L’Errore di Freud: “l’ amore non basta”

Ciao,

sai che cosa è il “metodo catartico”? si trattadel primo metodo psico-terapeutico utilizzatoda Freud, secondo il quale, si possono aiutarele persone a liberarsi dei loro “problemi”. Inquesto audace post cercherò di mostrartiperché il ragionamento di Sigmung Freud,alla luce delle moderne neruoscienze, è limitato.E’ una mia personale ipotesi che vogliocondividere con te. Ma prima lascia che…

…che ti dica a cosa diavolo può servirti sta”pappardella teorica” nel tuo percorso dicrescita personale: che tu lo voglia o meno,sei intriso di cultura occidentale, e in questopacchetto c’è inclusa la psicoanalisi. Per cui,anche se pensi di non sapere nulla di questamateria…gli insegnanti, i tuoi professori, ituoi medici e a volte i tuoi genitori hannospesso agito in conformità con questateoria, insegnandetela implicitamente.

Lo so che può apparire come un’enorme segamentale, ma ti assicuro che l’influenza dellacultura di base agisce proprio in questo modo.Si tramanda, come nei famosi memi di cui tiho tanto parlato, come una malattia geneticadi padre in figlio e da persona a persona.Ecco perchè smontando alcuni paradigmiinconsci, è anche possibile migliorarsi.Questo è un esercizio di pensiero 🙂

Le recenti ricerche sperimentali hanno piùvolte dimostrato l’inefficacia dello “sfogo” omeglio della “catarsi delle emozioni”. Cioèse chiedi a qualcuno di mettersi ad urlare oa dare pugni contro qualocosa o di sfogarele proprie emozioni “tirandole fuori da sestesso”, come spiegato nella metaforadinamica usata da Freud…NON funziona!

Sei arrabbiato? se dai dei pugno conto uncuscino, dopo ti sentirai soddisfatto per qualcheminuto ma dopo ti sentirai ancora arrabbiato.Ti senti triste? ne parli con un amico tutto ilgiorno (tra l’altro rischiando di perderlo comeamico) per poi renderti conto che stai ancorapeggio. Parlarne ci fa spesso rammentareperchè siamo tristi, e gli aiuti degli altri cifanno sentire “non in grando di fare le cose”.

Insomma, ciò che ci viene in mente di farequando “stiamo male” non funziona. “Ma comeabbiamo il nostro inconscio meraviglioso checi protegge e ci vuole bene“… infatti non è luia farti agire in quel modo…che NOTA BENEpuò essere utile in alcuni casi… ma la cultura.Il fatto di sapere che se “ti confessi” le coseandranno meglio, come vedi non c’è solo lapsicoanalisi dietro questo concetto.

Ed ecco perchè, secondo il mio modesto parerele osservazioni di Freud, nate dalle speculazionifilosofiche di Aristotele nella Poetica…sonostate sovravvalutate. Aristotele, notando che glispettatori ad una tragedia s’immedesimavano neiprotagonisti, provando le stesse emozioni, hapensato che questo meccanismo “liberasse lepersone dai loro mali” o per dirla in modomoderno “dalle loro emozioni negative”.

Oggi sappiamo che questa immedesimazione èdata da una set di neuroni detti “neuroni specchio“.Con questo abbiamo individuato “l’antenna” chepermette questo “scambio emotivo”. Susa tuttequeste virgolette ma sono necessarie 😉 Fino aqui la teoria catartica regge alla grande: questineuroni fungono da antenna e fanno risuonaredentro di noi le emozioni che gli altri stannomostrando in un qualche modo.

Ma non è “solo così”… perchè noi siamo in gradodi “generare delle emozioni che non sono davveropresenti in una persona”. Un film può farti avereun’idea di cosa significhi “perdere un figlio” manon è detto che a te sia capitato davvero. Per cuiquell’emozione che vivi non sarebbe proprio lastessa che mostra il modello davanti a te.

Eppure, caro Genna, c’è sempre un’attivazionedel sistema che scarica una qualche emozione,che in questo caso è negativa“… per cui Freuded Aristotele avrebbero pienamente ragione.Anzi, forse Aristotele avrebbe più ragione diFreud visto che lui ha notato l’effetto di imitazione (oggi confermato dai neuronispecchio), mentre Freud vede le cose inmodo dinamico.

Freud è figlio di un periodo illuminato, in cuila fede religiosa ha lasciato il posto alla fedenella scienza (anche noi lo siamo) e da questanascono le metafore del periodo. Ecco perchèlui pensava alle “scariche pulsionali” comequalcosa che dovesse lettaralmente scaricarequalcosa. Freud pensava che i neuroniscaricassero tutta la loro “forza” durantela loro attivazione…

…invece oggi sappiamo che non è così, che ineuroni mantengono sempre una carica, cheoscilla da negativa a positiva detto, potenzialed’azione. Ed è da questo errore che salta quelloche lui stesso aveva denominato “progetto peruna psicologia scientifica”.

