Benessere psicologico: 10 consigli per “diagnosticare” e migliorare la soddisfazione lavorativa

Ciao,

ti piacerebbe essere più soddisfatto del tuo lavoro? Lo so sono tempi duri e qualcuno il lavoro non lo ha proprio, ma se ne hai uno oppure lo stai cercando sai perfettamente quanto è importante per il tuo benessere psicologico la soddisfazione lavorativa. Dopotutto passi la maggior parte del tuo tempo a lavorare e di qualunque cosa ti occupi sono certo che desidereresti esserne soddisfatto. Nella ANL di questa settimanascoprirai 10 consigli per “diagnosticare” e migliorare la tua soddisfazione nel lavoro.

Sei riuscito ad ascoltarlo? Una gran bella cozzaglia di banalità non trovi? 😉 però sono proprio queste cosefra virgolette “piccole” ad essere importanti. Ho preso questi consigli dal mitico psyblog, se conosci l’inglese ti invito a visitarlo perché davvero interessante. Il suoautore Jeremy Dean é un ricercatore in psicologia con diverse pubblicazioni alle spalle…anche se non ciconosciamo, io e lui abbiamo una mission comune: trasformare i risultati della ricerca in psicologia inconsigli pratici ed utili.

La psicologi del lavoro, che un tempo si chiamava psicotecnica, è spesso stata bistrattata perché è stata a lungo ritenuta una sorta di “scienza del male”, per studiare come sfruttare i lavoratori, e qualche decennio fa non si sbagliavano. La psicotecnica nasce con la catena di montaggio per misurare i tempi e le prestazioni dei dipendenti, come se fossero macchine. Purtroppo ci sono ancora imprenditori con quella mentalità ma sono chiaramente destinati a scomparire.

I consigli che hai ascoltato e che stai per leggere sono utili ad ogni lavoratore: imprenditori, dipendenti e liberi professionisti. Le ricerche li vedono come puri e semplici indicatori della soddisfazione, che come potrai notare tu stesso, diventano facilmente ottimi consigli da applicare nel proprio lavoro. Al termine dei 10 consigli troverai un video interessantissimo su come gestire meglio “il tuo lavoro”…con un solo ed unico scopo… il tuo benessere psicologico 🙂

1) Piccoli problemi quotidiani: se mi chiedessero cosa davvero mi da grattacapi nel mio lavoro sarei tentato di dire, questo cliente o questo altro tipo di difficoltà psicologica. Un medico potrebbe dire il “comunicare la presenza di malattie importanti ecc. Queste sono le vere difficoltà viene da pensare…eppure la ricerca ha provato che sono le piccole cose a minare la soddisfazione lavorativa..io preferirei avere 100 casi difficili piuttosto che 100 pratiche burocratiche in più.

Se sei un dipendente concentrati su quali sono le piccole cose che davvero ti danno fastidio e cerca di eliminarle comunicandole ai tuoi capi. Viceversa se sei il capo cerca di comprendere quali sono queste piccole cose ancor più pericolose di quelle grandi. Se invece sei un libero professionista, allora trova un modo di risolvere le piccole cose, come la creazione di un sistema ad hoc o l’assunzione di una segretaria.

2) Percezione di equità: quanto pensi di dover guadagnare? E quanto guadagni realmente? La distanza fra quanto pensi di dover guadagnare e quando ti pagano o riesci ad incassare è fondamentale per la tua soddisfazione lavorativa, soprattutto se lavori in un’azienda o in un campo altamente competitivo. Si parla di semplice percezione, se pensi che i tuoi colleghigudagnino più di te, allora ti sentirai meno soddisfatto.

