Come diventare davvero Se stessi… con la meditazione!

Ciao, ti piacerebbe cambiare personalità diventando davvero te stesso? chissà quante volte hai sentito questa frase “sii te stesso”, una prescrizione a comportarsi in modo innaturale.

Ma esiste un vero “te stesso”? se hai letto il post sui “big five” e su come cambiano nel tempo forse pensi che non esista. O magari da bravo piennelista stai pensando “personalità è una nominalizzazione per cui non si può descrivere”…in questa ANL scoprirai come “modificare armoniosamente la tua personalità diventando te stesso“…

Sei riuscito ad ascoltarlo? è un bel calderone di concetti, talmente tanti che credo mi ci vorrà un mese a sintetizzarli tutti, ma andiamo per gradi.

La prima osservazione importante di tutta la ANL è che la nostra personalità cambia nel corso della nostra vita e in base alle nostre esperienze personali. Qualcosa che a livello intuitivo può essere afferrata facilmente…

…allo stesso tempo viene facile immaginare che le persone invecchiando diventino meno aperte e più coscienziose. Ma un po’ meno intuitivo è il dato che l’estroversione ed il nevroticismo restino inalterati. Anche se gli studi dimostrano che questi due tratti si modificano in base al lavoro che fai o agli studi che hai intrapreso.

Quindi invece di scoraggiarci sapendo che alcune variazioni sono fisse…sfruttiamo questo dato… …per semplicità ti consiglio di usare l’acronimo OCEAN per tenere a mente i 5 fattori durante l’esercizio.

Quindi, bando alle ciance e vediamo l’esercizio:

1) Valutazione: valuta su una scala da uno a dieci, quanto pensi di essere in un certo modo seguendo i cinque fattori. Quindi chiediti, quanto ti sentì nevrotico da uno a dieci, cioè quanto ti sentì equilibrato con le tue  emozioni? Quanto ti sentì aperto e avanti così…fallo per tutti i fattori seguendo l’acronimo OCEAN come  descritto nell’audio.

2) Risorse: adesso poniti queste domande “sapendo che mi sento aperto X (la tua stima da 1 a 10) cosa posso fare per sentirmi più aperto?” e poi “come sono quando sono aperto?” e poi ancora “quante volte e in quali occasioni mi sono sentito più aperto?” trova almeno 3 o 4 esperienze/risorse in cui ti sei sentito in quel modo.

Poniti questa domanda per ognuno dei 5 fattori, evita di aspettarti delle risposte illuminanti, limitati a porre la domanda e a scrivere una possibile risposta. Puoi usare il pattern dello schema corporeo così come lo abbiamo fatto in questa ANL e puoi anche, in alcuni casi dove l’aspetto dell’azione è preponderante, fare una lista di cose che puoi fare per migliorarti…prendere la meno difficile e metterla in atto, come primo passo verso il tuo “sé migliorato” 🙂

3) La meditazione: “ormai che te lo dico a fare” 🙂 ma l’accento che pongo sulla pratica mindfulness in questo post non è tanto per le sue caratteristiche “salutari” ma per un meccanismo che penso di aver scovato. Meditare ti permette di tenere a basa il nevroticismo e l’estroversione, quei due fattori che secondo la ricerca non cambiano. Non solo, meditare ti permette di diventare chi sei veramente! se hai ascoltato l’audio sai già tutto, ma dopo il quarto passo approfondirò ulteriormente questa mia intuizione che vorrei condividere con te, che segui il mio lavoro da un po’ 🙂

4) Le esperienze: “Ma io non ho affatto voglia di mettermi fermo su una sedia per 30 minuti al giorno o più…non sono capace”. Tranquillo, esiste infatti qualcosa che va oltre tutto, oltre un buon libro, un corso, anni di meditazione e chissà cosa altro ancora… sono le esperienze che fai nella vita. Un bel viaggio, l’incontro con una persona speciale, un bel film in compagnia o un bel romanzo. Sono le esperienze che facciamo che ci plasmano e conoscendo quanto “siamo plasmabili” sarebbe bene iniziare a pensare che cosa usiamo per “nutrire la nostra mente”.

