5 Passi Per Conoscere Se Stessi

Ciao,

ti è mai capitato di dimenticare il nome di una personasubito dopo averla ascoltata? Capita perché sei troppo”dentro te stesso a chiederti come apparirai agli occhidel tuo interlocutore“. Il bisogno di apparire come, belli,curati e intelligenti, spesso ci porta a dare attenzionesolo a noi stessi limitando le nostre abilità comunicative.Ė come guidare tendo costantemente gli occhi sulla spiadella benzina anche quando non ce ne è bisogno. Sullascia della scorsa ANL sull’autostima, voglio mostrartiun esercizio semplice per “conoscere meglio la tuastrumentazione di bordo”…in modo da vivere al 100%le tue relazioni interpersonali.

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Sei riuscito ad ascoltarlo? Conoscere se stessi èla base di ogni miglioramento personale. Lo soche si tratta della scoperta dell’acqua calda, ma se orati proponessi due corsi, il primo da titolo “conosci testesso” ed il secondo “scopri come conoscere gli altri”,ti assicuro che sarebbe quest’ultimo ad avere piùsuccesso. Questo perchè tendiamo a pensare che siapiù utile “saper conoscere gli altri” piuttosto che noistessi. Tornando all’esempio dell’automobile è chiaroche se sai di aver fatto benzina non hai bisogno diguardare costantemente l’indicatore.Come fare? sarebbe molto comodo se dalla nascitaavessimo ereditato un “manuale d’istruzioni” sucome funzioniamo. Ma sarebbe triste se avessimocostantemente le stesse istruzioni…e infatti questecambiano nel tempo, e come abbiamo già visto sitratta di conoscere le nostre “regole personali“.Conoscere se stessi, nel bene e nel male, è lacaratteristica principe di ogni leader, di ogni bravo comunicatore …è la base di ogni buona relazioneinterpersonale.Esatto! nel bene e nel male…non c’è peggior abitudineche mettere la “testa sotto la sabbia” per nasconderciquei lati che non ci piacciono. Pensaci, ti è mai capitatodi lavorare con qualcuno che “non conosce i suoi puntideboli sul lavoro?”… è una vera tortura doverglieli comunicare, perchè per un effetto di dissonanzacognitiva, tenderà a non credere alle critiche, seppurcostruttive perchè nasconde a se stesso quel dato”difetto”. Ma lo stesso avviene per i punti di forza,se non sai di averli difficilmente li metterai a”frutto”.“Quindi dovremmo conoscerci a fondo?”, sidovremmo, ma tenendo a mente che la struttura dellanostra personalità non è composta da elementi stabili.Infatti noi cambiamo costantemente in base a 1000variabili differenti. Ciò che intendo come “conoscenzadi se stessi” si limita a quelle cose che un’altra personadovrebbe conoscere per relazionarsi bene con te, quel”manuale d’istruzioni di te stesso” che la tua partnervorrebbe tanto avere, o meglio che avrebbe preferitoavere prima di intessere una qualche forma direlazione.Ecco quindi che ci è di aiuto il semplice esercizio cheti ho mostrato nella ANL, vediamo la sua strutturain 5 passi:1) Quaderno: ormai è una consuetudine, se seguiPsiNeL, quella di prendere un quadernino da usaresolo per gli esercizi dedicati alla tua crescita. E maicome nella conoscenza di se stessi è utile mettersia scrivere, per avere una sorta di “interlocutorefisico” attraverso il quale specchiarsi per vedersie ri-conoscersi.2) Prodotto: ora immagina di essere un prodottoe di possedere un manuale delle istruzioni. Che cosac’è scritto sul quel manuale? magari “non dare dabere dopo la mezzanotte?” 😉 Scrivi sul quadernoquali sarebbero queste “istruzioni per l’uso”.3) Aree della vita: puoi dividere le istruzioni inbase alle diverse aree della vita, come “lavoro”,relazioni e divertimento…e per ognuna di esserescrivere almeno una decina di istruzioni cheregolano il tuo comportamento in quell’area.4) Metti via: metti via il quaderno e l’esercizioe riprendilo a distanza di tempo, magari unasettimana e nota se in quel periodo hai rispettatoquelle regole o se una relazione andata storta acausa della rigidità di quelle stesse regole.5) Distendi: prendi la regola che ti è parsa come”esageratamente rigida” e, metti in atto di propositocomportamenti che contraddicano quella regola,come se fosse un gioco. Se ad esempio odi restarein silenzio durante una conversazione, cerca indiverse occasioni, di restarci. Sopporta quellapiccola sensazione di disagio. Questo distenderàle tue regole permettendoti di conoscerti e poidi “smussare” le cose che non ti piacciono o chepensi siano controproducenti.Come avrai notato l’esercizio è leggermente diversoda come te lo ho presentato nella ANL. Questo micapita spesso, perché parto sempre dalla produzionedell’audio e successivamente scrivo questo post.Così se sei arrivato a leggere sino a qui sei fra quellapercentuale delle persone che non si limita adascoltare il mio audio senza leggere che cosa ne”penso”… complimenti questo è lo spirito giustoper seguire le mie ANL 🙂Potrebbe capitarti di aver già sperimentato questoesercizio (qui abbiamo fatto qualcosa di simile) evitadi poltrire, ripetilo… non solo perché questa volta lametafora è differente (quella del manuale) ma ancheperché il nostro modo di vederci e percepirci non èstatico ma dinamico…potresti avere dellepiacevoli sorprese 😉 La tua crescita dipende da quanto “ti conosci”,questo non significa stare dentro se stessi a farsi le”seghe mentali”, perché come ha detto Watzlawick”guardarsi dentro rende ciechi”. C’è un modo peresplorare se stessi ed evitare le “pippe”, è quello di essere oggettivi, per quanto possibile. Se noti diessere in un reame poco oggettivo evita di portarciattenzione. A dare significato a quella soggettivitàci pensa già il tuo inconscio tu pensa a notare cononestà i tuoi punti deboli ed i tuoi talenti.A prestoGenna

