Come valutare “la prima consulenza psicologica?”

Ciao,

questa settimana mi sono arrivate un sacco di domande simili, sarà una sincronicità, il quesito era più o meno questo: come faccio a capire, durante il  primo incontro, se il professionista (psicologo, psicoterapeuta, counselor o coach) è davvero un professionista?

Lo so che sembra una domanda banale, ma non è così. Non è facile scegliere l’orientamento del professionista (perché non siamo del campo, altrimenti sapremmo dove andare) e neanche capirlo dal singolo incontro, tuttavia è possibile osservare alcuni indizi rivelatori.

Ecco alcuni consigli che ho pensato potrebbero esserti utili, presupponendo un primo incontro, che magari è andato anche bene ma ci ha lasciati con uno “strano sentore”. Questi consigli sono degli indizi induttivi attraverso i quali puoi”misurare” la preparazione del professionista che scegli.

1) Fatture: in base al periodo in cui decidi di affidarti ad un consulente dovresti poter vedere il numero progressivo delle sue fatture. Se ad esempio ci vai adesso e vedi che il numero è al di sotto  della cinquantina, allora molto probabilmente non è la sua attività principale. Ci sono eccezioni, come chi lavora nei servizi (ospedali, ASL, ecc.), persone che hanno appena aperto l’attività. Altri fatturano mensilmente, ma se noti che fa fatture ad ogni incontro, 50 in 6 mesi di lavoro sono proprio poche…dovrebbe averne almeno il triplo.

2) Corsi e gruppi: se al primo incontro ti propongono subito di partecipare ad un corso o ad un gruppo…scappa! Scherzo ci sono eccezioni anche qui. Ad esempio potrebbero esserci dei gruppi tematici (es. alcolismo, droghe, gioco d’azzardo, e pratiche di meditazione e rilassamento). Comunque sia, al primo incontro proporre qualcosa del genere, non è comune, per cui in tal caso informati sulle credenziali del professionista.

3) I farmaci: se al primo incontro ti vengono subito proposti dei farmaci, e tu pensi e senti di non averne bisogno, scappa! Questo non vale solo per i professionisti “non medici”, ma anche e per quei medici di base che si improvvisano psichiatri. Di norma se vai da un professionista riconosci di avere qualcosa da “risolvere” per cui ti rendi anche conto se sono necessari i farmaci o meno. Se il professionista “non medico” te li propone subito o “ti ha visto davvero male” o lavora davvero male!

4) Scienza e metodo: per quanto riguarda i professionisti che hanno una preparazione accademica (psicologi e psicoterapeuti), questi dovrebbero utilizzare solo strumenti e metodi che la ricerca ha valutato essere validi. Per cui se uno psicologo tifa i tarocchi, scappa… a meno che non abbia sviluppato un metodo alla Jodorowsky ma comunque deve garantire la validità degli strumenti che utilizza. A tal proposito tieni presente che alcune fra le “prescrizioni terapeutiche” più efficaci sono caratterizzate dal “paradosso”. Per cui evita affrettate conclusioni, e chiedi i dovuti chiarimenti.

5) Preparazione: internet oggi crea clienti sempre più preparati, prima di andare dal professionista informati sul suo approccio e sul tuo disagio, e se ti sembra che non sia preparato in tal senso, cappa!:) anche qui ci sono numerose eccezioni, infatti il professionista non è tenuto a spiegarti le cose, tuttavia è un buon segno se è in grado di spiegarti, con parole semplici,come funzionerà il vostro “viaggio”. Personalmente penso che l’aggiornamento e la conoscenza in questo campo siano un obbligo morale, per cui lo inserisco fra “i miei criteri di scelta” personali.

Come hai notato questi aspetti, possono essere oggettivizzati ma di certo ci sono numerose eccezioni. La cosa, forse, più importante è che tu ti senta bene in sua presenza. Che sappia metterti a tuo agio, che non ti dica “cosa devi fare”,che non passi il tempo ad indottrinarti. Insomma ce ne sarebbero di cose da dire. Se cerchi un professionista o se sei un professionista, segui queste regolette e affidati al tuo istinto…tenendo presente che spesso un incontro non è sufficiente a valutare realmente le abilità di chi ti sta davanti.

Credo che questi consigli possano essere generalizzati ad altre libere professioni, tu cosa ne pensi e cosa altro consiglieresti? Cosa consiglieresti a chi decide di affrontare un percorso psicologico? che sia di crescita o di risoluzione di un problema?

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Io diffido sempre nella prima consulenza
    Realizzazione siti web Palermo solo dopo alcune sedute si riesce a capire bene il soggetto.

  • ottimisssimo articolo, io lo declino anche per "odorare" in ambito lavorativo possibili collaborazioni pacco(tendo a dar molta fiducia,ma troppe delusioni mi hanno imposto di crearmi una checklist di verifica). Beh, non avevo visto il tuo articolo su Jodo, l'ho conosciuto abbastanza bene in Francia ed effettivamente sa "andare oltre" Grande Genna! AB

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