Metafore, PNL e Ipnosi: Le Metafore Influenzano il cervello? Ecco Come…

Da quando ci sono gli studi sulla “cognizione incarnata” sappiamo che le “metafore” non sono semplici parole ma espressioni che connettono il nostro pensiero al nostro mondo sensoriale. Ogni nostro modo di rappresentare la realtà è una metafora, per questo motivo raccontare metafore ha un profondo effetto sul cervello.

Alcuni ricercatori hanno scoperto che l’effetto delle metafore è visibile nella fisiologia del cervello Krish Sathian della Emory University ha effettuato uno studio molto interessante, ha chiesto ad alcuni soggetti di leggere alcune frasi mentre erano sottoposti alla risonanza magnetica ed ha scoperto che, quando le frasi erano semplici affermazioni, si attivava l’area della comprensione linguistica mentre, se le frasi erano “metafore” si attivava la rispettiva area sensoriale.

Se ad esempio c’era scritto “ha un carattere ruvido” si attivavano le aree del tatto, come se il soggetto stesse realmente toccando “qualcosa di ruvido”. Questo insieme ad altri esperimenti e alla pratica clinica ci mostra quanto siano importanti le nostre parole nel richiamare attività nel cervello. Se consci la PNL forse starai pensando: “ma è ovvio perché richiama quel determinato sistema rappresentazionale“…

Bhe…sappi che i sistemi rappresentazionali della PNL sono a loro volta una metafora…un modello di come dovrebbe funzionare il cervello. Che in due parole dice: quello che registri con i tuoi sensi resta dentro dite immagazzinato secondo un codice sensoriale preciso. Le ricerche sul funzionamento della memoria non sono affatto d’accordo con questo punto di vista ed è per questo che l’ho voluto sottolineare.

Piuttosto sarebbe plausibile immaginare che la “realtà virtuale” che si viene a creare nella mente di chi sperimenta un qualche esercizio di PNL abbia un suo effetto, non in virtù della modificazione delle famose rappresentazioni, ma perché questa “virtualità” non è poi così “virtuale” visto che attiva zone reali del tuo cervello che corrispondono esattamente a ciò che stai sperimentando. 

La PNL si occupa di modificare le tue rappresentazioni e, rappresentando in modo diverso provi emozioni diverse. Se ad esempio nella tua mente vedi il tuo profondi matematica che continua a dirti “sei un buono annulla” con aria minacciosa… puoi immaginarlo piccolo come uno gnomo che parla con la voce di paperino. Questo modifica l’impatto della rappresentazione sul tuo umore e quindi sulle tue azioni…

…questa ricerca invece ci dice che durante questa modifica andiamo ad attivare le zone del cervello che corrispondono a quelle rappresentazioni. Per cui la modifica avviene si a livello mentale ma la sua azione agisce direttamente sul cervello e sul suo modo di interagire con il suo “sistema di mappatura” (ok sto complicando un pò le cose, mi fermo qui ;-))

E’ probabilmente questo linguaggio metaforico a permettere al cervello di effettuare quella funzione di riorganizzazione psichica e mnestica che avviene durante l’ipnosi. Per cui non si tratta di usare delle metafore ad hoc, come quelle piennellistiche, perché in realtà non sapremo mai quale “rete mnestica”stiamo per attivare, ma di crearne a partire dalla loro fonte…

…se il cliente ti parla di buio, è probabile che ti stia chiedendo “luce” ma la corrispondenza non può essere sempre così diretta, perché i circuiti dedicati a quella che chiamiamo sinestesia non sono “sempre asfaltati”come noi desideriamo…infatti essendo una sinestesia,cioè il mescolamento di più aspetti sensoriali, non sappiamo mai con certezza quali elementi siano necessari, ma solo che attraverso una comunicazione metaforica “muoviamo qualcosa”.