Il passo in avanti che oggi facciamo con i modellidella psicologia e della crescita personale è cheattraverso questa antenna è più facile far risuonarele risorse interiori piuttosto che far uscire i trauminegativi della vita. O meglio, i traumi della vitapossono essere risolti accrescendo le risorseinteriori evitando un processo catartico…che oggipotremmo sostituire a “processo riorganizzativodella mente“.

Non è importante che ci sia catarsi o meno, la cosaimportante è che vi sia una riorganizzazione delcampo cognitivo, emotivo e comportamentale.Ad un livello più pragmatico Watzlacich nel suobellissimo libro “il linguaggio del cambiamento”ce ne parla in altri termini. Si pone una semplicedomanda:

” e se invece di metterci ad analizzare gli oggetti che escono dall’inconscio cercassimo di usarli per entrare in contatto con le nostre risorse?

Quindi invece di osservare con il solo “amore”agire sul sistema attraverso dei cambiamentivolontari. Un concetto innovativo per il periodo…che tra l’altro ha stravolto il mondo dellapsicoterapia su scala mondiale.

Se ti occupi di relazioni di aiuto, tieni a mentequesti concetti. Che ti ripeto, non significa che siasbagliato ascoltare “le emozioni negative altrui”,cosa utile in moltissimi casi, ma che sia erroneopensare che questo BASTI, che sia sufficiente.Per aiutare una persona sono necessari strumentireali da applicare e valutare. Come mi piacedire spesso “l’amore non basta“. Restare inascolto raramente cambia le cose.

Esistono approcci che parlando di un ascoltoattivo che trasforma, cioè l’essere talmentepresenti, come terapeuti, da creare dei veri epropri cambiamenti. Anche se da praticante dimeditazione questo mi affascina molto (e devodire che da quando medito sono molto piùefficace)…penso ancora che per aiutare lepersone siano necessari strumenti concreti.

Se hai letto fino a qui, ti considero un eroe 😉è un vero e proprio delirio che di solito tengoper il venerdì… ma che ci vuoi fare è stato l’inconscio a suggerirmelo…fammi sapere cosane pensi.

A prestoGenna

Ps. mi scuso con tutti gli esperti (neurooscienziatie psicoanalisti) per le semplificazioni necessarie aduna comprensione migliore, di questi concetti cosìcomplessi. Per qualsiasi critica o domanda, scrivetefra i commenti.

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Comunicazione Efficace: “perchè esporre le cose in modo semplice”
Psicologia “il tuo corpo che parla”
Psicologia: “eri bravo in educazione fisica?”
PNL: studi sperimentali “2 stili visivi”
9 Commenti
  • Ciao Matteo,
    la mia citazione non era dal libro "progetto di una psicologia scientifica" ma dal testo "lezioni sul pensiero freudiano" di Mangini.

    Mea culpa hai perfettamente ragione, ho confuso il metodo catartico con le libere associazioni. Che sono state quelle che hanno sostituito l'ipnosi di charcot e la catarsi di Breuer (si scriverà così…bha:)=

    Ciò che più aveva spaventato Freud, nell'ipnosi, era il potente transfert sessuale che generava sulle sue pazienti. Freud ha scritto un libricino interessante sull'ipnosi, che se non ricordo male si chiama "ipnotismo e suggestione", dove spiega queste osservazioni.

    Ma torniamo al concetto di catarsi, che come ti ho detto hai ragione ho usato impropriamente il termine "metodo catartico". Ma per quanto riguarda la sua teoria della scarica pulsionale continuo a pensarlo come "un suo errore"…dovuto a tutta la cultura positivista del periodo. E che tutte le terapie che spingono allo sfogo partono dai suoi assunti.

  • Ciao Genna,
    mi dispiace anche a me ri-contraddirti, ma da quello che so Freud abbandona il metodo catartico, che è un modo di utilizzare l'ipnosi, per passare alle libere associazioni, metodo che caratterizzerà la terapia della psicanalisi. Ecco perché ho detto che da quell'abbandono nasce la psicanalisi.

    "Tre furono sostanzialmente i motivi che indussero Freud ad abbandonare il metodo catartico:
    1. Non tutti i pazienti erano ipnotizzabili.
    2. Con la catarsi il sintomo scompariva ma spesso riemergeva in un'altra regione somatica, in pratica, la struttura del soggetto non mutava.
    3. La situazione ipnotica occultava due elementi della relazione terapeutica che Freud ritenne fondamentali: la RESISTENZA e il TRANSFERT."
    (tratto da http://www.ass-arcano.it)

    Secondo me tu hai confuso lo scarico emotivo (prendere a pugni il cuscino) con quello che intendeva Freud come risoluzione:
    "Quindi si accorge che per la risoluzione dei sintomi, cioè, per riconnettere l'affetto alla rappresentazione e provocare la catarsi risolutiva talvolta è necessaria L'ELABORAZIONE CONSCIA DELL'ESPERIENZA TRAUMATICA, vale a dire la comprensione del suo significato."