Rispondi a queste domande: quanto pensi che valga o dovrebbe valere il tuo lavoro? Quanto ti confronti con gli altri? Fai confronti realistici oppure stai sopravvalutando o sottostimando il tuo lavoro? Se invece sai per certo che i tuoi colleghi per qualche “strano caso” prendono più di te, affronta il tuo capo…se lo temi “prova questo esercizio” 😉

3) Raggiungere qualcosa: ormai lo sanno tutti, per avere soddisfazione nel lavoro è necessario raggiungere degli obiettivi. Ma in alcuni lavori è più facile che in altri vedereil  risultato delle proprie azioni. Spesso la variabile è il tempo, pensa ad un contadino che deve attendere mesi per sapere come andrà il raccolto. Come ti raccontavo un una passata ANL sul modello PERMA per il benessere psicologico. Ma per poter raggiungere qualcosa è necessario sapere a che punto siamo…e per farlo abbiamo bisogno di feedback…

4) Il feedback: la cosa peggiore che possa capitare e non sapere se stai facendo un buon lavoro o meno. Ricevere e dare feedback è alla base di una buona comunicazione e relazione…e la sua assenza incide sulla soddisfazione lavorativa. Per usare una metafora, il feedback ti serve per aggiustare la mira e non per sapere se sei bravo a centrare il bersaglio. Non esistono feedback buoni o cattivi ma solofeedback che ti indicano come aggiustare il tiro.

Se lavori da solo è utile che tu riesca a trovare il modo perricevere feedback da ciò che fai. Chiedi ad un amico di dare un’occhiata al tuo lavoro, meglio se è un tuo collega. Cerca il confronto con le persone in modo saggio, cioè senza competizione. La competizione fa bene quando è consapevole e puramente “sportiva”. Le stesse cosevalgono per i dipendenti, con la differenza che devi richiedere il parere dei tuoi superiori evitando di supporlo, se sei in dubbio, “chiedi e ti sarà dato“.

5) complessità e varietà: la gente trova che il lavoro le dia maggiore soddisfazione quando questo é complesso e vario. Svolgere un compito troppo facile ed identico a se stesso distrugge la soddisfazione lavorativa, purtroppo però esistono ancora troppi lavori che si basano sul concetto di essere umano che non ha bisogno di sapere ciò che sta facendo, la famosa alienazione. La soddisfazionesul lavoro aumenta, al crescere della complessità gestibile ealla varianza.

Le aziende moderne conoscono bene questi principi cercandorotazioni ad hoc e delegando. Ma non lo fanno tutti, per cui, se hai un’azienda e i tuoi dipendenti fanno cose facili in modo monotono, ti consiglio di cercare strategie alternative. Così sesei un libero professionista ti consiglio di aumentare la complessità e la varietà attraverso la formazione continua ela progettazioni di nuove prospettive, di cercare di uscire daschemi precostituiti della tua professione.

6) Controllo: legato a tutti i fattori precedenti c’è il senso dicontrollo. Maggiore è il senso di controllo sul proprio operatoe maggiore sarà  la soddisfazione. Pare che le persone che sentono di non avere controllo sul lavoro tendano addirittura a boicottare il sistema. Meno controllo si sente di avere sul proprio lavoro e più stressante diventa lavorare, aumentando l’insoddisfazione.

Se gestisci delle persone devi fare in modo che abbiano una buona fetta di controllo, che sappiano cosa stanno facendo e perché …lo stesso chiaramente vale se sei un professionista,devi sapere su cosa hai il controllo, assumendoti la responsabilità delle tue azioni professionali. Facendo mente locale del tuo percorso professionale. Personalmente non apprezzo molto l’idea di “ottenere il controllo” perché attribuisco a questa parola una corrispondenza con la mente razionale…quandoin realtà è la tua mente inconscia ad avere “il controllo”;-)

7) Supporto organizzativo: i lavoratori devono sentirsi supportati dai loro superiori, dalle loro organizzazioni e associazioni di settore. In qualsiasi contesto una rete di persone non è utile maindispensabile per crescere, e non solo, anche per pararti il c….in caso di guai. I liberi professionisti devono sentirsi supportati dalle varie associazioni di settore, dai loro albi…Anche in questo caso è più una percezione che una realtà, i lavoratori devono percepire il supporto, non necessariamente usufruirne…e chiaramente, anche se siamo nel mondo della percezione, la rete di supporto deve essere reale.