Sono certo che la ricerca che mette assieme linguaggio e cervello (neurolinguistica) un giorno ci dirà come il nostro cervello reagisce al nostro modo di comunicare, migliorando tutte quelle professioni di aiuto che si basano proprio sulla parola…dallo psicologo all’infermiere…

Fammi sapere se questo articolo ha acceso in te una lampadina, o se ti ha fatto sentire l’impatto di questi concetti, o se hai sentito qualche cosa che ancora risuona fra i tuoi pensieri 😉

A presto
Genna

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3 Commenti
  • Ciao 🙂

    @ Andrea: ottima risposta… mi piace l'allenarsi ad essere divertenti con le metafore 😉

    @ Nicola: grandissimoooo 🙂 avevo visto la mail e non ero ancora riuscito a risponderti…sorry 😉 sembra davvero ultra interessante questo libro, non che gli altri non lo siano, ma questo ha quel gusto esotico…penso proprio che lo leggerò e consiglierò 😉

  • Ciao Genna! I'm back again: sono ridisceso a valle, come lo Zarathustra di Nietzsche (pronto a portare i 'doni' agli uomini). Scherzo, è ovvio, ma è un modo per agganciarmi al tema della metafora, fondamentale come strumento educativo sin dai tempi di Gesù (e prima), che, come si sa, amava parlare per parabole (e quindi, anche, simboli).
    Ma parlava in parabole anche per sollecitare l'interesse solo di quelli che volevano veramente 'intendere' e così, tra l'altro, 'pro-vocava' domande 'produttive': proprio come nella PNL.
    By the way, come sai, mi sto occupando dei rapporti PNL – Kabbalah (sono diventato un tuo collega ebookaro…), e qui l'intromissione positiva di analogie, simboli e sinestesie è davvero parabolica…
    Grazie: sei sempre er mejio!
    Nicola Perchiazzi
    Dal caos la stella danzante

  • Ciao Genna!
    sì che me l'ha accesa la lampadina! (Indice referenziale esterno ;)) )
    Grazie a questa lampadina che si è accesa, riesco a riflettere su uno degli aspetti di quest'argomento (VE): molte volte usiamo (o sentiamo usare) metafore che tendono a limitarci tipo (pecora ti fai, lupo ti mangia" a qualunque cosa questa frase alluda ;)) o "sono ridotto a pezzi dalla stanchezza!", ma … mi rendo conto che difficilmente riusciamo a comunicare metafore per descrivere esperienze che ci hanno affascinato particolarmente, che ci hanno fatto sentire straordinariamente bene… Molte volte, per esempio, alla domanda: "Come stai?", ci limitiamo a rispondere "bene grazie" o "non c'è male", come da copione, ma difficilmente riusciamo a descrivere il nostro stato in forma umoristico-metaforica.
    Forse… quando ci limitiamo a rispondere con frasi standardizzate, ho come la sensazione che, usando metafore (che come scrivi, svelano le nostre preferenze sensoriali o comunque il sistema rappresentazionale in risalto in quel momento) ci mette in mostra, mentre molte volte vorremmo mostrarci soltanto quando sentiamo che abbiamo feeling con l'interlocutore.
    Sono convinto, comunque, che anche la creazione di metafore per descrivere il nostro stato, soprattutto se sono umoristiche, è un allenamento; soprattutto è un allenamento quello di diventare creativi, senza quindi ripetere le metafore già conosciute che, almeno personalmente, alla lunga, stanca.
    La chiave per tutto questo, credo sia, guarda un po', la consapevolezza!
    Consapevolezza di cosa? Naturalmente del nostro stato d'animo! Ogni tanto, anche se non ci viene fatta alcuna domanda su come stiamo, possiamo fare uno scanning, in questo modo: 1. sappiamo come stiamo (il ché non è sempre ovvio e molto sicuramente i tuoi esercizi di rilassamento/meditazione aiutano alla grande in questo e mi sento sinceramente di consigliarli a chiunque), 2) mentre prendiamo piena coscienza di come stiamo, possiamo trovare una frase metaforica che lo rispecchia. Forse la piena coscienza ci aiuta anche ad essere creativi… O forse è la creatività che ci aiuta ad essere pienamente coscienti?
    Grazie di avermi acceso questa lampadina, sicuramente la terrò accesa anche di notte, così quando mi risveglio saprò trovare una metafora anche di come ho dorrmito! 🙂
    Andrea
    P.s.: si può dormire pur rimanendo pienamente coscienti, ovvero essere coscienti che stiamo dormendo… Ok scusate per la divagazione, possiamo ora tranquillamente guardare la strada che ci siamo lasciati dietro e fare retromarcia, per rimboccare il sentiero che stavamo percorrendo prima, cioè il tema iniziale: la metafora!

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