“Ricercatore Indipendente della Crescita Personale”

Ciao,

hai mai sentito una descrizione del genere “io sono unricercatore indipendente?“, che cosa ne hai pensato?Oggi voglio toccare un tema spinoso che riguarda laricerca e come si possa essere tratti in inganno dalleparole e dalle pseudo-descrizioni. Oggi attraversointernet sei in grado di appassionarti di un certoargomento e di diventarne esperto. Ovviamente nonrestando a casa ma facendo le giuste esperienze…ma ciò che conta è che fino a soli 30 anni fa questoera impensabile.

Così spuntano sulla rete una marea di personaggiche si definiscono “ricercatori indipendenti” opeggio ancora “ricercatori“. Eppure è così bello esuadente definirsi “ricercatori” e francamente iopenso di esserlo. Tuttavia quasi un annetto fa un miocaro amico e collega, leggendo sul mio profiloquesta descrizione mi dice “Genna, ma neancheio mi definisco ricercatore” (lui è un veroricercatore). A quel punto ho cancellato questadescrizione, che tra l’altro mi casca a pennello;(

Non lo sapevo! e probabilmente non lo sai neanche tu.Ecco perché ho deciso di scrivere questo post. Permostrati cosa significa, per la legge italiana, essere definitiricercatori. Allora bisogna essere laureati e aver svolto un dottorato di ricerca. Che sarebbe una sorta di scuola post-laueam che ti insegna a fare ricerca. Ecco perché diventi ricercatore, perché lo impari. Detto fra noi, se sei laureato in una certa materia dovresti conoscere gli strumenti di ricerca, ma non bene quanto uno che si fa il dottorato.

Per cui, se la persona si definisce “ricercatore”, masenza avere un dottorato di ricerca non significa chenon sia un “bravo ricercatore”. Ma che probabilmentenon avrà molta familiarità con i metodi di ricerca,che sono in costante sviluppo. Se in più si tratta diun semplice appassionato non avrà neanche glistrumenti conoscitivi per riuscire a comprenderetali strumenti. Si perché non puoi arrivare oggi senza conoscere gli approcci di ieri …e cercaredi innovare.Questo vale per tutti i campi, ma vale ancora di piùper i campi non deterministici, come la psicologia ein generale tutte quelle che oggi vengono definite”scienze sociali“. Per quanto mi riguarda penso chein tali ambiti ci si possa definire “ricercatori” pursenza un phD, solo se:

1) Conoscenza: si ha una vasta conoscenza dellaletteratura precedente. Questo implica avere accessoalle banche dati da cui poter studiare gli articoli cheogni giorno vengono pubblicati. Se ad esempio seiuno psicologo puoi trovarne molti gratuitamente sulportale www.psy.it. Io sono fortunato perché la miacompagna lavora all’Università di Padova 😉

2) Competenza: bisogna saper leggere gli articoli esoprattutto saper interpretare i risultati. Per fare questoserve una conoscenza statistica di base. Per questo neicorsi di laurea in psicologia e medicina si studia tantastatistica. Non è come leggere un libro o un esperimentodescritto in un libro, è un articolo scientifico e deverispettare alcuni criteri formali.

3) Esperienza: avere competenza non basta, in modoparticolare nel campo della psicologia. Bisogna ancheavere esperienza di ciò che si sta parlando…questovale anche per il ricercatore che si deve tuffare semprepiù spesso nel contesto sociale che intende studiare.Gli esperimenti effettuati in specifici contesti dannorisultati migliori di quelli effettuati in laboratorio.

4) Metodo scientifico: per quanto lo si maltratti, ilmetodo scientifico è tutt’oggi il metodo migliore peresplorare la realtà che ci circonda. Non è l’unico maè di certo il migliore, quello che sino ad oggi ci hapermesso di arrivare dove siamo arrivati, nel malee nel bene. Non applicare o peggio ancora nonconoscere il metodo scientifico significa esserelontanissimi dal poter essere definiti “ricercatori”.

Sono moltissimi gli studiosi che hanno teorizzato chel’uomo, in quanto “essere conoscitore”, si comportiproprio come un ricercatore. A me piace un saccoquesto punto di vista e credo che rispecchi il nostromodo di funzionare. Cerchiamo indizi e formuliamoteorie su come va il mondo intorno a noi, cercandosia conferme che sconferme alle nostre ipotesi dipartenza…proprio come un ricercatore.

So che questo discorso è difficilmente applicabilea tutte quelle discipline che oggi rientrano sotto ilnome di “sviluppo spirituale”. Tuttavia, a meno cheuno non si presenti dicendo “sono un ricercatorespirituale” e si definisce “ricercatore” senza averei requisiti di cui abbiamo appena parlato…allora ticonsiglio di dubitare delle sue teorie, come ticonsiglio anche di dubitare delle mie teorie…

…anche questo è un atteggiamento da ricercatore 😉

A prestoGenna

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3 Commenti
  • Ivano - Ricercatore Indipendente
    Rispondi

    Condivido il pensiero di Stefano, vorrei soltanto aggiungere sulla "crescita personale" che se fatta in modo coscienzioso, non è necessariamente d'obbligo leggere i "grandi" del settore, perché ognuno di noi essendo unico ed irripetibile, l'unico libro che deve attentamente studiare è la "propria vita" compresa come "percorso esperienziale" dalla quale attingere le necessarie comprensioni, proprio come farebbe un ricercatore nel suo campo. Termino con questa considerazione: dal momento che la scuola o l'università della Coscienza non esiste, se ognuno di noi vuole essere ricercatore in se stesso e poi queste ricerche le condivide o le vende a chi gliele richiede, perchè costui non può definirsi RICERCATORE INDIPENDENTE?
    p.s. leggo sovente il tuo Blog caro Gennaro Romagnoli e colgo l'occasione per esprimerti tutta la mia stima come professionista ma ancor di più come Persona. BRAVO!!!!

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie Stefano

  • Non mi sono mai piaciute queste definizioni.

    Ok, ufficialmente sei ricercatore se te lo dice l'università. Ma sinceramente, dopo 3 anni di studi ho capito che non conta niente.

    Ho capito che studiando a casa in maniera seria e costante, si può arrivare molto più in là di quanto un'università ti permetta di fare. Io la metà delle cose che so sull'economia le ho imparate da me, non nelle aule delle mia facoltà.

    Soprattutto nella crescita personale, un settore ufficialmente non riconosciuto. Qui per essere esperti basta leggere i "grandi" del settore, che spesso a loro volta non hanno studi formali. Tu Genna sei un'eccezione, perché lavori nella psicologia. 😉 Ma a parte te, la crescita personale è popolato da esperti autoproclamati tali.

    Per questo secondo me puoi definirti un ricercatore indipendente.

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