Meditazione: la sincronizzazione del cervello ed il suo funzionamento

Ciao,

ogni giorno mi capita di finire su siti che parlanodi meditazione mostrando i dati scientifici delleloro sperimentazioni. L’errore più comune è legatoalla “sincronizzazione del cervello”, nella maggiorparte dei casi sembra che i due emisferi, che oggitutti conosciamo, si equilibrino in un qualche modo.Le cose NON stanno esattamente così, quando ineusoscienziati parlando di sincronizzazione siriferiscono a...…alla “sincronizzazione dei segnali elettrici delcervello in punti distanti più di 10 cm“. In altreparole, se attraverso gli apparecchi di neuro-immagine (risonanza, tac, ecc) si vede che duepunti più distanti di 10 centimetri si comportanonello stesso modo e allo stesso tempo, ecco chesi può ipotizzare che in quei due punti stiaaccadendo qualcosa di simile e in modo”sincronizzato”.Lo so, può sembrare lo stesso concetto ma in realtànon è così, infatti questa sincronizzazione può avvenire anche fra parti che riguardano lo stessoemisfero. In modo particolare sono macro aree delcervello ad attivarsi durante la meditazioni, come:corteccia anteriore e posteriore del cingolo, quellaprefrontale dorsale, le giunzioni temporo-parietali,l’ippocampo, l’amigdala e la frontale ventro mediale.Evita di spaventarti da tutti questi nomi, te li ho presentati per mostrarti che la classica distinzionefra emisfero destro e sinistro è a dir poco riduttiva.La cosa interessante è notare che la maggior partedi queste aree sono deputate alla regolazione delleemozioni (ippocampo e amigdala). E che con unesercizio prolungato è possibile allenare la mentea regolare queste zone, permettendoti di diventare:più resiliente e meno “sensibile” alle emozioninegative. Richard Davison e Matthieu Ricard hanno condottodiversi studi sulla sincronizzazione dei segnali delcervello, “mettendo sotto il microscopio” diversipraticanti di meditazione buddhista esperti, cioècon oltre 50000 ore di pratica all’attivo (una vitadi meditazione ;)) Le differenze più importanti chehanno notato sono legate alle onde gamma, una serie di onde cerebrali molto veloci tipiche deglistati di peack performance (25-45 Hz).Queste onde si sincronizzavano negli esperti nelleregioni frontali e parietali (deputate all’attenzionee ai compiti di ordine superiore) in modo molto piùmarcato che nei non meditanti. Questi risultati hannoportato i due autori ad interpretare lo stato meditativocome “un meccanismo di integrazione globale delleattività di differenti regioni cerebrali“. Un po’ comese il nostro cervello, meditando, si alleni ad esseresempre più coeso. L’ostacolo maggiore a questi risultati è quando siamoagli inizi. Diversi studi dimostrano che i neofiti dellamateria tendono ad avere “onde irregolari” ed unaattività in diverse aree del cervello, e via via che sipratica questa attività diminuisce. In pratica all’iniziola sensazione di non riuscire a disidentificarsi puòanche “agitare” piuttosto che calmare. Le personenon sono abituate a guardarsi “davvero dentro”,ed ecco perché è sconsigliabile agli “ansiosi”farlo senza una guida esperta.Esistono numerose tecniche di meditazione, ma tutte (o quasi) si basano sul portare attivamente laattenzione verso qualcosa, oppure nel allenarel’attenzione ad essere attiva in modo “pieno” (lanostra mindfulness). Gli scienziati hanno cosìindividuato 4 stadi che passa il neofita…e tienipresente che per neofita s’intende chi ha menodi 10000 ore di pratica (siamo tutti un po’neofiti quindi ;)).I due poli sui quali si sposta la tua attenzionepossono essere identificati in due reti neuronali:la rete di default (di cui abbiamo tanto parlato) ela rete di salienza, che è quella in grado di fareuna selezione fra gli stimoli e scegliere quelliche sono maggiormente importanti. In parolemolto più semplici, il vagabondare mentale(rete di default) e la concentrazione (salienza).Queste hanno una relazione indirettamenteproporzionale: più si attiva una e più sidisattiva l’altra…e viceversa.Questo processo di attivazione e disattivazioneha 4 fasi: 1) il vagabondaggio mentale; 2) lapresa di coscienza del vagabondare; 3) ildistacco dell’attenzione cosciente; 4) Una fasedi conservazione e rifocalizzazione della attenzione. Chiunque non abbia migliaia di oredi meditazione alle spalle “sale e scende” daqueste 4 fasi, tutte presuppongono un piccolosforzo……ma c’è un’ottima notizia, che i benefici possonoarrivare anche dopo solo alcuni mesi di praticacostante. Ok, neanche questa è una passeggiatama come ti ripeto spesso “non esiste alcunatecnologia psicologica che possa darti deiveri risultati senza una pratica costante” (eaggiungo di auto-aiuto, perché in due le cosesono sicuramente più veloci).L’altra buona notizia è che i meditanti davveroesperti (con più di 44000 ore di pratica) nonhanno più bisogno di alcuno sforzo attivo perattivare e disattivare la rete di default, entranoed escono dalla “focalizzazione” (salienza) ogni volta che lo desiderano e senza uno veroe proprio sforzo cosciente…questo è l’aspettoche a me interessa maggiormente.Ok, per oggi ho parlato fin troppo, concludendo:la sincronizzazione del cervello negli studi suglistati modificati di coscienza non si riferisce adun fantomatico equilibrio fra emisfero destro esinistro ma ad una congruenza fra aree chedistino almeno 10 cm l’una dall’altra. Gli sforzidei praticanti meditanti portano a beneficipsicofisici incredibili, nel lungo periodo…ultimo consiglio… provalo, non ti costa niente,digita sul blog “meditazione” e praticane una peralmeno 3 mesi tutti i giorni (meglio se lo fai 2volte al giorno) e poi, torna qui, con il tuo”nuovo cervello” e fammi sapere cosa ne pensi 😉A prestoGennaOhmmmmm ;)))