Anche qui, e sei un azienda è inutile dirti che devi supportare il più possibile il tuo miglior investimento, cioè le risorse umane. Puoi farlo attraverso corsi di formazione, coaching, assistenza di vario genere. Se sei un professionista cerca di comprendere”come e quanto sei supportato”, da poco inoltre esiste un obbligoassicurativo. Puoi anche creare una rete di professionisti, sia online e sia offline.

8) Equilibrio casa lavoro: le ricerche dimostrano che le personetendono a portarsi a casa i problemi di lavoro, questo ovviamenteinfluisce sull’armonia familiare. Ma succede anche il contrario, sevivi momenti difficili a casa tenderai a portarteli sul lavoro. Quindi è necessario sia imparare a staccarsi dal lavoro quando sei in famiglia e sia evitare di portare, i problemi lavorativi acasa. L’abilità ha un nome strano “compartimentalizzazione” ed è, come dice la parola stessa, l’abilità di creare compartimenti dell’attività mentale.

In questa ANL sull’arginare le emozioni puoi trovare un metodo per compartimentalizzare e quindi liberarti dalle emozioni negative imparando a lasciarle dove nascono, e dove muoiono. La mindfulness è un ottimo modo per scoprire come gestire le proprie emozioni e i propri pensieri, creando uno spazio speciale all’interno della propria giornata.

9) Lascio il vecchio per il nuovo: la ricerca ha dimostro che più sei insoddisfatto del tuo vecchio lavoro e più vivi felicemente i primi periodi con il nuovo lavoro. Tutti quando iniziamo un nuovo lavoro siamo altamente motivati, poi c’è una curva di stabilità …c’è chi é più bravo e resta motivato più a lungo e chi, meno…la pericolosità del passare da un lavoro poco soddisfacente ad un che invece viene percepito come più soddisfacente sta nel fatto che quando finisce l’effetto motivazionale iniziale si rischia di deluderai troppo.

Se stai quindi cambiando lavoro oppure hai un azienda che assume nuovo personale  tenere a mente questo fattore può essere di vitale importanza per gestire la soddisfazione lavorativa. Tieni presente che questo effetto può, ad un certo livello dare assuefazione…cioè… iniziare a pensare che lavorare bene sia semplicemente provare quella scossa di adrenalina che si prova con un nuovo lavoro.

10) Personalità e lavori: alcune persone si soddisfano più facilmente di altre, pare che questo sia collegato anche al tempo e alle prospettive di poter invecchiare con il proprio lavoro…cosa oggi sempre meno frequente. Questo dato deriva dal fatto che le persone anziane che fanno da anni lo stesso lavoro sembrano più soddisfatte dei giovani.

Questo può accadere per due motivi: il primo è legato al fatto che forse gli anziani, chi ha vissuto tempi peggiori, come le guerre, si accontentano facilmente ed il secondo perché i giovani hanno aspettative più alte, che spesso sono frutto di una cattiva formazione. Anche in questo caso è necessario guardare in faccia alle cose e capire come far sentire soddisfatti tutti i tuoi dipendenti, e se sei un dipendente comprendere cosa ti soddisfa e quali sono le tue aspettative. Anche qui é un fattore di percezione oltreche di personalità…

Sono certo che a qualcuno è parso strano che abbia fatto una ANL esclusivamente sul mondo del lavoro, ma è proprio per questo genere di pensiero che l’ho fatta.Lascia che mi spieghi meglio: la conoscenza negli anni è andata specializzandosi esageratamente, così se stiamo parlando di storia non stiamo parlando più di chimica odi geografia…CAVOLATE…la conoscenza è sempre interconnessacosì come il tuo benessere psicologico è strettamente legato alla tua soddisfazione lavorativa.

Viviamo in un mondo esageratamente complesso perpoter fare affidamento sulle conoscenze specialistiche.Se sei un libero professionista devi: essere bravo e preparato nel tuo campo, saperti vendere, fare ottima pubblicità, offrire un buon customer service e in più devi conoscere l’economia..ecc…ecc. Oggi internet ed in modo specifico la tecnologia ci offre opportunità mai avute in precedenza…ed è impossibile crescere in questo mondo “con la propria specializzazione”…

“Ma come devo sapere tutto?” , certamente no, ma essere semplicemente più curioso di cose su cui magari non presti attenzione. Se fai lo psicologo leggere un romanzo o guardare un film può esserti utile? certo, lostesso vale se fai l’idraulico? forse si… perché leggere, formarsi, apprendere sono il fulcro della evoluzione personale. Ogni volta che apprendi qualcosa di nuovo,che leggi e che conosci, espandi le tue possibilità.

