La Sindrome Del Primo: Fra Psicologia, Logica e Linguistica

Vorresti essere il migliore? chi non desidererebbe essere visto come “il primo” nel proprio campo? Questo desiderio di primeggiare può spingerti a dare il meglio di te in ogni situazione, ma nasconde un “lato oscuro”, il mancato ragionamento che potrei definire “neuro-linguistico” che risponde alla ben nota domanda “migliore rispetto a chi?”. Se conosci come funziona il linguaggio sai che affermazioni di questo tipo mancano di “un indice referenziale” rendendo la nostra ricerca di perfezione una corsa infinita e spesso estenuante.

 

L’ho battezzata “sindrome del primo” perché nasce dal “primo della classe”, cioè da quelle persone che quando erano a scuola cercavano di essere i migliori. Chiaramente non c’era niente di male nel cercare di primeggiare l’errore cognitivo nasce quando, in un qualche modo, portiamo con noi quello stesso atteggiamento mentale.

In classe sapevi molto bene con chi ingaggiavi la tua “gara”, le persone e l’ambiente erano conosciuti…mentre nella realtà le cose sono ben diverse. Ora ti dirò una cosa che potrebbe innervosirti..sei pronto? c’è sempre qualcuno più bravo di te nel mondo reale 😉 ok messa così potrebbe apparire come un “convinzione limitante”, ma se ti fermi un attimo a ragionarci sopra puoi renderti conto che è un dato di fatto.

C’è sempre qualcuno più portato, che si è impegnato di più, che è stato più fortunato ecc…ecc. E se “eri affetto da questa sindrome”, ora puoi iniziare a notare il calo della tensione?

 

Pensaci ancora se inizi a immaginare di poter essere “bravo”, competente, preparato, senza avere un “ossessivo bisogno di essere il primo” (cosa che spero di averti fatto notare come irrealistica) accadrà qualcosa di magico, il fatto stesso di non dover gareggiare contro dei “mulini a vento” ti permette di fare le cose con meno ansia, più serenità e meno sensi di colpa o inadeguatezza.

 

Ti ripeto, non c’è nulla di male nel cercare di essere i migliori nel proprio campo, ma bisogna sempre notare “in che modo perseguiamo questo obiettivo”. Se riusciamo a pensare in modo realistico iniziamo a notare che “non è necessario sfidare tutto il mondo per sentirci appagati in ciò che stiamo facendo“. Perché il continuo confronto può sfiancare anche il più in gamba di noi, anche il migliore…e questo lo sanno tutti gli sportivi.

Altro aspetto di questa sindrome non è legata alla preparazione o alla bravura, ma al tempo. A questo proposito prendo in causa PsiNeL, questo blog. So bene che il mio blog, attivo ormai da quasi 4 anni è stato fra i primi in Italia a parlare di alcune tematiche, oppure a proporre modalità formative innovative…per cui in molti campi sono stato il primo.

E’ possibile che qualcuno, pur arrivando dopo PsiNeL sia riuscito a creare contenuti di maggiore valore? certamente si 🙂 Eppure il mondo è pieno di persone che dicono: “cavolo io sono l’inventore di quella cosa, perché Tizio e Caio la fanno funzionare meglio di me?”.

Come puoi notare anche qui c’è un aspetto che oserei dire “morboso” che sarebbe bene tenere sott’occhio. Purtroppo è proprio così che va il mondo, ma non è una cosa negativa, anzi…come ha detto Newton “ci sono arrivato perché ero sulle spalle dei giganti“.

C’è stato un periodo in cui si diceva che i Giapponesi erano bravissimi nel copiare e nel migliorare. Se ci pensi tutta la nostra evoluzione scientifica si basa su questo principio. Tu inventi la ruota ed io invento l’auto… chi è più bravo? tutti e due 😉 E se io invento la ruota ma non riesco a venderla mentre tu, copiandomi ci riesci? allora significa che tu sei più bravo a vendere, non che hai avuto un’idea migliore.

