Leadership Scientifica

Ciao,si parla spesso di leadership, cioè della capacità di

guidare un gruppo di persone verso un obiettivo. Ed
essendo appena tornato da Roma per il Forum delle
eccellenze, ho avuto modo di vedere un grande leader
capace di guidare un grande staff…sto parlando di
Marcello Mancini. Da quando la psicologia del lavoro
si occupa di questi argomenti ha creato dei paradigmi
sperimentali per studiare quali sono davvero le
caratteristiche di un buon leader…eccole 😉

Hogan e Kaiser (2005) si sono occupati di “cercare”

quali fossero queste fantomatiche caratteristiche e ne
hanno trovate quattro. Nulla di davvero innovativo, ma
è sempre bello vedere che il buon senso ha avuto per
anni ragione:

1) Capacità decisionali: un buon leader è chiamato piùdi ogni altra figura professionale a prendere decisioni ea mantenerle stabili. Un buon modo per allenare questaabilità è quello di iniziare ad utilizzare il verbo “decidere”e rendersi conto che ogni giorno prendiamo piccole egrandi decisioni. Prendere decisioni significa anchesapersi assumere le proprie responsabilità…”Ora decido,e me ne assumo la responsabilità, di passare al punto due” 😉2) Competenza: chi guida un gruppo di venditori, adesempio è il miglior venditore. Ovviamente questa non èla regola, altrimenti tutti gli allenatori di calcio dovrebberoessere dei bravi calciatori… ma di certo il più bravo in uncerto contesto diventa automaticamente il leader. Un buon leader deve avere competenze di leadership, proprioqueste che sto elencando…deve formarsi in questo campo.3) Integrità: il miglior modo di esercitare leadership è dicerto quello dell’esempio. Un buon capitano d’industria sache deve essere il primo ad entrare a lavoro e l’ultimo aduscirne, se desidera che i suoi uomini facciano altrettanto.Deve avere integrità in ciò che dice e in ciò che fa.4) Vision: il leader deve essere in grado di trasmettere lapropria vision, cioè perché si sta facendo quella determinatacosa e dove porterà l’intero gruppo. La vision è lo scopo delgruppo, anzi è la “direzione” che il gruppo deve avere. Senon la si conosce o se non è sufficentemente condivisa c’èsempre il rischio che qualcuno “non sappia in qualedirezione debba remare”. Queste 4 caratteristiche sono abbastanza note a chi si occupa di leadership ma molto spesso non si conosconoqueste altre due che sono state individuate da Collins nel2001. Il quale si occupato di studiare i CEO di 1000aziende di successo:1) Modestia: dai dati di Collins è evidente come i grandicapitani siano in realtà delle persone modeste. Infatti illoro ruolo non è quello di “esaltare se stessi” ma quello di”esaltare gli altri”. E quando ascolterai l’intervista che hofatto a Marcello Mancini scoprirai che lui possiede anchequesta caratteristica 😉2) Persistenza: un buon leader deve saper persistere eperseguire i propri obiettivi. Tornando all’esempio di primadeve essere quello che “spinge sino all’ultimo”. Questo nonsignifica essere poco flessibli ma sapere e comunicare (sem-pre attraverso l’esempio) agli altri che è necessario impegnoe dedizione per raggiungere i risultati stabiliti. Ti aspettavi qualcosa di diverso? magari l’ultima tecnica ninjadi programmazione inconscia per diventare leader? 😉 cometi ho raccontato qualche giorno fa i “segreti in questo camponon esistono”. Si diventa “depositari di una conoscenza” solodopo anni e anni di studio e pratica…questo è il vero segreto.Per cui, in caso tu non l’abbia ancora fatto, inizia a metterein pratica questi sei consigli e noterai un incremento spropositato delle tue abilità di leadership. Conosci persone così, come Marcello? descrivicele, farai un grande regalo a tutte le persone che desiderano trovare deimentori in questo mondo zeppo di “falsi miti” ;-)A prestoGenna

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