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8 Commenti
  • Grazie mille Marco 🙂

  • Spiegazione chiara, precisa ed accessibile a tutti; complimenti Gennaro (la posto sul mio profilo su facebook)!

  • Ciao, no e non sono sicuro di aver testato abbastanza:
    – mindfulness
    – silva mind
    – auto ipnosi
    ecc…

    Sono tutte pratiche che vanno svolte nel tempo, ma ogni volta che ci si trova davanti alla nuova tecnologia mi piace testarla…e vedi ho anche la fortuna di avere l'emotiv epoc (un caschetto con pacchetto da ricercatore per rilevare il funzionamento del cervello), quindi non mi baso solo sull'esperienza ma anche sui dati che raccolgo per le mie ricerche personali, soprattutto con i miei clienti.

    Mi riferisco a metodi di meditazione mindfulness senza l'ausilio di alcun suono…infatti io mi riferivo ai bineurali più che ai messaggi subliminali. Sui quali ho scritto molto su questo blog, avendo anche io inserito questa tecnologia nel mio ebook "rilassamento dinamico" del 2008.

    Ti permetto di fare ancora un pò di pubblicità 😉 puoi inviarmi gli articoli scientifici che parlano di questa "efficacia provata"? grazie

  • Ciao Gennaro,
    mi permetto di dirti: sicuro di aver testato a sufficienza la tecnologia Hemi-Sync?
    Provare dei Cd Hemi-Sync è cosa diversa dal partecipare ad un corso esperienziale avendo accesso anche a metodi e tecniche che integrano e sostengono i suoni. I risultati ci sono a detta dei partecipanti; misurati anche da fonti esterne. Se vuoi approfondire (http://www.monroeinstitute.org/research/effects-of-long-term-participation-in-tmi-programs-phase-1 )
    Come saprai, nella tecnologia Hemi-Sync non ci sono messaggi subliminari o altre induzioni e l’efficacia è stata dimostrata anche su persone affette da dislessia/disturbi dell’attenzione che come sai, hanno proprio una limitata capacità di scambio di informazioni fra i due emisferi.
    Ovviamente ciascuno ha i suoi gusti ed è libero di scegliere, non c’è dubbio!
    Sei fortunato ad aver individuato metodi più semplici, efficaci e accessibili a chiunque; hai scoperto un tesoro!
    In particolare a cosa ti riferisci ?
    Stefano

  • Ciao Stefano,
    certo conosco bene la tecnologia…penso di averla acquistata almeno 4 anni fa…e purtroppo devo dire che non mi piace.

