Seghe Mentali: 8 Consigli per gestire la preoccupazione

Hai mai sentito parlare delle “seghe mentali”? E’ un termine volgare ed efficace, per indicare i pensieri non desiderati che vorresti fermare o “spostare”. Purtroppo non abbiamo bisogno di avere un disturbo d’ansia o essere depressi per avere questo genere di pensieri. Tutti vorremmo poter “controllare i nostri pensieri”e in questi casi vorremmo sopprimerli.

 

Purtroppo però la ricerca ci ha dimostrato che sia la soppressione che la catarsi non funzionano. Cioè tutto quello che si possa credere, ad un livello intuitivo, su come sbarazzarsi di questo genere di pensieri…NON funziona! O meglio non funziona se fatto in modo ingenuo.

Questo stesso dato è validato dalle forme moderne di psicoterapia che sono decisamente più efficaci di quelle catartiche (psicoanalisi) e di quelle “soppressive” (ipnosi classica, bioenergetica, comportamentismo ecc.).

Fortunatamente la ricerca in psicologia non si ferma. Mi fa ridere un collega blogger che qualche giorno fa mi ha detto: “ma non si vede niente di nuovo in giro nel nostro campo”. Ed io gli ho risposto: “basta guardare nei posti giusti”.

E di solito questi posti sono luoghi che non piacciono agli appassionati di crescita personale, parlo dei posti dove nascono tutte le teorie che studiamo……le Università 🙂  luoghi che ho la fortuna di conoscere molto bene.

La ricerca di oggi è tratta da un articolo di Jeremy Dean, un ricercatore della University College of London,che ho citato più volte per il suo bellissimo psyblog. Jeremy ha scovato una ricerca molto interessante apparsa sulla rivista Amrican Psychologist (la rivista della APA) e condotta da Daniel Wegner un “esperto di soppressione dei pensieri”.

 

Jeremy Dean ha selezionato 8 consigli dal lavoro di Wegner…eccoli:

1) Distrazione concentrata: quando siamo assaliti da un pensiero intrusivo, la prima cosa che tendiamo a fare è quella di spostare l’attenzione su più stimoli. Mentre secondo Wegner bisogna farlo poco, e su di un solo stimolo.

2) Evita lo stress: sulla scia dei modi per”distrarsi”, alcune persone si gettano nelle loro attività…in modo ossessivo. C’è chidiventa un tossico da lavoro e chi invecesi ammazza di sport… se ti è capitato saiche non appena ti fermi i pensieri tornanocon ancora più forza. Evita di stressarti per eliminare i pensieri negativi.

3) Rimanda il pensiero: creare uno spazio a cui rimandare i pensieri negativi ad uno spazio di “sfogo” dopo 30 minuti, sembra evitare l’effetto soppressione… che fa tornare le seghe mentali con ancora più forza. Prova a dirti…”ok, ci penso dopo …ci penso poi…

4) Paradosso: la così detta, prescrizione del sintomo. E cioè andare in contro al problema invece che sfuggirlo, se si presenta un pensiero invece che distrarsi pensando ad altro, mettersi li e approfondirlo. Spesso la sega mentale si dissolve quando gli andiamo incontro, questo è dovuto sia all’effetto espositivo: più sei a contattato con uno stimolo e meno effetto ha su di te.. e sia ad un effetto paradosso.

5) Accettare: questo consiglio è simili a quello precedente. Accettare significa stare li senza fare niente quando si è assaliti da un pensiero del genere. Marks e Woods (2005), consigliano diimmaginare il pensiero come una parata lenta disoldati che passano. I pensieri sono i soldati chepassano, e noi li guardiamo da fuori. Questo è lo stesso principio della disidentificazione della mindfulness. Quindi mentre nel punto 4 si affronta direttamente, qui ci si distacca mentalmente.

6) Meditare: e guarda caso adesso si parla propriodi meditazione. Per apprendere come staccarsi dalpensiero è necessaria la pratica meditativa, infattinon può essere qualcosa di puramente intellettuale.Jeremy rimanda i suoi lettori ad un post dedicatoalla mindfulness…lo faccio anche io 🙂

7) Auto-affermazione: su questo non esistono studi specifici, come per le altre caratteristiche,ma di certo auto-affermarsi può essere utile per interrompere le seghe mentali. Ma che cosa vuoldire? significa pensare ai nostri punti di forza, alla nostra capacità di creare reti sociali e al famoso “auto-controllo”. Tutte abilità utili perdiminuire le seghe mentali.

8) Scrivici sopra: scrivere è una delle modalità diauto-aiuto più efficaci in assoluto. Prendere un pezzo di carta o avere addirittura un quaderno che dedichiamo alla interruzione di questi pensieri intrusivi, può essere di enorme aiuto. Il mio personale consiglio è quello di usare questo quaderno in due modi…a) usalo come macchina fotografica, per scattare una rapida foto quando arriva un pensiero indesiderato…

…evita di soffermarti sul pensiero, non devi fareun tema su quelle sensazioni, ma solo riportarlesul quaderno velocemente. Magari inserendo deisemplici dati come “luogo- data- con chi sei” ecc.E poi, quando sei tranquillo/a a casa, riguardale tue “foto” e se ne senti il bisogno scrivici su.Fallo con intenzione…è importantissimo 😉

Come ha fatto Jeremy, anche io metterò un piccolo disclaimer, che dice: questo post non sostituisce l’aiuto di un professionista qualificato. Se pensi di avere dei problemi debilitanti legati ai pensieri intrusivi, rivolgiti ad un professionista (come me;)). Effettivamente c’è “sega mentale e sega mentale”,se questa fa parte di un disordine mentale, allora è davvero utile andare da un professionista. Altrimenti questi consigli diventano solo dei”ripari mentali”…

Bene, “messe le mani avanti”, possiamo salutarcie come al sempre ti chiedo di farmi sapere cosane pensi, lasciando un commento qui sotto.

