Modellare la Meditazione? Esperimenti in casa “Psinel”…

Ciao,

come forse ti sarai reso conto in questo periodo parliamo molto di meditazione. In realtà è un argomento che curo da anni ma che, per qualche motivo non ho mai approfondito. Invece da un annetto mi ci sono tuffato a capofitto, pratica compresa, e mi sto rendendo conto di quanti benefici abbia, per chi, come me, adora la crescita personale. In questo post voglio iniziare una serie di analisi tecniche e teoriche su questo affascinante argomento.

Come probabilmente saprai il nome di questo blog nasce dalla mia passione per la PNL (parlo del 2007, perché oggi questa passione è un po’ scemata) e per la psicologia in generale. Per questo mi piacerebbe fare alcuni piccoli passi verso il modellamento della tecnica fra PNL, Ipnosi (la PNL è una derivazione di questa) e la meditazione. Non si tratta di un’impresa facile, per questo l’ho inserita nei miei “deliri del venerdì” 😉

La prima difficoltà che s’incontra nel fare questo tipo di analisi sta nel fatto che la meditazione non ha scopi. Mentre la PNL utilizzata senza scopi non vale nulla 😉 Per cui l’unico punto in comune è che mirano entrambe alla creazione di uno “stato modificato di coscienza“,e che questo viene creato indotto o auto-indotto attraverso lo spostamento intenzionale della attenzione.

La PNL ha preso questo dal monoideismo plastico dell’ipnosi, mentre la meditazione dalla tradizione vipassana che significa “guardare in profondità“, e aggiungerei”attraverso la focalizzazione intenzionale verso un unico oggetto, senza giudizio”. Qualche tempo fa ti dicevo che il canale cinestesico, cioè quello legato al senso del tatto e della propriocezione (percezione del proprio corpo nello spazio).

Altra differenza sta nel fatto che lo stato di “trance” (che è simile se non identico dai tracciati dell’EEG a quello della meditazione) è di per se “inerte”. Cioè se non viene utilizzato non serve a nulla. Mentre o stato di meditazione ha, come scopo secondario, quello che viene chiamato “decentramento” che è il primo passo verso la “disidentificazione” dai tuoi pensieri.

Ma perché parlare di PNL invece che d’ipnosi? perché la PNL è un utile strumento per modellare la nostra esperienza e quello che cercherò di fare ora è proprio questo:

Potremmo definire la meditazione come uno stato”puramente cinestesico“, cioè basato sul “sentire”,o per lo meno questo è il canale più classico, infatti sia attraverso il bodyscan e sia attraverso l’attenzione al respiro, stiamo accedendo alle nostre sensazioni.Se ricordi qualche tempo fa ti spiegavo perché le nostre sensazioni vengono anche considerate come il principale canale delle emozioni, per cui la via”regia all’inconscio“.

Mentre tecniche come la PNL si basano soprattutto sul “pensare”. “Sentire” contro “pensare”…sembra la classica dicotomia “emozioni-raziocinio”, ma non è così. La meditazione ci permette di fare un passo in più rispetto a questa dicotomia, andando ad una”mente super conscia” o come la hanno anche chiamata “mente saggia”, che corrisponde anche all’inconscio ericksoniano.

Ma questo modello sarebbe riduttivo, dato che esistono diverse forme di meditazione basate anche sull’ascolto dei suoni o sull’attenzione verso certe immagini. Per cui ci si accede attraverso ogni tipo di “attenzione focalizzata”, e fino a qui non abbiamo vere differenze nella metodologia. La vera ed unica differenza sta nell’atteggimento mentale…che nella meditazione è “non giudicante”

…mentre nella PNL e in generale in tutta la crescita personale è “giudicante” perché devi valutare se: è una convinzione errata, se è una strategia che non funziona più, che qualità ha questa rappresentazione(le sottomodalità) ecc. Mentre in comune hanno la”intenzionalità“, infatti anche se meditare non ha un obiettivo specifico, lo spostamento della tua attenzione deve essere intenzionale, anche se ti ripeto “non giudicante“.

Mentre la PNL ragiona secondo un modello ti tipo lineare, dove se la strategia A fallisce si può cambiare con un’altra strategia, in un’ottica che noi psicologi chiameremmo: “cognitivo-comportamentale”. Nella meditazione non si cerca di “addestrarsi a cambiare qualcosa” ma semplicemente ad allenarti a notare che direzione prendono i tuoi pensieri per poi tornare gentilmente sul corpo.

So che anche questo sembra, ad un’occhio poco preparato, una forma di “condizionamento” ma è in realtà il contrario, è uno smontare i condizionamenti. Infatti in questo modo ci si rende conto di quanto i nostri pensieri siano automatici e di come, fermarsi per avere una reale scelta di azione.

