Meditazione: Smettila Di Aspettare

 

Pratichi la meditazione minfulness? è una gran bella sensazione quella della “presenza”, dell’essere completamente presenti. E come probabilmente saprai fa anche bene a moltissimi livelli…da quello mentale a quello fisico.

Ho scoperto che esiste un modo  semplice per “allenarsi a vivere nel presente”: modificare il modo con cui vediamo e costruiamo le nostre aspettative. Nella ANL di oggi ascolterai un semplice ma potentissimo esercizio per farlo…

 

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Si tratta di una meditazione o meglio di un “trucco” per ingannare la mente conscia permettendole di restare nel presente.

Ma invece di trovare un appiglio come il focalizzarsi su di uno stimolo come le sensazioni corporee o sul respiro, si basa sulla attesa.

E serve proprio per aumentare la tua capacità di attendere senza NESSUNA aspettativa

In una sorta di “macchina del tempo virtuale” che ti allena a restare nel presente. Qualche tempo fa ti ho parlato di come l’ambiguità della vita ci porti ad un incessante desiderio di significato.

Questo meccanismo insito nell’essere umano, unito alla mastodontica quantità di “scelte” e di informazioni alle quali siamo sottoposti, e a diverse cause sociologiche ci abbia portato a soffrire per le nostre aspettative.

Emozioni come rabbia, delusione, frustrazione e tristezza sono spessissimo scatenate dalle aspettative che ci creiamo.

Immagina il seguente scenario:

Chiami un tuo amico per organizzare la serata ma ha il telefono staccato, allora gli lasci un messaggio o gli invii un sms. Ma nonostante siano passate 3 ore dal tuo sms ancora nessuna risposta, che cosa pensi?

Se pensavi di ricevere una risposta velocemente, con molta probabilità inizierai a pensare cose del tipo: “ecco vedi, non ha voglia di uscire con me… forse gli ho fatto qualcosa che lo ha offeso…ecc”.

Ok, ho esagerato un po’…ma quanto sono andato lontano dalla realtà? eppure sappiamo tutti che possono essere capitate 1000 cose al nostro amico che non risponde al telefono.

Ed è proprio in casi come questo che riuscire a restare nel presente ci aiuta a gestire l’ambiguità della vita. Gli effetti benefici di questo esercizio sono molti (te li ho elencati anche nell’audio) ecco la sua struttura:

 

1) Quaderno e luogo: prendi il tuo quadernino degli esercizi e poi trova un posto tranquillo in cui poter svolgere l’esercizio ad occhi chiusi. Per cui se stai guidando o stai utilizzando macchinari pericolosi evita di fare l’esercizio.

Puoi ascoltarlo se sei a lavoro, e provare a farlo anche ad occhi aperti…so che molti di voli mi seguono dall’ufficio. Ma poi ripromettiti di farlo per bene a casa.

 

2) Meditazione: con gli occhi chiusi o aperti chiediti “quale sarà il mio prossimo pensiero? e resta in attesa, come un gatto che attende la sua preda, “resta in assoluta attesa” evitando di pilotare il pensiero dopo ti è balzato subito un pensiero in mente?

Allora ripeti esercizio… mentre se hai dovuto aspettare sei sulla buona strada. Scopo finale è quello di restare il maggior tempo possibile in quello stato di attesa…restando tranquillo e rilassato.

 

3) Prendi nota: dei pensieri che emergono, allenati affinché il pensiero seguente impieghi un po’ di tempo per emergere e poi, prendi nota dei pensieri che ritieni importanti “a pelle”….”istintivamente” perché devi evitare di analizzarli.

 

4) Pratica questa forma di meditazione: per tutta la settimana, almeno una volta al giorno e scrivi ogni pensiero che ti balena alla mente.

Fra 7 giorni dai un’occhiata al quaderno, forse potresti notare che quei pensieri hanno un oggetto o un contesto precisi…ripeti l’esercizio per un’altra settimana…e di nuovo nota i minimi “comuni denominatori” fra i pensieri.

