PNL: “Cerchio dell’eccellenza in 7 passi”

Conosci il cerchio dell’eccellenza o circolo della eccellenza? si tratta di uno dei più famosi ed efficaci esercizi di PNL, che incarna tutto il processo che sta sotto questa disciplina. Detto in parole povere si tratta di uno dei tanti metodi per usare “risorse personali” di altri contesti, in un nuovo contesto dove ci sentiamo “bloccati” o dove desideriamo avere migliori performance.

 

 

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? come ti stavo per dire poco fa e come hai sentito nella ANL, questo che sembra uno degli esercizi più facili della PNL è una sorta di “succo del suo funzionamento“.

Ed è lo stesso che potrebbe balzare in mente ad un bravo insegnante quando cerca di spiegare la matematica attraverso esempi sportivi o di altra natura (frutta, caramelle, ecc.).

Conosco questo esercizio da anni, e durante la preaparazione della mia discussione di tesi mi ero preparato psicologicamente propri con questo esercizio. Immagina, ero fuori al freddo e stavo aspettando che il laureando prima di me finisse la sua discussione.

La commissione era in ritardo di quasi 2 ore sulla tabella di marcia, ed alcuni ospiti alla mia tesi iniziavano ad innervosirsi. Avevo passato i due mesi precedenti facendo un sacco di Dinamica mentale ed applicando questo esercizio. Ma ero talmente teso che mi ero quasi del tutto dimenticato di visualizzare il cerchio prima di entrare a discutere la tesi.

Mentre mi apprestavo a posizionare i miei lucidi ecco che mi balza in mente il mio cerchio e succede una cosa stranissima, per una frazione di secondo inizio a vedere con un filtro blu. Come se qualcuno mi avesse messo una mascherina blu e vedessi tutto intorno a me di quel colore.

Che guarda caso era esattamente il colore che avevo scelto per il mio cerchio della eccellenza. Questo cambio di percezione, invece di allarmarmi mi ha calmato e permesso di fare un’ottima discussione. Perché ti racconto questo? per darti una testimonianza importante dell’efficacia di questi “semplici esercizi”.

Che ho utilizzato tante altre volte con i miei clienti e spesso con grandi successi. L’unica condizione è che ci si eserciti con una certa diligenza, come ti raccontavo nella ANL, si tratta di una sorta di condizionamento e come tale necessita di molte ripetizioni affinché l’associazione possa diventare automatica, come è accaduto a me.

Quando qualche tempo fa ricercavo questo esercizio per darlo ad un collega, ero certo di averne fatto una ANL, ma sono caduto dal pero quando mi sono accorto di non averlo. Rimedio subito… ecco la struttura del cerchio dell’eccellenza:

1) Area d’intervento: la prima cosa da fare è trovare un’area su cui vuoi intervenire. Scegli qualcosa di semplice, giusto per sperimentare il suo effetto. Se scegli una situazione di blocco, puoi valutare su una scala da 1 a 10 quanto ti senti “bloccato” (tenendo a mente questi principi).

2) Le risorse: chiediti “di cosa avrei bisogno per poter far fronte con maggiore efficacia a questo evento?” ed estrai una serie di risorse che desideri avere in più o amplificare in quella specifica area d’intervento. Tieni a mente tutte le occasioni in tu hai sperimentato quella specifica risorsa e se proprio non ne trovi, pensa ad un qualche personaggio, reale o inventato che possa esprimere quelle specifiche risorse.

3) Richiamo e cerchio: ora, immagina ad un passo da te un cerchio sul pavimento, del colore che preferisci. Immagina che dentro quel cerchi ci sia un “copia di te stesso” mentre sperimenta una risorsa scelta prima. Ad esempio “un Genna super coraggioso durante la sua discussione di tesi“…guardalo agire, a grandezza naturale dentro al cerchio, fallo con tutti i “sensi”.

4) Associazione: quando senti che la copia di te stesso sta agendo come tu desidereresti agire in modo fluido e completo, fai un PASSO in avanti ed entra nel cerchio entrando dentro quel te stesso (o chi per lui) e vedi con i suoi occhi, ascolta con le sue orecchie e senti le sensazioni che sentivi in quel momento. Ed espandi questa sensazione.

