Meditazione: L’Ascolto Consapevole e l’Insight Dialogue

Ciao, stai meditando? da un po’ di tempo ti sto “rompendo le scatole” con questa meditazione mindfulness e con i suoi vantaggi.

Fino ad oggi penso che questa sia la metodologia di crescita personale migliore che abbia mai sperimentato.

Non si tratta di seguire “una moda”, tutto nasce dalla pratica su me stesso, motivata sia dagli studi ma soprattutto dai risultati ottenuti con la “semplice pratica”. Nella ANL di oggi vedremo un modo per farlo… dialogando… una “meditazione interpersonale”…

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? ti avviso che il post sarà decisamente più approfondito dell’audio, come capita SEMPRE, perché lo scrivo dopo 😉

Finalmente hai conosciuto la storia di come mi sono avvicinato a questa pratica, semplicemente per curiosità scientifica, volevo vedere se funzionava.

Ecco, questo tipo di atteggiamento è quello necessario per affrontare un percorso di crescita personale.

Lascia che mi spieghi meglio, ogni metodologia che appartenga alla filosofia antica, alla crescita personale o alla scientifica psicologia necessita di essere messa alla prova soggettivamente.

Devi provarla su te stesso per capire se funziona senza limitarti a leggere la letteratura scientifica o fidandoti ciecamente di maestri illuminati.

Devi rimboccarti le maniche e provare…e sai perché? Perché fortunatamente siamo tutti speciali, ognuno a modo proprio. E il percorso di crescita che va bene per Marco non funziona per Sara, e così via.

Abbiamo si delle “linee guida generali” che con PsiNeL cerchiamo di tracciare, ma tutto sommato la loro applicazione è sempre qualcosa che ricorda più il “gesto artistico” che non lo studio scientifico.

Attraverso questi studi sono arrivato ad una meta, forse non la meta definitiva ma di certo un buon luogo dove (metaforicamente) fermarsi e godere dei frutti.

Questa metodologia è la meditazione a cui ho dedicato un sacco di post… gli studi mi hanno portato a leggere un libro: “Insight Dilogue” di Gragory Kramer che sottolinea delle cose più che interessanti per uno “psicologo come me”.

Una delle obiezioni fondamentali mosse a Freud in questi anni è stato il vedere l’essere umano come isolato dal mondo…”solo nella sua mente”, ha creato una teoria che in gergo si dice solipsistica.

Le sue teorie si erano certamente occupati di come i legami e le relazioni possano influenzare la condotta umana ma non aveva mai immaginato che prendendo in considerazione le “comunicazioni nella famiglia”, “utilizzandole” si potessero trattare “le nevrosi”…

…così dobbiamo aspettare un po’ di tempo prima che si inizi a prenderlo in considerazione, con le prime osservazioni sulla natura dei sistemi da parte del MRI di Palo Alto e dei suoi predecessori ( i cibernetici) e dei suoi successori (i sistemici).

Con questo passaggio la psicoterapia diventa in un qualche modo “sociale”, si sposta dal panorama del solipsismo (una mente che crede di generare solo se stessa) per spostarsi verso le relazioni.

E’ per questo che mi ha colpito molto il lavoro di Kramer e dei suoi collaboratori.

Che hanno in pratica portato nel mondo della relazione quella che viene oggi definita mindfulness e gli hanno dato il nome di Insight Dialoghe.

Ascolta la descrizione della metodica direttamente dalle parole di Kramer in questo video (ti consiglio di vedere anche gli altri per capirci qualcosa li trovi sul suo canale qui):

 

L’hai guardato? dice: “L’Insight Dialogue si basa sugli stessi esatti insegnamenti della meditazione buddista tradizionale” e qui si lancia in una sorta di descrizione della “liberazione buddista” quella di cui ti ho accennato parlando della meditazione e di matrix.

Ci parla di cosa intende per prigione: “scoprire momento dopo momento le basi di questi pensieri (emozioni negativi) che sono la prigione”. Quindi nulla di nuovo per chi già conosce la filosofia che sta dietro alla meditazione.

