Inconscio: Rete di Default e libere associazioni…da Freud ad Erickson

Ciao, sei pronto per il “delirio del venerdì”?

In questo post ad alto contenuto teorico ti mostrerò come le nuove scoperte delle neuroscienze possano fare luce su concetti “oscuri” come quello di inconscio e di cambiamento terapeutico.

E lo farò a partire dalla prima vera e propria tecnica psicoanalitica, le famosissime  “libere associazioni”. Uno dei metodi più noti in  psicoanalisi, da cui trae le proprie radici.

Per l’analista, ascoltare le libere associazioni del cliente è importante per sondare (appunto analizzare) l’inconscio.

Ma se ci si pensa, un reame dove le libere associazioni sono maggiormente frequenti e soprattutto spontanee è il daydreaming o vagabondaggio mentale.

Da tempo ti parlo della scoperta di questa rete di neuroni che descrive unaf unzione del cervello durante gli stati, potremmo dire, di”riposo”.

Questa rete, nominata DMN rete di default, si attiverebbe ogni volta che sei sovrappensiero. E in quel momento cosa succede al vagare della mente? una serie di libere associazioni.

Qualche post fa paragonavo l’attività della DRM con la“comune  trance quotidiana” descritta da Ernest Rossi,durante gli studi con Milton Erickson.

Ed in effetti l’ipnosi”come la intendeva lui” era un modo per elicitare “libere associazioni” in grado di creare una “realtà ipnotica”.

Al contrario di quanto si creda, quando il professionista che utilizza l’ipnosi suggerisce qualche immagine (es”…ed è come essere seduti lungo un fiume”) non è detto che il cliente”veda un fiume”.

Ma questo farà scattare in lui diverse “sue libere associazioniche riguardano il suo vissuto.

…quindi non è sbagliato affermare che le libere associazioni sono un po’ “il linguaggio macchina” della terapia?

Forse si e forse no, visto che prima vengono tutte le tecniche tratte dai rituali di migliaia di popolazioni e chiaramente l’ipnosi, che ha dato vita alla psicoanalisi.

Freud sostituirà l’ipnosi con le libere associazioni, che forse, come vedremo tra poco sono qualcosa di molto simile. Che ancora oggi mantengono il loro potere nella azione terapeutica, forse non tanto per un’analisi quanto per una riorganizzazione mentale.

Le libere associazioni danno il via all’esplorazione della mente inconscia…per quanto lo stesso Freud ammetta di aver attinto al lavoro di chi lo aveva preceduto (Schopenhauer) lui è fra i primi medici a chiedersi come fare per cambiare una persona attraverso la parola, senza bisturi ne medicinali.

Oggi Freud viene additato come “poco attendibile” da molti. Poco bravo ad usare l’ipnosi, poco bravo a curare i suoi pazienti ecc. Nonostante tutte le accuse di oggi egli è stato un vero e proprio rivoluzionario del suo tempo, un genio…

Tutti gli appassionati di psicologia hanno un debito nei suoi confronti, anche TU appassionato di crescita personale!

Freud si era accorto che lasciando al paziente la libertà di associare le idee, fra queste, di tanto in tanto, ne veniva fuori qualcuna dettata quasi puramente dal suo inconscio.

Perché il clima disteso e la libera associazione avrebbero aperto delle maglie all’interno della fitta rete di difese che ci proteggono dai nostri contenuti inconsci.

Quindi lui stesso sarebbe stato d’accordo con la mia idea che il”pensiero errante” sia un’attività inconscia, o forse avrebbe detto che si tratta di un’attività “pre-conscia”.

Forse studiando maggiormente il funzionamento della retedi default, avremmo più informazioni sull’inconscio?

Inconscio che nella visione ericksoniana “è una rete complessa di associazioni interconnesse”, è forse possibile quindi che il sovrappensiero sia una porta d’accesso verso l’inconscio?

Di certo guardarci dentro,in senso di contenuti non nuoce, ma se invece ne esaminassimo la struttura per “restituirla” (come si dice in gergo, cioè renderla esplicita).