5) Il Combing: un esercizio che ho imparato da Igor Sibaldi e che già conoscevo perché lo avevo visto da Alfred Korzbinsky è quello di nominare le cose senza giudizio, osservarle senza giudizio lasciandosi stupire, proprio come farebbe un bambino. A questo esercizio ho dedicato un’antica proto- ANL..eccola.

In pratica si tratta di cercare di osservare ciò che ci circonda con gli occhi ingenui di un bambino, con lo sguardo di chi, non ha la più pallida idea di cosa stia guardando. Anche quest’ultimo esercizio ci allena “a fare spazio” dentro quelle maglie che imbrigliano la nostra realtà.

Quelle maglie che costituiscono la Matrix, come ti avevo detto qualche tempo fa. Rifacendomi alla teoria costruttivista di Watzlawick potremmo dire che ci sono due realtà: quella reale e tangibile, oggettiva, che viene chiamata “realtà di primo livello” e poi le idee, ipotesi, opinioni e convinzioni che ci facciamo sulla realtà 1…e che diventa realtà 2.

Si tratta di una realtà vera e propria visto che le nostre “pene” sono tutte dettate dalle opinioni che abbiamo della realtà e non tanto della realtà in se stessa. Si tratta di una realtà virtuale (quella di secondo livello) che pur essendo “finta”, agisce come se fosse vera.

Sono immaginazioni irreali che provocano effetti reali nel nostro corpo. Ora facciamo un passo indietro e con questa teoria della realtà 1 e 2 osserviamo cosa succede durante la meditazione.

Esatto, ci avviciniamo passo passo verso la realtà 1, cercando di disidentificarci da quella di secondo livello…guarda questo schema che ho disegnato…brutalmente… cliccandoci sopra si dovrebbe espandere…  

Come puoi vedere in questo piccolo schermino ho diviso i due tipi di realtà da cui traiamo il nostro agire. Meditando diventiamo gradualmente consapevoli di un nuovo modo di essere, tecnicamente questo avviene attraverso il meccanismo di disidentificazione dai propri pensieri e dalle proprie emozioni, spogliandoci lentamente dei condizionamenti e di tutto ciò che abbiamo costruito nella realtà 2.

Per questo, secondo me, diventiamo passo dopo passo, meditazione dopo meditazione, sempre più noi stessi. È come se potessimo di volta in volta dare uno sguardo a quel nostro verso se, libero dai condizionamenti che hai acquisito o dalle influenze del tuo passato o del tuo futuri immaginato.

Un “sé” che è possibile vedere solo in certe esperienze particolari, quelle che “ci aprono il cuore” o purtroppo a volte in momenti di estrema sofferenza. Ti è mai capitato di incontrare un tuo amico dal carattere duro e spigoloso dopo che è stato mollato dalla moglie?

Ti assicuro che stenteresti a riconoscerlo, purtroppo in quel momento, quello della sofferenza, spesso ci troviamo faccia a faccia davanti a questo nostro sé, e a volte può fare paura. Quindi meditare può aiutarci a prevenire la sofferenza? No, ma può aiutarci a viverla meglio.

La linea che separa le due realtà è il giudizio che puoi gradualmente abbandonare via via che diventi più esperto nella pratica. Questo non significa perdere il proverbiale “giudizio”, inteso come capacità di giudicare, ma semplicmente di sospenderlo per poter entrare in contatto con quel nostro verso sé. Il giudizio è il meccanismo attraverso il quale creiamo la realtà 2 ecco perché spogliandoci da esso “diventiamo noi stessi”.