Però senza in realtà descrivere il processo (quello che hai ascoltato nell’audio) ci dice che questa è un modo per collegare la “pratica silenziosa” alle relazioni quotidiane.

Il passaggio mancante fra l’asceta che vive rinchiuso in una grotta ed una piena integrazione con la società… …soprattutto la nostra società moderna.

E’ per questo che mi ha colpito e catturato la pratica che ho sperimentato solo 4 volte con un’altra persona, ma ti assicuro essere davvero molto interessante, soprattutto se hai già una piccola base di pratica alle spalle.

Ma allo stesso tempo queste idee non sono nuove, infatti l’essenza del “pensiero mindfulness” è si presente momento per momento, senza giudicare, in ogni istante…anche quando stai ascoltando una persona che parla ed anche quando tu stesso stai parlando.

Qualcosa che hai di certo già sperimentato e non di certo sotto le vesti di esperienze di flow. Vediamo in breve le due forme di esercizi che puoi iniziare a praticare per “assaggiare questa portata Pasquale di PsiNeL” 😉

1) Trova un partner: trova qualcuno con cui poter condividere una parte della tua pratica meditativa e agite in questo modo, suddividete il tempo in quattro parti:

a) prima meditate un po’ insieme, in modo da poterci centrare …poi discutete di qualcosa e scegliete un argomento che può essere di comune interesse. Per aiutarti puoi scegliere una delle quattro verità buddiste o qualsiasi cosa di pregnante che vi venga in mente…poi meditateci sopra, come?

Portando la tua attenzione prima sul tuo corpo o sul tuo respiro e di tanto in tanto portando attenzione a quel concetto…non devi fare nulla, ne visualizzare cose strane ne dirti mantra, ma solo posare delicatamente la tua attenzione in modo “pieno” su quel concetto.

Dopodiché aprite gli occhi e parlatene mantenendo sempre quella attenzione speciale sulle parole del vostro interlocutore…ed in fine fate un’ultima meditazione ognuno per i fatti suoi.

 

2) Ascolto consapevole: Mentre parli con le persone mantieni la presenza, anche se non l hai ancora allenata con un partner puoi farlo lo stesso soprattutto se mediti da un po’ di tempo.

Ma se non lo hai mai fatto fai così, porta l’attenzione sul tuo corpo, anche solo su una parte, fallo in modo mindful, io lo faccio sul respiro ma per un neofita potrebbe dare noia, per cui scegli una mano o un piede, e cerca di usare quel punto come centro per osservare le parole..o meglio come ancora…

…cioè mettiti ad ascoltare e quanto ti distrai riportati prima su quel centro e poi sulle parole, vedrai è più facile di quanto sembri. ricorda che devi ascoltare senza giudizio…restando nel presente e senza aspettati niente.

E questo con le parole è difficile, perché ci attacchiamo ai contenuti la nostra mente è in costante ricerca di significati. Durante la meditazione questo tipo di ricerca può essere abbandonato o quantomeno limitato, attraverso l’attenzione consapevole.

Un modo molto interessante di farlo ci viene in un qualche modo suggerito da un mistico moderno: Ekart Tolle, che suggerisce spesso di ascoltare il silenzio fra una parola e l’altra, senza aspettare la parola successiva.

Un consiglio apparentemente banale ma che in realtà nasconde una efficacia. Provalo, la prossima volta che ascolti qualcuno fai caso ai silenzi…puoi farlo anche adesso con un qualsiasi video di youtube. Non si tratta dell’ascolto attivo anche se in parte può essere trasformato in quello.

Si tratta di praticarlo, almeno per i primi tempi, come semplice atto di  accettazione di ciò che ti stanno dicendo…quindi, anche se durante la pratica che hai deciso di svolgere ti viene in mente un’idea geniale, qualcosa che da tempo volevi dire a quella persona o altro…

… evita di dirlo, lasciala andare così come fai andare via i pensieri durante la mindfulness… niente di più e niente di meno 🙂 In realtà ascolti i concetti delle altre persone ma eviti di restare invischiato nella tua attribuzione di significato o con parole più buddiste, con il tuo giudizio.

