Meditazione: “l’Imprevisto vien mangiando”

 

Quando mangi sei davvero attento a quello che stai  facendo? Mangiare con consapevolezza è uno dei consigli più saggi per controllare il peso…ed è anche un modo eccezionale per meditare.

Si hai capito bene, puoi portare l’attenzione in modo “mindfulness” (pienamente) in tutte le tue azioni. Nella ANL troverai un esercizio potente per: mangiare con consapevolezza e iniziare ad “amare l’imprevisto“.

 

L’hai ascoltato? ho davvero apprezzato il fatto di andare a pescare il “mandarino Buddha“. Era il 2009 quando mi sono trovato fra le mani questo libro estraneo alla mia formazione “La vita di  Siddharta il Buddha“.

Libro che ho preso perché citato da John Jabat Zinn nei suoi lavori sulla mindfulness. In somma da un pd’ di tempo mi sto dedicando alla meditazione…ed è la cosa migliore che potessi fare per me stesso degli ultimi…”esageriamo” 5 anni 🙂

Ma purtroppo non è così facile meditare..o meglio non è difficile farlo ma è impegnativo avere una pratica costante… fattore fondamentale per avere dei risultati positivi nella propria vita (cosa che in parte accomuna la meditazione a qualsiasi altra tecnologia di crescita personale).

E’ anche per questo che sono sempre alla ricerca di metodi “alternativi” per far sperimentare la presenza e la famosa disidentificazione ai miei clienti.

Uno di questi è la “meditazione gustosa” …un esercizio (che consci già se hai sentito l’audio) che ti permette di sviluppare presenza e allo stesso tempo affinare la capacità di stupirsi. Uno dei cardini della mindfulness è che la tua attenzione deve essere NON-giudicante…e quando ti sorprendi non stai giudicando.

Questo è importante perché una delle abilità migliori che oggi si possano sviluppare è quella di tollerare le ambiguità. Come ti ho raccontato più volte la vita è ambigua, mentre al nostro bel cervello piacciono le cose sicure e certe.

Quando ci succede qualcosa il nostro sistema cognitivo cerca di dargli un significato, un’etichetta,  ancora prima di aver i dati sufficienti e quando il significato da noi estratto si  dimostra erroneo ne soffriamo terribilmente!

Ecco perché…oltre ad aiutarti a controllare il peso questo esercizio, così come tutti i concetti legati alla “filosofia mindfulness” possono aiutarci davvero a farci vivere serenamente anche in mezzo a questa “pessima società”.

 

Ecco la struttura dell’esercizio:

 

1) Prepara da mangiare: “cibo misto”, come una bella Macedonia, oppure se ti piace la frutta secca puoi farlo con quella…disponilo in un bel piatto grande oppure lasciale in un sacchetto…come quando peschi le caramelle da un sacchetto…

2) chiudi gli occhi: bendati oppure più semplicemente guarda da un’altra parte…e utilizzando una forchetta pesca qualcosa a caso e infilala in bocca prima di sentire l’odore. Puoi usare anche le mani ma devi evitare di riconoscere il cibo attraverso il tatto.

3) Sorprenditi: lasciati stupire dal sapore che senti, evita di limitarti a riconoscere il cibo che hai scelto, non è un compito di riconoscimento ma di attenzione. Tieni in bocca il cibo masticando lentamente e cercando di sentire e ascoltare tutti i sapori.

4) Pratica: ripeti l’esercizio cercando di stupirti di più, aumentando sempre più la consapevolezza verso il gusto verso ciò che senti attimo dopo attimo… e inizia ad apprezzare la sorpresa…ad “amare l’imprevisto”.

5) Generalizza: trasporta questo tipo di attenzione anche  quando mangi altro, lasciati stupire dai sapori delle prime forchettate di qualsiasi portata. Anche qui, quando sarai allenato, riuscirai a farlo anche al ristorante in mezzo agli amici, ma è necessario esercitarsi a casa.