Ma è davvero possibile spogliarsi del giudizio? secondo la psicologia cognitiva no, perché nolente o dolente, le nostre griglie interpretative che si sviluppano lungo tutto l’arco della nostra vita sono ineliminabili. Ed effettivamente senza quelle “griglie” o “schemi” non riusciremmo a muoverci agilmente nella realtà.

Meditando si possono creare delle micro-fessure attraverso le quali osservare il nostro vero sé. Non si tratta quindi di aspettarsi che da un giorno all’altro ci arrivi l’illuminazione che ci mostra la strada verso il nostro vero sé. Ma si tratta di “sbirciare” quotidianamente da quegli spiragli che la meditazione ci permette di creare, e in questo modo accelerare quel processo di crescita personale, che culmina (secondo me ma non solo) con il diventare davvero te stesso 🙂

Prima di concludere voglio lasciarti con un video di Fabio Giommi, uno degli esperti italiani più quotati sulla “Mindfulness”. Questo video serve per far afferrare in pieno quale dovrebbe essere la mentalità di chi si appresta a fare una pratica meditativa mindfulness. E a mostrarci cosa si intende per “attenzione non giudicante”:

Spero sia chiaro a questo punto, mentre mi accingo a concludere questo lunghissimo post, (tra l’altro senza neanche sfiorare il 10% delle cose che ci sarebbero da dire in proposito) che la tematica dei “big five” fosse tutta una scusa per poter introdurre questa mia visione di come si possa migliorare il contatto con noi stessi…

…mentre medito spesso ripenso alle parole di Ekart Tolle che consiglia di “sentire la vita nel proprio corpo…di percepire questa vita“. Forse sono state anche queste parole a spingermi a pensare ad una “identificazione con il nostro vero sé” che forse è proprio quella vitalità descritta da Tolle.

E tu cosa ne pensi? capita anche a te mentre mediti di sentire questa vitalità interiore? questo vero sé? E tu, come sei cambiato nel tempo? Ma soprattutto cosa ne pensi della mia teoria per diventare davvero te stesso? lascia un commento qui sotto e raccontami che cosa ne pensi…

A presto
Genna

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17 Commenti
  • Ciao a tutti,
    sospettando che Edoardo ed Eduardo siano due persone distinte;)

    Grazie ad entrambi per il prezioso feedback,
    @Eduardo: iscriviti alla ANL, presto regalerò a tutti gli iscritti ogni audio registrato presente sul blog, ovviamente tranne FdG 😉

  • Ciao Gennaro, Ti avevo "promesso" di partecipare con le mie esperienze, ma il tempo….sai…non mi "lascia".

    Ci sarebbero una moltitudine di cose da dire su questi argomenti, ci vorrebbero "anni".
    "invidio" quelli che come te, riescono a fare più cose in una giornata: scrivere questi post (che dicono cose giuste e valide) meditare, andare a conferenze ecc. veramente sono ammirato!
    io sono molto lento a fare le cose, (le cose che "devo" fare riesco a portarle a termine ma con i miei tempi).

    Con tutte le cose che vorrei dire, adesso mi ritrovo col non sapere da dove iniziare….

    Spero di riuscire a "ritagliarmi del tempo" e poter condividere le mie esperienze ed i miei pensieri. Questi argomenti mi piacciono un "sacco" e se avessi un altra vita, mi dedicherei solo a loro.

    Una delle cose che non mi sono mai piaciute (e che da bambino quando hanno cominciato a "propinarmele", non le capivo proprio e mi arrabbiavo un sacco e mi sentivo frustrato di questa !società" in cui vivevo) sono le etichette!

