“Trucchi” Per Test e Quiz: Perchè E’ Meglio Cambiare Idea? ;)

Hai mai fatto un test a scelta multipla? come quello della patente? se hai più di 18 anni quasi di certo ne hai svolto qualcuno, magari qualche test farlocco di personalità su qualche giornaletto…dai chi non lo ha mai fatto? 😉 Se ti è capitato di farne uno che ritenevi importante di certo ti sarà capitato di chiederti se le risposte che avevi dato erano tutte corrette. E cosa succede quando, magari fra 4 alternative inizi ad avere dei dubbi? tendi a mantenere la tua sceltacome di solito ti consigliano i professori? oppurecambi idea?Un recente studio ha dimostrato, a livello statistico, che il consiglio “nel dubbio è di certo la prima risposta quella più azzeccata” è sbagliato!

Lo studiocondotto nel 2005 da Kruger e collaboratori ha dimostrato che il 75% degli studenti a cui è stato chiesto se sarebbe stato meglio mantenere la propria scelta o cambiarla, ha optato per la prima opzione.Seguendo quello che potrei definire “pensiero comune”, io stesso consiglierei ad uno studente di “fidarsi delle proprie competenze“, senza cambiare idea…e, secondo questo studio darei un pessimo consiglio 😉

Benjamin e collaboratori (1984) hanno svolto ad una ricerca analizzando 33 studi condotti negli ultimi 70 anni ed hanno notato che nessun candidato, quando ha deciso di “cambiare idea” ha ottenuto punteggi più bassi di chi, non aveva cambiato idea. Questa enorme molte di dati statistici ci indicano ancora una volta che, statisticamente nel dubbio, far cambiare idea oppure mantenere la prima scelta, cambiare idea risulta essere la strategie migliore.

Perché le persone tendono a mantenere la loro prima scelta? Secondo i ricercatori succede perché abbiamo paura che “cambiando sbaglieremo”. Come se vi fosse una mini “zona di comfort” che viene creata proprio nel momento in cui rispondiamo. Per cui stare a pensare se un’altra risposta sarebbe migliore ci”costa fatica cognitiva”…e come forse saprai uno degli istinti principali del nostro cervello è quello di “risparmiare energia”…in questi giorni anche del nostro portafoglio, con il caro benzina 😉

Altro motivo è legato alla famosadissonanza cognitiva“, di cui ti ho tanto parlato. In pratica,cambiare risposta sarebbe un po’ come ammetterea se stessi di non conoscere la risposta o di nonessersi preparati come si deve. Entriamo in unasorta di circolo vizioso in cui, per evitare di direa noi stessi che “abbiamo sbagliato” iniziamo acredere nella convinzione globale che “è sempremeglio la prima risposta che dai…tieni quella”.Questo articolo mi ha fatto pensare anche al noto assunto della PNL: “se qualcosa non funziona cambialo“.

Di solito noi esseri umani siamo così bravi a continuare a fare ciò che facciamo sempre che pare riverberarsi anche sui test a scelta multipla. Virginia Satir diceva spesso che l’istinto primario degli esseri umani non era quello di sopravvivenza ma quello di continuare a tenere le proprie abitudini così come sono. Magari leggendo queste parole, come è successo anche a me ti sei chiesto “Ok Genna, ma allora tutte le abilità dell’inconscio, che sa molte più cose di quante dovremmo saperle? cavolate?“.

Assolutamente no, se tu sai una risposta di certo il tuo inconscio non ti porterà a dubitarne, ciò accade quando l’argomento è fumoso o quando tu non ne sai tanto. Per cui questo consiglio,cioè quello di cambiare opzione, vale se tu non sai la risposta e non hai “studiato”. Questo andrebbe applicato anche alla realtà? cioè alle scelte che facciamo nella vita? Per me si, ma solo quando siamo davanti a delle alternative e non a delle scelte.

La differenza è sottile ma le alternative sono dettate da qualcosa che è al di fuori di te, mentre le scelte sono qualcosa che tu hai dentro di te. Se hai una buona conoscenza e consapevolezza hai delle scelte, allora è il caso di affidarsi all’inconscio;) Come avrai notato è difficile prendere uno studio del genere e generalizzarlo, ma è comunque utile sapere che se non conosci un argomento oppure è esageratamente ambiguo, cambiare idea può aumentare la probabilità che tu dia una risposta giusta.

Lo so che è il contrario di ciò che forse hai sempre pensato, ma alla fine è proprio a questo che serve la ricerca ha mostrarci quali sono gli errori che le “credenze popolari” ci hanno messo in testa 😉Questo post è stato liberamente preso dal blog di PsyBlog, del quale ti parlo spesso perché ha principi simili a quelli di PsiNeL. Se conosci l’inglese dagli un’occhiata è favoloso 😉

Aspetto un tuo commento per sapere che cosa ne pensi, e se hai qualche caso reale da raccontarci.

A presto
Genna

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4 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andyy

    Ne ho parlato un sacco in passato, ma senza fare enormi distinzioni, perché ce ne sono talmente tante di metafore che descrivono a meraviglia il nostro pensiero che viene difficile sceglierne una.

    Fra le mie preferite c'è la descrizione di Assaggioli in cui coesistono i due inconsci, freudiano ed ericksoniano. Distinti in inconscio inferiore ed inconscio superiore.

  • Ciao Genna 😉
    perchè non posti un argomento in cui spieghi cos'è il conscio, il subconscio e l'inconscio? E delle loro differenze

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Eh già e secondo te l'ho scritto ieri notte?;))) più
    che un caso di influenza inconscia direi che è una sincronicità oppure un tua chiaroveggenza :))

    Non era la prima volta che ero ospite di un webinar, m questa volta è stata differente…non un tema specifico e non delle domande con una controparte specifica. Esperienza interessante;)

    Si abbiamo paura di cambiare, anche chi si dimostra essere il più coraggioso può temere il cambiamento. Anche chi fa sport estremi teme che un giorno non potrà più farli;)))

  • Mi sono già iscritto a Psyblog. 😀 Proprio ieri nel webinar ti avevo chiesto alcune delle fonti in inglese che usi per gli articoli ma non hai risposto, si vede che l'ha letto solo il tuo inconscio!

    Tornando seri, questo mi fa tornare con la mente a esattamente un mese fa, quando ho fatto il mio ultimo esame universitario: tensione al massimo, visto che era la mia ultima possibilità di laurearmi prima che mi trasferissi negli USA. E lo scritto era proprio un test a scelta multipla! Sulle due domande dove avevo un dubbio ho scelto di non cambiare, e infatti le ho sbagliate entrambe. Poco male, il resto l'ho fatto alla perfezione.

    E lì più di ogni altra volta mi sono accorto quanto quello che dici nell'articolo è vero: cambiare fa paura, perché significa ammettere che non sai la risposta. E nel mio caso, il ragionamento (completamente irrazionale) è: "e se poi la cambio e la prima era giusta?"

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