A presto
Genna

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13 Commenti
  • Bella Genna!
    Gran bell’articolo,molto tecnico ma utile. Ottimi gli spunti per affrontare le pippe mentali e superare quei fastidiosi momenti di loop che mandano in “paranoia”

  • Ciao Gennaro ho 44 anni,grazie per i tuoi consigli anch'io delle volte ho pensieri negativi che mi rendono infelice e triste ma io sono sempre stato brillante ho iniziato YOGA E MEDITAZIONE speriamo funzioni e sono anche andato da uno psicoterapeuta che mi ha detto che non ho una causa scatenante ma e solo noia e un po di adrenalina che adesso inizia a mancare

  • Ciao Luca,
    ti ringrazio per la tua testimonianza.
    Esistono diversi gradi di "seghe mentali", la meditazione è una delle pratiche più efficaci per imparare a lasciare andare quei pensieri…per renderti conto che quei "pensieri" non sei tu! E' chiaro che questo funziona molto meglio se sei guidato.

  • Seghe mentali….Cosa che, può sembrare ridicola per chi non ne ha mai avute, ma molto stancati e ossessive per chi ce le ha.
    Personalmente, penso che senza un aiuto "esterno", non si vada da nessuna parte. Puoi meditare o sforzarti quanto vuoi, ma qualcuno prima o poi dovrà aiutarti.
    Sono un ragazzo di 17 anni, e ho avuto un adolescenza orribile devo dire…grazie all'aiuto dei miei genitori e di una bravissima psicologa, sono uscito da una depressione che, mi stava uccidendo, letteralmente. Quando accadono queste cose, capisci quanto è importante la vita, ma soprattutto…CHE DOBBIAMO GODERCELA FINO IN FONDO.
    È da un paio di mesi che ho una fissazione o "sega mentale" che non riesco più a togliermi…o dipende dai giorni, il fatto è che questa fissazione ha a che fare con il "parlare" diciamo…Una fissazione stupida, ma che mi fa star male. Complimenti per il blog, e grazie, a presto.

  • Ciao Claudio,
    concordo con te, non solo non è facile appliccarle nella vita ma esistono situazioni in cui, senza un intervento esterno facciamo poco contro le seghe mentali.

  • Molto interessante queste informazioni, ma anche utile. Il problema secondo me è che non è semplice di applicare alla propria vita. Queste seghe mentali che ci facciamo sono, molte volte, una questione di carattere molto più profonda di abitudini da modificare….forse, non lo so…grazie in ogni caso, a presto.

  • Ciao Domenico,
    è un buon metodo (coca.cola;)) ma preferisco la disidentificazione della mindfulness. Stati simili, con metodi diversi.

  • Gennaro,
    davvero un articolo molto utile.
    Che ne pensi della tecnica del mantra per eliminare le seghe mentali?
    L'ho letta dal libro di G.C. Giacobbe.

  • Per calmarla, può fare un pò…anzi un bel pò di meditazione. Esercitandosi costantemente tutti i giorni.

    Ovviamente tutto dipende dal livello di ansia, perchè se questa supera un certo limite è bene andare da un dottore, psicologo psicoterapeuta…non da uno psichiatra se è possibile.

    Per l'ansia, purtroppo non esistono strade semplici da prendere. L'ansia è fenomeno composito, può dipendere da un sacco di cose… a volte la meditazione può calmarla.

    Tieni in considerazione di portarla da uno psicoterapeuta "moderno" (che utilizzi o l'ipnosi, o la terapia cognitivo comportamentale o quella breve strategica o quella della famiglia)… a volte con un "piccolo" investimento in tempo e denaro si possono raggiungere risultati importanti e duraturi.

  • Molto bello e utile(non a me xD) però molto interessante come sempre.
    Avrei una domanda sull'ansia,ci sono modi utili che puoi consigliarmi per far calmare attacchi di ansia?
    Io,siceramente sono molto calmo,gioco a scacchi,pratico autoipnosi ecc.. ma ho una sorella che soffre d'ansia cioè ogni volta che deve affrontare problemi abbastanza importanti come la scuola non riesce a calmarsi a alle interrogazioni anche se ha studiato prende un basso voto perchè l'ansia chi fa diciamo "bloccare il cervello".
    Quindi ci sono metodi senza andare da dottori ecc.. per calmare l'ansia?

  • Fidati che lo capisce 😉
    non riesce più a dormire bene, si preoccupa troppo per delle inezie, inizia ad avere delle ossessioni debilitanti (come controllare decine di volte il gas o la porta di casa prima di uscire) ecc.

    Quelli che non si rendono conto di aver bisogno di aiuto, non ci vanno dal professionista 😉 e quando sono eclatanti, di solito si tratta di schizofrenici che non distinguono la realtà dalla fantasia…tutti gli altri, cioè i nevrotici, se ne accorgono quando la loro "patologia" straborda.

  • Se una persona ha un disordine mentale, come fa lei stessa a capire che ce l'ha ed a capire che può essere aiutato da uno specialista?

    Grazie.

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