    La prima volta che mi è capitato di "scoprire" le etichette "sociali" è stato quando ho conosciuto quello che è diventato il mio migliore amico del infanzia-gioventù che apparteneva alla "classe sociale povera". Fino a quel momento non mi rendevo conto che esistevano queste etichette e distinzioni sociali fra classe ricca, media e povera. (in Colombia mio paese natale, erano molto rimarcate) Io ero molto assorto nel mio pensiero, nella mia mente e mi rendevo poco conto di come "funzionava" l'esterno. Ed ho dovuto "lottare" contro la società che mi diceva:
    "ma che fai con quello" "non puoi stare con quello!" ecc. ecc. Io mi trovavo benissimo con lui e non capivo il perché non dovevo o potevo stare con lui e cosi ci stavo lo stesso. Ho vissuto momenti indimenticabili con lui, ho imparato moltissime cose, abbiamo fatto delle scoperte insieme sulla vita, la fisica, la filosofia (cose che qualche volta leggevamo dopo scritte in qualche libro)cose che con nessun altro in quel periodo ho potuto fare. E quindi: per quale motivo non dovevo stare con lui???
    Ma va…….ho detto al mondo.
    E sono stato sempre cosi, quando conosco qualcuno non vedo e non m'interessa la sua etichetta: abboccato, architetto, medico…alto, biondo..,ricco, povero ecc. vedo e mi interessa solo quello che pensa, il suo pensiero e quello che possiamo avere in comune ed imparare insieme, l'uno dall'altro.

    Per adesso mi fermo qui, sperando che il tempo…..mi dia l'opportunità di poter ritornarci.

    Mi piacerebbe poter leggerti e seguirti di più e magari fare più delle meditazioni che consigli. A proposito di questo: é possibile scaricarle in mp3? cosi sarebbe più comodo.

    Ciao, grazie ed a presto.
    Eduardo.

  • O T T I M O

    Grazie Gennaro.

  • Ciao a tutti,

    @ Miche: grazie per il contributo

    @ anonimo: mmm guarda sulla barra di destra trovi scritto "rubriche" clicca su "meditazione"…trovi un post con tanti link, li dentro trovi un sacco di meditazioni guidate:)

  • Ciao Genna, cercando sul blog guide per il Mindfulness ho trovato solo la meditazione della montagna…
    non ci sono altre guide per il Mindfulness?

  • Secondo me l'intuizione è qualcosa che stupisce positivamente perché è un'immagine relativa a problema che si sta risolvendo mentalmente. Mentre il ragionamento è fatto solo di pensieri, che sono più lenti delle immagini, e quindi esso sembra meno geniale dell'intuizione.

  • Ciao Giuseppe,
    il mio corso serve per apprendere come comunicare efficacemente e scoprire le magie del linguaggio, per cui è utile a chiunque voglia migliorarsi.

  • Ciao Gennaro, sono Giuseppe ed è un po' che ricevo e leggo le tue mail, tutte molto interessanti. Mi piacerebbe avere dei consigli su come posso meglio introdurmi in questo complicato mondo di conoscenze soprattutto, pnl, ipnosi e crescita personale. Il tuo corso "Fai la domanda giusta" farebbe al caso mio…? Un saluto e grazie per l'attenzione

  • Grazie mille Manuel,
    ci tengo tantissimo al tuo parere:)

  • Ciao Genna!
    Ottimo post ed è incredibile come nello stesso periodo da prospettive diverse siamo giunti a praticare la meditazione 🙂
    Ultimamente grazie allo Zio Hack sto accostando alla meditazione lo "Star Gate" dello zio alla pratica della meditazione ed è incredibile quanto vicinanza ci sia nelle due pratiche.
    Stavo leggendo un testo di un monaco che descriveva l'esperienza di Savikalmadhi(estati che si prova nella meditazione) come "Trance di assorbimento determinato" ed ho pensato alla vicinanza che ipnosi e meditazione spesso hanno.
    La mia breve esperienza di meditazione concorda con le tue osservazioni cliniche si riesce insomma a trascendere quei tratti di personalità(nevroticismo ed estroversione) che avvicinano di più alla vera essenza di se stessi.

    Ciao!