Questo più ti sembra difficile da fare e più significa che ne hai “bisogno” 😉 Personalmente ho fatto parecchia fatica prima di riuscire a fare questa sorta di “disidentificazione dai concetti” ma alla fine i risultati sono stati grandiosi, si riesce davvero a raggiungere la “fonte” quella che sembra essere “la fonte del giudizio”.

Che non è, secondo me qualcosa di necessariamente spirituale, ma gli assomiglia molto come sensazione. Quella che viene definita “ananda”… beatitudine, una sorta di cascata di buone sensazioni che non derivano dal portare l’attenzione su qualche pensiero specifico ma dall’allenamento a restare nel presente per raggiungere “quella fonte del pensiero”.

E da questa fonte comprendere come attiviamo il giudizio e smettiamo di ascoltare il prossimo. Una delle cose peggiori che si possano fare, visto che è negli altri e con gli altri che noi costruiamo, in una danza costante la nostra identità, la nostra immagine personale.

E’ per questo che, come sempre, ti chiedo se vuoi che approfondisca questo tipo di argomento… …puoi farlo lasciando un commento qui sotto e se ti è piaciuto il post clicca su Mi piace e/o sui pulsantini sociali che vedi qui.

Se leggi questo post il giorno della sua pubblicazione ne approfitto per Augurarti una buona Pasquetta 😉

A presto
Genna

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19 Commenti
  • È esattamente questo:)

  • Ok grazie… Un altra cosa; avevo acquistato 100% Inner game e c'era appunto un esercizio per la sessualità… ma non è alla fine una sorta di meditazione? La mindfulness non ha lo stesso effetto? grazie 🙂

  • Ciao "Anonimo" 😉

    certamente…alcuni ricercatori affermano addirittura che lo stomaco o meglio l'intestino sia il nostro secondo cervello…il primo è quello "classico" con tutte le sue ramificazioni (quindi tutto il corpo) che si concentrano anche nell'intenstino e nel cuore.

    Ed essendo il gonfiore, per alcune persone, psicosomatico è più che possibile…dacci dentro e facci sapere 😉

  • Ciao Genna, ma è possibile che dopo due settimane di pratica di meditazione mindfulness abbia notato che la mia pancia sia meno gonfia? Perchè ho un problema di gonfiore alla pancia, e soffro l'ansia, credo quindi che siano problemi correlati 🙂

    Può essere un beneficio? 😀

  • 2 anni tutti i giorni;)

  • Ciao Genna, da quanto pratichi meditazione mindfulness?

  • Ciao a tutti 🙂

    @ Daniel: ti ringrazio per i complimenti e per la dritta…perchè non avevo mai sentito parlare di questi tizi…ho fatto una piccola ricerca è non c'è nulla di chiaro. Dal loro sito si capisce bene cosa fanno ma NON chi sono…che spesso è l'aspetto più importante da notare 😉

    @ Silvio: evita di preoccuparti al massimo ti farà diventare più calmo e centrato. Nessuno ci ha mai spiegato che cosa significa "stare attenti"…attraverso la meditazione puoi scoprirlo 😉

    @ Miche: of course 🙂

    @ Daniele: grazie a te per il feedback:)

  • Ciao Gennaro, passata una buona pasquetta grazie! Ti ringrazio molto per la tua risposta, infatti quello che dici è ciò che mi ritrovo a fare in quel "passaggio", infatti mi porta a sorridere accorgendomi che sto pensando a ciò che accade nella mia testa! Grazie ancora per i tuoi preziosi suggerimenti e consigli, buona giornata!

