“Porti sfiga? ecco 3 modi per smettere” :)

Ciao,

credi nella fortuna? Se segui PsiNeL non dovresti o per lo meno dovresti sapere che studiosi come il professor Richard Wiseman hanno dedicato anni per concludere che il “pensiero magico legato alla fortuna” non è altro che pensiero magico.

Qualche tempo fa ti avevo anche spiegato il segreto per vincere al gratta e vinci…ricordi? Tuttavia da che “mondo é mondo” si è sempre ritenuto che alcune persone, oggetti o luoghi, portassi più o meno sfortuna. Su queste leggende si sono creati aspetti divertenti  e a volte inquietanti della nostra società.

 

Pirandello ci scrisse una geniale commendia “la patente” da jettatore, ma alla luce delle conoscenze psicologiche moderne penso che questo fenomeno possa essere in un qualche modo spiegato,più o meno, facilmente.

Ma ovviamente non siamo i primi, già il famoso psicologo  Skinner osservando il comportamento degli animali si era accorto di qualcosa di interessante:

Se ad esempio rinforzava il comportamento di un piccione, subito dopo un suo gesto bizzarro, l’animale tendeva a ripeterlo, anche se non vi era alcun motivo per farlo.

La stessa cosa la facciamo noi, magari andiamo a fare un esame vestiti in un certo modo e ci convinciamo che quello sia il nostro“abbigliamento porta fortuna”.

Se ci pensi è un modo poco scientifico per rendere qualcosa, che ci è sembrato funzionare, più frequente in mancanza di prove migliori, un “pensiero proto-empirico”.

Immaginiamo che un uomo, preso dal dolore del mal di testa, si sia per caso addormentato sotto un salice piangente…e che, sempre per caso, si mangi una foglia ed il male dopo poco svanisca.

Oggi saremmo portati a prendere un campione di quello albero e a portarlo in laboratorio, ma 150 anni fa no! Così magari si inizia a pensare che quel luogo ha qualcosa di magico, che magari restare sotto il salice possa far svanire il dolore. Prova e riprova, sino a quando uno scopre che non è lo stare sotto al salice ma è l’assumerlo a far sparire il dolore.

Insomma senza metodo possono passare anni prima che si scopra la molecola dell’acido acetilsalicilico (oltre a tante) Allo stesso modo qualche giorno fa una mia amica mi dice “cavolo l’altra sera Serena mi ha proprio portato sfiga ora sono malata. 

Serena mi ha detto… è strano  che con tutto il freddo che prendi non ti sia ancora  venuta l’influenza“. Appena ho sentito queste parole (che in realtà sono un po’ diverse) mi è subito suonato in mente un campanello, forse lo stesso che è venuto in mente anche a te, se conosci i modelli linguistici della  PNL  oppure se sei un fortunato iscritto al corso Multimediale FdG!

Esatto, la frase sembra proprio una suggestione ben confezionata, abbiamo la presupposizione che ci dice che prima o poi accadrà (la parolina “ancora”) abbiamo una bella implicazione, cioè una causa effetto: visto che prendi freddo ti verrà l’influenza …e insieme c’é anche una sorta di “campo affermativo“, visto che in quel momento alla tv parlavano proprio di influenza.

Seguimi ancora un attimo che arrivo al dunque…. …da anni penso che i famosi “porta sfiga” non siano altro che persone negative.Tutti conosciamo gente che tende a parlare solo di cose negative.

Ed è chiaro che dopo qualche minuto in loro compagnia, ci sia anche qualcuno che un po’ per gioco e un po’ perché ci crede …”tocca ferro…o altro”:)) ma dopo aver ascoltato la storia della mia ragazza mi sono chiesto se per caso non ci fosse di più oltre alla tendenza di parlare al negativo della vita.

E mi sono reso conto che alcune di queste persone hanno la tendenza a creare veri e propri pattern linguistici  negativi, che spesso culminano con suggestioni  post ipnotiche generando la famosa profezia che si auto-avvera.

