PNL: Rapport e rispecchiamento uno studio “scientifico”

Se conosci la PNL oppure hai letto qualche libro di comunicazione di certo conoscerai lo storico”rispecchiamento o mirroring“.

Si tratta di una tecnica in cui si “imita” l’interlocutore per apparire come più simili a lui, ed entrarci meglio in rapport.

Questa tecnica nasce dall’osservazione naturale dei nostri comportamenti, infatti noi tendiamo sempre ad imitarci e a muoverci nello spazio delle nostre relazioni in modo “ritmico” rispetto al nostro interlocutore…come in una danza.

Se anche tu hai provato più volte a rispecchiare chi ti sta di fronte avrai notato alcune cose interessanti,la prima è che ci si sente un po’ stupidi a farlo, ed ecco perché tempo fa ti proposti questo post.

E la seconda è che se una persona si accorge di essere imitata si arrabbia di brutto 🙂 Infatti essere imitati non sempre suscita buone emozioni, questo succede quando un amico ci imita…immagina quando è il venditore della folletto, alle 9 del mattino sul tuo pianerottolo.

Insomma, per quanto pericolosa e artificiosa la pratica del rispecchiamento ha raccolto negli ultimi anni una valanga di conferme dal mondo della psicologia. Ma se non devo pappagallare come devo muovermi?

Questa è una delle domande che mi vengono poste con maggiore frequenza dai miei clienti e corsisti.Oggi la risposta ci viene data da uno studio effettuato da Peggy Sparenberg e collaboratori, la quale ha indagato a fondo questo fenomeno.

Nei primi due studi 126 soggetti erano invitati a seguirei movimenti di un avatar che appariva su di uno schermo. L’idea era di far muovere contemporaneamente le braccia dei soggetti e degli avatar ma sempre con movimenti diversi.

Quindi muovevano lo stesso braccio ma con movimenti diversi. Risultato: i soggetti che muovevano lo stesso arto, nonostante il movimento fosse diverso,valutavano con maggiore piacevolezza quell’avatar, rispetto ad avatar di cui era chiesto di imitare altre parti del corpo. 

In sintesi, tutti gli studi della Sparenberg portano aduna semplice conclusione: per ricalcare qualcuno non è necessario imitare i suoi gesti MA è bene imitare l’uso degli stessi arti. Quindi se una persona muove spesso una mano indicando, non è necessario che anche tu “indichi”, la cosa importante è che muovilo stesso identico braccio in modo NON speculare. 

Quindi, se lui muove il sinistro tu muovi il sinistro e non il contrario come può essere intuitivo. Non solo, i ricercatori hanno anche provato che basta un minimo movimento dello stesso arto per attivare il fenomeno di piacevolezza.

Ma da cosa è dovuto?Per anni discipline come la PNL ci hanno detto in modo molto semplice: “chi si somiglia si piglia” ma esiste anche una spiegazione alternativa. La ipotesi di Rick van Baaren è basata su un effetto fluidità cognitiva (di cui abbiamo già parlato).

In pratica vedere che una persona alza il braccio destro, rende più facile e accessibile per noi muovere il braccio destro.

E, come in ogni fenomeno psicologico che si rispetti la stessa cosa vale al contrario: cioè se il nostro interlocutore “vede” che abbiamo alzato il braccio destro come lui, si sente più fluido ed autorizzato a fare altre mosse.

Cioè li tuo movimento è come se gli avesse comunicato “vai avanti così che va tutto bene”…Rick van Baaren ha notato questo effetto fluidità dato dall’osservazione di un arto che mima, anche in minima parte il movimento del nostro.

E’ come se questa fluidità fosse circolare…io ti vedo mentre muovi il mio stesso braccio, questo mi porta ad avere più fluidità nel muoverlo e viceversa.

E’ un po’ quello che accade con la parte della “guida”tanto cara ai piennellisti nel processo di ricalco(appunto imitazione) e guida.Ricalcando la persona entrerà in questo stato di fluidità cognitiva che gli permetterà con più facilità di essere guidato o di guidare.

E’ una sorta di “yes-set non verbale“, in cui aumentando il grado di fluidità si entra maggiormente in empatia e questo ci aiuta a guidare con più facilità.

Non si tratta di un’abilità astrusa e difficile da imparare ma è qualcosa che capita in modo naturale,basta solo allenarsi a notarlo.

Se hai letto qualche libro di PNL vecchio stile sai che Bandler racconta di aspiranti piennellisti che,non riconoscendolo hanno provato a ricalcarlo e lui si è divertito a “farli impazzire”.

Purtroppo è qualcosa che è capitato anche a me decine e decine di volte… è molto divertente… se infatti tieni a mente questo concetto di fluidità sarai in grado di fargli fare cose davvero buffe 😉

Ti ricordo infine che il rispecchiamento può di certo aiutare il rapport ma NON è il rapport.

Cioè due persone in naturalmente in sintonia si imitano, per questo puoi aumentarlo “andando a tempo” con chi ti sta davanti, ma sempre senza esagerare, perché se “sei finto”, i tuoi neuroni specchio lo diranno al tuo interlocutore…senza che tu te ne possa rendere conto.

 

 Ecco perché il modo migliore per entrare in rapport è una reale e genuina attenzione verso il prossimo 

 

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A presto
Genna

Ps. l’immagine che vedi in alto è stata scattata da una mia amica. Siamo io ed il mio caro amico Domenico mentre “ci spanziamo dalle risate”…ti assicuro che non lo stavo ricalcando eppure i nostri piedi sono rispettivamente incrociati.

Pss. alcuni lettori mi hanno chiesto “come faccio ad avere accesso” a queste ricerche, la risposta è facile:

essendo iscritto all’albo degli Psicologi ho accesso ad oltre 500 riviste scientifiche dal sito www.psy.it…Ecco il grande segreto 😉

Attualmente non c’è più l’accesso, ma per fortuna la mia compagna fa la bibliotecaria.

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