Teoria e Pratica: Come Diventare Un Elegante Piennellista

Ciao,

ti sei mai chiesto quanto esercizio e quanta pratica
sono necessari per diventare davvero abile nel fare
qualcosa? se mi segui sai che la ricerca ha decretato
un certo numero di ripetizioni per creare un’abitudine
…i famosi 21 giorni ma ben sì 2 mesi di pratica.
E’ chiaro che in 2 mesi non potrai diventare come
Paganini o come Steve Vai, ma di certo puoi iniziare
a “strimpellare qualche nota”… ci vorrà altro per
diventare un musicista o “elegante”.
In PNL si utilizza l’aggettivo “elegante” per
descrivere la qualità di una azione quando risulta
efficace, semplice e “bella da vedere”…ha in se un
senso artistico. Oggi voglio parlarti dell’eleganza
nella PNL e in ogni forma di applicazione
tecnica di una qualche teoria. Tema caro a chi
desidera comprendere come raggiungere la maestria
in qualsiasi ambito..
Lascia che mi spieghi meglio: l’altro giorno ero ad
una festa con un mio caro amico, siamo entrambi
musicisti e qualche volta suoniamo insieme, e ci
siamo messi a discutere sull’ importanza della
tecnica. Ad un certo punto lui mi guarda e mi
dice “Genna, sai cosa non mi piace della tecnica?
che se uno si chiude in camera per 3 anni ne esce
che sicuramente sa fare gesti tecnici incredibili“.
Questa osservazione è sicuramente vera
Nella musica e nell’arte in genere si apprezza l’artista
anche se non possiede una tecnica straordinaria è in
grado di trasmettere con “eleganza” il proprio messaggio.
Ad esempio Jimi Hendrix non era un grande tecnico
eppure ha innovato per sempre il mondo della
musica. A questo punto la domanda sorge spontanea..

è davvero possibile raggiungere un’eleganza senza

ammazzarsi di pratica?
Bene, la mia risposta sarà sconfortante;) Si
se sei una persona molto predisposta! ma la verità
è che anche il musicista più portato o l’atleta più
prestante ed istintivo hanno bisogno della pratica.
Certo se vuoi “strimpellare nella tua cameretta”
o “giocare a calcetto il sabato con gli amici” non è
necessario fare troppa pratica…ma se è il tuo
mestiere, se devi dare prestazioni eccellenti, allora
la pratica è fondamentale…e sono fondamentali
i “fondamentali” (leggi e guarda cosa ne pensa
La tecnica è un estratto della “ricerca”, se si scopre che
“correre sulle punte” aumenta la tua velocità, allora
l’allenatore tenderà a chiederti di correre sulle punte
piuttosto che sui talloni. Così per suonare la chitarra
è bene tenere la mani in una certa posizione, questo
faciliterà tutti i movimenti. Ma la tecnica, essendo un
modello “cozza contro gli spigoli della realtà”… infatti
le nostre mani non sono tutte identiche…così come la
forza dei nostri muscoli..ecc.
Lo stesso vale per l’apprendimento, ad esempio,
dei modelli linguistici della PNL. Quando li studi e li
metti in pratica ti accorgi subito che hai delle tendenze
e delle preferenze… magari scopri di usare già con
naturalezza le generalizzazioni…oppure che sei
molto bravo a porre domande precise, ecc.
Per cui la teoria e la tecnica diventano dei paletti
da seguire, e come “ogni paletto” può in un
qualche modo bloccare l’apprendimento oppure
renderti eccessivamente rigido e meccanico, che
è l’esatto opposto della “eleganza” tanto amata
dai “piennellisti”. Ecco perché ho deciso di
scrivere questo post, per mostrarti come ci si
può allenare all’eleganza.
Ecco i passi verso l’eleganza:
1) Formati:se hai davvero passione studia, mettiti
li e acquista libri, audio e video corsi, frequenta
seminari dal vivo. Ma evita di approfondire troppo,
ti basta avere una “visione d’insieme”, inizialmente
e appena puoi…
2) Metti in pratica: appena ti sembra di aver capito
e afferrato un certo concetto, mettilo subito in pratica
e nota come ti ci trovi. Ripetendo il passaggio fra
formazione e pratica scoprirai l’esistenza di alcune
routine, magari formate da fondamentali…queste
devi…
3) Ripeterle: fai continuo esercizio su quelle abilità,
anche molto piccole, che ti sembrano essenziali per
i tuoi scopi. Crea un vero e proprio programma di
allenamento, suddividi le routine che scopri e
praticale giorno dopo giorno. Ad un certo punto
scoprirai che…
4) Modelli: trova dei modelli, dei maestri e dei
mentori che vedi già come “eleganti” in ciò che
tu desideri raggiungere. Imitali sfacciatamente
durante i tuoi esercizi, fai quello che in PNL
viene chiamato “modellamento”, immaginando
di essere quella persona mentre agisci.
5) Fai le cose a modo tuo: dopo molta pratica
inizierai ad accorgerti che in ciò che stai facendo
non vedi più “gli insegnamenti del maestro” ma
intravedi il tuo “stile personale”. Inizialmente ti
verrà naturale modellare i tuoi “idoli” ma dopo
molta pratica inizierai a renderti conto che non
stai più facendo le cose come “Bandler” ma le
stai facendo “a tuo modo”.
6) Diventa invisibile e semplice: quando hai
acquisito il tuo stile scopri come diventare
sempre meno evidente. Fai in modo che ciò che
stai facendo non si possa notare, e il modo
migliore per farlo e rendere quella cosa facile e
semplice, proprio come accadono le cose in
natura, facilmente e semplicemente, senza
che “nessuno se ne accorga”;)
Ecco questi sono i 6 passi per diventare davvero
elegante in qualsiasi abilità tu voglia migliorare.
Sono “passaggi ricorsivi“, cioè che devi ripetere
ogni volta che ti appresti a fare i tuoi esercizi
e la tua tecnica: formati – collega al mondo
reale mettendo in pratica – allenati e ripeti –
modella e semplifica. “E’ possibile diventare
eleganti senza fare alcuni di questi passaggi?”
Si è possibile ma solo in due casi: 1° sei molto
ma molto portato, oppure 2°, hai già maturato
una buona competenza in quel campo o in
campi simili da fare in modo che diventi più
facile farlo. Se ad esempio già suoni bene la
chitarra sarà facile imparare a suonare il
basso. Se sai usare bene il Metamodello sarà
più semplice apprendere e applicare il Milton
Model…ecc…
Mi rendo conto quanto è sconfinato l’ argomento, e
mi riservo di parlarne ancora… se hai seguito questo
“delirio del venerdì” mi piacerebbe sapere, secondo te
chi è il “piennellista più elegante”? che cosa significa
essere “eleganti”? eleganza ed efficacia sono la
stessa cosa?
A prestoGenna