Tutti sanno che la Red Bull è una bevanda chearriva dalla Thailandia. Eppure è stato un Austriaco a renderla famosa in tutto il mondo. I Thailandesi sono arrivati prima, ma è stato Dietrich Mateschitz a renderla famosa nel mondo. E’ giusto? certo…

E cosa dire dei blog che nascono e copiano integralmente il mio modo di bloggare? io ci ho messo anni per trovare una “buona formula” fatta di studi ed investimenti… “nulla, beati loro che non devono farsi lo sbattimento che ho dovuto fare io” 😉

Concludendo: entrambi gli “errori descritti” sono di natura logico-linguistica e basta apprendere comefunziona il linguaggio per smontarli. Ma è chiaro che sotto a tali comportamenti vi sia, prima di tutto una “smania si successo” ed una “paura che altri ci rubino qualcosa” (nel secondo caso). Bene, penso che in questo mondo (lo sviluppo personale) sia importantissimo tenere a mente questi due concetti per evitare la “sindrome del primo“…che detto fra di noi…mi sono inventato di sana pianta…e da adesso in poi puoi chiamarla così anche tu 😉

Evita di confrontarti in modo ossessivo con gli altri e controlla che questi “altri esistano” 😉 sapendo che la persona da tenere come riferimento sei tu stesso… cerca di essere migliore di te stesso e non degli altri.

A presto
Genna

Ps. Ciò che ho scritto non autorizza nessuno a rubare il lavoro altrui, ma solo a “modellarlo”per creare qualcosa di diverso.

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4 Commenti
  • L'aspetto secondo me più negativo della sindrome è che quando trovi quanlcuno più bravo di te, allora o inizi a giocare sporco o smetti per sempre.
    Genna, in che modo i genitori possono evitare di trasferire/scaricare questa sindrome sui loro figlioletti?
    Grazie, Ciao!

  • Grande Genna,
    anch'io rifletto molto su questo punto, ed infatti ho scoperto che l'unico modo per liberarsi dall'ansia di primeggiare (e rimanere sempre in cima alla classifica) è quello di divertirsi seguendo le proprie passioni.
    Per fare un esempio, sia tu che io suoniamouno strumento, (io il pianoforte mentre tu la chitarra), allo stesso modo vediamo cantanti o musicisti in TV, con la differenza che, mentre noi suoniamo perché ci diverte, altri possono fare la stessa cosa ma, come dicevamo prima, perché vogliono primeggiare ;)…
    Ricordo che quando andavo ai concorsi pianistici (conto di partecipare ancora appena finirò gli studi), bene, non avevo la preoccupazione di vincere, ma mentalmente mi piaceva entrare in uno stato di grazia che mi permettesse di godermi il pezzo che stavo suonando, immaginandomi che, invece che trovarmi in un concorso, di suonare quel pezzo come se lo volessi semplicemente ripetere, dopo averlo studiato. Anzi la mia visualizzazione era ancora più grande, perché immaginavo che lo stavo suonando insieme ai miei amici (cosa che in realtà accadeva davvero)! Di fatti quelli che formalmente sarebbero stati dei concorrenti, sono tutt'ora, per me, dei grandi amici e nutro nei loro confronti una profonda amicizia. E ti assicuro che, di certo, suonavo mooolto meglio che se avessi tenuto la mente focalizzata unicamente a vincere il concorso… Risultato: riuscivo a superarli grandemente!
    Per parlare invece di situazioni quotidiane, quando sento persone che lamentandosi mi dicono che altri sono arrivati al risultato che queste persone volevano raggiungere (e lo hanno fatto anche con molta più facilità), io rispondo sempre: "Lascia perdere quello che gli altri fanno, confrontati solo con te stesso, altrimenti ti diventerà veramente difficile raggiungere quello che ti eri prefissato;)", che è, fondamentalmente ciò che suggerisci in questo post. quindi, come possiamo notare, non c'è nulla di nuovo sotto il sole, ma ciò non vuol dire necessariamente che certi modi già noti di concepire le cose siano condivisi e messi in pratica da tutti… perciò faccio mia un'altra profonda convinzione: che possiamo tranquillamente essere il cambiamento che vogliamo vedere negli altri, se ci crediamo e lo vogliamo davvero;).
    Grazie ancora,
    Andrea

  • Anche Andreea di efficacemente.com ne ha parlato con un articolo molto bello (come suo solito): http://www.efficacemente.com/2012/02/cambiato-vita/

    Riassumendo: devi cercare di essere migliore, non IL migliore. E io sono d'accordo. Se proprio si vuole prevalere, poi, la strada è un'altra: essere unico. 😉

  • Fernando Bellizzi
    Rispondi

    Le informazioni sono stimoli ed oggi l'informazione viaggia alla velocità della luce. È come una gara della staffetta per cui dove uno mette il punto, l'altro parte subito. E c'è poco da fare. È come un brainstorming dove è il gruppo a creare, solo che con internet il gruppo è solo sulla circolazione delle idee. Daltronde è anche il principio PNL di "utilizzare" ciò che c'è a disposizione!

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