Profumo E Ancoraggio: Come Potenziare Le Associazioni Con Le Ancore Olfattive

Ciao,ti è mai capitato di usare un’ancora senza averesuccesso? questo capita per un sacco di motivi, eduno dei più importanti è legato proprio al canalesensoriale che scegli di utilizzare per “installarel’ancora”. Abbiamo parlato un sacco di volte diquesta tecnica base della PNL, a volte in tono criticoed altre volte mostrando le sue applicazioni. L’altrogiorno mentre leggevo una ricerca sperimentale sultrattamento dei bambini, ho scoperto una valangadi studi sull’utilizzo di ancore olfattive, ed hodeciso di condividerlo con te…Clicca qui per dare un’occhiata al Forum delleEccellenze con Paul McKenna a RomaSei riuscito ad ascoltarlo? l’esercizio che haiappena svolto è un classico della PNL…in cui, comedicevo poco fa, vai a rievocare delle risorse per poiancorarle e portarle con te, integrandole in nuovicontesti. Ma la cosa più interessante della ANL èl’applicazione dell’ancora olfattiva; si lo so di certonon è una grossa novità, senza pensare poi chequalcuno fa anche l’aroma terapia. Tuttaviasai che qui sul blog faccio spesso riferimento aricerche specialistiche nel campo della psicologia.E queste ricerche documentano l’efficacia della”stimolazione olfattiva”. Ciò che vediamo, ascoltiamoe proviamo (come sensazioni tattili ed il gusto) sonomediati dal nostro talamo. Questo funge come unasorta di smistatore delle sensazioni, dagli organi disenso alle varie zone del cervello deputate alla loroelaborazione (e anche al contrario). L’unico sensoche non ha questa “mediazione” è l’olfatto. Questoperché è uno dei primi sensi, in ordine evolutivo,a cui, molti animali dedicano la maggior parte delcervello. Ecco la struttura dell’esercizio:1) Quaderno e profumo: come ti dico oramai datempo, “procurati un quadernetto per gli esercizi”da usare ogni volta che svolgi un esercizio della ANL.Oggi, dovrai fare un piccolo sforzo in più: cercare unprofumo che ti piaccia e che non hai occasione disentire spesso. Prima di prenderlo annusalo e nota seper caso ci sono già delle “associazioni” legate ad esso,in caso sia così, scegline un altro privo di “ancore”.2) Obiettivo/problema: trova un obiettivo o unproblema per il quale desideri avere maggioririsorse. Scegli inizialmente qualcosa di piccolo chetu possa “monitorare” per determinare se ti seiavvicinato al risultato o alla soluzione.3) Risorse: pensa alle risorse che vorresti avere per raggiungere il tuo obiettivo, scrivile tutte e per ognuna trova un’esperienza passata in cui hai avuto quella certa risorsa. Metti attenzione questa fase ricordandoti che le risorse si annidano spesso in situazioni non troppo eclatanti…. e che non tutte le risorse vanno bene.Cerca risorse che per loro natura contrastano lo statoproblematico iniziale… oppure che ti diano “lo stato”adatto per raggiungere il tuo obiettivo. Es. se è unasituazione in cui “sei teso”, trova una risorsa di”rilassamento”.4) Rivivi e associa: prendi le risorse e rivivile una alla volta, vedendo e sentendo cosa provavi in quel momento,fallo in modo completo e quando senti che la risorsa, cioè la sensazione che stai cercando sta riaffiorando,prendi il profumo e dagli una bella annusata 🙂 Fallo per tutte le risorse che desideri avere in quel momento…usando sempre lo stesso profumo. E quando hai finito, distraiti e poi testa l’ancora vedendo se il semplice profumo ti riporta a quelle sensazioni. Ripeti l’associazione sino a quando non avviene in modo automatico o quasi.5) Ricalco nel futuro: puoi immaginarti nel futuro, in una situazione in cui vuoi usare quelle risorse…e mentre sei nel futuro, annusa e vediti, ascoltati e percepisciti …come vuoi essere in quel momento. Guardando indietro al presente, osserva tutta la strada che hai fatto libero da quel certo problema oppure, con quell’obiettivo realizzato.6) Il profumo: ora tutto quello che devi fare è portartidietro il profumo e prima di affrontare il percorso cheti porterà al tuo obiettivo, annusa e nota se ti riportaimmediatamente a quelle sensazioni. Ricorda difidarti dell’associazione e quindi del tuo inconscio 😉Bene, come è andata? si tratta di un “classico della PNL” in cui andare a pescare le risorse nel passato per portarle nel presente e poi generalizzarle al futuro. Ma a differenza del solito, la cosa che cambia è la profondità dell’ancora che agendo sui bulbi olfattivi hanno un’azione sul nostro cervello antico, dovela cognizione “non arriva”.Ma il processo più importante è quello della scelta dellerisorse da andare a pescare, infatti non sempre il tipo dirisorse che scegliamo sono quelle adatte al momento.In questo post scopri come farloQuante ripetizioni servono? in generale non esisteun numero preciso perché dipende dalla intensità dellostimolo/risorsa che andiamo a cercare. Ci sono alcunistudi che dimostrano come gli eventi traumatici sistabilizzino in noi anche solo con una piccola esperienza.Per cui, in linea del tutto teorica basterebbe una risorsaadatta, con la giusta intensità, piazzata al “momento giusto” per risolvere il problema. Ma spesso non è così, questo capita per molti motivi ma il piùimportante di tutti è quello legato alle convinzioni.Non intendo solo il “tipico lavoro sulle convinzioni”ma soprattutto il fatto che serva una conferma cosciente. Quella che viene chiamata “esperienza emozionale correttiva“. In pratica il soggetto deve avere una qualche conferma razionale del fatto che l’esercizio è andato a buon fine. E questo non è sempre facile…anzi spesso è impossibile perché si ratta di “eventi futuri”. Per cui, nel dubbio è sempre meglio ripetere l’ancora sino a quandonon si percepisce completamente la sensazioneche vogliamo raggiungere.