–>

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7 Commenti
  • Ciao genna,come stai?
    perchè evitare di approfondire troppo?
    grazie
    -kaizen

  • Trovato il bug…
    nessun virus e nessun furbacchione…ma solo un webmaster stordito, cioè io ;P

  • Azz…Luigi
    hai ragione…

    è ufficiale sospetto che ci sia un virus e/o un furbacchione che mi fa gli scherzetti 😉

    cerco di recuperare l'articolo che fortunatamente Andrea ha commentato riportandolo…

    Grazie per la segnalazione 🙂

  • Ciao Genna, questo articolo è corto così…vedo che non si apre, non c'è il…Continua a leggere…. Grazie e complimenti! Luigi

  • Ciao Ragazzi,
    perdonatemi ultimamente sto facendo un pò di confusione con i commenti, e li cancello grazie alle mie super dita cicciotte dall'Ipad 😉

    @ Andrea: come sempre feedback grandioso;) si ci tengo molto a sottolineare che basta "la visione d'insieme" inizialmente…troppe persone passano il tempo a super iper formarsi (me compreso) e a volte usiamo questa strategia per evitare di metterci in gioco.

    E' vero i modelli sono pochi e noi non possiamo fare a meno di averli. Conciamente o inconsciamente seguiremo un modello… per cui tanto vale sceglierselo 😉

    @ Stefano: intanto ti ringrazio per aver ripostato il commento che ho innavvertitamente cancellato 😉

    Sono d'accordo con gli studi sull'apprendimento e la genetica alla Bruce Lipton, ma è innegabile che esista un passaggio "naturale" non necessariamente genetico di "predisposizione al talento". Per me le prove sono i geni come Mozart e Bach che da bambini già facevano cose incredibili…

    La teoria della "tabula rasa", cioè che si nasce senza programmi, non è realistica. Ognuno di noi nasce con delle tendenze strutturali che poi possono essere modificate. Non parlo di apprendimenti, ma di reali tendeze strutturali. Cioè se i tuoi genitori sono entrambi musicisti è facile che il tuo cervello sia predisposto alla musica.