Se tu o qualche tuo amico pensate di far parte di questo tipo di persone, ho una buona notizia per voi, è possibile uscire o aiutare qualcuno ad uscire…da questo status attraverso alcuni passaggi:

 

1) Lasciare buone sensazioni negli altri: la prima causa di essere additati come jettatori é di certo la sensazione che lasciamo alle altre persone.Non mi riferisco a come sei vestito, anche se pure quello conta, ma se quando parli agli altri utilizzi troppi termini e argomenti negativi.

Come ti raccontavo nella presentazione del modello PERMA é stato dimostrato che le aziende che vanno meglio, usano pochi termini negativi durante le riunioni, rispetto alle aziende che vanno peggio.

Ma sono certo che ti basta pensare ad uno che é ritenuto come tale per capire al volo questo concetto….come dice il buon Bandler “lascia le persone meglio di come le hai trovate”.

Avvertenza: prima di far stare bene gli altri assicurati che tu ti senta bene. Se sei una di quelle persone che hanno il bisogno di sapere che gli altri stanno bene prima di qualsiasi altra cosa anche a discapito della propria salute… allora EVITA di seguire questo primo consiglio.

Essere compassionevoli fa bene a te e al mondo intero, ma spesso essere esageratamente al servizio degli altri, più che “compassione” descrive un bisogno di approvazione.

 

2) Parlare per se stessi: molte persone, oltre ad usare degli argomenti negativi, tendono a rivolgere verso il loro interlocutore quello che viene chiamato “indice referenziale”. Sono quelli che iniziano dicendoti, ora per amore delle emozioni positive lo farò così: “ehi, hai presente quando ti senti davvero ma davvero bene?”.

Non ci vuole Erickson per capire che questa è un potente comando ipnotico, che spesso la gente rivolge in negativo verso gli altri. Se vuoi evitare di essere preso per jettatore ed hai questa tendenza, allora, smetti di parlare di cose brutte e se proprio devi farlo, attento all’indice referenziale che usi.

 

3) Parlare bene delle altre persone: come ti dicevo qualche post fa, quando parli delle altre persone sii positivo, perché ogni accusa, offesa o giudizio si ritorce contro di te.

Questo capita per diversi motivi,primo fra tutti una sorta di proiezione su chi “sputala sentenza”. Questo meccanismo é inconscio ma ne esiste uno conscio, ed é il classico pensiero “ma se questo parla male di tutti mi sa che prima o poi parlerà male anche di me”.

 

4) rilassamento e fortuna: il ruolo della tensione e della esagerata attenzione rende sfortunati, come ci ha detto più volte il prof. Richard Wiseman ed io ti ho parlato molto.

Allo stesso modo una persona tranquilla e rilassata esprime e comunicala propria serenità allo esterno. Questo fa sentire bene le persone che oltre a diventare più fortunate diventano anche più sane. Questi tre consigli possono trasformare un uomo con Il patentino” in un porta fortuna patentato.

Ma come forse avrai capito si tratta di 4 regole molto semplici che possono essere applicate al campo di una buona comunicazione. …di come “costruire delle buone relazioni”…che ovviamente presuppongono che la gente ti valuti come una persona che porta fortuna…cosa che puoi per gioco, far finta di essere magari facendo notare alle persone che ti stanno accanto, che quando ci sei tu, le cose gli vanno bene.

Ma chiaramente è qualcosa che puoi fare solo con chi ci crede, e stare moooolto attento. Se pensi che un tuo amico abbia bisogno di questi consigli evita di improvvisarti terapeuta (a meno che tu non lo sia, e non siate troppo amici e mandalo qui sul sito.

Leggere gli studi sulla fortuna ha aiutato più di un mio cliente durante questi anni. Immagina che brutto essere considerati dei “porta sfiga”, ci sono storie terribili in giro, come quella di Mia Martini che pare si sia tolta la vita, anche per questo problema.

E tu cosa ne pensi? cosa si potrebbe fare a livello sociale per aiutare la divulgazione di notizie simili? lascia un commento per dire la tua e se ti è piaciuto il post clicca su mi piace.