  • Meditare per capire chi sei…

  • Ciao Genna molto bello questo post,grazie per il tuo contributo! Sono un tipo che passa da un eccesso all'altro, quindi ho un po paura che questo meditare mi faccia poi diventare troppo lento a scuola e nell'affrontare discorsi con persone che vanno veloci dato che è difficile trovare persone che praticano questo tipo di meditazione. I tempi di verifiche e compiti in classe sono sempre molto ristretti.. Cosa ne pensi? Un abbraccio, buone feste fatte. 🙂

  • Ciao gennà,innanzitutto ti vorrei fare i complimenti per la passione e l'impegno che metti in questo blog,anche la tua notevole presenza 🙂

    Seguo da un pò di tempo questi argomenti e su internet credo che tu sia il più onesto e il più bravo 🙂

    Bene detto questo ti vorrei proporre un argomento,dove c'è molta confusione oggi,cioè il lavoro,le competenze degli emotusologi.

    Se ti va di parlarne appunto creando un post,potresti far luce su questo argomento molto confusionario su internet,dove c'è poco e niente.

    Grazie e buon lavoro.
    Daniel.

  • Ciao a tutti,
    passata bene la pasquetta? 🙂

    @ Alessandro: completamente d'accordo, oggi si rischia di correre senza godersi il viaggio e credo che la meditazione ci mostri anche la via del "godersi questo correre".

    @ Anonimo: of course, ma solo se si ha una buona base di pratica.

    @ Cleme: Grazie per la preziosa testimonianza 🙂

    @ Andrea: Grazie aspetto i tuoi risultati 😉

    @ Carlo Alberto: dipende da che tipo di meditazione stavi facendo. Meditare non significa essere "meno reattivi" ma essere più presenti. So che sembrano dei sinonimi ma non lo sono affatto. Quando provi la vera presenza questa più che assomigliare ad un rilassamento assomiglia ad una scossa che ti pervade il corpo.

    E' chiaro che meditare, permettendoci di disidentificarci ci permette di essere più tranquilli…ma se questa tranquillità mina la tua reattività o la tua capacità di far fronte agli imprevisti della vita…forse hai sbagliato qualcosa, nonostante i 25 anni di pratica 😉

    A volte, sviluppare compassione e amore verso il prossimo possono farci sembrare deboli di fronte al nostro ego…ma è un errore. Infatti ci vuole molta più forza a restare centrati quando ci offendon piuttosto che a regire. Io sarei molto più bravo a reagire e ti assicuro lo farei molto bene…ma…non serve a niente 😉

    @ Daniele: mmmm credo di aver approfondito questo aspetto quando ho paragonato la consapevolezza alla matrix. Che cosa fa una persona disequilibrata che impara a suonare ad andare sui pattini? di solito casca…

    …se caschi e ti dai dell'idiota prendendotela con te stesso, difficilmente riuscirai a diventare un vero campione. Perchè in realtà ogni volta che ti alzi "ti porterai dietro un pd' di quella sensazione". Se invece lo fai "gentilmente" questo non accade…

    questo è in soldoni quello che intendo…meditare per me, non significa restare presenti per ore senza mai distrarsi. Ma accettare che possiamo distrarci ed essere felici di averlo notato, perchè è come se ti fossi reso conto di essere dentro matrix…come si sa per i pesci l'astrazione più importante sarebbe "guarda siamo immersi nell'acqua" 😉

    Quindi devi portare delicatamente al fine di non punirti per la distrazione ma ANZI…di premiarti per essertene accorto. E' la stessa cosa poi inizia ad accadere con i pensieri intrusivi, ci caschiamo dentro per un attimo e subito dopo ne usciamo "gentilmente". Se invece di dessimo degli "stupidi" probabilmente ci sentiremmo doppiamente male… fammi sapere se ti ho risposto adeguatamente 😉 Grazie…

    @ Anonimo: Grazie 🙂

  • Grazie Gennaro per questo e altri articoli. Buona pasquetta.