Watzlawick ci dice che ciò che ha fatto Erickson è stato,rovesciare l’idea incompleta di Freud. Mentre l’analista si limitava ad ascoltare ed analizzare il vissuto del cliente, Erickson sembrava si fosse chiesto cosa accadesse restituendo gli  stessi contenuti al cliente, attraverso l’ascolto delle sue metafore, del suo modo di comunicare e del suo problema.

In quel periodo la psicoterapia si basava sull’ascolto passivo del cliente, (tranne il comportamentismo ed il nascente cognitivismo) oggi invece, in tutti gli approcci esiste un minimo di intervento diretto o indiretto da parte del terapeuta.

Mentre Freud analizza ciò che emerge dall’inconscio, Erickson analizza e restituisce attraverso una via privilegiata, la trance ipnotica. In entrambi i casi,che ovviamente sono descritti sommariamente, c’è un solo protagonista, l’inconscio.

Che viene visto nella teoria freudiana come un mostro, mentre in quella ericksoniana, come un magazzino di risorse. La rete di default sembra molto più vicina a questa concezione di inconscio, perché la sua attività sembra benevola sotto tutti i punti di vista.

Come ti dicevo prima, molti pensano che quando si fa la psicoterapia ipnotica, il professionista utilizzi delle frasi che scatenano delle immagini mentali…e fin qui hanno ragione…e che vi sia una corrispondenza diretta fra la frase detta ed ingiunta, e la sua visualizzazione interiore.

Quando in realtà durante lo stato di trance il cliente trasforma la nostra comunicazione in una esperienza ipnotica soggettiva,che potrebbe essere anni luce da quella che gli stiamo proponendo noi. Ecco come , questi suggerimenti,possono diventare altro…

…ed ecco anche forse perché non é facile come sembra usare l’ipnosi in psicoterapia o meglio la psicoterapia ipnotica. Perché è necessario conoscere davvero il cliente e non applicare una tecnica da pappagallo perché qualcuno ci ha detto che in un modo o nell’altro funziona.

Questa è anche la differenza fra un “Ipnotista” ed uno “psicoterapeuta ipnotico“…ma va Beh questo è un altro discorso) tornando a noi, probabilmente Freud aveva già intuito questo fenomeno, ma essendo stato il primo ad indagarlo attraverso l’occhio del clinico si è limitato ad osservare e descrivere.

Alla luce di queste considerazione verrebbe da chiedersi che cosa possa guidare le libere associazioni di un cliente in psicoanalisi, se non avviene alcuno intervento esplicito?

La risposta è semplice e allo stesso tempo difficilissima, perché se da un lato possiamo dire che il vero atteggiamento analitico è quello del non giudizio, del distacco ecc.

Dall’altro lato, sapendo della impossibilità di non comunicare dovremmo chiederci cosa in realtà stiamo comunicando. Secondo me, ciò che guiderebbe queste associazioni è la qualità del rapporto che si crea fra i due protagonisti…

…e anche qui Freud ci ha beccato, ovviamente stando sulle spalle di chi lo ha preceduto.

Parlando di transfert e poi di controtransfert…due concetti centrali della psicoanalisi ma anche in quasi tutte le scuole di psicoterapia. Concludendo questo delirio del venerdì facciamo un breve riassunto perché mi sembra di essere stato piuttosto confusivo mettendo tutta questa carne al fuoco.

La prima tecnica psicoterapica dopo il “metodo catartico”é stata quella delle “libere associazioni“. Cioè analizzare le cose che “saltano in mente al paziente” in modo quasi del tutto spontaneo.

Sappiamo che questo accade ogni volta che siamo soprappensiero e che questo vagheggio mentale sembra essere molto simile alla “comune trance quotidiana studiata da Ernest Rossi…ed utilizzata da Erickson per ottenere i suoi cambiamenti miracolosi.

Ma se nel processo ipnotico è il professionista preparato.a stimolare questo “vagheggio” e a dargli una direzione terapeutica, nella psicoanalisi classica non esiste un modo per farlo. Anzi gli psicoanalisti hanno per anni detto che il loro era il trattamento di elezioni per le nevrosi,proprio perché loro non intervengono, lasciando che sia la persona a cambiare.