  • Ciao a tutti

    @ Daniele: grazie Daniele la tua è una bellissima testimonianza perché incarna tutto quello che sto dicendo in questi giorni. Insisti con calma e pazienza e vedrai che l'unico a cambiare senza saperlo sarà il tuo amico 😉

    @ R: grazie mille anche a te R… Le vostre sono testimonianze preziose, perché sono certo motiveranno anche qualche altro lettore ad imbarcarsi verso il viaggio più importante della propri vita 🙂

  • Ciao Genna,
    condivido la tua teoria sul diventare se stessi attraverso la meditazione, nella mia personale esperienza da quando ho cominciato a prendere un po' di domestichezza con la meditazione ho cominciato a percepire questa vitalità interiore mentre nella vita quotidiana mi sento meno "vincolato" da pensieri e congetture ed accolgo con più serenità le emozioni senza esserne "travolto".

    Roberto

  • Ciao Genna,
    leggo molto volentieri Psinel soprattutto quando si parla di meditazione. Una serie di fattori uno dietro l'altro mi hanno portato a leggere qualche libro di sull'argomento e da lì l'interesse verso la meditazione si è tradotto rapidamente in pratica quotidiana. Se mi guardo alle spalle, anche solo dopo 10 mesi, in alcune cose mi sento molto diverso, sia nel modo in cui le interpreto, sia nel modo in cui le vivo, mentre in altre mi sto smuovendo e smussando. Anche se mi sento più aperto, più coscienzioso e meno nevrotico, il discorso che invece trovo più difficile è proprio l'estroversione. Un mio amico dice che una volta che uno ha un carattere di un certo tipo non è possibile cambiarlo. Io penso che è libero di crederlo, ma che in realtà è possibile cambiare, e non in modo drastico da un giorno all'altro. Gradualità passo dopo passo unita alla volontà di farlo sono un po' gli ingredienti che utilizzo per portarmi avanti… e penso che quando mi ritrovo piacevolmente immerso nel presente, afferrando quella sensazione chiara di percepire me stesso nel modo in cui mi rapporto con l'esterno, colgo una serenità e un senso di pienezza che mi fanno apprezzare ciò che c'è di bello nelle persone, esaltarne i lati positivi e gustarmi ogni piccolo momento quando immerso nella natura. E' un po' quel riscoprire quella spontaneità senza costruzioni mentali che fa il bambino come hai scritto nel post e del quale sono pienamente d'accordo: quel lato gentile ed estremamente intimo che ti porta ad apprezzare il bello che c'è dentro di noi. Grazie per il tuo post sempre molto ben curati ed "ispiratori"!

  • Ciao Pao,
    no tranquilla non stai dando i numeri gli animali, come hai detto giustamente, non hanno la realtà 2…. acuta osservazione 🙂

  • Ciao Genna, io non ho mai fatto meditazione e non so da dove iniziare…mi piacerebbe moltissimo leggendo come la descrivi e i suoi effetti, ed ho in progetto di avvicinarmi a questa pratica 🙂
    La sensazione che tu descrivi io la capisco osservando il mio cane. Quando e' in "stand-by" credo che stia facendo esattamente questo: e' li' con la testa vuota (ehm, come sempre) con l'aria sognante e sembra tutt'uno con quello che ha intorno…in pace assoluta e perfettamente a suo agio, con la presenza solida di un masso e la leggerezza di una piuma…a volte provo a fare come lui ed e'una sensazione bellissima, come essere una sola cosa con l'ambiente circostante (e quindi all'aperto e'ancora piu'bello!) e per un attimo intravedo una me stessa che mi fa tenerezza, che amo e che mi piace. Questa sensazione mi fa sentire ricaricata soprattutto nell'autostima.