5) Dissociati: quando senti che le sensazioni legate a quella specifica risorsa sono al picco, guarda il tuo cerchio per un secondo (che ora si trova sotto i tuoi piedi, essendo ancora associato) e fai un passo in dietro fuori dal cerchio, immaginando di lasciare li dentro tutte quelle sensazioni.

6) Valuta, discrimina e ripeti: ora dovresti aver provato un pizzico di quella risorsa, se invece sei già abituato a questi esercizi ne avrai provato un pizzico in più. Il segreto sta nello scegliere per bene la singola risorsa, discriminandola da altre sensazioni, valutare quanto ci ha fatto “sentire bene” e ripetere dal punto 2 al punto 6, fino a quando al solo vedere il cerchio per terra ci si sente in quel modo.

7) Trasporta e testa: se lo hai ripetuto a sufficienza puoi sperimentarlo in un altro contesto, cioè nella realtà. Affronta qualcosa di piccolo e prima di farlo immagina il cerchio davanti ai tuoi piedi, facci un passo dentro ed affronta quella specifica situazione. Al termine, valuta quanto ti ha fatto bene portare quelle sensazioni in quello specifico contesto, se così non è, prova con altre risorse.

Come ti raccontavo si tratta di un esercizio di puro condizionamento, per cui la chiave è la pratica, cioè la ripetizione costante. Ma tieni presente che si tratta di un processo circolare, dove via via che trovi nuove risorse, inizi a sperimentare anche in modo diverso i vari contesti.

Lo scopo finale non deve essere quello di portarti “sempre dietro il cerchio” ma fare in modo che quelle risorse emergano da sole. “Posso collassare più risorse fra di loro?” certo che si, ma evita di esagerare perché ciò che conta non è tanto la quantità di cose che aggiungi ma la loro qualità.

In altre parole è inutile richiamare alla mente 100 episodi di coraggio quando ciò che davvero ti serve è la calma o qualcosa d’altro. Prenditi tutto il tempo per selezionare le risorse adatte che siano “cucite addosso a te”.

In realtà averi voluto postare questa ANL già un po’ di tempo fa, ma vedevo che alcuni piennellisti stavano pubblicando esattamente questo esercizio, che ha un sacco di anni 😉 E, per non essere “uguale agli altri” ho deciso di farlo con tempi diversi.

Se segui PsiNeL spero ti sia chiaro che questo NON è un blog che parla di PNL… ma parla di tutte le cose che possono migliorare la nostra vita da un punto di vista “psicologico”.

Conoscevi già il cerchio dell’eccellenza? fammi sapere se la mia versione ti è piaciuta, clicca su “Mi piaci o sul +1” oppure lascia un commento.

A presto
Genna

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12 Commenti
  • pretty good blog thank you. 😀

  • Graaaaaazie Maurizio :))

    Se vai nell'area riservata ci trovi già un bellissimo aggiornamento (di 24 minuti) sul rapport, che prima era il "grande assente di FdG".

    Ti ringrazio ancora, queste sono le testimonianze che mi piacciono, spontanee 🙂

    Sono d'accordo, a volte bastano alcune informazioni per modificare per sempre una visione del mondo (purtroppo a volte "rinsecchita") che ci portiamo dietro.

    Grazie 10000000
    Genna 🙂

  • Ciao Davide,

    si è qualcosa di simile, mi piace molto il lavoro di Hall e devo ammettere che per almeno un anno ho studiato solo il suo modello (mi ero molto intrippato ;))

    Penso che la neurosemantica sia diversa dalla PNL anche se i presupposti e la maggior parte delle tecniche sono gli stessi. Differisce per molti motivi, il primo è di natura teorico applicativa, mentre la PNL è basata più su uno stampo comportamentista "stimolo-risposta" la neurosemantica invece è già più cognitivo-interazionista.

