Crescita personale: Orientamento al futuro

Ciao,

pensi di essere più orientato al futuro oppure alpassato? la condizione di crescita personale idealeè quella di orientamento al futuro. Ed è per questoche la natura ci ha dotato di uno strano modo dipercepire il tempo, che ci porta a vedere il futurosempre un po’ più vicino del passato. Se seguiPsiNeL sai che il miglior orientamento è quelloal presente mindlfulness, ma questo non significanon pensare al futuro, a quella che noi psicologichiamiamo “progettualità”

…la capacità di progettare un futuro viene presada noi professionisti come uno dei fattori piùrilevanti delle nostre osservazioni. E questo, seci pensi, non vale solo per noi psicologi. Se adesempio sei un commerciante, ed un tuo socio ocollaboratore pensa solo al passato, cosa accade?che l’azienda rischia grosso. Questo non significanon tenere conto della storia che è in grado diinsegnarci moltissimo

…ma significa tenere conto del passato, agendocon consepevolezza nel presente, avendo unavisione orientata al futuro. Perché ti potrestichiedere bisogna “essere nel presente” mentresi progetta il futuro? non si fa prima a pensaresolo al futuro? No, proprio a causa di questoeffetto “l’effetto doppler psicologico”. Questoè un effetto fisico che però si ripercuote sullanostra percezione…guarda il video:

Nel video hai ascoltato la classica sirena checi supera. Riascoltandolo noterai che la tuapercezione del suono cambia radicalmente da,quando sta arrivando la sirena a quando questasvanisce. L’arrivo rappresenta l’aspettativaverso il futuro, quando invece svanisce è ilrecente passato. Eppure, quale suono tisembra più forte ed importante?

Esatto, il suono della sirena che “sta arrivando”che è nel futuro. Questo è un naturale meccanismoevolutivo, che ci fa percepire il futuro in modopiù intenso, per permetterci di progettare e diconseguenza di crescere. Tutta la natura ha unaevidente tendenza alla crescita verso il futuro,tende ad unirsi creando sistemi di sistemi percrescere e progredire. Per farlo deve avere“un orientamento al futuro”.

Visto che il futuro appare come più coinvolgentealcune persone fanno fatica ad attingere a tutte leloro risorse per farvi fronte. E’ per questo che lapratica della mindfulness e quindi l’addestramentodella mente al presente senza giudizio, può essereun modo interessante per “vedere il futuro“. Unpo’ come se, meditando, si potesse creare unasorta di “zona franca” su cui salire, come unpiccolo monte e da li…sorridere al futuro 🙂

Purtroppo esiste davvero chi ha una tendenza apensare anche troppo al passato. Questo è di certol’atteggiamento peggiore per crescere, soprattuttose questo sguardo al passato (restando in metafora)non è “ancorato al presente”. E se questo, disturbatroppo la progettualità è utile rivolgersi ad unprofessionista. Solitamente questo ancoraggio alpassato è un segnale di depressione, così comel’ancoraggio esagerato al futuro lo è di ansia.

Come vedi il tempo è una variabile psicologicadi estrema importanza, tanto che (come appenadescritto con ansia e depressione) ci potrebberidurre tutta la psicopotaologia. Perché anche ilrestare solo nel presente, il famoso “viveregiorno per giorno” ma senza una progettualitàverso il futuro è dannosa. Lo so, magari chivive giorno per giorno senza pensare al passatoe al futuro può apparirci come “mister felicità”…

…ma nella nostra società dubito che possa maiesistere qualcosa di simile. Di solito chi è inquello stato perennemente ha qualche problema.La metafora del presente come “monte” dacui osservare il passato, apprendendo da questoma senza restarvi ancorato…guardando versoil futuro con una progettualità. Ecco questadescrizione è quella di un uomo in crescitapersonale, equilibrato.

Chiediti come è il tuo orientamento al futuro,all’interno del post (come vedi) è zeppo dilink che ti permetteranno di migliorare questotipo di “atteggiamento nei confronti del tempo”ed anche l’articolo citato più sopra del miticopsyblog, da cui ho tratto ispirazione per questopost partendo dalla scoperta scientifica diquesto “effetto doppler psicologico”.

Fammi sapere se ti è piaciuto il post, cliccandosu mi piace o sul più uno di google…e se haidomande o feedback, lascia un commento quisotto.

