a cercarlo, ma sono sicuro di essermi spiegato chiaramente, per cui comprenderai anche senza il video originale…per ora ;))

È molto interessante notare che Galimberti punti il dito verso quella che viene nominata “conoscenza nozionistica” dove chi apprende deve semplicemente fungere da data base per le informazioni. Ed ecco chela cultura diventa a crocette, fatta di test, fatta comeun vero e proprio “gioco a premi”. Questi concettifino a qualche anno fa potevano sembrare assurdi…

…si perché era fuori discussione che un bravo scolarosapesse le nozioni. Oggi non è più così, dal mio puntodi vista, perché abbiamo internet. Esatto! Se vuoi una conoscenza nozionistica, un dato, lo trovi un pochi istanti dal tuo cellulare…basta chiederlo a tuo figlio! Dall’invenzione della scrittura lo stesso Platone temeva che con la perdita della oralità le persone sarebbero diventate delle bestie. Perdendo la memoria  e la capacità di ragionare…

…invece non è andata in questo modo, la scrittura ha permesso a tutti di apprendere di più e meglio. Perché ha reso la conoscenza più popolare…ed ovviamente ogni cosa che diventa popolare a volte rischia di essere vista come depauperata della sua essenza, perché ognuno si crea le proprie idee, giuste o sbagliate che siano. Quando la trasmissione era orale c’era poco spazio all’interpretazione soggettiva (per quanto questa sia ineliminabile)…

…i maestri temevano questa interpretazione e quindi molti, come Platone, non amavano la scrittura (anche se esso stesso ci dice questo nei suoi dialoghi che sono scritti) Ovviamente non intendo dire che Platone la odiasse per questo motivo, lui la odiava perché era lo stesso Socrate ad affermare che si perdessero delle capacità… la stessa cosa capita oggi con il web. Se da un lato ci fa perdere la capacità di mettere in memoria molte informazioni, dall’altro ci permette di espandere il nostro pensiero oltre ogni limite mai raggiunto prima nella storia.

Detto questo è molto interessante il metodo propostoda Galimberti, quello della sintesi. Una capacità che a molti manca, me compreso, come puoi leggere, Questo lavoro “ai miei tempi” era necessario per poter apprendere decine di libri per un singolo esame orale. Gli orali si stanno perdendo, perché è più semplice valutare le persone da uno scritto. Ma è nell’orale che la capacità di sintesi vienefuori…

…si anche negli scritti a domande aperte accade unacosa simile. Infatti il dito puntato non è contro tutte lemodalità scritte, ma si quelle nozionistiche. Se infattii compiti fossero a domande aperte, lo studente sarebbecostretto a questo tipo di ragionamento per sintesi.Invece oggi non è più così, dai test di ammissione alle università alla maggior parte dei compiti, si sta passando alle crocette.

Quando fai un compito a crocette non stai sforzando il tuo ragionamento e quindi la tua intelligenza ma stai facendo altro: stai riconoscendo. Infatti il modo migliore per rispondere ad un compito a crocette è quello di fidarsi nel riconoscimento di un dato concetto e non sapere “come è costituito quel concetto” aspetto vitale per la crescita intellettuale e critica, cosa che oggi manca quasi completamente nelle scuole. Il nostro cervello cerca “la via più facile” e se lo abituiamo alle crocette s’impigrirà ulteriormente.

Altro aspetto interessante evidenziato da Galimberti è che il pensiero è fatto di parole, per cui, più termini conosci è più ricco sarà il tuo pensiero. Un sillogismo carino ma che necessita di spiegazioni ad un livello squisitamente psicologico e neuropsicologico. Sono d’accordo che chi non ha le parole per pensare farà pensieri poveri di parole, ma non sono così convinto che vi sia una relazione diretta. È noto come nella storia alcune opere siano state scritte da autori che conoscevano un decimo delle parole che oggi conosciamo.

E’ certo che questo discorso vada bene per le emozionie per quella che Goleman chiama “Intelligenza emotiva”e che Galimberti cita spesso.

Le informazioni alle quali siamo sottoposti oggi sono di una mole sproporzionata rispetto ai nostri avi. Eppure, le migliori opere letterarie sono state scritte da poeti che avranno letto si e no 30 libri nella loro vita, semplicemente perché un tempo non era così facile avere e studiare dei libri. Quindi pur essendo d’accordo che il pensiero cosciente sia fatto di parole ed anche sapendo che chi legge e studia solitamente ha più argomenti…

…non sono così sicuro che “vocabolario vasto sia sinonimo di intelligenza” piuttosto concordo con il discorso sulla sintesi. Sull’esercitarsi a sintetizzarei concetti. Una semplice pratica che possiamo fare tutti i giorni, anche in questo momento…ad esempio stai leggendo un “delirio del venerdì” per cui non sarebbe facile sintetizzarlo, potresti farlo anche solo per qualche minuto…se vuoi scrivilo fra i commenti.

C’è anche chi afferma che chi sa più parole fa anchepiù soldi…ora secondo te, Briatore, quante paroleconosce? Per me la capacità di fare soldi ha poco ache fare con la quantità di parole, piuttosto a che farecon lo studiare determinate cose legate al mondodel denaro. Ma se anche tu sapessi tutta la divina commedia da cima a fondo, non credo che questo aumenti ne la tua intelligenza e ne il tuo conto in banca!

Prima di concludere questo post voglio fare un micro commento al video che ho messo al posto di quello originale. Si trattava di una conferenza tenuta davanti ad alcuni giovani imprenditori e che trattava per l’appunto l’educazione. Erano proprioi temi di cui abbiamo appena parlato. Se ti piacela filosofia ma non sei un filosofo (come me) ticonsiglio di leggere qualche libro del professor Galimberti.

