Dipendenza da Gioco d’Azzardo: Perchè i Videopoker lontani dalle scuole?

Ciao,

se segui PsiNeL sai che non si parla si politica, ma a volte è necessario, soprattutto il venerdì. Hai seguito le sulla distanza dei video poker da scuole,ospedali e oratori.

Personalmente pensavo fosse un’ottima cosa. Se ricordi ci sono degli studi che provano l’effetto della distanza fisica. Sembrava una buona cosa per prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo. Ma purtroppo non si farà! chissà perché…

…ok non voglio fare della dietrologia e pensare che ci siano dietro i soldi, ma guardando tutta la pubblicità che in questo Paese facciamo per il”gioco legalizzato” il sospetto viene 😉 Quandosi gioca alle macchinette siamo esattamente all’interno di una “skinner box”, una “camera di condizionamento comportamentale. Una cosa che ti ho descritto bene molte volte.

Ma l’aspetto della faccenda che mi tocca più da vicino è l‘esperienza clinica. Negli ultimi anni le richieste d’aiuto per dipendenza da gioco sono aumentate tantissimo nel mio studio. E la cosa non mi stupisce vista l’efficacia dello strumento.Ma la cosa che stupisce è che spesso sono persone “disperate” ad entrare in questo tunnel. Ti basta guardare chi gioca nel barche hai sotto casa…probabilmente.

Non sono a favore del proibizionismo, semmai il contrario, ma ripeto…vai a farti un giro nei posti dove ci sono i video poker e guarda chi cista attaccato. Penso che spesso sia dovuto alla fasulla speranza di vincere davvero dei soldi,un po’ come i gratta e vinci e compagnia bella.Tutti soldi dati alla speranza… che non sembra neanche una cosa brutta no?

Genna, perché vuoi toglierci la speranza?” Mi sembra di sentir urlare da qualcuno la in fondo. Perché questa speranza non è tua, ti è stata installata mentalmente dai media. Ad esempio è noto che sulle lotterie entra in gioco uno dei meccanismi che è valso il nobel a Khaneman”l’euristica della rappresentatività”. In poche parole…ogni volta che ti dicono che qualcuno ha vinto, nella tua mente si amplifica la”probabilità psicologica di vincere”.

E non entrano in gioco questi meccanismi, ma anche quelli legati alla preparazione inconscia della nostra intera società…basata più sull’avere e non sull’essere. Cosa che è fonte di tanti mali moderni, spesso classificabili fra le diverse psicopatologie. Ma non voglio addentrarmi troppo in questo gigantesco delirio psico-socio-politico e potrei aggiungerne altre econom-religio- e alla fantozzi gran figlio di put- lup man-carogn 🙂

Quindi? Regolate il marketing che sta dietro il gioco d’azzardo legalizzato. Attaccare i soldi,magari con vincite bassissime, cioè con piccole modifiche strategiche che potrebbero portare a grandi cambiamenti. Ci sono troppi soldi che ci girano attorno…tempo fa un barista mi ha confessato di pagarsi l’affitto di 4500€ al mese con 6 videopoker :O è chiara la convenienza.

Magari tu ci lavori è stai pensando: “business is business”…MA come tutte le cose pericolose è necessaria una regolamentazione. E questa deve garantire la salute psicologica delle persone. NON basta chiamare una cosa “gioco” per nascondere la sua pericolosità, e chi purtroppo ci è in mezzo, in modo particolare i familiari di chi “gioca”… lo sa benissimo.

Quello del governo mi sembrava un primo passo verso la prevenzione e sarebbe stato anche un messaggio psicologicamente importante per le nuove generazioni. E invece no! lobby, strani complotti segreti? non lo so, quello che vorrei sarebbero, osservatori del marketing legato al gioco d’azzardo. Equipe di esperti di marketinge psicologia per prevenire che questo sia“troppo persuasivo”…visto che lo sono già i giochi per i fatti loro.

Concludendo il “delirio”: esistono una marea di metodologie per combattere e vincere la dipendenza da gioco d’azzardo. Ma l’ambiente non è inesistente ed anzi ci influenza tantissimo. Ecco perché penso sia necessaria un’informazione psicologica di questo genere.

E tu cosa ne pensi? fammelo sapere qui sotto fra i commenti.

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Grazie a tutti
    ragazzi per i vostri feedback che ho molto apprezzato:)

  • Ciao Genna, ottime e condivisibili osservazioni le tue. Dal punto di vista umano è veramente deprimente vedere parte della società dipendente dalle macchinette. Sarà utile leggere altri post come questo che spiegano i meccanismi per i quali si entra e poi non si riesce ad uscire da certi comportamenti. Da non giocatore proprio non capisco come si possa andare contro la razionalità, sto perdendo quindi la smetto, è logico. Forse è un po' come il non fumatore che non capisce perché sia così difficile smettere.

    Pensa se al posto dei 'giochi' di probabilità ci fossero quiz di cultura generale: i gestori del sistema sarebbero più poverelli ma avremmo una società un po' più consapevole e responsabile.

  • Sei grande Genna. Perfettamente d'accordo con te. Forse spiegarlo nei termini in cui tu l'hai fatto potrebbe aiutare a decidere meglio. Molto interessante quanto hai focalizzato l'attenzione sulla parola "gioco"… effettivamente questi NON sono giochi!

  • Io sono economista, e in quanto tale guardo alle statistiche. Ne consegue che sto lontano da qualsiasi tipo di gioco d'azzardo o lotteria. 😉

    Penso che il casinò, come tutte le altre cose, possa essere positivo o negativo a seconda dell'utilizzo che ne si fa. Ma a livello psicologico è moloto pericoloso, perché crea facilmente dipendenza.

  • Penso che come ogni cosa dipende da che parte la si guarda.. una regolamentazione da parte dell'industria del gaming sarebbe necessaria, visto che potrebbe garantire allo stato un gettito erariale estremamente importante, soldi che poi verrebbero redistribuiti alla collettività, e che adesso invece vanno in buona parte ad organizzazioni clandestine..
    Che poi credo che sul cercare di tenere lontani i nostri figli, in età dove ancora non hanno la consapevolezza di quello che fanno, da "giochi luminosi dove si vincono tanti soldi", siamo tutti d'accordo, ma fare della demagogia inutile come spesso ci si riduce dalle nostre parti è altrettanto deleterio (non mi riferisco al tuo articolo ben scritto, ma in generale a come viene presentata la materia)
    Gerardo

  • Adoro giocare a poker, ma odio perdere, quindi ho comprato un gioco di poker da istallare su pc.
    Ora vinco e perdo alla grande ed il mio portafoglio mi ringrazia, come anche la mia salute mentale.

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