A prestoGenna

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6 Commenti
  • Grazie Manuel,
    sai quanto è importante per me il tuo parere 🙂

  • Ipnosi Strategica
    Rispondi

    Pienamente in linea Genna!
    Parlando con un amico counsellor mi chiedeva:'tu come le chiami le persone che vengono da te pazienti o clienti?"riferendosi al fatto che normalmente lo psicologo chiama pazienti e il counsellor clienti.
    Ci ho riflettuto e mi son detto "sicuramente non li chiamo pazienti perché non sono malate ma hanno solo delle difficoltà che non riescono a superare e questo capita a tutti, quindi non li metto nella categoria paziente/malato come nella terminologia medica. Ma non sono neanche clienti perché non vengono da me per acquistare nulla..il giorno dopo gli scritto:"io le chiamo semplicemente..Persone".
    Ciao!
    Manuel

  • @ Roland: sono d'accordo su quasi tutto quello che hai scritto, lasciando stare il nobel che adesso dovrai prendere o perderai la facci davanti a milioni di lettori :)))))) ahahah

    @ Luca: bene, ora che ne sei consapevole inizia a costruire il tuo futuro 😉

    @ Andrea: mi piace tanto la visione buddista del tempo per cui non posso che essere d'accordo…ma;) anche se abbracciò pienamente l'idea costruttivista (proto costruttivista) della PNL penso che a volta abbia fatto un pessimo servigio.

    Come dico spesso l'89% delle cose che funzionano in PNL sono presta da Erickson ed uno degli insegnamenti più importanti che lui ci ha lasciato è stato "trattate il paziente e non la malattia", che in termini tecnici significa evitate di applicare le vostre strategie ad una categoria ma…spezzettatela in sotto componenti. (Non sono io ad aver costruito questA interpretazione ma Zeig;)).

    Vedi anche io quando studiato la PNL prima di fare il mio lavoro ero convinto che le categorie non solo non si dovessero trattare ma che NON esistessero. Purtroppo invece quelle configurazioni di vita sono reali e possono capitare a tutti…

    …lo sanno bene quelle persone ultra equilibrate che hanno subito il terremoto ed ora si trovano a non dormire più la notte ecc. Anche se non le chiamiamo ansia, depressione ecc…per evitare di cristallizzarle nominalizzandole, queste esistono comunque …chiama le come vuoi …tristezza intensa e agitazione…ma sempre quella roba li é 😉

    Ripeto a mia visione non deriva dalle categorie a priori dello psicologo, perché per anni ho pensato in modo costruttivista, cioè che fossero solo costruzioni soggettive, e in effetti si tratta di quello, ma il malessere personale, come appunto sostiene apertamente il buddismo esiste e spesso la PNL funziona con lui come l'acqua fresca, sospetto proprio che sia perché noi, studiando alcune cose di PNL, percepiamo la sofferenza altrui …come acqua fresca…e purtroppo spesso non è così 🙂 spero di essermi spiegato bene su questo punto che ritengo importante per chi fa un lavoro come il mio.

