Fluidità cognitiva: Déjà Vu, inconscio e formazione…

Hai mai avuto un “Déjà vu”? Quella strana sensazione di aver già vissuto e visto una certa situazione? E’ un fenomeno davvero interessante che può essere facilmente spiegato dalle moderne scienze cognitive.

Avviene a causa dell’ effetto familiarità, una modalità del funzionamento del tuo cervello che si avvale della fluidità cognitiva…

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? me lo auguro altrimenti temo che capirai davvero poco di ciò che sto per raccontarti 🙂

La ANL di questa settimana non è un esercizio o una tecnica specifica per fare qualcosa, ma una serie di principi che se appresi possono aiutarci a fare “un sacco di cose” e una di queste cose è apprendere meglio.

Non tutti sanno che la distinzione fra conscio e inconscio è qualcosa di assodato dalle scienze cognitive. Ma invece di parlare di psicologia del profondo ed occuparsi delle loro dinamiche interiori, gli psicologi che si occupano di questi argomenti, si limitano ad applicare il metodo sperimentale e a trarne dei dati “scientifici”.

Così il concetto di “inconscio scientifico” è emerso in sordina, oggi gli scienziati cognitivi chiamano questo genere di processi con termini freddi, come: sistema 1 e sistema 2.

Il sistema 1 è quello che si occupa degli automatismi, di comprendere velocemente la situazione, di leggere le emozioni sul volto di una persona, di prendere decisioni, di apprendere…in altre parole è il processo inconscio.

Mentre il sistema due è il controllore che guarda che le rapide intuizioni del sistema 1 siano corrette ma non solo controlla anche tutte le volte che ti trovi in una situazione nuova oppure quando i significati diventano ambigui. E’ quello che potremmo dire essere  il conscio, il tuo io.

Questo sistema è lento mentre il sistema 2 è veloce.

Guarda questa immagine:

Cosa pensa quest’uomo?

“Amore mio quanto ti amo”? …dubito 🙂 e ne dubiti certamente anche tu. Scommetto che hai capito al volo che non si tratta di una persona innamorata ma di un tipo incavolato nero.

E forse guardandolo puoi anche immaginare cosa stia per dire o per fare, non è vero? E quanto tempo ci hai messo? pochissimi istanti, questo è il sistema 1, il tuo pensiero veloce.

 

Le cose cambiano leggermente se io ti mostro  questa immagine:  

Cosa è successo adesso? probabilmente ti sei cimentato nell’operazione…quanto tempo ci hai messo? esatto, questo è il sistema 2 quello lento. I termini pensiero lento e veloce, così come l’esempio che ti ho appena mostrato, li ho presi dall’ultimo libro di Daniel Kahneman, l’unico psicologo al mondo ad aver VINTO un premio Nobel per l’economia…pazzesco ma vero 🙂

Come hanno fatto gli psicologi ad arrivare a  questi risultati? attraverso numerosi metodi di ricerca, ed uno dei più importanti dovresti conoscerlo se segui PsiNeL…sto parlando del priming.

E’ attraverso questo genere di ricerche che si è iniziato a capire come ragioniamo realmente…come interagisce la realtà circostante con la nostra mente e viceversa.

Nel suo libro Kahneman afferma candidamente: “se portassimo i risultati delle ricerche attuali sul prime, indietro di 20 30 anni, verrebbero considerati come fantascienza“. E in effetti è proprio così, e se hai ascoltato l’audio penso che non ti sia difficile comprenderlo…ciò su cui si concentra Kahneman nella sua storia personale (quando deve prendere la patente) è la fluidità cognitiva.

Meno conosci ciò che stai per affrontare e più puoi farti aiutare dal senso di fluidità cognitiva per riconoscere, elementi e concetti a cui prestare attenzione. Ho riassunto i tre elementi che aiutano a sviluppare questo senso, e che puoi usare sia per migliorare il tuo modo di formarti e di studiare.

