“Il monaco della felicità…Matthieu Ricard”

Ciao,

ti piacerebbe essere più felice? ma questa parola è esageratamente ambigua secondo  Matthieu Ricard, biologo e monaco buddista “ricercatore della felicità”, che puoi ascoltare in questo ispirante Tad Talks che trovi qui sotto. “La ricerca della felicità non è mai stato un buon argomento di discussione nel mondo della filosofia e della scienza. Gli intellettuali non voglioparlare di felicità, anche se come diceva Pascal, anche chi si impicca desidera  fare cessare la propria sofferenza…stare meglio”. In questo interessante speech scoprirai alcuni consigli per accrescere la tua felicità o meglio il tuo benessere psicologico.

Sei riuscito a vederlo con i sottotitoli in italiano? il monaco, mostra diverse concezione della felicità legate al tempo, è bene pensare al futuro o al passato? è benerestare solo nel presente? ed altre domande interessanti di questo genere… che ci portano, come dice il titolo stesso alla “abitudine alla felicità“. Come forse saprai noi non siamo progettati per essere felici…ma la nostra società, per quanto bistrattata, oggi ci permette invece di accrescere la nostra felicità, ma perché? perché coltivare fa bene alla salute, al lavoro e alle relazioni…direi 3 ottimi motivi, non credi? 🙂

Ma felicità e piacere sono la stessa cosa? secondo alcuni si direbbe di si, in modo particolare se ti affidi alle tipiche descrizioni della felicità che facciamo noi occidentali Qui si entra in un territorio minato visto che le due cose hanno diverse affinità: entrambe si formano nel presente, entrambe sono legate al tempo. Racconta di come tutti i piaceri se spinti al massimo possono trasformarsi in dispiacere…”la prima fetta di una torta al cioccolato ti da piacere, la seconda anche, la terza ti nausea”…

Il monaco parla di benessere piuttosto che di felicità, inquanto termine decisamente ambiguo. Secondo il buddismo il benessere non è una piacevole sensazione, ma un profondo senso di serenità e di completezza. Uno stato che pervade e sottosta a tutti gli stati emotivi, quello che noi chiameremmo mood o stato emotivo piuttosto che semplice emozione o risposta emotiva agli eventi.

Parla del benessere, come inteso in senso “buddico”come una calma interiore simile alla profondità del mare.Non importa se sei sotto o sopra l’onda delle tue emozionie sensazioni, ciò che conta è se questo mare, nella suaprofondità è calmo, sereno e tranquillo. Così il monaco ciparla di come noi occidentali cerchiamo la felicità al di fuori, cercando condizioni esterne che dettino la felicità,quando sarebbe bene iniziare a costruire questa calma dentro se stessi.

Il monaco da una sorta di ricetta iniziale dicendo che il coltivare questa gioia interiore funziona nella vita secondo il principio che “due stati emotivi non possono coesistere”, per cui più alleni la mente ad essere gioiosa piuttosto che rabbiosa è meglio è. Questo concetto moltocomportamentista a me non piace, anche se le “leggi” diquesta branca della psicologia, sono tutt’ora valide. Ma lavera ragione di questo atteggiamento è legato al buddismoche, come forse saprai, più che una religione sembra una metodica per accrescere il benessere dove tutto passaattraverso due principi: la conoscenza e la pratica.

Il “monaco” ci mostra anche i dati sperimentali di cui tiho parlato diverse volte, secondo i quali la meditazioneè in grado di modificare il funzionamento del cervello,portandoti ad essere sempre meno influenzato dalle ondeche fanno su e giù nella nostra vita. A me infatti piace ilconcetto di disidentificazione e de-automatizzazione che gli psicologi utilizzano per spiegare i vantaggi della mindfulness.