 

5) Attento al cambiamento: nota come dopo un paio di settimane di allenamento la qualità dei tuoi pensieri si modifica. Nota in quale direzione… ma soprattutto nota che più ti alleni a restare calmo e tranquillo nella aspettare il pensiero e più riesci a “staccarti” o come direbbero i buddisti disidentificarti dalle tue emozioni per vederle emergere, senza giudicare.

Come ti raccontavo nell’audio, questo esercizio è un “ri arrangiamento” di un consiglio di Ekart Tolle del suo libro “Il potere di adesso”. Quando ho detto ad un mio collega che avrei scelto questo esercizio ne è rimasto profondamente colpito.

Sapendo che non sono troppo “spirituale” era affascinato dal fatto che mi piaccia leggere libri di spiritualità 😉 Infatti penso che la crescita personale sia ovunque da un bel film, figuriamoci in chi è ritenuto essere un “maestro spirituale”.

La mia variante ti aiuta non solo ad osservare come agisce il tuo pensiero, allenandoti a creare quello spazio necessario per poterlo osservare.

Ma ti aiuta a conoscere la natura e la qualità dei tuoi pensieri, senza giudicarli, comprendendo che in quel fiume incessante di “pensare e pensare” esistono numerose risorse alle quali puoi fare appello.

Infatti ritengo che l’armonizzazione cerebrale non porti solo ad una “quiete” che permette una migliore comunicazione fra gli emisferi, ma anche un rilascio e/o sblocco di risorse interiori sopite.

Altro aspetto da considerare prima di chiudere questo bellissimo post è quello di distinguere l’aspetto cognitivo dell’aspettativa (quello legato alle credenze) da quello che hai appena visto cioè basato sulla presenza e sulla capacità di NON aspettarsi nulla.

Sei riuscito a fare l’esercizio? lascia un commento qui sotto e fammi sapere che cosa ne pensi.

A presto
Genna

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14 Commenti
  • Ciao Vincenzo,
    a me funziona perfettamente…prova a cambiare browser o device. I vecchi audio si possono ascoltare in streaming solo se hai un dispositivo con "flash" aggiornato.

  • Ciao Genna,
    L'audio non è piú presente , potresti rimediare , per favore?
    Grazie mille ,
    Vincenzo

  • Ma wow! non credevo avesse questa derivazione atavica! Grazie Genna! ^^

  • Ciao Gabriella,
    purtroppo non conoscendoti non posso darti una vera interpretazione…però…

    posso dirti che l'essere umano è programmato per vedere e interpretare stimoli ambigui come "volti". Fai una prova, guarda qualcosa di poco chiaro (come le nuvole) e ci troverai un sacco di volti.

    Questo avviene per una questione di tipo evolutiva, millenni fa dovevi poter vedere se qualcuno era nascosto nei boschi 😉

    Grazie
    Genna

  • bel post! l'ho provato e l'ho trovato utile, lascio uscire tutti i pensieri e anche "visioni" che mi appaiono davanti: sono rimasta colpita dal fatto che vedo volti umani, come un fermoimmagine di un video o una foto, con dei particolari che risaltano, come il colore rosso (del rossetto o del fazzoletto sulla testa di una donna di campagna per capirsi..) cosa ne pensi Genna? 😉 ciao, un bacio

  • Io l'esercizio l'ho fatto in ufficio, un momento tranquillo,dopo una mattinata frustrante in cui fai del tuo meglio per far funzionare le cose e nessuno ti si fila.
    Avevo le spalle contratte e un inizio di mal di testa.
    Mi sono messa tranquilla e comoda e finito l'esercizio ho scritto il pensiero predominante.. cosa avrei fatto in questo primo Week end di sole e ho notato che le spalle erano distese. Miracolo. Grazie Genna

  • Ciao Alessandro,
    meglio tardi che mai;)))

    Allora non esiste un metodo migliore dell'altro, sta a te decidere quale ti agevola nel portare consapevolezza.