    D'altronde, gli animali la realta' 2 non ce l'hanno, per cui quando sono inattivi e'come se meditassero sempre….sto dando i numeri? 🙂
    Un caro saluto,
    Pao

  • Ciao Andrea,
    certo visto che segui PsiNeL la tua personalità cambierà per il meglio 😉

    La mia voce ti accompagnerà è uno dei libri più letti di Erickson, ma io consiglio di leggerlo solo dopo aver capito il pensiero ericksonianao, altrimenti si rieschia di leggere i deliri di un pazzo 😉

  • Ciao Genna,
    quando hai parlato dell'OCEAN mi hai fatto venire in mente il giovane Commissario Montalbano: infatti lui era sia aperto (elastico), cosciensioso, ehm… Non so fino a che punto estroverso, ma sicuramente amabile e al 50% fra l'equilibrato e il nevrotico.
    Ora mi chiedo, anche se la risposta può sembrare ovvia, giusto per non dare nulla per scontato: anche se crescendo possa accentuarsi una poca apertura mentale, per chi come noi che seguiamo PsiNel, può accadere il contrario, cioè sviluppare tutti i 5 punti (il sistema OCEAN) in senso positivo, ovvero apertura, cosciensiosità, estroversione,, amabilità ed equilibrio?
    Visualizzandomi le volte in cui inconsciamente ho svolto questo esercizio dell'ANL, ovvero chiedermi "In che modo posso essere più elastico" (mettici pure tutte le etichette che vuoi ;)), bene mi son scoperto che ho cercato da sempre di sviluppare e tenere continuamente in allenamento l'apertura… ad esempio cercando ed usando nuove metafore (il che, Ericson docet, richiede un grandissimo spirito di osservazione), oltre naturalmente all'umorismo). Infatti, ahimè, spesso mi trovo a cozzare con i "professionisti" che nel tempo dalla crescita nel proprio campo son diventati davvero grassi e per questo anche poco snelli ed un po' acciaccati. Se infatti ti trovi ad andare unpizzico fuori dagli schemi (non me ne frega niente del giudizio altrui;)), ecco che cominciano a considerarti come uno poco ragionevole, un "inesperto", uno che "non sa di cosa sta parlando"… Infatti, e qui diciamo che pecco di arroganza e presunzione, ammettiamolo, mi dico: "Vabè che vogliamo farci? Riconosco che faccio parte di una nuova generazione". Mentre scrivo queste cose in un commento invece sto seriamente valutando che sarebbe il caso, da parte mia, migliorare la mia apertura mentale anche in questo senso, altrimenti faccio la fine dei grassi ed acciaccati di prima (e diciamo, non mi ci allontenerei più di tanto;)).
    E a proposito di apertura, ho cominciato a legere il libro La mia voce ti accompagnerà del nostro grande Ericson, e su questo aspetto della personalità, mi piace molto il fatto che cerca di svolgere, magari le stesse cose, ma in modi diversi e variegati. E mentre leggo questo libro mi rendo conto che dovremmo diventare molto più amici dell'inconscio ed invece, nei confronti della razionalità che quotidianamente ci ossessiona nello svolgere le stesse cose nello stesso modo (come uno che cammini avanti e indietro calpestando le stesse mattonelle, senza cercare percorsi alternativi, magari anche più rapidi), dei compagni di pugilato. <da Ericsoniano credo fermamente che soltanto affidandoci all'inconscio (quindi anche meditando) possiamo raggiungere e allenare la nostra apertura verso ciò che c'accade e ci circonda. Infatti minimo tre volte al giorno (ehm di sicuro più di una;)), come affermazione ed incantesimo mi ripeto: "Sono amico dell'inconscio" e ti assicuro che, senza farlo a posta, la prigione degli autosabotaggi si sgretola come se non fosse mai stata né costruita, Nè rafforzata, per quanto forti fossero state le sue fondamenta Ed infatti poi mi rendo conto .che questa prigione da sempre è stata … infondata ;))).
    E chissà se il personaggio di Montalbano fosse amico dell'inconscio, visto che ha molta elasticità anche nel risolvere enigmi con approccio Ericsoniano, ovvero non convenzionale;).
    Grazie,
    Andrea

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