Che cosa ne pensi? avevi già provato questo tipo di

ancore? lascia un commento e fammi sapere come è andata.

A prestoGenna

Qui trovi alcuni studi sulle “ancore olfattive”condotti dagli specialisti in emdr

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14 Commenti
  • Thank you 🙂

  • The blog is cool

  • @ spazzacamino e Tonia:
    Grazie a voi per il feedback….quella del ragù è davvero eccezionale;)))

  • Nel mio lavoro con il training autogeno mi è capitato un paziente che entrava nella condizione di calma e nel suo posto sicuro pensando all'odore del ragù della domenica mattina. Non lo sentiva nemmeno se lo era evocato spontaneamente facendo, nel mio studio, l'esercizio del posto sicuro. Adesso comincerò ad utilizzare la tecnica coscientemente. Grazie

  • mi associo con chi ha sempre pensato che i ricordi sono spesso associati a sensazioni visive,uditive o tattili.Ma a pensarci bene i ricordi che ho di quando ero molto piccolo,i piu' vividi sono associati all'olfatto.Quindi facendo questo esercizio e ricordando la sensazione olfattiva di quel ricordo,mi sembra piu' diretta l'associazione alla sensazione che provavo.Ma anche in questo caso la ripetizione dell'esercizio puo' darmi la conferma o meno di questa prima impressione.
    Bellissimo esercizio

  • Grazie mille Stefania:))/

  • Sei davvero bravo, le cose dette da te arrivano al punto giusto per essere comprese e messe in atto non so se mi spiego. ti seguo da quando ho incominciato il mio percorso di crescita personale e mi sei di grande aiuto. questo secondo me è un settore dove per fare lituo mestiere non puoi solo studiare devi avere le doti per insegnare questo tipo di materia come tutti i lavori ci devi mettere passione e quindi esserei predisposto .Bravo!

  • Ciao Andrea,
    ottima osservazione quello di portare maggiore consapevolezza 😉

    I vecchi audio non si possono scaricare, perchè voglio utilizzarli (non tutti) come prodotti e bonus… questo blog, oltre ad essere la mia passione è anche il mio lavoro.

    D'ora in poi potrai scaricarli tutti 😉

  • Ciao Genna!
    intanto questo esercizio fondamentalmente è anche molto suggestivo 😉 soprattutto se hai nella mente un particolare tipo di profumi ;)).
    Forse i profumi, proprio per via del fatto che l'olfatto arrivi direttamente al cervello senza passare per il talamo, questi sono ricordati molto più a lungo delle cose viste, udite, toccate o forse gustate.
    Diciamo anche però, che anche se le informazioni olfattive arrivano al cervello, dovremmo esercitarci a soffermarci un pizzico di più quando proviamo questo tipo di esperienze. Infatti può capitare anche che, pur volendo ricordarsi un particolare profumo, per quanto suggestivo sia, questo possa non ritornare in mente, quanto meno in pochi istanti. Se invece, mentre ne sentiamo uno, ci soffermassimo più a fondo, diventerà anche più facile da ricordare e quindi, anche se non ci viene in mente il nome, possiamo ricordarci nitidamente le caratteristiche olfattive.
    Quindi, in particolare prima di questo esercizio, mi sento di suggerire un pizzico di presa di coscienza sulle sensazioni olfattive, abbandonando per un attimo il proprio sistema rappresentazionale dominante.
    Ora svolgo l'esercizio, magari scriverò sotto questi commenti quella che è stata la mia esperienza a ariguardo.
    Grazie,
    Andrea
    P.s.: Grazie Genna per le ANL in MP3! Una curiosità: se volessimo andare a scaricare MP3 di ANL precedenti (o magari abbiamo perso la mail che ne contenevano il link) come si fa?

  • Si vede che la risposta a Stefano l'ho data in auto al semaforo? 😉

    L'ho fatto tornando dalla diretta di TV7 che potete trovare sul mio profilo di Facebook.

  • Ciao Emanuele,
    certamente…

    Il tuo commento mi ha fatto venire in mente che il semplice portarsi dietro un "profumo", potrebbe agire come ancora. Un pò come fanno con gli amuleti;)

    Prova prima l'esercizio con il "solo" olfatto…e poi vedi come ti trovi mixandolo con altri sensi.

  • Non ci avevo pensato… fino ad ora mi sono focalizzato sulle ancora visive, auditive e tattili…
    Pensavo… se in una situazione di eccellenza ancorassi a livello multisensoriale (es ancora olfattiva + ancora tattile) il meccanismo potrebbe funzionare meglio?
    Grande Genna e la tua sempre ottima lista di articoli!

  • Già neanche io non l'avevo applicata si o a quando non mi sono imbattuto negli studi citati…

    Falli anche con il gusto e facci sapere:)

  • Già mi ero accorto della potenza delle sensazioni olfattive, di come richiamassero alla mente le memorie passate e facessero rivivere determinati stati d'animo. E mi sono accorto che erano molto potenti.

    Ma non ho mai fatto il passo successivo, ossia utilizzare gli odori per formare ancoraggi. Sicuramente ci proverò!

    Anzi, mi sa che ci provo anche con i sapori, già che ci sono.

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