    In linea di massima, stare attenti al respiro, piuttosto che ai pensieri, piuttosto che al corpo. Tolle raccomanda di tornare comunque sempre al corpo…per cui seguiamo i suoi dettami.

    Anche per la durata é soggettivo, il tempo necessario a eliminare gli stimoli e a portare sufficiente attenzione a ció che hai prefissato…

    Penso che cambiare ogni tanto sia carino…ci aiuta a vedere lo stesso processo da un altro punto di vista…che magari prima non prendevamo in considerazione.

    Hai fatto bene a ripetere più volte la domanda…ma il massimo sarebbe farsi la domanda, e restare sempre nell'limbo della NON attesa:)

    Grazie Alessandro

  • Andreaaaa, hai sentito che sigla?
    Direttamente da garge band;))
    contento che ti sia piaciuto…

  • Ciao Genna!!!
    Ti seguo dal 2009 ma questo è il mio primo commento 🙂
    Pratico la meditazione mindfulness ogni giorno per almeno 15 minuti da circa un mese…
    Mi sono venuti alcuni dubbi:
    1 – Ci sono vari tipi di meditazione che portano a “risultati” diversi oppure meditare concentrandomi sul respiro e meditare osservando senza giudicare i pensieri che genera la mia mente portano entrambi allo stesso risultato? Un tipo di meditazione è migliore e più efficace dell’altro oppure è la stessa cosa?

    2 – Quanto dovrebbe durare come minimo una sessione efficace di meditazione mindfulness?

    3 – Ieri ho provato la tua variante ponendomi la domanda “quale sarà il mio prossimo pensiero?” cercando di allungare sempre di più il tempo di attesa… l’esercizio mi è piaciuto tantissimo 😉
    Ho però una domanda: se per esempio pratico la meditazione per 20 minuti devo continuare nel ciclo “domanda – attesa – pensiero”? Perché ieri con il tuo esercizio mi sarò posto la domanda “quale sarà il mio prossimo pensiero” almeno un centinaio di volte 🙂

    4 – Ritieni più efficace questa variante oppure il semplice osservare i pensieri che genera la mente?
    Personalmente mi piace molto di più la tua variante perché ogni volta che mi pongo la domanda ritorno al presente, mentre se mi metto ad osservare i pensieri ogni tanto mi perdo in essi.

    Grazie di tutto e complimenti davvero per il blog… buona giornata! 😉

    Alessandro

  • Genna! Mitico!!
    L'esercizio mi piace un sacco.. l'idea dell'attesa è geniale! Ora vedrò gli sviluppi nei prossimi giorni..

    Finalmente, anche se dall'ufficio, sono riuscito ad ascoltare la prima parte della ANL e son rimasto piacevolmente stupito dalla sigla iniziale.. hai usato i tuoi nuovi strumenti informatici? 😉

    Buona giornata!
    Andrea

  • @unknown: grazie per il consiglio:)

    @clem: esercitati e facci sapere quanto ti è stato utile.

    @ Dott Mauri: Graaande Manuel…non vedo l'ora di parlarne assieme 🙂

    Grazie

  • Grazie Genna!!
    Io l'ho fatto e mi ha fatto davvero piacere quello che ho notato.
    Subito ho pensato ad una persona e poi ad un'altra ma poi…
    E' arrivato!
    Che dire bello bellissimo!
    La meditazione è il passo successivo e necessario per la piena crescita personale dell'individuo..verrò a Padova nei prossimi tempi e te ne parlerò.
    Ciao!
    Dottor Mauri

  • ti ringrazio e farò senz'altro questo esercizio ?modificato0' … l'attesa è davvero una delle mie ferite!!11
    a presto
    cleme

  • A questo proposito consiglio caldamente il libro di Frank Winslow: "Il segreto della GUARIGIONE QUANTICA". è davvero formidabile! 😉

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