Comunicazione efficace: Il Segreto per raccontare Storie avvincenti

Ciao,

ti sei mai chiesto perché le favole ed i miti attirinol’attenzione degli esseri umani da secoli? questa èla stessa domanda che si sono posti i ricercatori diun equipe stravagante formata da letterati e psicologi.I quali stanno studiando da anni che cosa facci dellefavole “delle storie avvincenti”. Ed hanno scopertodelle cose che possono interessare tutte le personeappassionate di comunicazione efficace.

Se ti occupi di relazioni d’aiuto sai quanto sonoimportanti le storie e le metafore per ottenere deicambiamenti. Ma non solo, se ti occupi di marketinge comunicazione efficace (copywriting ecc) sai cheun prodotto che vende ha sempre una bella storia chelo accompagna. E andando ancora più indietro neltempo i nostri antenati usavano storie e miti pereducare e tramandare la cultura di interi popoli.Insomma “le storie” sono più importanti di quantonon si creda.

I ricercatori, dopo anni di studi, hanno isolato unfattore determinante nel successo di qualsiasi storia,favole e narrazione, e lo hanno battezzato Minimal Counterintuitiveness o MCI….o concetti che sonocotrointuitivi e minimali. I ricercatori Rasha AbdelRahman e lo psicologo Ara Norenzayan (da cui hotratto questo articolo) sostengono che le personesono affascinati dalle favole proprio per il lorocarattere controintuitivo.

Se ad esempio ti racconto una storia dove c’è untizio che si ripara al sole sotto ad un albero, la cosati affascinerà di più se ti dico che ad un tratto questoalbero inizia ad interagire con il protagonista piuttostoche “l’albero fiorisce imporovvisamente”. Sonoevidentemente due cose impossibili nella nostra realtà,per cui “controintuitive” ma una è “più controintuitivadell’altra”. Che l’albero ad un tratto diventi fiorito è”normale” rispetto ad una pianta parlante 😉

Oggi non voglio menartela con gli studi degli autoriche puoi trovare nel numero 97 di “Mente e cervello“di questo mese. Ma semplicemente evidenziare che ilpotere delle storie può essere incrementato dall’usointelligente dell’MCI, che trae il suo “effetto magico”dalla sorpresa e dal paradosso, guarda caso due deglielementi focali nelle moderne psicoterapie che derivano dal lavoro di Milton Erickson.

Erickson era un maestro nel raccontare storie chesorprendevano, disorientavano e “ammaliavano” isuoi clienti. Aveva intuito che un buon racconto erain grado di emozionare e guidare la percezione dellepersone, fino a farli cambiare. Ovviamente non èstato il primo a farlo, tutti i “maghi e sciamani delpassato” ne erano consapevoli ad un qualche livello.Il famosissimo testo “la mia voce ti accompagnerà“è un manifesto a questa sua modalità d’intervento.

Se ci pensi ogni giorno “raccontiamo storie”, da quandoandiamo al bar con gli amici a quando facciamo unapresentazione sul lavoro, la narrazione di storie è parteintegrante della nostra vita sociale, che da esse prendeforma è spunto. Il nostro agire è guidato dalle “storieche ci raccontiamo”, dalle metafore che ci hannomotivato nella vita ecc. Insomma lo studio delle storiee con esse delle “fiabe” non è cosa “da bambini” comemolti sono orientati a pensare.

Questa pratica è talmente importante che nel mondoanglosassone esistono molti corsi di “storytelling“per chi vuole apprendere come comunicare in modoefficace… e non solo per chi vuole fare lo scrittore,il regista o lo sceneggiatore. Anche se ovviamentesono queste le persone che di solito trovi a questicorsi;) e di solito, ne sanno molto di più di genteche ha studiato PNL o ipnosi ericksoniana.