Questo esercizio di stampo orientale è identico ai consigli psicologici per dimagrire. Come quelli che trovi sui manuali di Paul Mckenna o di Debora Conti. In cui viene chiesto di fermarsi a valutare le prime forchettate di una pietanza…e ovviamente “il dito” è puntato sempre verso la consapevolezza.

Se ti abitui a mangiare con consapevolezza puoi anche migliorare il tuo rapporto con il cibo…oltre che ad allenarti a stupirti… Nell’audio ho sbagliato, ho confuso il termine della psicologia sperimentale (naiming, cioè il compito di nominare un oggetto, di riconoscerlo) ed il termine “combing“…mea culpa 🙂

Un esercizio suggerito da Jurgen Wolff ma anche da altri mistici, filosofi e addirittura scienziati. Cioè il cercare di vedere il mondo stupendoti di ciò che vedi, evitando di giudicare ciò che ti viene “sott’occhio”… …per cercare di vederlo “come se non l’avessi mai visto prima”.

Korzbinsky chiedeva ai suoi allievi di indicare le cose senza nominarle, è la stessa cosa. Quando diceva “nominare” intendeva non solo a livello verbale, ma anche dentro di se, cioè senza dare etichette.

Come fanno i bambini quando vedono qualcosa: “guarda papà che bella”…”Si caro è una mustang del 75″…dando a quella esperienza una bella etichetta.

Ci abbiamo fatto anche post tanto tempo fa. Bene, se ti è piaciuto l’esercizio ti invito a cliccare su Mi piace qui sotto. Mi aiuterai a far crescere questo progetto (Psinel).

A presto
Genna

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7 Commenti
  • Ciao Genna, molto interessante questo esercizio…!mi fa riflettere molto sull'approccio che generalmente abbiamo nei confronti della vita:viviamo con scarsa consapevolezza e partecipazione alle cose!

    Poi volevo chiederti un consiglio…vorre regalare un buon libro a mia mamma per aiutarla a dimagrire, sai consigliarmi qualcosa di serio e interessante basato sulla tecniche di PNL? Grazie mille e tanti auguri di buon natale!

  • Ciao Genna!
    Interessante questo post! E cosa ne dici riguardo alla fretta della nostra società? Questi esercizi, soprattutto se generalizzati, richiedono tempo e oggi i ritardi a lavoro o a qualunque altro appuntamento non sono visti particolarmente bene.
    Grazie,
    Andrea

  • ciao genna!!!oggi mi son imbattuto in questo articolo che mi ha colpito… vorrei che lo leggessi tu e sentire una tua opinione.. 🙂

  • Ciao Riki,
    come amo tanto dire…"non c'è nulla di nuovo sotto il sole" 😉

  • Anche Gurdjieff diceva ai suoi allievi di pensare solo a mangiare e non alla natura o ad altro,a fare una cosa per volta e con consapevolezza.

  • Ciao Daniele,
    grazie per la segnalazione controllo immediatamente…

    si, quella dell'uva passa è la stessa di cui parlo nell'audio…azz mi dispiace se non si sente tutto perchè ho cercato di registrarlo al massimo della qualità.

    Controllo subito..
    grazie ancora
    Genna

  • Ciao Genna, volevo dirti che l'audio è interrotto all'inizio della spiegazione del 5° punto. Ho letto la cosa con molto piacere, mi ricorda la meditazione mentre si mangia. Me ne ricordo una che mi consigliarono tempo addietro utilizzando uva passa, dove ad ogni chicco si dovevano fare tante più masticate possibili e godendo al massimo dell'energia e del gusto del frutto. Adesso come adesso tendo sempre a mangiare lentamente ogni pietanza non pensando ad altro, ma mangiando sapendo che stai magiando, al contrario di quanto si fa di solito, che si pensa, ci si guarda attorno ascoltando questo e quell'altro… e dimenticando che lo scopo di quello che stai facendo in quel momento è di cibarti!

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