Ma questo si scontra con l’assunto della pragmatica della comunicazione che dice che non é possibile non comunicare.

Ipotizzo che se è vero che la terapia è in parte gestire questo vagheggio (da parte del terapeuta/conduttore) allora ciò che lo guida in analisi è la qualità della relazione che si instaura.

Se la grande differenza fra Freud ed Erickson sta nella concezione di inconscio…e se la manifestazione della rete di default (fisiologica e fenomenica) può essere paragonata alle “libere associazioni” come metodo di analisi personale, allora forse la concezione di inconscio che più si adatta a questa evidenza neuroscientifica è quella freudiana.

Questo non significa che l’inconscio freudiano non esista, ma significa che quando il tuo cervello vuole riposarsi, va in un posto molto simile all’inconscio ericksoniano.

Prima di salutarti ci tengo a sottolineare che queste sono mie ipotesi personali, che pur traendo da anni di pratica e studio,non sono la verità , ma solo una possibile mappa che può aiutarci a capire meglio come funziona la psicologia applicata al cambiamento personale.

Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto, e se ti è piaciuto,ti chiedo come al solito di cliccare sul mi piace e/o sul più uno, mi aiuterai a divulgare queste informazioni.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Ciao Giuseppe,
    chiaramente esistono delle differenze personologiche e attitudinali che variano da persona a persona. Ci sono pessimi psicologi ed ottimi coach, ad esempio. Ma quest'ultimo non può fare (almeno legalmente) quello che farebbe il primo, perchè in teoria lo psicologo "dovrebbe saperne di più".

    La stessa differenza sta fra chi utilizza l'ipnosi come strumento che si può adattare anche ad altri contesti. Come ad esempio il parto, le prestazioni sportive, ecc… e chi invece usa l'ipnosi per curare le persone, per cui fa psicoterapia…e nella mia scuola la chiamiamo psicoterapia ipnotica. In teoria, un ipnotista non è in grado di capire se si trova di fronte ad uno psicotico o ad un borderline…e sempre in teoria uno psicoterapeuta ipnotico si.

    La preparazione fra un ipnotista e quella dello psicoterapeuta ipnotico è enorme…tuttavia come dici non è detto che il "titolato" sia necessariamente più bravo, nonostante anni e anni di preparazione, dell'ipnotista.

    Ho avuto modo di conoscere molti colleghi che utilizzavano una ipnosi potremmo dire classica o alla NGH. E tutti, nonostante avessero tutte le carte in regola, hanno abbandonato la tecnica. Perchè è questo che ci dice Erickson quando parla di trance naturalistica, e ci mostra una nuova ipnosi spogliandola di tutti i tecnicismi del passato.

    Anche se il primo libro edito in Italia è stato "Tecniche di suggestione…ecc" in realtà di tecnico in Erickson c'è davvero poco. Ma come ho detto in altri post di tempo fa, Erickson era tutt'altro che uno stolto, che si presentava con la "mente vuota" zen…era certamente una persona eccezionale per queste sue caratteristiche…

    …ma era preparatissimo, si era laureato sia in medicina che in psicologia, da sempre è stato interessato al comportamento umano. Non aveva fatto un corso di 3 settimane per diventare "ipnotista" 😉

    Ok, mi sono dilungato un sacco, ancora in preda al delirio 🙂 apprezzo molto i confronti e sarebbe carino immaginarne oppure ricercarne qualcuno per poterne discutere, qui, apertamente.

    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna, gran bel post!

    Ma l'accostamento che hai fatto è tra un bravo psicoterapeuta ed un impreparato ipnosta. Anche gli psicoterapeuti impreparati che non sanno creare rapport e che magari sono un pò duri di "cerevella" fanno copia e incolla e non risolvono niente.
    E ce ne sono.
    Al contrario gli ipnotisti preparati si spingeranno molto oltre quelle due cose che gli hanno venduto al corsettino per modici tre_quattromila euro.
    E ce ne sono.
    Non troppi forse!
    L 'ideale sarebbe riuscire a slegare attore e ruolo per valutarli separatamente!
    Giuseppe

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