Come “Il Vestito” Influenza La Tua Psicologia

Ciao,

secondo te l’abito fa il monaco? se conosci un po’ di
psicologia probabilmente avrai risposto affermativamente.
In un qualche modo tutti sappiamo che essere vestiti in
modo adeguato può facilitare il raggiungimento dei nostri
obiettivi… ma di solito si pensa che questo accada per
l’impressione che lasciamo negli altri… alcuni ricercatori
si sono chiesti: “ma è possibile che l’abito abbia effetto
anche sull’atteggiamento di chi lo indossa?”. Così al pari
della “emboided cognition“, dove viene dimostrato ad
esempio che dopo esserti lavato le mani “ti senti più
pulito” è nata la “enclotheted cognition“…
La cognizione incarnata (emboided cognition) è di una
delle branche più affascinanti della psicologia che mette in
correlazione il nostro corpo e la nostra mente. In una
relazione molto diretta (se mi segui sai di cosa sto parlando)
mentre i ricercatori affermano che la “enclothed cognition”
sia legata a due fattori principali: 1) Il significato simbolico
del vestito e 2) il suo modo di essere indossato. Il primo
test su questa ipotesi è stato effettuato da Adam Galinsky
sul potere simbolico del colore “bianco” e del suo significato
all’interno di un laboratorio.
I soggetti furono sottoposti al famoso “effetto stroop“, un
test di attenzione in cui le persone devono osservare delle
parole colorate e nominarne i colori – ad una parte dei
partecipanti è stato chiesto d’indossare un camice da
medico, mentre agli altri gruppi non è stato chiesto niente
cioè svolgevano il compito con i loro abiti. In modo molto
sorprendente i soggetti con il camice facevano la metà
degli errori durante il test. Successivamente i
ricercatori hanno cercato di capire quanto il significato
simbolico dell’abito contasse…
…hanno così chiesto ai soggetti di svolgere un compito
di discriminazione, una sorta di “trova le differenze
della “settimana enigmistica” per intenderci 😉 anche in
questo caso i soggetti con il camice bianco hanno avuto
risultati migliori. Questo compito ripetuto in modo
leggermente diverso ha dimostrato che il vestito ha un
effetto identico se non superiore a quello del priming
semantico. Un risultato che fa venir voglia di dire:
“l’abito non fa il monaco…ma l’abito costituisce una
parte del monaco”.
I ricercatori stanno ipotizzando nuove frontiere per la
ricerca in tal senso, magari dimostrando che la divisa
di alcuni “corpi” li rende immorali o inclini all’abuso di
potere. Qualcosa del genere potrebbe essere visto anche
per i bambini nelle scuole, per capire quali sono gli abiti
che meglio li aiutano ad apprendere ecc. Gli studi stanno
cercando di comprendere se si tratta di un effetto legato
all’aspettativa (cioè al fatto di sapere che chi indossa
quel determinato capo si comporterà in quel certo modo)
oppure se è un fenomeno reale…e a quanto pare sembra
esserlo.
Ovviamente si tratta di un mix di fattori che concorrono
a questa serie di studi, qualcosa di molto affascinante per
una “buona ingegneria sociale“. So che questo termine
fa venire i brividi a molti, ma se ci pensi mentre prima
qualcuno decideva la struttura della nostra società
per i propri comodi o in base alle proprie teorie, oggi invece
abbiamo degli strumenti per poter migliorare il nostro
ambiente migliorando noi stessi. Esempi di applicazioni
nel mondo reale sono state fatte con dei giocatori di
Sei una donna? allora sono sicuro che hai afferrato al
volo il significato di questo post 😉 a parte gli scherzi è una
cosa che capita spesso anche a me: “entro in un negozio e
m’innamoro di una giacca, la sera mi preparo, la indosso e
mi sento un’altra persona. Sento di comportarmi in un
modo diverso, di comportarmi come “mi fa sentire l’abito
che indosso”. Ma fortunatamente i ricercatori hanno
inserito diverse variabili, come quella simbolica, perchè
è ovvio che poco conta se il vestito è di Prada oppure
se si tratta di uno straccio, l’importante è che abbia un
significato condiviso (come il camice).
Nonostate i ricercatori abbiano cercato di allontanare la
variabile “convinzione”, è ovvio che queste sottostanno
a tutto il nostro comportamento. Se ad esempio uno
pensa che il camice bianco sia qualcosa di “brutto”, perché
magari gli ricorda i drughi di “arancia meccanica” allora
forse il compito non viene meglio 😉 Seguendo questa
rivelazione empirica puoi iniziare a “vedere il tuo
guarda roba” in un’ottica differente. Iniziando magari
anche ad “investire” (non nel senso economico) sul
significato che attribuisci ai tuoi abiti, prima d’indossarli.

