Stili di insegnamento: disturbi di apprendimento e formazione

Ciao,

qualche anno fa mi sono imbattuto in questo bel video dedicato ai disturbi dell’apprendimentouno dei problemi più sentiti oggi nella scuola.

Guardandolo ci vuole poco a capire quanto lo “stile d’insegnamento” influisce sull’apprendimento.

L’altro giorno sono stato ad un corso di formazione (fra virgolette avanzata) dove c’era il trainer che si comportava esattamente come il formatore in questo video…quando vuole far agitare i poveri professori che partecipano al corso.

Sei riuscito a vederlo?

Hai visto quando riesce a mettere in difficoltà tutti gli insegnanti semplicemente mettendogli fretta oppure essendo leggermente provocatorio?

Da quando gli allievi di Erickson hanno reso note le sue metodologie di intervento provocatorie, tanti altri studiosi si sono occupati di implementare “la provocazione”all’interno dei propri corsi.

Ma c’è una differenza da non sottovalutare, mentre Erickson lo faceva per ottenere un cambiamento dalle persone, alcuni autori sono convinti che faccia altrettanto con l’apprendimento.

Può darsi che in alcuni contesti, soprattutto quelli legati per l’appunto al cambiamento (corsi di creatività, ridefinizione di ruolo ecc) possa essere utile, ma come sottolinea il tizio del video, sono fermamente convinto che sia controproducente se fatto male…

…e che molti trainer si nascondano dietro alla parola”provocativo” solo per dare sfoggio del loro ego e non perchè pensano di essere più incisivi durante la formazione.

Per questo ho deciso di pubblicare questo post ma soprattutto quel video. Perché ti mostra come agisce l’ansia da prestazione che gli insegnanti, conscio meno, mettono agli studenti. E non è un segreto che questo tipo di ansia possa bloccare anche il migliore degli studenti.

Ma il padre dell’approccio provocativo è sicuramente Frank Farrelly con la famosa “terapia provocativa”.

L’ autore dopo anni di pratica racconta come attraverso la provocazione, che culmina spesso nel divertimento,si possano ottenere grandi cambiamenti.

Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un caso di terapia,quindi un ambito clinico, per di più si tratta quasi sempre di far vedere le cose come “stupide o assurde” e spesso far nascere una risata.

E tutti sappiamo che una risata fa bene, l’umorismo può essere un’ottimo strumento sia nelle mani del clinico che in quelle del formatore.

Tuttavia, prima di applicarlo in entrambi i contesti bisognerebbe fare tanta tanta pratica, altrimenti si rischia di vedere un corso come quello che ho visto la settimana scorsa. O per lo meno fare le cose contatto, o in termini “piennellesi” calibrando.

Tornando ai disturbi sull’apprendimento appare incredibile la portata dell’effetto pigmalione, quanto possa davvero influire sull’apprendimento dei bambini…(pedagogia) ma non solo, anche in quello degli adulti, nella nota andragogia.

Purtroppo sempre se ripensi alla tua carriera scolastica di certo non ti sarà stato difficile riconoscere nel video, il comportamento di qualche tuo insegnante… io ne ho rivisti tanti.

Ricordo ancora diversi stili dei professori delle superiori, da quello bravo a provocare ma con delle buone aspettative…a quelli invece si provocatori, ma con aspettative bassissime nei confronti degli studenti.

Il video mi ha fatto pensare ad una mia prof di matematica che,ti chiamava alla lavagna, ti faceva scrivere la formula…e se non la risolvevi in 3 secondi si alzava e la risolveva per te!

Con il tempo, ripensando a queste esperienze mi sono reso conto che la prof, era sicuramente molto ansiosa.

Lo si vedeva da tutto, dalla suo modo di gesticolare e di parlare, alla meticolosità nella scelta dell’abbigliamento ecc. Ma a quel periodo non potevo compatirla per la sua ansia…averi solo voluto mandarla a quel paese.