A presto
Genna

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10 Commenti
  • L’articolo era anche interessante, ma è metà ho smesso di leggere.
    Troppi errori grammaticali e parole tutte attaccate.
    Il mio suggerimento è il seguente: se non si conosce bene la lingua italiana, è meglio evitare di scrivere.

    • Buonasera Rose,
      Ma secondo lei è possibile fare tutti quegli errori? Ma neanche un bambino ne fa così tanti. Se mi seguisse con attenzione saprebbe che alcuni articoli del mio blog sono “sotto attacco virus” che li scompagina come vede.

      Il mio suggerimento è il seguente: se non si sanno le cose è meglio tacere!

  • Se fosse vero questo post potrei finalmente vivere una vita normale.
    Sono uno di quelli che tu chiami portasfighe.
    E’ già il nome la dice lunga di quanto siamo emarginati, tant’è che nessuno si sforza di usare eufemismi.
    Per fare il confronto con un’altra categoria, un tempo emarginata e oggi coccolata, quella di coloro che venivano chiamati spastici, poi handicappati, poi portatori di handicap, infine diversamente abili.
    Hai il merito di aver affrontato un problema di cui non si parla mai, sul quale nessuno si mette a riflettere, quindi una certa superficialità è comprensibile. (Comunque complimenti per il tuo blog e il podcast)
    In sintesi è come se dicessi che se uno viene additato come portasfighe se l’è cercata, magari fosse così.
    * Negatività
    Certi leader politici seminano odio, rabbia e insultano tutti i giorni su tutti i media, e nessuno ha mai pensato portino sfiga, come nemmeno di Hitler che non è stato certo un campione di emozioni positive.
    Un gatto nero in natura si comporta diversamente da un gatto bianco? Fra gli “umani” forse, potrà aver incontrato gente superstiziosa che lo ha trattato male, e quindi sarà meno predisposto a buoni rapporti con tale specie.
    * Parlare alle spalle
    Conosco persone che parlano sempre male di altri, e sono piene di amici. Con questo non voglio giustificarle, ma dico che costoro in genere non sono le vittime (i portasfighe) ma i carnefici.
    Quando questa voce circolava su un’altra persona del mio paese, io ero uno dei pochi a non crederci, a non diffonderla. Ho sempre pensato che la superstizione fosse una forma di ignoranza, poi ne sono diventato una vittima.
    Non so se sia quello seguente l’indice referenziale, ma forse è l’unico modo in cui forse si può veramente capire quello che si prova a essere nei miei panni.
    Immagina come ti sentiresti, se casualmente, quando qualcuno parla con te, si toccasse di sfuggita i genitali, o qualcosa di ferroso, e poi quest’abitudine si diffondesse. Che gente che prima salutavi con un sorriso, ti negasse lo sguardo, il saluto, e due chiacchiere, ma continuasse a ricambiarlo a tutti gli altri. Che amici che prima ti cercavano si allontanassero da te, altri che prendono un pretesto per litigare con te e troncare i rapporti. E allora provi a cambiare ambiente, a farti nuovi amici, magari in un posto dove la voce non è ancora arrivata. E all’inizio va tutto bene. I tuoi ex amici non si sono dimenticati di te, ma non ti cercano. Finché non arriva la voce, magari grazie a loro, e non capisci neanche quando è esattamente … perché nessuno te lo viene mai a dire in faccia. Tutto vigliaccamente alle tue spalle. Più amici cerchi di farti e più aumenta la tua fama. E allora scegli l’isolamento. Ti vedi minata tutta la tua vita relazionale, presente e futura, e la vita sentimentale nemmeno puoi prenderla in considerazione. Chi si metterebbe insieme ad un “portasfighe”?
    Magari bastassero quelle tue 4 regole
    Masini ha scelto la rabbia, Mia Martini la depressione e il suicidio.
    Io sono in bilico fra le due, e non so più che fare.

    • Ciao e grazie per i complimenti…
      allora non credo proprio di aver dato quel messaggio…se l’ho fatto mostrami esattamente dove e come!