Rober Cialdini nel suo famoso “Le armi della persuasione

parla di un effetto simile, raccontando come molte
persone si facciano truffare da alcuni truffatori in grado
di procurarsi gli abiti di un poliziotto piuttosto che quelli
di un banchiere. Dimostrando come le persone siano
realmente influenzate dall’abito…lo stesso vale per il noto
effetto placebo, se viene somministrato con “i panni del
medico” ha molto più effetto. Da adesso s’inizierà a
studiare anche l’effetto dei vestiti su se stessi.
E tu, come useresti questi “dati”? 😉
A presto
Genna

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6 Commenti
  • Grazie Gennaro, è vero ho notato che quando indosso un abito di riguardo mi sento "più autorevole" rispetto a un classico jeans e felpa 😉

    Ciao!

  • Grazie Valentina,
    no purtroppo non lo conosco 🙁

  • Ciao! Un mio amico sta cercando un libro che lesse tempo fa ma che non trova più… Riguarda sempre l'influenza degli abiti ma soprattutto i colori degli abiti! Gli sembra di ricordare che il titolo fosse "Il cromo nell'uomo" o una cosa del genere, ma non ne ricorda l'autore. Per caso tu lo conosci? Se si potresti indicarmi come si chiama l'autore? Su internet non riesco a trovare nulla… ti lascio il mio indirizzo email , per me è molto importante se tu lo conoscessi!!!
    Complimenti per il blog è interessantissimo!!!
    valentinasferragatta@gmail.com

  • Enrico Sigurtà
    Rispondi

    Se i vestiti hanno un effetto sulla psiche sono assolutamente d'accordo.

    Nei miei corsi di seduzione, nonostante spieghi sempre che il vestito è secondario, ho notato che molti studenti si sentono più a loro agio e sicuri quando hanno qualcosa di bello addosso.

    Mi ricorda un po' il discorso che faceva Win Wenger nel suo Il Fattore Einstein quando parla dell'origine del genio in prestito. Nelle tribù "primitive" , molti rituali venivano indossate maschere di animale. E, chi lo faceva, sentiva le forze di quell'animale crescere dentro di lui.

    Sicuramente un effetto molto interessante.

    A presto 🙂

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Nous,

    bene, meglio tardi che mai 😉

    Si qualcosa di simile alla penna, ma più
    profondo, perchè qui si tratta di una convinzione sociale, un archetipo appreso…bianco = medico, competente, pulito, chiaro, bene…ecc… nero = aggressivo, triste, male…ecc…

  • Interessantissimo post che potrebbe rivoluzionare molti ambienti di lavoro e scolastici, in effetti provandolo su me stesso funziona davvero!

    Se esco indossando giacca&camicia istintivamente mi comporto come un gentleman, se metto t-shirt&jeans sono più disinibito e amichevole, con una maglietta nera in stile Gothic (ad esempio con un bel teschio al centro XD) invece sono un tantino più "aggressivo"…

    Forse un fenomeno analogo è quando si utilizza una "penna portafortuna" per scrivere (oppure oggetti simili), può darsi che anche lì abbiamo ancorato sensazioni vincenti o sono simboli che ci richiamano stati più performanti!

    ps: Nel post è scappato un errore di battitura: volto -> volo 😉

    pps: E' la prima volta che scrivo qui, complimentissimi Gennaro per questo splendido blog, ti seguo da quasi un anno! 😀

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