Ecco dopo averti raccontato un po’ di fatti miei bisogna arrivare al succo sia del video e sia del complicato discorso sull’apprendimento.

Tutti sappiamo che il problema è di natura politica,sono quelli la sopra che devono dare molti più soldi all’istruzione permettendo così di avere ottimi insegnanti. Ma come si dice “aiutati che il ciel ti aiuta”… per cui se fai l’insegnante il formatore, di adulti o bambini….

…guarda quel video, anche se non ti occupi in modo diretto di queste cose. Ti assicuro che il tuo stile d’insegnamento migliorerà…e se sei una persona ansiosa, come le mia prof, fai qualcosa per la tua ansia, perché altrimenti “l’attacchi abambini”!

Lo dico sorridendo, ma è la verità. Puoi fare un percorso con uno psicologo, praticare meditazione o cercare qualche informazione più approfondita su come risolvere l’ansia.

Una delle cose che mi piacciono di più della crescita personale e che poche altre discipline psicologiche come questa hanno colto, è la vera importanza dello stato.

Ogni appassionato di queste metodiche ti dirà che prima di parlare con i bambino con gli adulti è bene entrare in uno stato di “centramento”, qualsiasi cosa significhi per te.

Se come nell’esempio c’è ansia è bene essere rilassati ma se invece c’è fiacca è bene trovare il modo di sprigionare grinta. Questo ovviamente dipende anche dalle persone che hai davanti, ma sei tu per primo che dovresti guidare quel mood generale.

Assicurarti di averlo… tornando al corso che ho visto la settimana scorsa, il trainer, dopo aver clamorosamente cazziato il primo che abbia osato fare un’obiezione, non si è neanche guardato attorno… te lo immagini?

…se si fosse guardato attorno si sarebbe di certo accorto che io e tutta la mia fila lo stavamo guardando con disprezzo. E che in pratica nessuna delle persone che ero in grado di vedere aveva involto un’espressione di approvazione.

Ecco nelle tecniche per insegnanti canoniche si parla poco di stato e di calibrazione. Due pietre miliari della PNL e della crescita personale, per non omettere la bellissima e verissima, assunzione di responsabilità personale quando si parla.

Il fatto di pensare costantemente che se qualcuno non capisce qualcosa, è perché sono io che non MI sono spiegato bene.

Il trainer della scorsa settimana, ormai protagonista di questo “delirio del venerdì” sarebbe davvero un pessimo insegnante. Tuttavia bisogna ammettere che quando si ha a che fare con gli adulti viene più difficile cercare di spiegarsi al meglio.

Cosa che in teoria dovrebbe essere più facile con i bambini perché li vediamo come “bisognosi di apprendere”. Ma in realtà le cose non cambiano, per essere un bravo insegnante devi saperti spiegare, sia a tuo figlio di 4 anni e sia a tuo nonno di 84 😉

Quel trainer mi ha ricordato molto il mio maestro di batteria, un vero genio, suonava in modo davvero meraviglioso…ma non sapeva spiegare. Tanto che, solo tornato a casa, nella tranquillità della mia stanza comprendevo davvero gli esercizi che mi faceva fare.

Pensa che quando sbagliavo qualcosa mi lanciava le bacchette, anche questo mi ricorda il trainer, che ad un certo punto a lanciato un pennarello.

Insomma prima di insegnare qualcosa, sarebbe giusto che i maestri sappiano gestire le proprie emozioni e che facciano, come minimo, un bel corso di psicologia moderna… pena, un pennarello nell’occhio o peggio un problema di apprendimento!

A presto
Genna

Ps. ci tengo a sottolineare che non sono esperto ne idisturbi di apprendimento e mi scuso con i colleghi che possano vedere un’eresia in questo accostamento… anche se sono convinto che andragogia e pedagogia debbano essere maggiormente allineate.

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20 Commenti
  • Credo proprio di si:/

  • Si può anche acquisire questo disturbo dell'apprendimento: dall'ambiente, condizioni sociali ecc.. Oppure ci si può ritenere immuni? Grazie, cordiali saluti.

