Psicologia Inversa

Ciao,

non sai che cosa è la psicologia inversa? si che lo sai 😉 è quando cerchi di far fare qualcosa a qualcuno chiedendogli di non farlo. Probabilmente conosci ormai la storia del “non”. Processando il linguaggio in un certo modo il “non” ci costringe ad una doppia codifica che include anche ciò che”non dovremmo fare”. Ed ecco un esempio particellare (a proposito di bosoni ) di psicologia inversa.

 

Ieri ero al parco con gli amici a fare un bella grigliata.Ad un tratto sono apparsi tutti i bambini (figli di amici)con dei gavettoni in mano:) una bimba agguerrita è arrivata verso di me…io le indico sua madre e le dico: “non buttarlo addosso a lei…non farlo…non farlo” cosa ha fatto la bambina? Ha gavettonato la mamma:) Se leggi PsiNeL molto probabilmente conoscevi già qualcosa del genere, legato soprattutto alla particella verbale “non”

…o forse conoscendo la PNL sapevi della esistenza di alcune persone dette “polari”, cioè dei classici “bastian contrari”, che dicono sempre il contrario di tutto. E sono proprio queste le persone su cui è più utile usare la “psicologia inversa” per i tuoi “loschi propositi” 😉

Ho preso spunto per l’articolo dall’ultimo post di psyblog.Il quale afferma che la psicologia inversa si basa sul restringere la libertà altrui, se ad esempio ti dico di non continuare a leggere con interesse crescente questo blog, da un punto di vista ti sto costringendo a fare qualcosa. Questo “restringimento di possibilità” e la conseguente”reattanza psicologica” sono stati oggetto di numerosi studi.

1) Bambini: di 2 anni ai quali viene detto di NON giocarecon un certo gioco che viene messo davanti a loro inmodo improvviso. Ovviamente tutti i bambini tendonoa giocarci. Lo stesso vale se diciamo ai bambini che possono giocare con 5 giochi, ma che non possono toccare uno di questi 5. I bambini troveranno molto più attraente il “giocattolo proibito”.

2) Adulti: anche gli adulti non fanno eccezione e cascano nella “reattanza psicologica”. In uno studio abbastanza famoso è stato chiesto ad alcuni soggetti quali programmi televisivi avrebbero preferito. I giovani adulti (sino a 21 anni) erano divisi in 3 gruppi, soggetti con etichette di avvertimento sul fatto che fosse un programma “forte”. Un altro gruppo con etichette neutre ed un terzo gruppo senza etichette.

Il film che i soggetti avrebbero voluto guardare erano tutti contrassegnati da etichette di avviso che si trattava di un film ” forte e pericoloso“.

In questo video vedi Derren Brown all’opera conquesto principio. In modo spettacolare Derrencerca di convincere una ragazza “a non schiacciareun tasto” che potrebbe provocare la morte di ungrazioso gattino. E cosa fa la ragazza? lo schiaccia. Derren aveva fatto la stessa cosa anche con i bambini, dicendogli di non guardare dentro aduna scatola, che regolarmente veniva violata.

Certo Derren Brown è un po’ estremo e di certo non ha utilizzato solo questo principio, ma il video rende bene l’idea di come si possa manipolare e persuadere attraverso la psicologia inversa.Secondo la ricerca le reazioni al restringimento delle scelte porta a 3 conseguenze:

1– Aumento del desiderio

2– Ribellione con dichiarazione di libertà

3– Ti arrabbi con chi tenta di limitarti

Concludendo: la psicologia inversa funziona e si basa sul principio che: ” a nessuno piace che gli si limitino le scelte o che gli venga imposta una certa opzione”, questo fa scattare nelle persone una sensazione di costrizione che le fa agire “al rovescio”rispetto alla azione richiesta. E’ un modo molto utile per persuadere bambini e “polari”…e non solo.

Per cui non lasciarmi un commento 😉

A presto
Genna

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