Atteggiamento Positivo: Cambia la tua Metafora Personale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hai presente le piscine di palline per i bambini? la realtà in cui viviamo è fatta più o meno così, ci  sono “tante cose”e sono tutte collegate…se per caso muovi anche una sola pallina, questa fa muovere e cambia l’assetto di tutte le altre. Perché ti dico questo? l’altro giorno stavo guardando un video su youtube dedicato ai fluidi non newtoniani, quando ecco balenarmi questa che ritengo essere una potente metafora per un Atteggiamento Positivo.

Sei riuscito a vederlo? come forse saprai il venerdì lo dedico spesso a quelli che chiamo “miei deliri” cioè a delle mie considerazioni personali sul mondo della psicologia e della crescita personale. Torniamo alla metafora, come forse saprai uno dei modi migliori per veicolare idee è quello di farlo attraverso le metafore. Queste hanno il potere di comunicare direttamente con la parte più profonda di noi…l’Inconscio.

Ecco perché passo il tempo alla ricerca di metafore nuove, perché mi sono utili nel mio lavoro. Ma molto raramente riesco a trovare “metafore del tutto” come quella della “piscina di palline”. In realtà non parla”del tutto” ma di come dovrebbe essere una condotta efficace in ogni campo. Dovrebbe essere un modo di agire “cedevole”…qualcosa che oggi non viene per nulla esaltato nella nostra società.

Essere cedevole non significa essere vigliacchi o deboli, ma semplicemente agire come il fluido non newtoniano. Sappiamo tutti che nella vita per averequalcosa è necessario fare azioni concrete che ciportino a quel qualcosa. E molto spesso si sente direla magica frase “fai azioni massicce”. Questo è un qualcosa di vero ma allo stesso tempo di poco efficace nel lungo termine.

Pensa agli insegnamenti dello sviluppo personale anni 90… devi fare azioni massicce, devi essere un leader, devi prendere decisioni, devi assumerti le responsabilità…qualcuno riassume con un’altra bella metafora “devi essere affamato” o devi avere un atteggiamento “feroce” ecc…ecc…Uno che “non cede mai”, che “sempre perfetto”, che èa “disposizione di tutti”, che “non sbaglia mai”…è una persona destinata alla sofferenza.

Cedere è fondamentale per vivere bene, questo non significa compiere azioni poco “incisive”, ma significa comportarsi come se il mondo fosse un “fluido non newtoniano” in cui se cerchi di aggredire vieni respinto, mentre se entri”gentilmente” ecco che puoi “penetrare dove desideri” (perdona l’allusione).

Qualche tempo fa ti ho parlato dell’importanza della gentilezza, qualcosa che hai nostri tempi sembra proprio essere passata di moda, basta guardare i giovani d’oggi! Ovviamente sto generalizzando, ma sembra che in questo mondo orientato sempre più all’individualismo, non ci sia posto per l’insegnamento della gentilezza. E penso che questo abbia portato molta della sofferenza che oggi serpeggia nella nostra società.

La metafora della piscina richiama anche il funzionamento di diversi disturbi psicologici, dove più si cerca di uscirne e meno ci si riesce.

L’ansia si comporta spesso in questo modo, più cerchiamo di “mandare via il pensiero” oppure di distrarci lavorando o facendo qualsiasi altra cosa e più,spesso nel momento di riposo, spunta fuori. Invece disciogliersi, come la mano che entra dolcemente nel materiale del video, s’irrigidisce. Pensando a questa applicazione clinica ho pensato che in fin dei conti tutta la realtà si comporta in questo modo.

Infatti la meccanica quantistica ha dimostrato (per lo meno matematicamente) l’esistenza di una “schiuma quantica” che riempirebbe tutto. In effetti quello che potremmo chiamare “vuoto” non esiste. Attorno a te ci sono tantissime cose che non puoi vedere e che,in qualche modo ci “inter-connettono“.

Qualcuno ha anche paragonato la nostra realtà ad una piscina, dove ogni movimento corrisponde a quello ditutte le particelle dell’acqua. Se fai qualcosa questaenergia parte, prima o poi rimbalza sulle pareti dellastruttura della piscina e…torna indietro. E con questosi potrebbe spiegare come funziona il famoso “karma”dove ogni nostra azione “torna a noi”. E’ sia un concetto spirituale ma anche di crescita persona,perché indubbio che se fai qualcosa questa porta a degli effetti.

Anche il tuo modo di comunicare dovrebbe assomigliarea questa metafora. Pensando ad uno dei comunicatori migliori mai esistiti, sto parlando di Milton Erickson, è evidente che il suo approccio era “gentile e delicato”(non sempre)…e indiretto. Dopotutto i nostri pensieri possono essere paragonati alle “palline della piscina”dove più spingiamo con forza e meno otteniamo lo spostamento desiderato.

