Psicologia: fantasticare migliora la memoria di lavoro

Ciao,

quante volte hai detto a tuo figlio o ti hanno detto,quando andavi a scuola: “ehi smettila di fantasticare e stai attento?“. Il daydreaming, o il fantasticare o vagabondaggio mentale è qualcosa che può essertigià accaduto qualche parola fa 🙂 qualcosa che capitaa tutti e tutti i giorni! invece di essere “qualcosa didannoso”, la ricerca sta provando sempre più, i suoibenefici. Te ne avevo già parlato in riferimento allericerche di Ernest Rossi. Sono convinto che studiare”il fantasticare”…”la fantasia” possa aprire porteinteressanti per lo studio degli stati modificati di coscienza.

Quando ero piccolo mi capitava spessissimo ed ancheoggi con una certa frequenza, di fantasticare. E avolte mi sono chiesto se avesse un valore (prima diaprire PsiNeL e scoprire che era fonte di enormeispirazione creativa ;)) …per molti è qualcosa daevitare. Ma sempre più studi ci dimostrano l’esattocontrario. B. Levinson, J. Smallwood, R. J Davidsonhanno condotto un’interessantissima ricerca nel 2012sulla “mente errante” ed hanno scoperto che questapuò predire la memoria di lavoro…e forse anchepotenziarla 😉Che cosa è la memoria di lavoro? immagina che dentro di te ci sia un omino con una grossa scrivania,in questo momento mentre leggi queste parole, questestanno finendo sulla scrivania dell’omino. Se nelfrattempo ti chiedessi di andare a bere un bicchiered’acqua e di tornare qui, su questa scrivania ci sarà:il programma andare a prendere l’acqua, più alcuniricordi di quello che stai leggendo. E se, fra 5 minutidovessi prendere un treno, ci sarebbe anche il”documento…prendere il treno”.In pratica è la memoria in cui sostano i pensieri sucui stiamo lavorando in un determinato momento.Per fare un’analogia informatica, si tratta della RAM,cioè quanti compiti il tuo pc riesce a “tenere a mente”.Si perché non si tratta di “svolgerli”, quindi del notomultitasking (anche se ha molto a che fare) ma delsemplice fatto di tenerli a mente… che è una abilitàfondamentale del pensiero umano. E’ come se ilcervello fosse in grado di mettere in stand by alcunicompiti per dedicarsi a quelli più urgenti.

I ricercatori hanno scoperto, mediante un semplicecompito (che ti risparmio, perché trovi qui ;)) che le persone con una “mente maggiormente errante“, chedi solito verrebbero etichettati come “i distratti”, sonoanche quelle che hanno una memoria di lavoro piùvasta ed efficiente. Ora si potrebbe pensare che lepersone con una più alta frequenza di vagabondaggiomentale siano più brave a tenere le cose a menteperché sono state costrette dal loro “deficit” a migliorarsi…

…e invece pare proprio che il daydreaming, che comeforse saprai, se segui PsiNeL, ha una sua rete diattivazione chiamata “rete di default”, non ha soloquesto come vantaggio. Infatti essa si attiva ogni voltache il cervello ha bisogno di riposto, e non sembraessere un semplice “risparmio energetico”. Infattipare che durante queste pause, la mente sia in gradodi elaborare inconsciamente nuovi scenari, dirisolvere problemi...un po’ il classico “dormicisu e vedrai che domani mattina avrai le idee piùchiare“.

Ma ora veniamo a qualcosa di pratico: come da anniconfermano le ricerche in psicologia, noi viviamo inun contesto fra ambiente e mente circolare. Questo èstato provato recentemente dalla emboided cognition.Se ad esempio sappiamo che quando una persona ècontenta ride …oggi sappiamo anche che fare finta diridere per un tot di secondi ci rende più contenti. Ecco che cosa intendo per circolarità psicologica.Un altro esempio può essere fatto con la postura…

…sappiamo che alcune posture comunicano agli altrideterminati messaggi: stare con le braccia incrociate,la testa basse e le spalle curve, solitamente comunicache c’è qualcosa che non va. Che la persona non stavivendo delle emozioni positive (chiaramente sonoipotesi, non verità, infatti poteresti essere in quellaposizione perché stai valutando se sposarti didomenica o di sabato), mentre invece una personaaperta, con i palmi della mani visibili, il collo inbella mostra, bilanciato su se stesso…ci sa tuttaun’altra impressione.