Come diceva un famosissimo psicologo, Albert Ellis“cambiare la mente delle persone è possibile ma non è facile”. Con queste parole il grande psicoterapeutanon intendeva inserire convinzioni limitanti ma dare un bagliore di luce a chi, magari pur avendo provatodiversi metodi, non è riuscito a modificare in se quei comportamenti indesiderati. L’atteggiamento che oggisembra essere sempre più presente è quello che visiano delle “bacchette magiche” in grado di farcistare bene…

…ed effettivamente esistono”…ma prima di poterleutilizzare come un mago provetto è necessario fareuna “scuola di magia” 😉 e come ogni scuola richiedeil tuo impegno costante. Come ti raccontavo in vecchiopost, per modificare una semplice abitudine è necessariofare almeno 2 mesi di pratica costante in qualcosa. Ora, ti sembrano tanti 2 mesi? per me non sono tanti20 anni per acquisire una mente forte e calma, che cipermetta di vivere e godere di questa vita.

Il video si conclude con un richiamo speciale con cuisono ultra d’accordo: “siamo disposti a spendere 15 anni per la formazione dei nostri bambini e siamo ancora poco disposti a scoprire come funziona lanostra mente“. Ok l’ho un po’ parafrasato, ma il concetto è quello…

…prenditi cura della tua mente, allenati ad usare meglio “il tuo cervello”, ne guadagnerai sotto ogni punto di vista…

A presto
Genna

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5 Commenti
  • Ciao Remi,
    in realtà non è che non mi piace la teoria comportamentista (o cognitivo comportamentale) è che la visione della meditazione vipassana, non è tanto allenarti a "collassare due ancore insieme" direbbe un piennellista…

    …cioè, se sono triste immaginino 1000 volte di essere felice e questo mi spinge ad essere più felice la volta successiva…non è questo il meccanismo della mindfulness…

    ma è quello di farti entrare in uno stato di coscienza attraverso il quale, le emozioni negative non ti danno più fastidio, e non in virtù
    del fatto che vi hai contrapposto 1000 emozioni positive, ma perchè semplicemente da quella posizione mentale è difficile "stare male".

    La PNL nasce da alcuni suggerimenti di Bateson, che conosceva molto bene Bandler ed ha scritto (se non sbaglio) la prefazione alla struttura della magia. Bateson aveva sviluppato una filosofia dell'ecologia molto vicina agli insegnamenti orientali. Ora rimane da chiedersi se Bateson ci sia arrivato attraverso i suoi studi antropologici o se si fosse limitato a "modellare" le teorie orientali.

    Visto che propendo più per la prima ipotesi, è del tutto plausibile affermare che, attraverso Bateson l'occidente abbia sfiorato la cultura orientale… perchè alla fine la conoscenza è una "roba unica" e penso che ci siano più strade per arrivare a Roma… non per nulla molti filosofi greci avevano anticipato alcune dottrine orientali (vedi Eraclito).

  • Ciao Genna 🙂 volevo sapere perchè a te non piace la teoria "comportamentista" dell'allenamento ad una mente gioiosa piuttosto che rabbiosa.Probabilmente non ho ben capito io a cosa ti riferissi perchè alla fine ho letto molti post che trattano dell "allenamento alla felicità" quindi volevo chiarimenti riguardo quello che volevi dire.

    Un'altra cosa, io credo che la PNL e la psicologia inerente allo sviluppo personale in generale sia in parte influenzata dalla filosofia orientale come il buddismo ad esempio. Tu cosa ne pensi?

  • Grazie Kaizen, non appena farò un corso aperto al pubblico lo verrai di certo a sapere 🙂 vi romperò le scatole via email…per cui se non lo hai ancora fatto iscriviti alla ANL 😉

    Grazie Pao, fatti un bel giro, ti consiglio di dare un'occhiata alle "rubriche" che trovi qui accanto. Non si tratta di articoli automatici impliati, ma di una mia personale selezione fatta a mano di oltre 1400 articoli 😉 se desideri chiarimenti scrivili qui fra i commenti.

  • Ho appena scoperto il tuo blog, mi piace…da pazzi 😉
    Pao

  • Genna, 6 fantastico.. non vedo l'ora di conoscerti e frequenttare un tuo corso.. fammi sapere ok?
    -kaizen

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