    Per quanto riguarda l'aspetto neuronale, Freud non avendo accesso alle conoscenze attuali del funzionamento dei neuroni, poteva solo ipotizzare dei meccanismi generalizzati, che non facevano riferimento alla scarica del potenziale d'azione. Q è un'energia non ben definita tutt'ora a livello neuronale, credo.
    Quindi non credo sia vero che "Freud pensava che i neuroni scaricassero tutta la loro "forza" durante la loro attivazione…"

    Non ho letto il libro "progetto per una psicologia scientifica", ma credo che ci darò un'occhiata prima o poi 😉

  • Ciao Matteo,
    mi dispiace contraddirti ma il metodo catartico non è stato abbandonato da Freud e non ha dato il via alla psicoanalisi…semmai ti confondi con l'ipnosi e non con i suoi effetti.

    Il principio a cui facci riferimento venne chiamato da Freud "principio di inerzia neuronica"…e cito "il principio di inerzia indica la tendenza dei neuroni a liberarsi di Q"…e "Q" sta per scarica di energia interneuronica…che Freud ipotizzerà essere la base psichica del principio di piacere o principio primario.

    Hai ragione quando dici che Freud non parlava di "scariche emozionali", ma in fondo è ciò che intedeva.

  • Ciao Genna,
    non sono d'accordo su alcuni punti di questo articolo, sono invece d'accordo sul concetto generale che volevi esprimere, l'amore non basta.
    Ma non credo che Freud abbia fatto questo errore, piuttosto è stata una sua mancanza.

    Il metodo catartico, fu introdotto da Breuer e utilizzava l'ipnosi per far riemergere i ricordi rimossi. Non credo abbia tanto a che vedere con lo sfogo delle emozioni di cui parli. Inoltre Freud, successivamente decise di non utilizzare più questo metodo perché lo reputava inconcludente, perché una volta rivissuti i ricordi, il paziente non guariva del tutto.
    Ed è proprio da qui che nasce il metodo psicanalitico.

    Inoltre a mio avviso le scariche pulsionali non c'entrano con il potenziale d'azione dei neuroni, perché si parla di due diversi livelli di interazione. Non credo si conosca ancora bene cosa sia la scarica delle emozioni a livello neuronale (le pulsioni di cui parlava Freud), mentre le scariche dei neuroni avvengono costantemente, non solo con le emozioni, ma anche con qualsiasi pensiero, perché è il modo di funzionare dei neuroni stessi.

    Sono invece d'accordo con te sul fatto che Freud si focalizzava sull'analisi, sull'ascolto, che era quello che mancava alle persone di quell'epoca. Questo ha permesso di capire determinati meccanismi. Con il passare del tempo invece ci si è accorti che alla psicanalisi mancava una componente pratica, che è stata introdotta grazie ad altri metodi terapeutici.

  • Grazie 🙂

  • Ciao Genna, sono Margherita… concordo pienamente con quello che dici tu. Se l'esternazione dei propri sentimenti non è seguita da una "allenamento" a pensare e a comportarsi positivamente forse è difficile ottenere miglioramenti!

    lo "sfogo" aiuta sicuramente ad eliminare le tensioni, ma poi…? parlare dei propri stati d'animo serve a comprendere meglio sè stessi, ma poi?

    POI bisogna che si faccia un passo in avanti…! Bisogna fornire al soggetto gli strumenti pratici per apprendere o migliorare alcune abilità carenti, per imparare a pensare e a comportarsi in modo più funzionale!

    Grazie ancora per il tuo magnifico lavoro, ti stimo tanto.

  • Ciao Genna, ho una curiosità, cioè perchè in Italia non ci sono "serie tv" come ci sono in altri paesi, in cui ipnosti ecc. fanno della specie di esperimenti alla Derren Brown?E in che modo si potrebbe creare?

  • Buongiorno dott. Genna,

    complimenti per il post, sono sullo stesso filo rosso che collega tutto l' articolo, "a proposito l' inconscio mi ha suggerito di commentare".

    Secondo me il fatto che si focalizza sempre l' attenzione sulla crescita personale, inconsciamente provoca dei miglioramenti anche nelle stesse cose che scrivi o meglio un evoluzione in termini più relativistici.

    Comunque la teoria che esponi anche se ben strutturata, risente inevitabilmente di filtri cognitivi inerenti la crescita personale.

    Cordiali saluti
    Marco

  • Caro Genna,io non sono una esperta ma solo una ragazza che per 1 anno ha fatto psicoterapia,che ha cercato di parlare dei propri problemi con gli altri,una ragazza a cui è stato consigliato di dare pugni al divano perchè la rabbia potesse uscire,quindi come vedi la psicoterapeuta ha imboccato la strada del "dai un pugno per liberarti". Devo dirti però che in parte funzionava ma il giorno successivo avevo ancora tanta rabbia dentro da voler spaccare tutto. Ho letto con attenzione il post e sono anche io del parere( modestissimo) che l'ambiente in cui si vive è limitante e spesso non fa emergere ciò che veramente siamo e vogliamo perchè troppo impegnati a preoccuarci del pensiero degli altri. Io sono alle prese con una fase interna di cambiamento e mi accorgo ogni giorno di quanto diverso sia il mio modo di vedere le cose rispetto a quello che i miei genitori mi hanno "incultato" sino a qualche anno fa!Scusa se mi sono dilungata un po'. Buona giornata Giusy

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK