Gestire lo Stress: Perchè i Rimedi Farmaceutici Non Funzionano

Ciao,

qualche giorno fa, mentre camminavo ho letto perla ennesima volta la stessa pubblicità “acquista la pillola X contro lo Stress“, e mi sono chiesto, ma le persone sanno che cosa è davvero lo stress e sanno che una pastiglia, non solo “ha un effetto effimero”ma probabilmente è anche controproducente? ed è proprio questa domanda che mi spinge a scrivere questo post… seguimi 5 minuti e scoprirai il perché.

Come forse saprai lo stress è una risposta normale dell’organismo per far fronte agli eventi che ci accadono nella vita. Di qualsiasi entità essi siano il”nostro meccanismo” di allerta si attiva generando innoi la quantità di stress necessaria affinché quel certoqualcosa vada fatto. Quando questo livello supera la norma si hanno i problemi legati allo stress. Quindi è una perdita di equilibrio all’interno del corpo.

Ed è proprio questa perdita di equilibrio che ci fa pensare che una pastiglia possa in un qualche modo dare una “raddrizzata” a questo meccanismo, ma vediamo perché invece, secondo me non servono a niente e anzi possono essere dannose:

1) Siamo tutti di diversi: il giusto quantitativo di stress che mobilità me nell’adempimento delle mie azioni non è la stessa quantità di stress di cui tu necessiti per lo stesso compito. Questo significa che, se anche la pillola potesse regolare lo stress, il suo quantitativo dovrebbe modificarsi da persona a persona, tenendo conto variabili altamente instabili come: situazione familiare, lavorativa e relazionale…oltre a tutte le variabili di tipi fisiologico…peso, altezza, pressione ecc.

2) Messaggio negativo inconscio: questo forse è loaspetto più pericoloso di tutti. Vedi ogni volta che tu assumi qualcosa del genere, qualcosa che cerca di regolare il tuo umore è come se ti stessi dando il costante messaggio “tu da solo non puoi farcela”. So che può apparire come una banalità, ma non lo è affatto, ti assicuro che ci sono persone che a causa di questo doppio messaggio vivono una vita d’inferno…con una costante perdita di autostima.

3) Coping: tu possiedi già delle strategie per farefronte allo stress, in psicologia queste abilità sono notee vengono chiamate “strategie di coping”. C’è chi si scarica camminando, chi alzando la voce e chi pensando in un modo particolare. Insomma nel tempo si affinano queste strategie, e queste diventano sempre migliori…ma che cosa succede se usiamo una pillola? esatto queste si perdono… ammettendo che funzionino! E se non funzionano? peggio, si perde sia autostimae sia strategie di coping…un vero disastro.

4) Dipendenza: anche se la sostanza contenuta in quelle pillole non dovesse “creare dipendenza” è ovvio che in questo caso non conta. Infatti il semplice fatto di avere a disposizione un “finto rimedio” ci fa pensare che senza di quello non possiamo affrontare le giornate o gli eventi stressanti, è questo a provocare la più pesante delle dipendenze…che non è mai di origine fisica ma sempre psicologica.

5) Complessità: lo stress è un fenomeno esageratamente complesso per essere risolto da una pillola (tieni conto che per me lo stesso vale per la grande maggioranza degli psicofarmaci) per cui, anche se questo punto ri-calca un po’ i precedenti, è utile che tu sappia quanto è illusorio pensare di risolverlo con una pillola.

6) Effetto Placebo: gli ultimi studi sugli psicofarmaci hanno recentemente dimostrato come, la maggior parte dell’effetto degli antidepressivi è “placebo”…cioè si potrebbe ottenere anche con una “pillola di zucchero”.Se questo capita per gli antidepressivi figuriamoci peruna dubbia pillola per lo stress. Come fare a capirlo? se senti che la pastiglia non ti toglie l’89% dello stress allora è placebo 😉

Proprio mentre stilavo questi punti mi è venuto in mente che non si trovano solo pillole per lo stress, ma anche pillole per lo stress per dimagrire. Insomma sono anche qui riusciti ad unire abilità complessissime, come quella di regolare lo stress e quella di regolare l’alimentazione.Ovviamente anche per questa valgono i punti che hai appena letto…anzi forse è ancora peggio 😉

Questa botta di “pessimismo” è solo per dirti: ” tu puoiapprendere come gestire il tuo stress da solo. Puoi farlo rilassandoti, meditando, facendo sportin mille modi più sani e produttivi, evita di farti fregare da questi mezzucci… e sono pronto a sostenere questo mio punto di vista anche di fronte a chi se li è inventati 😉

E tu, cosa ne pensi? mi piacerebbe tanto sapere il tuo parere in merito.

A prestoGenna

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5 Commenti
  • I vostri contributi sono molto interessanti e soprattutto quello di Genna :-),
    io trovo molto utile i "sistemi" di Massimo Mondini di Movimentoarcaico.it,
    credo sia un metodo più usuale per il corpo umano… ma bisogna provare per credere!

