Stress e Lavoro: 8 consigli per gestire il tuo capo ed i tuoi colleghi…rompi ;)

Ciao,

il tuo capo ti stressa? hai un classico boss rompipalle? eh eh, il mondo del lavoro ne è pieno. Tanto che alcuni psicologi e psichiatri hanno voluto dare un nome a questa “specie di disagio aziendale”: corporate psychopathy, e le statistiche in questo campo non sono ottimistiche, perché lo strumento d’indagine scoperto dagli addetti ai lavori (il PCL-Ro psychopathy Checklist) ha rilevato che almeno il quattro percento dei dirigenti mostra tale tipo di profilo.

In italiano questa “patologia” prende il nome di”psicopatia industriale” e pare che vi siano, secondo le statistiche, una marea di “padri padroni pazzi“.Personalmente ho avuto la sfortuna di lavorare con un di questi personaggi, al quale non andava mai bene niente di quello che facevo o dicevo. L’importante per lui era solo il denaro, e trattava tutti noi (un gruppo di formatori) come “merce di scambio”.

Fortunatamente il dott. Massimo Picozzi, ci mostra alcune dritte per “sopravvivere a questo genere di personalità”:

1) Imperturbabilità: se hai la sfortuna di lavorare con una di queste persone, o anche solo se devi mangiarci assieme 😉 sii imperturbabile alle loro provocazioni e bizze. Spesso le provocazioni, in campo lavorativo,possono essere pianificate al fine di farci lavorare peggio o addirittura licenziare. Se è il tuo capo afarlo, documentalo e in caso fai una richiesta dimobbing.

2) Ascolta: con attenzione che cosa ti dice, e se tipone una domanda aspetta qualche secondo primadi rispondere. Assicurati di avere “il cervelloacceso”…

3) Sintetico: fai in modo che le tue risposte sianosintetiche. Evita di inserire informazioni non richieste o superflue, e dii solo l’indispensabile. Qualcuno chiama questo modo di esprimersi come “la tecnica dell’Iceberg”, che significa dire solo il 20% di ciò che sappiamo, facendosi che quel 20% sia altamente esplicativo.

4) Realtà: attieniti sempre alla realtà dei fatti,evita di fare congetture ed ipotesi. Evitando di utilizzare assolutismi o, come diremmo nel metamodello generalizzazioni, come “sempre”,”mai” ecc. Perché diventano una porta dalla quale far entrare le critiche del capo.

5) Mostrati calmo: evita di arrabbiarti e se proprio non ci riesci ricorri ai 10 consigli dello scorso post. Arrabbiandoti fai il gioco del tuo capo che, utilizzando i tuoi sentimenti ostili si sentirà ancora più in dovere di “bastonarti”.

6) Evita il sarcasmo: cercare di fare dello”spirito” nel momento sbagliato ti danneggia. Nello stesso modo in cui ti ho consigliato di non usare l’ironia ed il sarcasmo quando ti arrabbi, anche qui vale lo stesso…anzi di più. Perchè il capo potrebbe sentirsi preso in giro.

7) La pausa: anche qui c’è il ricorso alla ormai famosa “pausa di riflessione”. Se senti di star” perdendo la calma”, se il contare fino a 10 non serve, allora trova una scusa e allontanati.

8) Azioni: se il capo continua a rompere su cose passate ridirigi la sua attenzione sulle cose da fare. Magari rispondendo con parole comprensive,ad esempio: “certo, capisco il suo punto di vista,e ora volevo chiederle come proseguiamo? quale è la prossima mossa?”. Sposta la sua attenzione sulla produttività, piuttosto che sulla polemica.

Bene, come avrai notato questi consigli hanno un valore “universale” nelle relazioni asimmetriche. Cioè dove c’è qualcuno che ti comanda, ma in fin dei conti potrebbero essere anche delle regole di buona convivenza fra “compagni d’appartamento”o fra “colleghi di lavoro”. Quindi, se anche tu haidelle difficoltà a gestire le tue emozioni sullavoro, sperimenta questi consigli e fammisapere cosa ne pensi.

A presto
Genna

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