Infine la cedevolezza è un aspetto fondante della pratica buddhista, dove si evita di contrastare i pensieri e le idee negative, disidentificandosi da esse. L’abilità di”essere gentile” è un atteggiamento che non solo ti rende una persona migliore, aumentando la tua resilienza, ma ti permette anche di migliorare il mondo.  Il concetto è di “diventare trasparenti” alle emozioni e ai pensieri disturbanti, lo so è una meta molto ambiziosa, ma ci si può arrivare.

Bene, da questo delirio cosa ne esce? che l’approccio migliore alla realtà è simile a quello che si dovrebbe avere con un materiale non newtoniano. Invece di”combattere e attaccare la realtà” è più utile approcciarla con gentilezza e dolcezza, questo ti permette di vivere meglio. Lo stesso vale per tutti quei doveri psicologici che noi stessi ci creiamo, cedi, e vedrai che inizierai ad affrontarli in modo migliore.

Ognuno di noi ha in mente delle metafore, e non solo in mente, se ne riempie spesso la bocca senza neanche rendersene conto: “sono a pezzi”, “mi sento al settimo cielo”, “noi siamo in guerra”, ecc. Queste plasmano il nostro modo di agire ed il nostro atteggiamento nei confronti della vita. Applica la metafora dei “fluidinon newtoniani” e fammi sapere cosa ne pensi.

So che le metafore hanno un carattere fortemente soggettivo, ed è per questo che sono curioso di sapere che cosa ne pensi. Se credi anche tu, come me, che questa possa essere una buona metafora per educare le menti alla “cedevolezza”

a…dimenticavo, è anche la base di molte discipline come le arti marziali, ecco il perché della immagine qui sopra 😉

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Un'altro, dei tanti, bellissimi articoli di Genna.
    Grazie mille.
    Visto che mi interesso anche di fisica, almeno a livello divulgativo, ti lascio un link per approfondire uno dei concetti che hai citato 😉 http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=13333

  • Ciao Gennaro grazie per l'ottima consulenza =) sono uscito dallo studio carico di energie =)non me l'aspettavo =) ci vediamo il prossimo mese.. =)

  • Ciao Genna,
    una metafora? Eccone una!
    La metafora dello specchio: se ti pieghi davanti allo specchio, anche la tua immagine riflessa si piega: è una metafora che ho trovato in uno scritto buddista di Nichiren Daishonin. Ci suggerisce praticamente di essere flessibili (la flessibilità inoltre è anche un valore PNLlisticamente parlando)… A volte mi sento una voce fuori dal coro (ecco un'altra metafora!), quando cerco di essere cedevole, mentre sento il coro che mi suggerisce di reagire, anche male ma di reagire…
    Qui mi verrebbe in mente il principio di Shufuni (sempre nell'ambito buddista), ovvero significa "Io e l'ambiente", significa più specificamente "due ma n on due". ovvero, se cambio io, allora cambierà di conseguenza anche l'ambiente. E come la tua metafora della piscina, se produco un'azione, questa si percuote in tutto l'ambiente.
    Sempre riguardo alle metafore, ricordo un libro di Robbins dove ci suggerisce di cambiare il modo con cui definiamo noi stessi: le metafore – ci avverte – possono essere potenzianti o depotenzianti… e, ahimè, come ci hai fatto notare, la maggior parte delle metafore che oggi usiamo sono quasi esclusivamente depotenzianti; come afferma Roberto Re, la nostra cultura, sa molto di più dello stare male piuttosto che dello stare bene… e, aggiungo, in base a questo, stabiliamo le metafore che rispecchiano la nostra cultura, a meno che non decidiamo di cambiarla positivamente.
    Grazie per questo post, ci voleva proprio!:)
    Andrea

  • Ciao Genna,

    mi sono divertita tantissimmo. Con me hai colpito nel segno. Thanks a lot!!!

  • Ciao Genna. Articolo interessante, come al solito.

    La metafora che riporti qui sopra mi sembra un buon modo di vedere le cose anche se, tutto sommato, c'è chi potrebbe confondere "l'essere cedevoli" con "l'essere sottomessi al mondo". E onestamente si, ci ho pensato io per primo. Personalmente ritengo che se da una parte è salutare per la nostra persona non essere troppo impuntati su qualcosa è anche vero che senza la giusta dose di "arroganza" non vai da nessuno parte. Magari mi sbaglierò, anzi, lo spero!

    Un ultima cosa, pensando al tema dell'articolo e vedendo l'immagine sopra mi è tornato alla mente il famoso pensiero di Bruce Lee, ovvero "siate come l'acqua". Magari ha qualche similitudine pure col tuo discorso. =)

    Ciao!

    Dante.

  • geniale, ora per dare un po' di entropia al tuo delirio proviamo a fare l'inverso: dal video cosa trovi per metafora con la psy?
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=gCVvZbqnliQ#!

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