1) Fiducia nel sistema 1: o in modo più conosciuto e familiare “fiducia nel tuo inconscio”. Per fare in modo che il sistema 1 dia il massimo di se noi dobbiamo evitare di “confutarlo e contrastarlo” attraverso la razionalità ed i dubbi del sistema 2. Mentre apprendi ti conviene valutare dopo un bel po’, se “hai capito” oppure “ricordi tutto”. “Tu sai molte più cose di quante pensi di conoscerne” (M. Erickson).

2) Frequenza: Se vuoi apprendere qualcosa è necessario che la frequenti, che tu ne sia in un qualche modo esposto. Perché il meccanismo associativo del sistema 1 rappresenta solo le idee “attivate”, quelle più disponibili in memoria …ma NON tiene conto delle informazioni che non sono attivate o non conosciute, saltando “troppo presto alle conclusioni”.

3) Pratica: è la ripetizione che permette alle idee ed ai concetti di diventare sempre più disponibili nella rete associativa. Questo sembra simile al secondo consiglio ma è leggermente diverso, mentre prima si tratta di studiare cose che non sai, qui si tratta di ripetere ciò che sai per renderlo sempre più disponibile.

Forse il consiglio più importante fra questi tre è…. secondo te? bravo/a la fiducia nel tuo modo di apprendere. Se ci pensi mentre stai leggendo queste parole non hai bisogno di fermarti parola per parola, perché il significato di queste lettere lo comprendi senza un grande sforzo.

Anche i concetti più astrusi che hai visto fino a qui sono stati assimilati dal tuo sistema 1 e non dal due. Al massimo il due si è limitato a fare dei confronti, a notare se questo o quello fossero in linea con ciò che tu pensi. E questo accade per la maggior parte del tempo in modo inconscio, con avvallo del sistema 2.

Il sistema uno necessita di coerenza, è questa che ti permette di fare le cose in automatico, di prendere decisioni intuitivamente. Ed è anche questa coerenza, che unita al sistema 2 pigro, ci fanno incorrere negli errori cognitivi…di cui parleremo più spesso… pena che buffo, ho scoperto che si può migliorare moltissimo, apprendendo da come “sbagliamo” 🙂

Il sistema 1 ha solo un modo per funzionare molto bene, incorrendo nel numero minimo di errori, informarsi. Uno studio incentrato sulla scelta di un candidato politico, ci mostra che erano solo le persone “informate” a evitare quei bias (errori) legati alla piacevolezza del candidato, o alla sua presenza sui media.

Concludendo torniamo al nostro Déjà Vu, tutti gli studenti conoscono bene questo principio. Ogni volta che si trovano davanti ad un compito a crocette, o che riprende le parole del libro, o che riprende addirittura le immagini e gli schemi studiati… hanno provato un senso di Déjà vu… quel senso di fluidità cognitiva ti ha fatto dire “eureka”, come un isight che arriva dal cielo.

Ogni volta che apprendi e studi tieni a mente questi principi, ricordandoti anche quello che ti ho raccontato sul post dedicato alla memoria e al fatto che, NON si dimentica così facilmente. Anzi è molto più facile dimenticarsi le cose. Prova a dimenticarti quello che ti ho detto adesso? dimentica che cosa è la fluidità cognitiva 😉 Come avrai intuito dietro queste affermazioni e consigli c’è un intero universo di ricerca che desidero approfondire. Fammi sapere se ti piace l’idea Cliccando sul Mi piace oppure lasciando un tuo commento qui sotto.

A presto
Genna

Nota per “gli addetti ai lavori”…quando parlo di déjà Vu mi riferisco ad una metafora e non al vero déjà Vu come paramnesia. Infatti qui vedi davvero qualcosa che poi riconosci, mentre nella paramnesia non sai se ciò che stai vedendo lo hai visto davvero in precedenza. Cosa che si può ottenere utilizzando “prime subliminali”.

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