E guarda caso, se stai in una posizione rilassata edaperta non stai comunicando solo alle altre personeil tuo stato emotivo, ma lo stai comunicando anchea te stesso. Sono numerosi gli esperimenti cheprovano questo effetto circolare, e vale praticamenteper ogni aspetto psicologico osservabile. Allora misono chiesto: “se è vero che il vagabondaggio dellamente è segno di una buona memoria di lavoro, èpossibile che si possa sfruttare a questo scopo?”.

In altre parole, cercare volontariamente di vagarecon la mente aumenta la capacità della memoria dilavoro? non ho trovato ancora una ricerca che midia questa risposta, ma di certo gli anni passati apraticare l’ipnosi e molti altri metodi per entrarein stati modificati di coscienza, mi hanno dato unacerta fiducia in questa ipotesi. Come ti raccontavoil dayderaming corrobora le sperimentazioni fatteda Ernest Rossi sulla “comune trance quotidiana“…ed oggi sappiamo quanto faccia bene 😉

Forse, ipnosi, meditazione ecc…non sono altro chestrumenti per incanalare questo fenomeno naturale?forse, attraverso un intervento volontario e spessodettato dalla riflessività del pensiero è in grado dimodificare il funzionamento di questa rete didefault? in realtà non ho una risposta, ma so dicerto che lo studio degli stati modificati dicoscienza, unito alle neuroscienze potrà darcinel futuro sempre più strumenti per viveremeglio la nostra vita.

Fammi sapere cosa ne pensi e se ti è piaciuto ilpost clicca su Mi piace e/o sul +1 mi aiuteraia migliorare il mio lavoro…e chissà magari inun futuro finanziare una ricerca del genere 😉

A prestoGenna

Quanto è paradossale studiare la fantasia? 🙂

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2 Commenti
  • Mmm…ottima domanda…è chi lo sa?:)))
    A parte gli scherzi secondo me sono entrambi lati della stessa medaglia,
    due polarità su cui é utile fare maggiori studi. Se da un lato il vagheggio
    può essere annesso alla comune trance quotidiana, con tutti i suoi
    vantaggi…bisogna ricordare che la trance é fenomeno che fa bene
    quando é spontanea oppure quando viene utilizzata da un
    professionista.

    La famosa auto ipnosi non é efficace come sembra…per far si che si
    utilizzi il vagheggiò (sempre ammettendo che si stia parlando di
    quel precursore della trance propriamente detta) é necessaria una
    guida che lo sappia utilizzare e che conosca la persona, farlo da soli
    é quasi un paradosso, anche se possibile…nel post di venerdì mostrerò meglio
    questo collegamento;)

    Perché tutta questa pappardella? Per dirti che quel vagheggio va spostato
    pazientemente su aspetti importanti della vita della persona perché sia
    "Benefico"…mentre il contrario, cioè portare attivamente l'attenzione no..
    Per cui la prima differenza importante é che puoi praticare la mindfulness
    da solo e raccogliere molti più risultati che provando da solo ad "utilizzare
    il vagheggio"…

    Durante la meditazione presti attenzione a tutto ciò che ti accade, anche
    il vagheggiò…lo scopo della mindfulness non é quello di farti diventare
    una persona "più attenta o più concentrata"…ma quello di farti accettare
    tutto ciò che accade, attraverso la disidentificazione …super parolone:)

    Le differenze sono sottili ma vedrai che nel post di venerdì, che ho
    dedicato alle libere associazioni e alla rete di default, forse ti
    mostrerà ancora più specificamente questa differenza..che ripeto
    io sto ipotizzando per cui non prenderlo per oro colato…siamo
    pionieri in questo campo:)))

  • Ciao Genna, e' molto interessante quello che hai pubblicato…vorrei riflettere però su un video che ho visto su Ted che anche tu hai pubblicato mi sembra. Nel video questo studioso…affermava che con un test…tramite delle applicazioni nei cellulari. Aveva dimostrato che le persone piu stanno nel presente piu sono felici.(semplificato 🙂 ) Il "vagheggio " se pur utile e' possibile che diminuisca la felicità?insomma quindi potrebbe proprio non essere cosi utile da questo punto di vista?
    E per quanto riguarda la meditazione: so che e' molto buona per mille motivi. So che una pratica meditativa e' per esempio concentrarsi attivamente nel presente…diciamo facendo tacere la mente. 🙂 Quindi andrebbe contro questo principio in parte… E qui la domanda: E' piu utile concentrarsi nel presente o errare durante la giornata oppure trovare un equilibrio tra le due cose?Piu uno o piu l'altro? 😀 e perche'secondo te? Grazie Genna 🙂 🙂

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