Le intuizioni di questa ricerca sono facili da metterein pratica, basta inserire nelle tue storie elementi chesiano “controintuitivi e minimali“, cioè non devonoessere tutta una serie di storie fantastiche ma devonoavere solo piccoli elementi che creino quella notasorpresa che piace tanto ai bambini, ma anche agliadulti. Cercando di essere davvero controintuitivi,il che non significa confondere (come faceva spessoErickson) o creare paradossi complessi.

Questo MCI è più simile al modello linguistico dellaPNL che viene chiamatoviolazione della restrizioneselettiva“, in altre parole quando attribuiamo ad unoggetto proprietà che non possono appartenere a quellacategoria di oggetti, ad esempio “il mio computer èfelice”. Questo è stato decodificato all’interno delfamoso Milton model della PNL che puoi trovarenel mio corso multimediale “Fai la domanda giusta(che da poco ha un nuovo aggiornamento sulrapport;))

Come saprai questo argomento m’interssa davverotanto, non solo per il mio lavoro clinico ma ancheper scoprire sempre nuovi modi per comunicare inmodo efficace e peformativo. Così da qualche temposto meditando di chiedere ad un mio carissimo amicoregista, scrittore e sceneggiatore davvero bravissimo(non sto qui a dirti il curriculum ma sappi che ognianno viene invitato come ospite nei maggiori filmfestival internazionali)…

…di fare una piccola intervista per PsiNeL e spiegarciquali sono secondo lui le tecniche narrative miglioriper i nostri “loschi scopi” 🙂 Tempo fa gli avevo giàrubato alcuni metodi di formazione che lui ha appresoin inghilterra dai maestri dello storytelling. E mipiacerebbe sapere che cosa ne pensi, se hai delledomande specifiche mi piacerebbe raccoglierle epotergliele fare direttamente, insomma vorrei farein modo di renderti protagonista dell’intervista:)

Questo argomento è talmente affascinante per me chesono costretto a darmi un freno da solo, altrimenti ti”sparo un delirio chilometrico”:) e invece voglio cheti fermi a pensare a questo concetto dello MCI e allepossibili domande sullo storytelling da fare al nostro“regista”, che sono certo sarà più che felice dicondividere con noi i suoi anni di esperienza nelcampo della narrazione della comunicazione efficace.

Ah fra le altre cose ha fatto il copywriter per 6 annie per una delle più grandi aziende di pubblicitàinternazionali. Per cui se desideri fargli domandespecifiche sulla persuasione attraverso la parolascritta sappi che abbiamo il privilegio di avere unvero e proprio maestro con tanto di “certificazioni”.Io lo ritengo una delle persone più intelligenti cheabbia mai conosciuto e sono certo che darà un toccoin più alle ricerche di PsiNeL.

Mi raccomando, so che il post del venerdì è letto menorispetto agli altri giorni, ma se sei arrivato sino a quie ti piace l’argomento, t’invito a porre le tue domandequi sotto fra i commenti e come sempre, se ti è piaciutoquesto post, clicca su Mi piace e/o sul +1, mi aiuteraia far crescere questo progetto. Ora scappo a farmi ungiretto sulla luna con il mio gommone (MCI:))

A prestoGenna

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2 Commenti
  • Ciao, bhe non saprei visto che il cane vola nella stanza quando ha voglia 🙂

    Lo so così è esagerato, ma puoi studiare delle piccole barzellette, modi di dire, giochi di parole che ti permettano di farlo. Esempio, si sta parlando dell'errore in un contesto generico…

    "errare è umano e se non erri non ti muovi" questa frase contiene molte ambiguità e può essere letta come un fattore controintuitivo. Anche il semplice rispondere ad una persona che si aspetta un "si"…"non sono d'accordo" sorridendo può esserlo. Insomma il limite non sta nella tecnica ma nella fantasia 🙂

  • Domanda all'intervistato:
    come introdurre in un discorso una storia mentre già si sta parlando ad una o più persone e far sembrare il tutto molto naturale?

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