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11 Commenti
  • Ciao, difficile darti una risposta così, tuo fratello è più grande o più piccolo? Vivete nella stessa casa? Tuo padre quanti anni ha? C'è una "mamma"? Sai mi servono moltissime informazioni per aiutarti meglio…

    …il primo e spesso definitivo consiglio che posso darti è quello di iniziare a pensare come tu puoi imparare a "sopportarla e supportarli" meglio. Quelle parentele non te le sei scelte tu, per cui devi imparare a gestirle o al limite (nei casi più estremi) tagliarle.

    Il metodo più efficace che conosca ė la meditazione, vedrai che gestendo meglio te stesso gestirai meglio a che gli altri.

  • Ciao genna, io pultroppo ho un brutto rapporto con mia madre e fratello, non riesco proprio a sopportarli!! Cpme devo fare? Ciao a presto

  • Ciao Fede,
    non so niente dell'argomento, se non qualche teoria strampalata 😉

  • genna mi interesserebbe sapere cosa ne pensi della cleptomania.
    potresti farne un articolo grazie 🙂

  • Ho cambiato anche il primo link che effettivamente non c'entrava niente con l'autostima 😛

  • Porca paletta,
    avete ragione ragazzi :O

    adesso è visibile…vi ringrazio tantissimo 🙂

  • Ciao Genna, anche io non trovo più il post sullo specchio magico… compare eliminato

  • Ciao Luigi,
    è il primo link che trovi nel post… ma forse non ho specificato che l'esercizio con le ancore olfattive è ottima per l'autostima 😉

    Comunque, se non riesci a trovarlo copia ed incolla questo nel tuo browser:

    http://www.psicologianeurolinguistica.net/2012/01/profumo-e-ancoraggio-come-potenziare-le.html

  • Ciao Genna, volevo rileggere ma non trovo più nel tuo blog l'articolo di lunedì scorso 30 gennaio 2012 "Aumentare l'autostima usando uno specchio magico", non c'è più? Luigi

  • Ciao Luciano,
    è un vero onore avere un allievo diretto di Erickson…sono stra curioso, come hai preso la decisione in quegli anni di andare a trovare Erickson e quali sono le tue esperienze a contatto con il maestro?

    Scusa se ti subbisso di domande ma puoi immaginare la mia curiosità …se magari un giorno potessi ti intervisterei volentieri.

    Rispnodendo alle tue domande:
    N1 si serve perchè ti aiuta a fare chiarezza fra valori e regole. Non lo dico "io" (anche se io ci credo) ma lo dice Michal Yapko.

    N2 si, altrimenti se supponi il contrario è forse ciò che accadrà…non credi?

    N3 di conoscersi meglio, di volta in volta, in modo molto semplice, senza troppe seghe mentali.

    N4 E' indirizzato a tutti coloro i quali hanno voglia di conoscersi meglio e di mettersi in gioco 😉 il tempo è infinito (come dico nell'audio) puoi iniziare facendolo due o tre volte (una a settimana) per poi abbandonarlo e recuperarlo…quando il tuo inconscio te lo suggersce, insomma quando ci capiti sopra 😉

    N5 fallo 2 volte a distanza di una settimana, poi aspetta un mesetto e ripetilo… poi nota se lo sciogliere le rigidità ti ha portato da qualche parte oppure no. Fai bene ad essere scettico, io sono il primo 😉

    Fammi sapere che cosa ne pensi per l'intervista 😉
    Genna

  • Ciao, è con rispetto che che mi rivolgo a te, per lasciare la mia oppinione a riguardo conoscere se stesso. Devo pensare che parti dal presupposto che: N1 serva a qualche scopo per migliorare se stesso. N2 devo anche supporre che codesto esercizio mi porti dei benefici. N3 Ammettendo che la persona beneficiaria dell"esercizio, superi la barriera della criticità (lo faccio e basta) cosa si deve aspettare. N4 A chi è indirizzato e per quanto tempo occorre farlo? Ovvio che la risposta più scontata è -dipende da individuo ad individuo. N5 Per quanto tempo è ragionevole persistere nello stesso esercizio prima di capire se è valido? Sai sono un ricercatore che verifico sempre tutto, ciò significa che i libri e gli esperti hanno anche loro la possibilità di sbagliare. Mi presento in breve, sono un allievo diretto del Dr. Milton H. Erickson Ho avuto una formazione privilegiata a casa sua(1978- 1979) Lo considero mio mentore. Ciò che mi ha trasmesso è racchiuso in una frase: -Supponiamo che tu sii il migliore,supponiamo che tu lo sappia, e supponiamo che le persone si rivolgono a te e anche loro sapessero che tu sei il migliore, ti sentiresti da quella posizione di dire in tutta coscienza si mioccupo del tuo caso? con stima Luciano

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