    Ma sono dalla tua parte quando penso all'ambiente…è lui a decretare se queste predisposizioni naturali verrano sfruttate o meno.

    Ci sono anche casi di persone ultra dotate in un determinato campo, ma che per qualche motivo non mettono a frutto i loro talenti.

    Per me esiste la presisposizione genetica, che non significa pre-determinazione genica. Ma solo che alcune persone, per evoluzione, ereditano dei talenti…talenti che tutti possono sviluppare.

  • Ottimo articolo Gennaro, perché sono consigli che si possono applicare praticamente a qualsiasi cosa. 🙂

    Ma ho notato che menzioni per ben due volte il talento o predisposizione. Beh, qui non sono d'accordo: secondo me il talento non esiste. Non è altro che pratica accumulata in qualcosa che ci piace fare, e quindi non ci pesa allenarci e non ce ne accorgiamo. Ho dato una mia opinione completa qui: http://www.mindcheats.net/2011/11/predisposizione-genetica.html

  • 1) Formati: se hai davvero passione studia, mettiti
    li e acquista libri, audio e video corsi, frequenta
    seminari dal vivo. Ma evita di approfondire troppo,
    ti basta avere una "visione d'insieme", inizialmente

    Ciao Genna, questo punto mi tocca molto da vicino, perché sono tendenzialmente uno che prima di mettere in pratica una qualunque materia, vuole diventare un superespertone in quel campo e poi applicarla… ma mi rendo conto di irrigidirmi, quindi mi sono messo in testa di seguire questo percorso che hai suggerito in questo articolo.

    e appena puoi…

    2) Metti in pratica: appena ti sembra di aver capito
    e afferrato un certo concetto, mettilo subito in pratica
    e nota come ti ci trovi. Ripetendo il passaggio fra
    formazione e pratica scoprirai l'esistenza di alcune
    routine, magari formate da fondamentali…queste
    devi…

    3) Ripeterle: fai continuo esercizio su quelle abilità,
    anche molto piccole, che ti sembrano essenziali per
    i tuoi scopi. Crea un vero e proprio programma di
    allenamento, suddividi le routine che scopri e
    praticale giorno dopo giorno.
    Infatti, quando apprendo una nuova tecnica (in questo caso in PNL) cerco di trovare costantemente le occasioni di metterle in pratica, anche se, a volte, non mi sembra facile, tra l'altro nel mondo là fuori le situazioni cambiano da un momento all'altro e a volte, in modi per noi inaspettati, per cui diventa veramente impegnativo allenarsi in un set di abilità.

    Ad un certo punto
    scoprirai che…

    4) Modelli: trova dei modelli, dei maestri e dei
    mentori che vedi già come "eleganti" in ciò che
    tu desideri raggiungere. Imitali sfacciatamente
    durante i tuoi esercizi, fai quello che in PNL
    viene chiamato "modellamento", immaginando
    di essere quella persona mentre agisci.

    Hai toccato, Genna, un punto molto centrale, perché di modelli da imitare, effettivamente nella nostra società ne abbiamo veramente pochissimi, per non parlare poi della paura che alle volte abbiamo delle critiche da parte di chi non approva questi nostri mutamenti.

    5) Fai le cose a modo tuo: dopo molta pratica
    inizierai ad accorgerti che in ciò che stai facendo
    non vedi più "gli insegnamenti del maestro" ma
    intravedi il tuo "stile personale". Inizialmente ti
    verrà naturale modellare i tuoi "idoli" ma dopo
    molta pratica inizierai a renderti conto che non
    stai più facendo le cose come "Bandler" ma le
    stai facendo "a tuo modo".

    6) Diventa invisibile e semplice: quando hai
    acquisito il tuo stile scopri come diventare
    sempre meno evidente. Fai in modo che ciò che
    stai facendo non si possa notare, e il modo
    migliore per farlo e rendere quella cosa facile e
    semplice, proprio come accadono le cose in
    natura, facilmente e semplicemente, senza
    che "nessuno se ne accorga";)

    Infatti, una delle mie sfide che mi sto ponendo da un periodo a questa parte, è appunto di rendere quello che faccio o dico, facile e semplice: tra l'altro, se leggiamo anche dei testi come quelli di Coelho, notiamo che i personaggi più importanti, quelli che accompagno il principiante in un percorso (che sia quello dell'alchimia, che sia il cammino dell'arco (tutte metafore di un'unica cosa)), hanno una caratteristica fondamentale: sono semplici e si fanno capire molto bene.
    Grazie,
    Andrea
    P.s.: aspetto un approfondimento su questo interessante tema

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