  • Ciao Gennaro, ti ringrazio molto per questo tuo post, davvero molto utile, soprattutto perchè in questo periodo sto proprio cercando di seguire un percorso continuo di crescita personale e spirituale… e mi ha portato, anche grazie ai post sulla meditazione che hai fatto, ad acquisire più sicurezza, meno giudizio, un lasciare andare naturale e spontaneo. Mi rendo conto di quanto io mi senta modificato da questo punto di vista e per tutti gli altri attorno a me vedo che si siano quasi come… bloccati su una considerazione di me che è vecchia. Procedere per un'evoluzione di se stessi mantenendosi nel presente mi porta molti benefici. Però per questo vorrei rivolgerti una domanda specifica riguardo al momento in cui nella audio newsletter asserisci in modo molto marcato di portare l'attenzione, in caso di distrazioni o pensieri "GEN-TIL-MEN-TE" verso il proprio respiro. Ciò mi fa supporre che questa fase di transizione tra il pensiero e la consapevolezza del presente siano una sorta di esercizio molto particolare e specifico: ti sarei grato se tu riuscissi in modo semplice a spiegare con parole tue cosa intendi a livello pratico per questo passaggio da uno stato all'altro senza reprimere i pensieri e senza lasciarli correre troppo. Ti dico questo perchè dopo circa 7-8 mesi che pratico quotidianamente mi rendo conto in modo sempre più evidente di questo piccolo momento di prendere atto di quello che si sta facendo sia molto importante il modo COME si torna al presente. Ciao e grazie ancora per queste chicche davvero interessanti!

  • E' da 25 anni che ho scoperto il potere trasformativo della meditazione. Nella mia esperienza, però, ho tratto grandi benefici, compreso quello di essere meno reattivo, nei momenti in cui ero molto attivo. Nei momenti in cui ero demotivato e un po' depresso, la meditazione intesa come pura consapevolezza e "assenza di pensiero", non mi ha giovato, anzi! Purtroppo questa constatazione mi ha allontanato dalla meditazione, e solo continuando a cercare e a sperimentare ho scoperto che nei momenti down avevo bisogno di modificare la meditazione con visualizzazione di ricarica energetica, come consigli tu in alcuni esercizi. Credo perciò che sia importante adattare gli esercizi di mindfulness alla situazione che si sta vivendo, altrimenti si rischia di perdere tempo e fiducia in uno strumento davvero potente ed efficace. E' successo solo a me?
    Ciao e grazie per la tua generosità. Buona Pasqua a tutti.

  • Hahahah bello mi piace, molto sfidante la meditazione nel dialogo…
    Genna, e sarei curioso di scoprire, tu che sicuramente la pratichi da molto più di noi, immagino che a volte farai anche i conti con il tempo che spesso nelle relazioni oggi è davvero poco utilizzato, presi come siamo dalle mille priorità che, manco a dirlo, ci sembrano molto più importanti delle relazioni.
    Grazie proverò questo tipo di meditazion poi ti scriverò i miei risultati :
    A presto e buona pasqua:-)
    Andrea

  • grazie Genna a mio avviso condivido la disciplina della presenza mentale
    proprio perchè mi fa davvero bene.. ed è stato anche per me una evoluzione della mia crescita personale e spirituale buona pasquetta anche a te e grazie di condividere la tua atttività
    cleme

  • Utile a chi tende ad avere pensieri intrusivi…..in quanto il non giudizio, fa si che non venga alimentata la fonte

  • Ciao Gennaro,ti ringrazio per questo tuo interesse dell'argomento, stò lavorandoci da poco e riscontro sempre più me per primo sono talmente coivolto a rimanere al ritmo di questo mondo frenetico che non comunichiamo più con noi stessi e ci perdiamo sempre più in un niente perchè è niente quello che ci rimane dopo un gran correre quindi è una gran Fortuna riscoprire che è necessario Comunicare di più con noi stessi per poter vivere godendo di tutti i piaceri che la Natura ci ha donato,ti ringrazio per la divulgazione di questo tipo e di tutto il resto . Buona Pasquetta anche a Te ! ! !

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