  • @ Andrea:

    Grazie per il commento;-). L'anno scorso mi sono regalato uno strumentino di biofeedback e mi sono accorto che quando lo uso praticando la consigliata respirazione del cuore (heartbreath) sono molto più efficiente. Con il tempo mi sono reso conto che alla fine non è necessario avere lo strumento di biofeedback per fare la respirazione del cuore. Ti spiego brevemente come si fa la respirazione del cuore: Si inspira contando fino a 5 e si espira contando fino a 5. Su internet si trova un breath pacer gratuito per pc su questo sito se posso postare il link: http://circuitbreak.blogspot.it/2008/08/breath-pacer.html
    Ed esiste un applicazione gratuita per android (probabilmente anche per iphone e simili) che si chiama Peaceful Breathing Lite, molto pratica e funzionale;-) Buon break a te e a tutti;-)!

  • @Antonio:
    anch'io sono per i fast-break per rilassarci anche quando ci troviamo in momenti di stress… Da qualche parte ho letto e sto sperimentando questo: chiudo gli occhi e faccio due o tre respiri profondi dal diaframma, fino ad arrivare a due minuti di tempo, dopodiché riapro gli occhi e riprendo le mie normali attività.
    Sono convinto che quando il cervello prova lo stress, in quel momento richiede molto più ossigeno del solito, e chiudere gli occhi, e respirare rilassati, appunto, lo aiuta a rigenerarsi: un po' come se dormissimo ogni tanto.
    Grazie,
    Andrea

  • Ciao Genna,
    parliamo un po' della pubblicità in generale… secondo me bisogna che anche i copywriter facciano una massiccia formazione in modo assolutamente etico e non, come accade ormai da decenni, esclusivamente a scopo di profitto.
    Purtroppo le nostre materie preferite (PNL, Ipnosi, Psicologia etc) sono sì usate, ma esclusivamente a vantaggio, non certo di noi malcapitati telespettatori.
    Sinceramente io come cittadino, quando sento (o meglio sono costretto a sentire) certe pubblicità inorridisco, mi sento offeso, a nome di tutti noi cittadini, perché chi progetta certi spots non ha neanche la minima idea di come possa essere evoluta la nostra intelligenza!
    E che dire allora delle publicità che invogliano ad alimentare dipendenze quali i giochi cosiddetti "legali" come il 10 all'otto con messaggi subliminali come: "Gioca senza esagerare!"? o anche dipendenze alimentari illudendoci di sfamarci riducendoci ad una Fiesta?
    Quello che voglio dire è che la formazione dovrebbe essere rivolta ad un argomento molto caro a noi agenti del cambiamento (o aspiranti tali), ma soprattutto a noi cittadini: L'etica dei messaggi non e paraverbali.
    E cosa dovrebbe succedere se questa etica, se questa ecologia, viene a mancare? Dovremmo essere liberi anche di denunciare!
    Non so se questo commento sarà approvato o bannato, ma vorrei che lo stesso accada anche nei confronti di certi messaggi pubblicitari… Non possono approfittare dello stato di trance che il telespettatore prova quando si trova davanti al televisore!
    L'unico dubbio che mi assale è: chi modera le pubblicità e i contenuti televisivi? Se un giorno diventerò formatore ho serie intenzioni di lavorare in questo senso: approvare o "bannare" ogni sorta di pubblicità, dopo averle esaminate e discusse nei minutissimi dettagli insieme a quello che sarà il mio Team di formatori e coaches.
    Sento che sia arrivato il momento di portare la formazione, a livello concreto, dalle aule dove si svolgono conferenze, negli studi televisivi, per moderare appunto i messaggi più o meno impliciti prima che questi intacchino e bersaglino la coscienza collettiva. Magari potremmo mandare in onda trasmissioni di formazione (sia in diretta che in differita) in modo che possano partecipare, sia chi si trova a casa,, che abbia o meno dimestichezza con il computer, e chi ne ha maggiormente bisogno: i conduttori stessi.
    Mi scuso se questo commento non è stato scritto proprio a regola d'arte ma spero che il succo di quel che ho voluto esprimere sia arivato.
    Andrea

  • Sono d'accordissimo con il tenore del tuo articolo. Per pura coincidenza proprio ieri mi sono finito di leggere il libro "The 20 minute break" di Ernest Rossi (comprato usato, non più in stampa)…dove dice in estrema sintesi che lo stress (e le relative conseguenze) si possono evitare ascoltando il proprio corpo e facendo una pausa ristorativa (lui la chiama risposta di guarigione ultradiana, ma può andare bene un po' di meditazione oppure di respirazione ritmata) di 20 minuti (personalizzabile a seconda delle esigenze) in periodi prestabiliti.

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