    Grazie a tutti
    Genn

  • Ciao Genna,
    grazie di aver trattato questo argomento molto importante…
    Mi rendo conto che il rimanere ancorati al passato può essere una forma di depressione, se, in veste di coach piuttosto che di psicologo tu chiedessi al tuo paziente che insegnamenti può avergli trasmesso le esperienze del passato, quali possono essere eventualmente le sue reazioni? Tu come professionista immagino, quasi sicuramente ti sarai trovato a osservare il comportamento di questo tipo di pazienti… Quindi… immagino tu conosca in linea generale le sue risposte a questa domanda…
    Ora fermiamoci a questo: molti psicologi (o almeno l'immagine che ce ne danno all'università), quando suggeriscono al paziente di scrivere un'autobiografia, non è forse un modo per rimanere ancora più attaccati al passato? Anche io, per esempio, (eppure le uniche costanti che tengo a mente sono il presente e il futuro, avendo anche una visione buddista della vita), se dovessi trovarmi a scrivere un'autobiografia del passato, gioco forza sarei tentato ad andare fin nei minimi particolari.
    Immagina una situazione paziente/psicologo (intesi come ce ne parlano all'università):
    Paziente: "Salve, sono depresso!"
    Richard: "Piacere io sono Richard Bandler!"
    Psicologo: "Perché è depresso?"
    Ecco… una domanda più debilitante è proprio quest'ultima: andare a scavare troppo a fondo, da una risposta qualunque a questa domanda, nascono tantissimi altri perché (i perché se mai li riserverei nella scoperta dei valori ma non tanto su cosa porta una persona a entrare in certi stati d'animo, a parte che per essere depressi richiede uno sforzo immane, anche a livello di programmazione). Non è molto più facile sorridere e tenere una bella postura eretta?
    Ora la mia visione è iù o meno questa:
    Se vuoi scoprire gli effetti del passato, medita sulle cause del presente; se vuoi scoprire gli effetti del futuro, medita sulle cause del presente. Quindi, anche nella visione buddista, il passato ci serve come un insegnante… infatti se ci pensiamo un attimo il passato può insegnarci davvero tantissimo, ma una volta fatti la domanda su quali siano questi insegnamenti, ritorniamo a goderci il presente. Le risposte possono arrivarci soltanto se viviamo il presente.
    Non trovi, Genna?
    Grazie,
    Andrea

  • ….io invece sono stra ancorato al presente ed ho un'aspirazione per nel futuro…ma senza guardarlo veramente…soltanto sbirciandolo…!!!! 🙁 ed effettivamente e' un problema…!!! 🙂

  • Ciao Genna,

    anche oggi comincio godendo degli stimoli positivi che si scatenano in me quando leggo delle tue ricerche e le tue riflessioni.

    Sull'argomento di oggi pongo l'accento sull'importanza della sincronizzazione emotiva per l'allineamento tra le tre percezioni temporali.
    Penso che nessuno dei 3 atteggiamenti mentali ( pensare solo al passato, stare nel qui ed ora, sognare il futuro) valga tanto se non sincronizzato agli altri 2. mi spiego meglio.

    se mi concentro sul bello che c'è stato in passato e poi mi dispiccio per aver perso tempo a pensarci perchè immagino non mi porti niente di buono nel futuro…ecco che stò vivendo un momento di non sincronicità emotiva (o forse potrei dire "incongruenza emotiva")

    Per sincronizzarmi devo poter godere del tempo che stò dedicando adesso (presente) ai miei pensieri, sia quelli rivolti agli errori del passato da cui ho imparato ( o anche alle cose fatte bene,ma in entrambi i casi con una percezione di godimento), sia a quelli rivolti al progetto (o obiettivo)per cui ci stò pensando – in cui c'è sicuramente qualcosa di vantaggioso per me (ancora godimento)-.

    (Genna, non ho ancora letto Intelligenza emotiva di Goleman ma non mi sorprenderebbe trovarci una piu valida descrizione di allineamento tempo/ emozioni).

    Solo così, metto in funzione il cervello per sviluppare il massimo del mio potenziale! no?

    Ora, forse, ho reso meglio l'idea ed è meglio comprensibile il fatto che se mi scopro ad essere diventato bravo a stare nel qui ed ora, compiacermi per questo, ma senza aver un ben che minimo obiettivo per cui farlo … la cosa risulta davvero inutile.

    infatti lo si fà, ed è intelligente farlo, quando si comunica con qualcuno; per catturare le informazioni e utilizzarle allo scopo prefissato…

    ma non mi dilungo oltre…
    anche perchè altrimenti mi perdo come al solito …ahahahahaah

    Ciao Genna!

    ora ti fornisco un'esempio di visione futura ottimistica, anche se ancora non è proprio collegata alla realtà. Un progetto ambizioso rivolto al futuro che all'oggi non stà ne in cielo ne in terra…

    E proprio per motivarmi ulteriormente verso la realizzazione di questo mio obiettivo ti svelo la "vision" della mia vita.

    Voglio ricevere la candidatura al nobel per la pace presentando un percorso "didattico per l'umanità" step-by-step, non solo credibile ma davvero percepito possibile dalla gente.
    ovviamente per migliorare l'uomo e la sua qualità di vita.

    Entro 10 anni da ora!

    O mio dio!!!!
    Ecco! ormai l'ho detto e adesso ci devo riuscire per forza! ahahahaahahah

    Ciao Genna,Grazie ancora!

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