Non sono sempre d’accordo con il suo “essere Greco” (lo ripete spesso nei suoi discorsi) mail suo discorso sui miti è molto interessante,soprattutto per chi come me ha a che fare tutti i giorni con l’arduo lavoro di aiutare le persone ad acquisire maggiore consapevolezza su come pensano e come potrebbero liberarsi dai memi che la società gli ha passato.

E’ per questo che spesso affronto temi scomodi come quello legato al famoso Brian Tracy, perché sono convinto che la maggior parte delle idee legate alla crescita personale siano ottime, ma che purtroppo però (come in ogni campo) si siano create tutta una serie di convinzioni fasulle e spesso deleterie (dei memi) che si possono oggi facilmente confutare attraverso la ricerca sperimentale… questo è lo scopo di Psinel

…al quale ti chiedo di partecipare attivamente, per fare in modo che in un futuro tutta questa mole di conoscenza psicologica raccolta, possa anche migliorare l’educazione dei nostri figli oltre la nostra, non per diventare dei super uomini,ma per vivere in armonia uno accanto all’altro in una enorme rete di relazioni non basate su chi “lo ha più lungo”…

…tornando un secondo all’apprendimento, il tipodi conoscenza nozionistica spinge i ragazzi adiventare competitivi. Come se ci fosse una sorta di gara a chi ne sa di più, cosa che non colpisce solo i ragazzi, ma anche adulti come me. Sei invece ripensi alla proposta di Galimberti, che purtroppo non hai potuto vedere, ma spero di rintracciare…è quella di allenarci facendo delle semplici sintesi scritte.

Esatto, niente di più facile. Proprio come a scuola, prendere dei libri e provare a farne delle sintesi. Questo sviluppa realmente il ragionamento, su come assimilare realmente i concetti. A questo punto la gara, l’escaletion si ferma… perché la mia sintesi sarà diversa dalla tua, e da queste due sintesi messe insieme possiamo capire di più entrambi…

…ecco perché devo assolutamente trovare questo video, aiutami perché ci ho già passato un intero pomeriggio ma senza risultati, il suo link originale che come vedi non esiste più!

In questo video (questa volta quello giusto:)) vedi Mauro Scardovelli di cui abbiamo già parlato che dice qualcosa di molto simile a questo…ma contermini maggiormente “spirituali”:

Mauro Scardovelli è davvero eccezionale, adoro ilsuo modo di spiegare. La sua “PNL Umanitica” è davvero qualcosa di rivoluzionario, perchè prende come modelli i saperi sapienziali dei grandi maestri orientali ed occidentali, per vivere meglio. Qui ci parla della differenza fra conoscenza (che è quella nozionistica) e sapienza quella relativa al aver acquisito ed incarnato una certa qualità.

Ho notato che Scardovelli dice che Socrate temeva la scrittura perché sarebbe potuta essere privata…cioè di propietà privata. Praticamente il contrariodi quello che ti ho detto poco fa… tieni conto chela seconda parte di questo post è stata scritta giornidopo la prima, ho trovato questo video da poco…per me Socrate sbagliava, la scrittura ha permessola nascita della civiltà moderna…e chissà cosaci aspetta con l’avvento di internet.

Anche se in realtà qui Scardovelli “va un po’ oltre iltopic, per quanto delirante, di questo post”. Perchèanche fare sintesi di libri può essere consideratocome un’attività dell’ego, così come descritto nelvideo. Lui parla di una conoscenza che va oltre edi cui ti parlerò nella ANL di lunedì dedicata a“come cambiare personalità diventando davverose stessi”:)

Fammi sapere cosa ne pensi, lascia la tua opinione fra i commenti qui sotto… se vuoi sintetizza questo post 😉 e se ti è piaciuto clicca su Mi piace…please 🙂

A presto
Genna

 

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4 Commenti
  • Grande Nicola,
    è vero Scardovelli è il polo opposto della PNL markettara 🙂

    si, il cristianesimo è più che evidente nel suo lavoro…ma ho apprezzato tanto il lavoro di "modellamento religioso"…

    un po' come hai fatto tu con la Kabbalah se non erro 🙂

  • Ottima la scelta di Galimberti (tra i miei preferiti prima di conoscere la PNL) e, soprattutto, di Scardovelli, un eccezionale mix-max di PNL e Psicosintesi, a mio parere i più attuali ed efficaci (in senso olistico) approcci psico-esistenziali in circolazione (ma in Mauro ci sono tracce evidenti di Cristianesimo mistico-esoterico, Kabbalah, Gurdjieff, forse Rudolf Steiner, di certo zen e sufismo).
    In ogni caso, dato il suo look e hook (gancio, nel senso di approccio), Scardovelli è la perfetta versione italica del piennellista umanista vs il piennellista markettaro all'americana (esagero, ci sono tanti piennellisti colti negli USA, a cominciare da Robert Dilts; per non parlare del fatto che le migliori, o quasi, scuole di Kabbalah, Psicosintesi – poco conosciuta in Italia malgré Assagioli fosse di Venezia… – e Quarta Via siano quelle a stelle e strisce).
    In ogni caso, per aspera ad astra o, se vuoi, visto l'argomento: il sapere è una farfalla notturna (nel caso della PNL umanistica, o alla Genna, si può ben parlare di "effetto farfalla": un battito d'ali provoca un terremoto nella rete…).
    Nicola Perchiazzi

  • Grazie Simone:)

  • Non hai capacità di sintesi, Genna'?
    Ma non l'avrei mai detto! XD

    Troppo interessante come argomento, adoro anche Galimberti, mi sono guardato tutti i suoi video su youtube, la maggior parte dei quali li trovo illuminanti.

    Non ho ancora finito di leggere il post, ma lo farò a breve, prometto. 😛

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