      Si, io sono convinto che non esista ne la sfortuna e ne i porta-sfortuna o chiamali come vuoi…è comunque un’etichetta che non esiste. Così come non esistono tante altre etichette…direi la maggior parte, visto che il concetto di identità non si può racchiudere in una etichetta.

      Segui i consigli di questo post… mettili davvero in pratica. Qui non sto puntando il dito contro nessuno, ora non ricordo con esatezza il contenuto del post, l’ho scritto 3 anni fa…infatti è tutto da rimpaginare e rivedere. Il concetto base però è quello della responsabilità…intesa come capacità di rispondere agli eventi della vita.

      Chi non si assume le responsabilità, pensando che la colpa sia solo degli altri perde tutto il proprio potere personale e decisionale. Questo è un dato di fatto, potrei farti 2000 esempi. Per questo i consigli sono rivolti a cambiare chi si sente “sfortunato” e non l’opinione altrui, altrimenti sarebbe un corso di manipolazione mentale mistica a distanza…e non sono ancora pronto per queste cose 😉

      Ora, a parte gli scherzi, se questa faccenda ti fa soffrire al punto di desiderare il suicidio. Il mio consiglio più diretto è quello di rivolgerti ad un professionista che ti aiuti a riequilibrare questi pensieri. Il suicidio è una soluzione permanente ad un problema temporaneo.

      Nessuno può cambiare la tua realtà, tranne te stesso! Tu puoi fare tantissimo, segui i miei consigli, fatti aiutare e vedrai che pian pianino scoprirai che non tutte le persone pensano che “porti sfortuna”… ed anzi, scoprirai che spesso, chi lo crede, sta a volte peggio di te. Perché come giudichiamo gli altri è come giudichiamo noi stessi…e viceversa.

  • Grazie Luciano:)

  • Ciao Genna 🙂
    è verissimo e l'ho provato sulla mia pelle, parlare bene degli altri e incoraggiarli non solo crea un alone positivo che può "portare fortuna", ma ti fa vedere più facilmente le opportunità che si nascondono ogni qualvolta le cose non vanno nel modo che noi riteniamo giusto…
    Diversamente da quanto comunemente sembra, guardare e descrivere positivamente ciò che ci circonda non crea dei "paraocchi", ma ti fa vedere dei vantaggi là dove gli altri non vedono che buio!

  • @ Adrea: ahahahah bravo 🙂

    @ Pao: ottimo consiglio quello dello smalto…far stare bene gli altri non significa dirgli che va tutto bene, ma semplicemente stare attenti agli argomenti che si suscitano. Cercare di concentrarsi sulle cose positive e utili di cui si possa discorrere.

  • Ciao Genna,
    Questo post mi ha fatto l'effetto di un cazziatone, perché in effetti un paio di queste brutte abitudini le ho…me lo ha fatto notare un annetto fa una mia amica che invece usa a suo vantaggio e con grande profitto sociale (ed economico!) la tecnica del lasciare sensazioni positive nelle persone…a volte però temo che esageri perché qualcuno mi ha chiesto ma com'è possibile che alla tua amica va sempre tutto così bene? Non nasconderà qualcosa? 😀
    Ma in linea di massima direi che funziona alla grande per migliorare i rapporti sociali…da quando seguo i suoi consigli (ci ha messo un po' a convincermi ma l'ha spuntata!) devo dire che le cose vanno molto meglio. A mio discapito dirò che vengo da un contesto familiare in cui tutti si lamentavano dalla mattina alla sera e parlavano male di qualunque specie vivente sulla Terra…
    Ma per fortuna si può cambiare 🙂 anche grazie al post precedente 😀

    Ciao!
    Pao

  • Ciao Genna! 🙂
    Cosa si può fare? Ecco intanto … e mentre pubblico il tuo post su facebook … e anche se non so quando sarà letto… m'impegno a mettere in pratica questi tuoi suggerimenti…
    Grazie per avermi citato Milton, mi hai stimolato a scriverti un commento con i suoi patterns, oltre che ad usarli nella vita reale (anche se a volte lo faccio senz'accorgermene) 😀

    Andrea

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