Imparare nel sonno

Ciao,

mentre dormi impari? questa è una delle domandeche i ricercatori si fanno da anni. Di certo si sa quanto il sonno sia importante per molte cose, e fra queste c’è anche l’apprendimento…ma non si sapeva con certezza che si potesse apprendere qualcosa durante il sonno.

Da anni infatti tutti gli apparecchi per imparare dormendo hanno fallito ad una valutazione sperimentale.

Se sei un amante della crescita personale e hai studiato un po’ di cosine, di certo sapevi che una cosa del genere sarebbe potuta essere possibile. Eppure, io stesso ho partecipato qualche anno fa,alla valutazione di un apparecchio per imparare le lingue dormendo.

Lascia che mi spieghi meglio: questo coso, non era la classica “cassettina da ascoltare nel sonno” ma qualcosa di molto complicato, questa sorta di cerchietto, che passava dietro alle orecchie, inviava delle vibrazioni direttamente all’orecchio medio.

In pratica tu non sentivi nulla consciamente, ma il tutto veniva inviato direttamente ad una parte più profonda delle orecchie. Questo, a detta dei produttori, sia per raggiungere l’inconscio ma soprattutto per non disturbare il sonno. Il dispositivo conteneva dei CD da ascoltare con le relative schede.

Le istruzioni per l’uso,consigliavano di leggere una scheda prima di andare a letto e mettere su il relativo CD. Poi, il divertimento è stato cambiare le “carte in tavola”. Ad alcuni sono stati dati CD vuoti, ad altri i CD sbagliati ed altri si è chiesto di ascoltare solo il CD mentre ad altri di leggere solo le schede.

Risultati: i soggetti che hanno dato un miglior apprendimento sono stati quelli che hanno avuto CD + scheda…per cui il tutto sembra confermare la teoria dei costruttori. E invece a pari merito, con apprendimenti a volte migliori, vi erano i soggetti che dovevano semplicemente leggere le schede prima di addormentarsi. Ed anche chi aveva un CD vuoto, accompagnato dalla lettura delle schede, aveva risultati simili.

Conclusione, è la lettura delle schede prima di addormentarsi a generare l’apprendimento e non l’ascolto del CD mentre si dorme. Questo è solo uno degli esperimenti che ha confutato, sino ad oggi, l’apprendimento dormiente.

Eppure da qualche giorno rimbalza sui giornali la notizia della ricerca condotta dal Istituto israeliano Weizmann di Rehovot, che si può apprendere mentre si dorme. Per cui sarebbe possibile imparare una lingua o una materia qualsiasi?

L’esperimento ha provato che è possibile creare un condizionamento, che è si la forma elementare di apprendimento ma non è l’apprendimento scolastico. Infatti questo agisce esclusivamente a livello inconscio.

Lo conferma anche l’organo condizionato, l’olfatto,che è uno dei sensi più radicati nella parte antica del corpo (e va direttamente al centro del cervello senza passare dal “via” – il talamo).In pratica il prof. Noam Sobel e Anat Arzi, hanno utilizzato il condizionamento classico pavloviano per condizionare un odore ad un suono.

Questo è stato fatto ripetutamente su 55 soggetti mentre dormivano; al loro risveglio il suono produceva una risposta olfattiva piacevole o spiacevole, in base al tipo di essenza odorosa a cui erano stati sottoposti i “dormienti”. Un aspetto significativo è stato scoprire che l’apprendimento avveniva durante il sonno detto”non-rem”, cioè quando non stai sognando o muovendo gli occhi. Infatti il movimento degli occhi è da qualcuno ritenuto indice di una qualche elaborazione interna…anzi possiamo dire che è proprio così quando siamo svegli.

Fai una domanda a qualcuno e chiedigli di tenere gli occhi fermi…vedrai! Eppure l’apprendimento e NON-Rem…chissà perché…

Anat Arzi sottolinea che siamo ben lontani da”mettere i documenti di lavoro sotto al cuscino e al risveglio conoscerli”. Ma di certo il loro esperimento dà il via ad un filone di ricerche che potrebbe portarci a scoprire metodologie innovative, sulla possibilità di apprendere mentre dormiamo.

A presto
Genna

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4 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Monolto interessante;)
    Quello che ti è successo accade più spesso di quanto ce ne si possa rendere conto. Solo che forse, a 13anni assume caratteri ancora più inconsci, non essendo ancora del tutto formato il cervello. Oltretutto lo studio in stato modificato diventa un richiamo alle cose lette e già ascoltate …
    Grazie per il bel feedback

  • Salve, mi è capitato una volta a 13 anni di studiare per un interrogazione di storia in uno stato tra il sonno e la veglia. Il giorno dopo alzavo sempre la mano per rispondere alle domande, sapevo tutto, presi anche un bellissimo voto. La cosa strana è che non ricordavo niente consciamente, non avrei potuto parlarne diffusamente, ma a domanda non so come, sapevo come rispondere. Mi sono chiesto per anni come avessi fatto a memorizzare così bene una materia letta appena… Non mi è più successo in maniera così eclatante!

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ehi già Stefno…chissà cos'altro ci aspetta;))

  • Beh, mica è poco! Già creare un ancoraggio mentre dormo mi tornerebbe parecchio utile.

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