Se l’argomento ti piace e sei un “autonomo”, ti consiglio di dare un’occhiata a questo bel video di LucaMazzucchelli (ti anticipo che tra poco uscirà anche una video intervista a me ;))…in cui non solo ci vengono dati preziosi consigli per lavorare meglio, ma ci mostrano un eccezionale modello di business in creative commonsil famoso modello canvas.

Bene, con questo, che forse in un post futuro avremo il piacere di commentare più a fondo (anzi fammi sapere se ti piacerebbe)…per oggi penso di averti dato abbastanza informazioni preziose su come migliorare la tua soddisfazione lavorativa e quella dei tuoi dipendenti e/o colleghi…e quindi vive e se ti è piaciuto il post ti invito a cliccare su Mi Piacee, mi aiuterai a far crescere psinel ed aumentare la mia soddisfazione lavorativa.

A presto
Genna

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8 Commenti
  • Ciao Genna

    Ho apprezzato tantissimo il lavoro che hai fatto con Reborn in 100% innergame
    Volevo chiederti se hai un esercizio di visualizzazione che permetta di lavorare sulla fiducia nel proprio istinto,penso che sia un pilastro fondamentale per il proprio miglioramento personale: fidarsi e immedesimarsi di più nel proprio istinto secondo me ci fa vivere sentendoci di più noi stessi ad un livello appunto "istintivo"

    Grazie mille Genna ci tengo molto 😉

    Niko

  • Grazie Alessandro 🙂

    @ Anonimo: anche se non è proprio il posto giusto per parlare di questo argomento ti rispondo…

    Per stare bene con gli altri devi farli stare bene 🙂 tutto qua… non significa fare il ruffiano, ma guadagnarti la loro stima…prestando attenzione davvero quando parlano (ad esempio).

    Cercando di conoscere bene te stesso, magari chiedendo a qualche tuo amico stretto che cosa ne pensa di te in modo onesto e sincero. Una "bella doccia di umiltà" è la descrizione dell'atteggiamento per conoscerti, prima di "piacere agli altri"…

    Penso di averti dato alcuni ottimi spunti… scrivi il tuo nome please 🙂

  • Il sito si chiama http://www.professionevincente.com

    Ciao, grazie.

  • In un villaggio c'erano sei calzolai, uno più stimato dell'altro.Un giorno un ragazzo, curioso di capire quale fosse "la differenza che fa la differenza" tra questi calzolai, andò a trovarli mentre erano al lavoro nel proprio laboratorio e pose a tutti la stessa domanda: "cosa stai facendo?"
    Il primo calzolaio rispose: "Sto lavorando aspettando che sia ora di andare a casa".
    Il secondo disse: "Batto un pezzo di cuoio con un martello".
    Il terzo commentò: "Concio la pelle di questa scarpa con questo apposito strumento".
    Il quarto calzolaio rispose: "Faccio il calzolaio pr sfamare la famiglia".
    Il quinto: "Contribuisco a realizzare una bella collezione di calzature"
    L'ultimo calzolaio, il più rinomato di tutti, commentò: "Sto fabbricando le scarpe che condurranno qualcuno sulla sua meta".

  • Come fare per essere cercato dagli altri? Cioè come fare per essere reputato simpatico e far pensare "voglio stare con lui perché la sua compagnia e presenza mi fa essere felice"?

  • Grazie Alessandro, scrivi pure il nome del tuo sito:)

  • Ottimo articolo. Se queste "banalità" fossero prese un pochino più in considerazione saremmo tutti un pochino più felici. Da anni mi occupo di questi argomenti e li tratto nel mio blog, di cui non scrivo il nome altrimenti sembra che voglia fare spam e non è mia intenzione. Complimenti ancora e grazie.

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