    O meglio…penso che ci siano cose più semplici che danno risultati migliori. L'influenza degli audio agisce un po' come una sorta di induttore di stato che non ha un vero effetto…perchè, se guardiamo dal punto di vista fisio anatomico, siamo tutti diversi, per cui ci dovrebbero essere suoni specifici per persone specifiche…e dall'altro la tecnica meditativa proposta non è una vera e propria meditazione, quanto piuttosto una visualizzazione/induzione ipnotica.

    Questo è il mio umile parere
    Genna

  • Ciao Gennaro,
    complimenti per le informazioni che pubblichi, la sincronizzazione cerebrale è una condizione a cui tendere dati i suoi molti benefici: maggiore scambio di informazioni fra i due emisferi, maggiore capacità di accedere alle nostre competenze logico-razionali ed emozionali-creative in modo coerente ed efficace massimizzando la nostra capacità di prendere buone decisioni. Inoltre è il punto di partenza per accedere ad altri stati di coscienza in modo consapevole e utile alla nostra vita.
    Conosci il Monroe Institute e il suo lavoro di ricerca di oltre 40 anni su questi temi ? Hanno messo a punto una tecnologia audio che crea queste condizioni in modo sicuro e controllato, si chiama Hemi-Sync e la sua efficacia è stata dimostrata sia clinicamente che scientificamente. Ho scoperto l’Istituto qualche anno fa e ne ho verificato l’efficacia personalmente al punto che dal 2010 la sto diffondendo in Italia. Promuovo sia progetti professionali in ambito medico, psicologico, educativo; che i corsi esperienziali aperti a tutti. Ti invito a provarla !

  • Ciao Fabio,
    io non sono d'accordo sulla metafora disordinato dentro disordinato fuori e viceversa…sai perchè? perchè sono stra disordinato fuori ma penso di essere abbastanza ordinato dentro.

    Dipende dal "tale", di certo il daydreaming è qualcosa di buono che serve per riposare la mente. Di solito sono i bambini piccoli che si perdono continuamente nei loro pensieri proprio perchè gli è utile all'apprendimento e allo sviluppo.

    Una persona allenata alla meditazione, ad esempio;), è in grado di staccare e riattaccare la propria attenzione diventando maggiormente padrone (anche se il termine non mi piace, meglio dire un surfista) dei propri stati mentali.

    Grazie a te per il feedback 🙂
    Genna

  • Vedo che stai proseguendo a darci nozioni anche dal punto di vista scientifico.. è molto interessante!

    Con questo ho fatto molta chiarezza sul tema concentrazione e "vagambondaggio" e mi chiedevo se ci fossero altri modi oltre alla meditazione per migliorare. Ad esempio si dice che chi è disordinato nelle cose che fa, lo diventa mentalmente;quindi si presuppone che tenendo la casa in ordine, se ne giovi anche nellorganizzazione sul lavoro. Per mio modesto parere credo che se si è disordinati nelle cose da fare, la causa non è altro che il disordine mentale, non viceversa.. magari anche molta, molta pigrizia!

    Pensavo.. è più difficle per un tale,che continuamente è con la testa fra le nuvole,di non riuscire più di altri a concentrarsi per un lungo periodo?

    Al contrario per qualcuno che che con facilità è "sempre sul pezzo" è più difficile che vagabondeggi?

    Questo è un fattore caratteriale o fisiologico-genetico?

    Grazie per le conoscenze che ci dai!

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