  • Dimenticavo…la meditazione mindfulness aiuta di certo:)

  • Certo che c'è ma non si può descrivere via commento perché cambia molti da persona a persona.

  • Quindi non c'è una pratica di auto aiuto che migliori questo disturbo? la meditazione aiuta anche in questi casi?

  • In questi caso non glielo farei guardare ma lo farei vedere ai genitori del bambino

  • Nel caso in cui è il diretto interessato a vedere questo video, cioè il bambino con disturbi di apprendimento. Qual'è il consiglio che gli daresti? 🙂 Cordiali saluti e complimenti per il post.

  • Si abbastanza insensata 😉

  • La paura è quella di (a causa dei neuroni specchio) diventare come loro, visto che sei costretto a stare a contatto e dolente o volente avere un rapporto con loro.. è una paura insensata?

  • Ripristinato 😉

  • Ciao Studente, Azz hai ragione hanno tolto il video…impari a sopportare quei personaggi, come sopproterai colleghi stupidi e capi ignoranti sul lavoro;)

  • Peccato che non sono riuscito a vedere il video in quanto rimosso, ma leggendo i commenti ed avendo esperienza scolastica ho capito di cosa si tratta, e mi chiedo, come comportarsi nei confronti di professori con complessi di inferiorità..? Che non ti fanno parlare per mostrare che loro "sanno"..?? Passa la voglia di studiare..!!

  • Ciao Genna,
    Anche a me anni fa e' successo di partecipare ad un corso di un "famoso" trainer che utilizzava la provocazione per insegnare con esiti disastrosi..
    A distanza di anni rivedendo altri suoi corsi ho capito che la provocazione la utilizzava per mascherare un suo complesso di inferiorità. Ai tempi ci rimasi male perché io ero solo desideroso di imparare non certo di detronizzarlo o di metterlo in difficoltà ma solo di essere collaborativo.
    Tengo a mente questo post perché come dice qualcuno a volte con le migliori intenzioni che si fanno le cose peggiori 🙂
    Ciao!

  • Grazie a tutti 🙂

    @ Pasquale: eheheh si dice il peccato ma non il peccatore, diceva mio nonno 🙂

    @ Anonimo: scrivi "paura" o "fobia" nel motore di ricerca del blog e troverai un sacco di cose che fanno al caso tuo.

    @ Enrica: il nostro sistema scolastico è davvero incredibile …in senso negativo ovviamente:)

  • Semplicemente splendido!
    Oggi, sulla base della legge 170 del 2000, questi ragazzi non devono più essere considerati portatori di Handicap (legge 104/92), perchè deve essere la scuola a farsi carico del percorso formativo.
    Nei fatti: in quante scuole è veramente così?
    Eliminate le poche agevolazioni della legge 104, hanno quanto previsto dalla nuova normativa?
    Me lo auguro di cuore.

  • Ciao Genna, non c'entra con il post ma ho una domanda:
    c'è un modo per abbassare la "paura" che si prova nei confronti di una persona? o meglio, di una ragazza.
    Ci ho provato con questa ragazza ma non è andato bene, ma sono sicuro che ho ancora chiare possibilità. Purtroppo però so che quando ci dovrò parlare non sarò tranquillo. Grazie 🙂

  • Gennaro, questo video è davvero portentoso! Grazie.

    Mi piacerebbe conoscere il nome del "famoso" trainer di cui (s)parli.

    Chissà, forse ho avuto a che farci anch'io.

    1abbraccio
    pasqualefoglia

  • Veramento molto istruttivo il video, e anche le tue considrazioni!

    Mi piacerebbe tanto conoscere il nome di questo TRAINER…..

  • Bene…grazie Gabriele

    spero di farti ricredere sempre più 🙂

  • Bellissimo video Gennaro!
    Ti confido che non mi hai ispirato fin da quando ti ho scoperto ma ultimamente seguendo il tuo blog mi sto ricredendo!

    W la sincerità!

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