Andando al modello di Assagioli della psicosintesi sappiamo che esistono due inconsci: uno detto anche”inferiore” e un altro detto “superiore”. Il primo può essere paragonato al magazzino degli automatismi,mentre il secondo è un magazzino di risorse, di cose che hai appreso nella tua vita…è quello che oggi chiameremmo, inconscio ericksoniano.

A questo punto viene da chiedersi: “allora mi stai forse dicendo che è meglio meditare piuttosto che fare PNL?“… la risposta è No! servono per due cose diverse ma complementari, penso che vi sia una possibilità di unione di questi due punti di vista proprio come hanno fatto gli ideatori della mindfulness mettendo insieme la meditazione vipassana con le intuizioni della terapia cognitiva.

Vedo la meditazione come una ottima forma di auto-aiuto che accompagni un percorso di crescita. E non come “uno strumento di cambiamento” (anche se può essere utilizzata in questo senso) come la PNL. Averei valori della meditazione e le abilità della PNL ci può portare ad un livello superiore. Forse Dilts nel suo ultimo “L’evoluzione della PNL” vuole un po’ dirci questo, che possiamo abbracciare nuovi modi di vedere il cambiamento, anche se appartengono a millenni fa 😉

In modo particolare puoi sperimentare il modellamento della PNL della meditazione nell’esercizio sulla esplorazione della tua mente somatica che puoi trovare cliccando qui.

Come al solito non c’è nulla di nuovo sotto il sole, e se ti piace questo argomento sappi che ho moltissimo altro da raccontarti….e tantissimo da sperimentare,visto che è in arrivo dagli Usa l’Epoc Emotiv un caschetto fichissimo per rilevare il funzionamento del cervello, e la mia compagnia mi ha promesso(speriamo la mantenga;)) di meditare per 8 settimane e testare il suo funzionamento cerebrale, prima edopo…e “documenterò tutto…live” e tu potrai seguirlo in diretta ;))

Lascia qui sotto le tue domande e le tue perplessità e proveremo, insieme io e te, a dare una risposta plausibile.Mi auguro che questo delirio sia stato di tuo gradimento…ci vediamo…opss… ci sentiamo lunedì con una super meditazione guidata ;)))

A presto
Genna

Ps. Se hai qualche suggerimento su come posso  impiegare l’epoc emotiv per le ricerche sulla crescita personale, sentiti libero di esprimerti qui sotto fra i commenti. Mi piacerebbe che tutto avvenisse nel modo più “cooperativo” e “condiviso”possibile.

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4 Commenti
  • Purtroppo no , perché la azienda che mi ha venduto la macchina per il bio feedback non mi consegna l'hardware funzionante. Cioè me lo hanno dato difettoso e sto aspettando le procedure di reso, che sono bloccate perché l'azienda NON risponde:(

  • Hai pubblicato il post sui risultati della meditazione?

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Manuel,
    le sincronicità, da quando ci conosciamo, non hanno mai
    finito di stupirmi…piacevolmente;)))

    Grazie per i consigli proseguirò e cercherò anche di fare qualche …esperimento casalingo per vedere cosa ne viene fuori…quando passi da padova devi assolutamente passare a trovarmi, così ti "metto sotto il caschetto"…

    …e ci beviamo una bella birra….alla faccia dello sviluppo personale;)))

  • Ipnosi Strategica
    Rispondi

    Ciao Genna,
    complimenti per la sperimentazione!

    Come sai ho iniziato un percorso di meditazione e yoga, casualmente, nello stesso periodo in cui tu hai iniziato a meditare e senza nemmeno che ce lo dicessimo( sincronicità interessante:-)

    Anche nella mia esperienza la meditazione che pratico che è quella dell'Ananda Marga di Anandamurti, tutto sta nel sentire(cinestesico) l'intenzione quando mediti. Confrontandomi con altri che meditano con me c'è una profonda differenza nel quando mediti con la mente e quando mediti con il "cuore".

    In particolare quando sto accedendo a quello stato sento inizialmente profonde sensazioni al petto(tipo vibrazione) quando accedo a stati profondi di meditazione. A quel punto la meditazione non è più un esercizio ma un'esperienza che porta nel tempo a sperimentare un distacco dalla mente, e grazie allo yoga anche dal corpo(assenza di sensazioni cinestesiche).

    Concludendo non fermarti alla dissociazione dai pensieri ma procedi anche oltre cioè alla dissociazione dal corpo(quindi al cinestesico).
    Quello che si prova è un senso di profonda beatitudine che va oltre…Insomma una nuova frontiere 🙂
    Ciao,
    Manuel

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