Meditazione e Ipnosi: Come Funzionano ?

Qualche tempo fa ti ho parlato della scoperta di una rete di neuroni che si attiva quando sei a riposo. In modo particolare questa rete sarebbe la responsabile del “daydreaming” o dei “sogni ad occhi aperti”. Nello analizzare  il suo funzionamento ho ipotizzato che questa potesse essere  connessa con il funzionamento di pratiche come l’ipnosi e la meditazione…e a quanto pare non avevo torto.

Questa rete di neuroni viene anche definita come “rete di default” perché si attiva spontaneamente quando sei a riposo, qualcosa che avevo paragonato alla famosa everyday common trance. Cioè quel meccanismo individuato da Erickson e Rossi che manderebbe il nostro cervello, in modo spontaneo, in uno stato di trance transitorio durante la giornata.

Oggi sappiamo che la psicoterapia ipnotica utilizza questo stato per riorganizzare, connettere e far emergere le risorse interiori del paziente…ma come accada davvero è ancora un mistero.Se ti fai un piccolo taglietto sul dito che cosa accade? In brevissimo tempo arrivano le piastrine che mettono tutto apposto, come se vi fosse un’intelligenza nascosta adibita al ripristino delle funzioni normali del corpo.

Lo stesso principio, da numerose evidenze sperimentali, sembra accadere per il cervello. Se ad esempio subisciun trauma (come un lutto) l’equilibrio viene gravementecompromesso, ma se si attende il tempo sufficiente eccoche “tutto torna a apposto”. Questo è il principio della“ipnosi naturalistica”. Per ora la ricerca ha scoperto che la DMN o Default Mode Network è correlata con diverse funzioni cognitive, come:

Immaginazione e pianificazione di eventi futuri; monitorare l’ambiente esterno (in modo inconscio) e relazionarsi adesso; guida i processi d’introspezione; svolge una funzione nel richiamo di ricordi e nel loro utilizzo per pensare,quando si cerca di interpretare il punto di vista di un altro interlocutore (la calibrazione, si direbbe in PNL) e dolcisin fundo, nel regolare le nostre emozioni.

Diversi disturbi come l’alzheimer e l’autismo hanno provato che chi ne soffre, ha un erroneo funzionamento della DMN. Effetto che si è visto anche nella senilità, più s’invecchia e più diventa difficile che il cervello in un qualche modo“stacchi”. Sarà ormai chiaro, se segui i post di questo tipo che il nostro cervello è sempre accesso, e al massimo si prende queste pause che sfruttano la DMN per fare una sorta di “recupero, e ri assemblaggio dei nostri pensieri”.

Lifshitz e collaboratori (2013) hanno scoperto che esiste un modo per interferire con la DMN, ed è l‘ipnosi (aggiungo guarda caso). I ricercatori hanno scoperto che le persone che sono ritenute “idonee all’ipnosi” (concetto fumoso, ma che in realtà significa che chi è addestrato ad entrare in trance può farlo) sono in grado di abbassare il lavorio che questa rete svolge…modificandolo. Mentre Jang (2011) ha scoperto che la meditazione trascendentale fa qualcosa di molto simile aumentano l’introspezione e costruendo dei ponti associativi fra reti neurali.

Insomma pare che qualsiasi forma di miglioramento che passi attraverso uno stato modificato di coscienza, abbia in un qualche modo a che fare con questa “rete di default“.Per cui la ritengo un campo di studi affascinante quanto quello legato ai neuroni specchio…e infatti in questo video puoi vedere Rizzolatti (lo scienziato che li ha scoperti)…

Qui vedi Rizzolatti mentre discute di psicoanalisi e neruoscienze passando per quello che lui vede come un errore interpretativo della funzione delle aree collegate alla DMN. Sono certo che in futuro ne vedremo delle belle in questo campo, magari unendo elementi di altri campi (come quello della fisica quantistica o quantic mind)…perché la scienza deve tornare ad essere multi disciplinare, e se anche tu come me sei curioso e desideroso che gli strumenti di crescita e sviluppo personale siano sperimentali, efficaci e pratici…

Continua a seguire questo filone di studi, fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto…

Aggiornamento 2015: oggi ho una visione molto più approfondita di questi due fenomeni. Per maggiori informazioni dai un’occhiata a questo libro su ipnosi e meditazione.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Paolo,
    no no non sto rabbrividendo 😉 mi sembra una connessione interessante e sicuramente esiste qualche lavoro in proposito, ma per ora non l'ho trovato…

    Quello che dice Valter è vero perchè l'ho scoperto studiando Ekman…cioè si tratta di una sua ipotesi (se non erro).

    Comunque sembra che la salute mentale sia correlata con il funzionamento di questa rete di defoult, così come i neuroni specchio. Forse studiando queste nuove stutture faremo, a breve, un salto nel futuro 😉

    Buona Pasqua 🙂

  • Ciao Genna,

    potrebbe essere interessante, oltre che per l'autismo e l'alzaimer, anche nello studio del Disturbo OssessivoCompulsivo non trovi?

    Su questo disturbo, uscendo clamorosamente fuori tema, vorrei condividere una riflessione profana 🙂
    In Brain Lock, Jeffrey M. Schwartz sostiene che chi è affetto di Doc evidenzia un'attività eccessiva dei lobi pre frontali.
    ho trovato interessante che siano
    gli stessi che si attivano, entrando in conflitto, quando in situazioni di pericolo si deve decidere se attaccare o fuggire.
    Se hai letto Scacco Alle Bugie di Valter Romani (Bruno Editore)lui sositene che per analogia sono quelli che decidono se dobbiamo mentire o ammettere la verità.

    Secondo me varrebbe la pena approfondire queste connessioni.

    Magari stai rabbrividendo o magari lo trovi interessante 🙂

    Paolo

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