    Hall è un ricercatore molto serio, ma come tutti i seriosi della PNL è un po' palloso da seguire 😉

  • Ciao Genna, ho ricevuto ieri "Fai la domanda giusta"

    Ho iniziato ieri sera a leggerlo, avevo aspettato ad acquistarlo, ma devo dire che mi sono trovato uno strumento tanto chiaro e comprensibile che mi ha già dato delle indicazioni su cose che vivo durante la mia giornata veramente importanti
    E' proprio vero, spesso viviamo degli eventi che non capiamo solo perchè ci mancano le chiavi di lettura

    Grazie Maurizio

  • Ciao Genna,
    innanzitutto complimenti per questo blog che scrivi e gestisci: offri con i tuoi articoli spunti davvero interessanti (mai banali e generici) e utili a migliorare la qualità della vita dei tuoi lettori.
    Questo pattern è quello che M. Hall riprende e (ri)nomina "pattern del genio personale", vero?! Domandone un pò generico x te: cosa ne pensi della Neurosemantica e come vedi/interpreti il suo rapporto con la PNL classica?

    Saluti,
    Davide

  • ottimo genna ,sono mooolto curioso di ascoltarlo ! ciao ! gino

  • Ciao ragazzi:))

    @ Andrea: sii eppure la mia compagna non sa una mazza di PNL;)
    Penso di averti risposto sul ricalco frazionato, comunque usa questo
    esercizio su te stesso prima di fare il "coach con gli amici";)

    @ Gino: grandeeee queste sono le vere testimonianze:)) e chi come te
    ha investito sul mio corso sarà ancora più soddisfatto nei prossimi
    giorni. Ho appena registrato un mega audio training sul rapport
    da applicare a tutto FdG ;))

    @ Paolo: Grazie:))

  • Paolo da Trieste.
    Buono come esercizio, lo proverò i prossimi giorni per vedere cosa succede alle mie sensazioni ed emozioni.
    Ciao e buon anno 2013

  • ciao genna,complimenti per il tuo blog che seguo da ormai un po' di tempo con curiosità ed interesse..
    ho acquistato "fai la domanda giusta" e ti rinnovo i complimenti ,ottimo prodotto,semplice ed immediato da capire..non mi resta che praticare 🙂 ciao gino

  • Ciao Genna come non detto, sono riuscito ora a leggere la tua risposta sul ricalco frazionato, prima non so come mai non riuscivo a trovarlo… magari avevo sbagliato a scrivere le chiavi di ricerca in questo blog…
    Grazie comunque per le risposte…
    Vero, potrei farlo con i truismi e magari anche con le parole calde…
    Grazie di nuovo,
    Andrea

  • Ciao Genna,
    certo che tu e la tua compagna vi ricalcate quasi alla perfezione!
    Tornando al tema dell'ANL di oggi… il punto sta proprio nel ricordarsi delle volte in cui sperimentammo le risorse o la risorsa di cui avremmo bisogno in quel momento…
    Questo lo vedo sia in prima persona sia osservando i comportamenti di altri: Una mia amica per esempio quando le accade qualcosa che le fa vivere stati d'animo che vorrebbe evitare, se le domando: "Di quali risorse avresti bisogno per affrontare questa situazione?", lei si focalizza sull'esterno, rispondendomi: "Non dipende da me ma da questa cosa o persona!", mentre noi sappiamo bene che non è tanto l'esterno a condizionarci, ma siamo noi stessi a lasciare o meno che ciò accada.
    E proprio perché tutto ciò di cui disponiamo per provare delle emozioni sono fisiologia, focus e linguaggio, di certo non so quanto sarebbe utile indurla a cambiare fisiologia, perché lo farebbe per un po' ma poi il suo focus Via Da prende il sopravvento; se opero sul focus, lo fa la fisiologia e quindi il inguaggio…
    Pensi che possa aiutarmi magari il ricalco frazionato?
    Ah e a proposito del ricalco frazionato, mi pare di aver postato un commento all'articolo che ne parla… in estrema sintesi: non avendo una percezione visiva e dovendo io usare sistemi auditivo e cinestetico come posso ricalcare in un gruppo di minimo tre persone? Infatti nella vita reale è quasi raro trovarsi in situazione one to one, ovvero uno a uno. Cosa suggerisci quindi per catturare l'attenzione di un intero gruppo?
    Grazie,
    Andrea

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